News UM n.66/2026. La Corte di giustizia UE afferma la complementarietà tra la direttiva sulle pratiche commerciali sleali e il regolamento sull'informazione alimentare
News UM n.66/2026. La Corte di giustizia UE afferma la complementarietà tra la direttiva sulle pratiche commerciali sleali e il regolamento sull'informazione alimentare
News UM n.66/2026. La Corte di giustizia UE afferma la complementarietà tra la direttiva sulle pratiche commerciali sleali e il regolamento sull'informazione alimentare
La Corte di giustizia UE ha formulato il seguente principio: «L'articolo 3, paragrafo 4, della direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a che, nel settore degli alimenti, il comportamento di un professionista che costituisca una pratica commerciale ingannevole, ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, di tale direttiva, possa essere sanzionato in applicazione della normativa nazionale di recepimento di detta direttiva, nel caso in cui tale comportamento rientri anche nel divieto previsto dall'articolo 7 del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, e nella normativa nazionale di attuazione del medesimo regolamento».- News n. 66 dell'8 luglio 2026_Corte di giustizia dell'Unione europea, sezione I, 30 aprile 2026, C‑301-25 , (333134kb)
- Corte di giustizia dell'Unione europea, sezione I, 30 aprile 2026, C‑301/25 – Lidl Italia
Anno di pubblicazione:
2026
Materia:
CONCORRENZA, PRATICHE commerciali scorrette