News UM n. 111/2026. Divieto di pubblicità del gioco: incostituzionale il minimo inderogabile di 50.000 euro, riducibile secondo gravità e condizioni economiche del trasgressore.

News UM n. 111/2026. Divieto di pubblicità del gioco: incostituzionale il minimo inderogabile di 50.000 euro, riducibile secondo gravità e condizioni economiche del trasgressore.

La Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima la norma del c.d. “decreto Dignità” che fissa in 50.000 euro, per ogni violazione, il minimo inderogabile della sanzione per la pubblicità di giochi e scommesse. Dopo aver confermato il divieto e l’esigenza di un minimo deterrente a tutela della salute, la Corte ha ritenuto che la soglia rigida possa risultare manifestamente sproporzionata per condotte marginali, come la promozione occasionale svolta da un privato su un canale on line poco seguito. Con pronuncia sostitutiva ha quindi consentito di applicare un importo inferiore, in caso di manifesta sproporzione, tenendo conto della gravità della violazione, della personalità e delle condizioni economiche del trasgressore.