News UM n. 69/2026. Impianti FER e legge regionale sarda: parziale inammissibilità e restituzione degli atti al giudice a quo per jus superveniens Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 2, 6 e 8, nonché degli Allegati A, B, C, D, E, G, della legge della Regione Sardegna 5 dicembre 2024, n. 20, recante «Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti da fonti di energia rinnovabile (FER) e per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi», in riferimento agli artt. 3, 9, 41, 97, 11 e 117, commi 1, 2, lettere m) ed s), e 3, Cost., in relazione ai principi espressi dalla direttiva 2018/2001/UE, del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2018, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili e dal regolamento (UE) 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2018, sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima, entrambi come modificati dalla direttiva 2023/2413/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023; all’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), nonché agli artt. 3 e 4 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna).
News UM n. 63/2026. L’Adunanza plenaria fissa i confini dell'annullamento con rinvio: l'erroneo assorbimento dei motivi non è causa di nullità della sentenza Con la sentenza in esame l’Adunanza plenaria torna sui casi di regressione del giudizio di cui all’art. 105 c.p.a., escludendo che costituisca ipotesi di nullità della sentenza, con regressione al giudice di primo grado, l’erroneo ordine di esame dei motivi proposti in primo grado, precisando che essa non è questione rilevabile d’ufficio in appello.
News UM n. 68/2026. La Corte di giustizia UE torna sul regime di sospensione temporaneo dal pagamento delle accise per “deposito fiscale” L’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/118/CE del Consiglio, del 16 dicembre2008, relativa al regime generale delle accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE, come modificata dalla direttiva (UE) 2019/475 del Consiglio, del 18 febbraio 2019, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale, eventualmente integrata da misure di attuazione, che subordina l’autorizzazione a gestire depositi commerciali di gas di petrolio liquefatti di capacità inferiore a 400 metri cubi e depositi commerciali di altri prodotti energetici di capacità inferiore a 10.000 metri cubi in regime di deposito fi scale all’esistenza di “effettive necessità operative e di approvvigionamento dell’impianto” nonché alla condizione alternativa secondo cuio il deposito in questione effettui forniture di prodotto in esenzione di accisa o ad accisa agevolata o trasferimenti di prodotti energetici in regime sospensivo verso Stati membri o esportazioni verso Paesi non appartenenti all’Unione europea, in misura complessiva pari ad almeno il 30% del totale delle estrazioni del biennio, oppure tale deposito sia propaggine di un deposito fi scale ubicato nelle immediate vicinanze e appartenente allo stesso gruppo societario o, se di diversa titolarità, sia stabilmente destinato ad operare al servizio di tale altro deposito fi scale, a condizione che il principio di proporzionalità sia rispettato.
News UM n. 65/2026. Legittima la disciplina che esclude dagli incentivi per l’energia elettrica prodotta da impianti solari fotovoltaici le società in house costituite da enti locali Sono infondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 22-bis del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), convertito, con modificazioni, nella legge 11 novembre 2014, n. 164, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione
News UM n. 57/2026. All’Adunanza plenaria dirimere il contrasto sull’applicabilità del silenzio assenso orizzontale al parere della Soprintendenza nel procedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica La settima sezione del Consiglio di Stato sottopone all’Adunanza plenaria la questione dell’applicabilità del silenzio assenso tra amministrazioni ex art. 17 bis l. n. 241 del 1990 al parere della Soprintendenza sulla compatibilità paesaggistica e la conseguente sorte del parere di contenuto negativo adottato oltre il termine perentorio di cui all’art. 167, comma 5 del d.lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004.
News UM n. 62/2026. Deferite alla plenaria alcune questioni sul rito super-accelerato di accesso agli atti di gara nel nuovo codice appalti La sezione III del Consiglio di Stato ha deferito all'Adunanza plenaria due questioni interpretative relative al rito speciale super-accelerato in materia di accesso agli atti di gara di cui all'art. 36 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36. In particolare, ha chiesto di chiarire se tale rito operi anche quando la stazione appaltante non abbia adempiuto a tutti gli obblighi di pubblicazione e comunicazione degli atti imposti dalla norma, con conseguente questione circa il termine applicabile (dieci giorni o quello ordinario di trenta giorni previsto dall’art. 116 c.p.a.) e se la mera pubblicazione dell'offerta tecnica in versione oscurata valga come decisione implicita sull'istanza di oscuramento, idonea a fare decorrere il termine abbreviato di impugnazione.
News UM n. 60/2026. All’esame della Consulta la normativa umbra in materia di assegnazione di alloggi popolari Il T.a.r. per l’Umbria ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 20, comma 2, lettera c), 29, comma 1, lett. c), della legge della regione Umbria del 28 novembre 2003, n. 23 e dell’art. 18, comma 2, della legge della regione Umbria del 26 febbraio 2026, n. 2 per violazione degli artt. 2, 3, 25, 29, 117, secondo comma, lett. l) e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione all’art. 8 della CEDU, nella parte in cui dispongono che i soggetti richiedenti il beneficio dell’assegnazione dell’alloggio popolare devono possedere, a pena di esclusione, il requisito soggettivo della c.d. “incensuratezza” (id est non aver riportato condanne penali passate in giudicato con riguardo a talune tipologie di reato, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione di cui all' articolo 178 c.p.).
News UM n. 61/2026. Soggetti coinvolti nel conflitto in Ucraina e misure restrittive: il congelamento dei beni detenuti da un trust è compatibile con il comunitario Le nozioni di appartenenza e di controllo del trust, ai fini dell’applicazione delle misure a protezione dell’Ucraina, vanno interpretate in maniera estensiva fino a ricomprendere qualsiasi forma di influenza esercitata su tali beni, anche in assenza di un legame giuridico diretto.
News UM n. 58/2026. Registro dei titolari effettivi: per la Corte di giustizia UE è compatibile con il diritto UE ma va garantita la tutela cautelare prima dell’accesso ai dat La Corte di giustizia dell'Unione europea ha statuito la conformità dell'ordinamento italiano al diritto UE in materia di “registro dei titolari effettivi”, confermando altresì la legittimità della riconduzione dei mandati fiduciari stipulati da società fiduciarie di diritto italiano alla nozione di istituti giuridici affini ai "trust", nel quadro del margine di discrezionalità riconosciuto agli Stati membri in sede di attuazione della normativa antiriciclaggio. Ha ritenuto altresì compatibile con il diritto UE il regime di accesso al registro da parte di soggetti privati subordinato alla sussistenza di un interesse giuridico rilevante, differenziato, diretto, concreto e attuale. Sotto il profilo processuale, si afferma la centralità della tutela giurisdizionale cautelare, con la conseguenza che la normativa nazionale — nella parte in cui non assicura al titolare effettivo la possibilità di ottenere una misura idonea a sospendere l'ostensione dei dati nelle more del controllo giurisdizionale — risulta incompatibile con il diritto dell'Unione e necessita di adeguamento.
News UM n. 64/2026. Soggetti coinvolti nel conflitto in Ucraina e misure restrittive: il congelamento dei beni detenuti da un trust è compatibile con il diritto comunitario Le nozioni di appartenenza e di controllo del trust, ai fini dell’applicazione delle misure a protezione dell’Ucraina, vanno interpretate in maniera estensiva fino a ricomprendere qualsiasi forma di influenza esercitata su tali beni, anche in assenza di un legame giuridico diretto.