Sulla legittimazione attiva di una pro loco e sulla tempestività dell’impugnazione del PAUR in assenza della previa impugnazione della VIA

Sulla legittimazione attiva di una pro loco e sulla tempestività dell’impugnazione del PAUR in assenza della previa impugnazione della VIA


Ambiente – Atti autorizzativi – Impugnativa – Legittimazione ad agire – Associazione – Esclusione
 

È priva di legittimazione ad agire in riferimento  all'impugnativa di atti autorizzativi in materia ambientale, per la  mancanza dell’elemento della “stabilità temporale" un’associazione (pro loco) che abbia svolto, nel periodo intercorrente tra la sua costituzione e il rilascio dell’impugnato provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR), attività quasi esclusivamente volte a contestare il relativo procedimento autorizzatorio, in quanto da ciò si desume che essa è stata costituita in funzione dell’impugnazione di singoli atti e provvedimenti. (1).
Il T.a.r. in riferimento all'impugnativa delle autorizzazioni rilasciate alla società controinteressata per la realizzazione di un impianto integrato per il trattamento e il recupero della frazione organica dalla raccolta differenziata nel comune di Montallegro, dopo aver riunito due distinti ricorsi, proposto uno dal comune e l'altro dalla pro-loco, ha dunque riconosciuto la legittimazione ad agire del solo comune.
 

Ambiente – Atti autorizzativi – Impugnazione P.A.U.R. – Previa impugnazione V.I.A. – Necessità – Esclusione

L’impugnazione del provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) non presuppone la previa e tempestiva impugnazione della VIA nello stesso incorporata, tenuto conto dell’inefficacia della seconda sino all’emanazione del primo; il che rende priva di attualità la lesione derivante dall’emanazione di una VIA nell’ambito del procedimento sfociante nel PAUR, avuto altresì presente che quest’ultimo provvedimento potrebbe non essere infine emanato per ragioni del tutto indipendenti dalla pretesa illegittimità della VIA, con il correlato spreco della limitata risorsa “giustizia”. L’autonoma impugnazione del PAUR è comunque possibile laddove, in tale sede, sia stata svolta un’autonoma attività istruttoria, confermativa delle conclusioni a cui era giunta la VIA. (2).
Nel caso di specie era stato svolto un approfondimento istruttorio che aveva confermato le conclusioni della VIA in ordine alla distanza tra un impianto di trattamento dei rifiuti e il centro abitato di un comune. Peraltro il T.a.r. ha sottolineato che nel precedente difforme del Consiglio di Stato, a differenza della fattispecie al suo esame, il ricorrente non aveva tempestivamente impugnato (nemmeno) il provvedimento di autorizzazione integrata ambientale (AIA), né si era posta la questione del disposto dell’art. 208, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.


(1) Conformi: C.g.a., 15 settembre 2023, n. 576; Cons. Stato, sez. IV, 13 gennaio 2023 n. 445; 18 maggio 2022 n. 3921; 22 marzo 2018, n. 1838.

(2) Difformi: In senso contrario Cons. Stato, sez. IV, 11 giugno 2024, n. 5241 (cfr. Newsletter n. 38 del 21 ottobre 2024).


Anno di pubblicazione:

2025

Materia:

AMBIENTE

Tipologia:

Focus di giurisprudenza e pareri