angle-left Saluto del Segretario generale della giustizia amministrativa, Presidente Mario Torsello al C.P.G.A.

Saluto del Segretario generale della giustizia amministrativa, Presidente Mario Torsello al C.P.G.A.

Vorrei porgere un breve saluto al Consiglio di Presidenza.

Ho già rappresentato al Presidente Patroni Griffi la mia grande gioia nel vederlo insediato sul più alto scranno della Giustizia amministrativa e la certezza che con la Sua Presidenza - che giunge a coronamento di una brillantissima carriera - il Consiglio di Stato e i TAR vivranno un periodo di rinnovata legittimazione istituzionale e sapranno svolgere al meglio le fondamentali funzioni di tutela della legalità dell’azione amministrativa. In tal modo dando compimento alla straordinaria opera già svolta da Sandro Pajno.

Per quello che mi riguarda ho ritenuto che siano venute meno le ragioni che mi spinsero, a suo tempo, ad accettare di svolgere – peraltro per la seconda volta – le funzioni di Segretario generale e quindi ho rassegnato le dimissioni.

Del resto ho sempre interpretato gli incarichi che mi sono stati conferiti come svolgimento di una funzione e non come mero esercizio di potere.

Quando con il Presidente Pajno, e con l’allora Presidente aggiunto Patroni Griffi, abbiamo incominciato questo percorso, all’inizio del 2016, la giustizia amministrativa, a mio avviso, attraversava forse la più grave crisi da quando è nata, sia all’esterno – sotto il profilo della legittimazione istituzionale – sia all’interno, per le forti divisioni che la caratterizzavano e purtroppo ancora la affliggono.

Non sta a me naturalmente formulare il bilancio di questi due anni e mezzo di lavoro. Voglio solo indicare alcuni obiettivi che sono stati raggiunti con la collaborazione fattiva di tutti gli organi della Giustizia amministrativa: il Presidente del Consiglio di Stato Pajno, il precedente Consiglio di presidenza, il Presidente aggiunto Patroni Griffi, il Segretariato generale: enorme rilancio delle funzioni consultive; aumento dell’organico dei magistrati; copertura quasi completa dell’organico del Consiglio di Stato; nuovo regolamento del concorso TAR; rilancio dell’ufficio studi; grande sviluppo delle funzioni di comunicazione e di analisi statistica; riforma degli incarichi di insegnamento nelle scuole di magistratura; nuova disciplina degli incarichi dei magistrati amministrativi; istituzione dell’Ufficio del processo; realizzazione del principio di sinteticità degli atti; programma di smaltimento dell’arretrato; grande sviluppo delle relazioni con la Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione, la Corte dei conti, con le Corti europee e internazionali; apertura della Giustizia amministrativa alle scuole.

Non possiamo neanche dimenticare che in relazione ad alcuni fatti che hanno rischiato di offuscare il nostro lavoro abbiamo dimostrato di avere gli anticorpi indispensabili, adottando provvedimenti certamente dolorosi ma necessari, anche per riguadagnare la fiducia che l’opinione pubblica deve avere verso la nostra Istituzione.

Il profilo squisitamente organizzativo è ovviamente a noi più vicino ratione officii.

Il primo passo è stato quello di intraprendere un cammino di modernizzazione.

Noi crediamo fortemente che l'organizzazione del nostro servizio-giustizia debba rinnovarsi profondamente, essere moderna ed efficace, essere al passo con i tempi.

Un ruolo centrale in questo disegno di ammodernamento ha assunto naturalmente l’entrata a regime del Processo amministrativo telematico. E’ certo che il PAT ha cambiato radicalmente il nostro modo di lavorare.

Non possiamo nascondere la soddisfazione per come stiamo procedendo, pur con gli inevitabili problemi che un processo di cambiamento così radicale inevitabilmente comporta. Sono pochissimi i paesi che hanno il nostro livello di digitalizzazione come è emerso in un incontro dell’Associazione internazionale delle supreme giurisdizioni amministrative. I risultati raggiunti hanno visto anche un riconoscimento formale in quanto ci è stato attribuito il Premio Agenda Digitale 2017.

Abbiamo inoltre molto migliorato il nostro Sito internet su cui sono pubblicati, in tempo reale, tutti i provvedimenti dei giudici amministrativi: ad oggi, circa 2.300.000 documenti, per oltre mezzo milione di accessi al mese.

Abbiamo cercato di valorizzare al massimo - in ogni senso - il ruolo personale dirigenziale e amministrativo in genere, avviando anche un’importante sperimentazione dello Smart Working (o se preferite: Lavoro Agile): alla fine di tale sperimentazione l’impiegato potrà lavorare in qualsiasi posto ritenga, ma dovrà garantire la stessa prestazione che avrebbe reso presso la propria sede di servizio

Un'altra grande riforma è costituita dal nuovo regolamento di organizzazione che mira a raggiungere, con un diverso riassetto di alcuni uffici centrali e periferici, una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione dell’amministrazione.

Molto rilevante – per evidenti ragioni - è stato lo sblocco del decreto del Ministero dell’economia riguardante la quota di risorse – invero cospicue - da destinare alla Giustizia amministrativa a titolo di contributo unificato.

Un’ultima notazione sul metodo: chi mi conosce sa che ho sempre pensato che i Tar e il Consiglio di Stato costituiscono due anime dello stesso corpo, un unicum inscindibile e quindi ho provato ad essere il Segretario generale di tutti. Spero di esserci riuscito.

In conclusione consentitemi di ringraziare i due colleghi segretari delegati Carlotti e Scala e i magistrati addetti al Segretariato e – se permettete, in particolar modo – il Cons. Giulia Ferrari, collega di straordinaria competenza e capacità, oltre al personale della mia segreteria e ai dirigenti e al personale tutto della Giustizia amministrativa.

Sono molto contento che le funzioni di Segretario generale – in una prospettiva di certa continuità - saranno svolte dal Cons. Carlotti, collega valente, serio e preparatissimo. Sono certo che farà benissimo. Al Collega un affettuoso “in bocca al lupo”.

Agli amici del Consiglio di presidenza un sincero augurio di buon lavoro con l’auspicio di vincere le importanti e complesse sfide che dovranno essere affrontate.