Concorsi pubblici a professore universitario: sulle conseguenze della falsa attestazione del possesso dei titoli nel curriculum

Concorsi pubblici a professore universitario: sulle conseguenze della falsa attestazione del possesso dei titoli nel curriculum


Concorsi a pubblico impiego – Università – Requisiti – Autodichiarazione – Rilevanza

 

Nelle procedure di conferimento di posti di professore universitario, la dichiarazione sostitutiva di certificazione e/o dell’atto di notorietà, ai sensi degli artt. 46 e 47 del d.P.R. n. 445 del 2000, attestante il possesso di tutti i titoli riportati nel curriculum vitae assume valore dirimente, dovendo la commissione esaminatrice valutare ogni candidato esclusivamente sulla base di quanto dallo stesso autodichiarato. (1).



 

Concorsi a pubblico impiego – Università – Autodichiarazione – Requisiti – Autoresponsabilità

 

Nelle procedure di conferimento di posti di professore universitario, in forza del principio di autoresponsabilità, sussiste il dovere rafforzato dei partecipanti di verificare con particolare rigore che tutto quanto dichiarato nel curriculum autocertificato corrisponda al vero, che il contenuto sia chiaramente esposto e non possa indurre in errore la commissione. (2).



 

Concorsi a pubblico impiego – Università – Autodichiarazione – Requisiti – Curriculum – Falsità – Conseguenze – Esclusione 

 

Nelle procedure di conferimento di posti di professore universitario, la falsa dichiarazione nel curriculum vitae del possesso anche di un solo titolo determina l’esclusione dal concorso del candidato, in quanto il curriculum rappresenta un unicum, nel quale la non rispondenza al vero anche di un solo titolo ivi indicato si propaga all’intero contenuto autodichiarato. (3).


Nel caso di specie, il concorrente aveva dichiarato tra le pubblicazioni una monografia, senza specificazione e, quindi, implicitamente da considerare “pubblicata” e non “in corso di pubblicazione”, alla data di scadenza del bando (15 agosto 2024), la quale pubblicazione, viceversa, non era ancora pubblicata, essendo in fieri la fase di peer review; su tali basi, la sezione ha riformato la sentenza di primo grado che, pur rilevando la circostanza, non ne aveva fatto discendere l’esclusione del concorrente, bensì la rinnovazione della valutazione ad opera di una commissione in diversa composizione. In relazione alle conseguenze della erronea indicazioni di elementi a cura della parte privata nell’ambito del procedimento amministrativo: a) sulle conseguenze penali della falsa dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà Cass. pen., sez. V, 26 novembre 2009, n. 2978 (in Foro it., 2011, II, 51, con note di TRAVI e GIACONA); b) sul valore probatorio delle dichiarazioni sostitutive: Cass. civ., sez. un., 29 maggio 2014, n. 12065 (in Foro it., 2015, I, 1763; Riv. dir. proc., 2015, 1602, con nota di PEZZANI e Guida al dir., 2014, 28, 40, con nota di SACCHETTINI), ove si afferma il principio secondo cui la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui all’art. 46 del d.P.R. n. 445 del 2000 esaurisce i suoi effetti nell’ambito dei rapporti con la p.a. e nel procedimento amministrativo, mentre non costituisce ex se prova idonea nel processo, salvo combinarsi con il principio di non contestazione.


(1) Conformi: Cons. Stato, sez. VII, 8 giugno 2022, n. 4680. 

(2) Conformi: Cons. Stato, sez. IV, 19 aprile 2022, n. 2916; sez. III, 20 luglio 2020, n. 4634. Sul principio di autoresponsabilità nel procedimento amministrativo Cons. Stato, ad. plen., 30 agosto 2018, n. 12 (oggetto della News US in data 17 settembre 2018); 17 ottobre 2017, n. 8 (in Foro it., 2018, III, 6 nonché oggetto della News US in data 23 ottobre 2017); 25 febbraio 2014, n. 9 (in Foro it., 2014, III, 429, con nota di SIGISMONDI, nonché oggetto della News US in data 27 febbraio 2014).

(3) Conformi: Cons. Stato, sez. IV, 20 ottobre 2023, n. 9112. Sulla decadenza dal beneficio conseguito con una falsa dichiarazione Cass., sez. lav., 19 ottobre 2020, n. 22673; Cons. Stato, sez. V, 6 luglio 2020, n. 4303; sez. VI, 20 agosto 2019, n. 5761; sez. V, 15 marzo 2017, n. 1172. Le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 75 del d.P.R. n. 445 del 2000, in relazione all’automaticità della decadenza in caso di false dichiarazioni, sono state dichiarate inammissibili dalla Corte costituzionale con le sentenze 7 ottobre 2021, n. 190 (Foro it., 2021, I, 3771 nonché oggetto della News US n. 82 del 27 ottobre 2021) e 24 luglio 2019, n. 199 (in Foro it., 2019, I, 2990 nonché oggetto della News US n. 111 del 18 ottobre 2019).


Veröffentlichungsjahr:

2026

Sachbereich:

CONCORSO a pubblico impiego

UNIVERSITÀ

Typ:

Fokus Rechtsprechung u. Gutachten