Rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia ue dopo Corte giust. 6 ottobre 2021
Rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia ue dopo Corte giust. 6 ottobre 2021
Processo amministrativo - Rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia ue – Dopo Corte giust. 6 ottobre 2021 -
Anche dopo la sentenza della Corte di Giustizia Ue 6 ottobre 2021, la teoria dell’atto chiaro, come ricostruita dalla medesima Corte, obbligando il giudice nazionale che non sia protetto da meccanismi di filtro (da azioni di responsabilità civile e disciplinare), lede i principi costituzionali e internazionali di ragionevole durata del processo e indipendenza del giudice
(1) Ha chiarito la Sezione che le condizioni poste dalla Corte di giustizia6 ottobre 2021 per escludere l’obbligo di rinvio pregiudiziale gravante sul giudice di ultima istanza ex art. 267 TFUE, risultano: a) di difficile accertamento, nella parte in cui fanno riferimento alla necessità che il giudice procedente, certo dell’interpretazione e dell’applicazione da dare al diritto dell’U.E., rilevante per la soluzione della controversia nazionale, provi in maniera circostanziata che la medesima evidenza si imponga anche presso i giudici degli altri Stati membri e la Corte (in questo senso si condivide l’orientamento espresso dal medesimo Consiglio di Stato, successivamente alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, cfr. sez. VI, n. 2066 del 2022, §§ da 28 a 32); b) lesive del principio costituzionale (art. 111, comma secondo, Cost.) ed europeo (art. 47, comma 2, Carta dei diritti fondamentali U.E.) della ragionevole durata del processo, in quanto il giudice supremo nazionale italiano è costretto a disporre un rinvio pregiudiziale, allungando di molto i tempi di risoluzione della controversia, per prevenire, in assenza di qualsivoglia filtro preventivo, la proposizione dell’azione di risarcimento del danno ai sensi della norma sancita dall’art. 2, comma 3-bis, legge n. 117 del 1988, nonché la ragionevole certezza del coinvolgimento in un accertamento disciplinare, ai sensi della norma sancita dall’art. 9, comma 1, legge n. 117/1988 (pure dopo le precisazioni operate dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 169 del 2021); c) lesive del principio del valore della indipendenza della magistratura, elemento costitutivo della declamata rule of law (art. 101, comma 2, Cost.; art. 47, comma 2, Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; art. 6, comma 1, C.e.d.u.) in quanto, pure in presenza di una attività esegetica motivatamente svolta dal giudice nazionale (come nel caso di specie), quest’ultimo può essere attinto dalla minaccia della sanzione risarcitoria e disciplinare per gli esiti (non graditi) della interpretazione.
Veröffentlichungsjahr:
2022
Sachbereich:
GIUSTIZIA amministrativa
UNIONE Europea, RINVIO pregiudiziale alla Corte di giustizia UE
Typ:
Fokus Rechtsprechung u. Gutachten