News UM n. 63/2026. L’Adunanza plenaria fissa i confini dell'annullamento con rinvio: l'erroneo assorbimento dei motivi non è causa di nullità della sentenza Con la sentenza in esame l’Adunanza plenaria torna sui casi di regressione del giudizio di cui all’art. 105 c.p.a., escludendo che costituisca ipotesi di nullità della sentenza, con regressione al giudice di primo grado, l’erroneo ordine di esame dei motivi proposti in primo grado, precisando che essa non è questione rilevabile d’ufficio in appello.
News UM n. 57/2026. All’Adunanza plenaria dirimere il contrasto sull’applicabilità del silenzio assenso orizzontale al parere della Soprintendenza nel procedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica La settima sezione del Consiglio di Stato sottopone all’Adunanza plenaria la questione dell’applicabilità del silenzio assenso tra amministrazioni ex art. 17 bis l. n. 241 del 1990 al parere della Soprintendenza sulla compatibilità paesaggistica e la conseguente sorte del parere di contenuto negativo adottato oltre il termine perentorio di cui all’art. 167, comma 5 del d.lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004.
News UM n. 62/2026. Deferite alla plenaria alcune questioni sul rito super-accelerato di accesso agli atti di gara nel nuovo codice appalti La sezione III del Consiglio di Stato ha deferito all'Adunanza plenaria due questioni interpretative relative al rito speciale super-accelerato in materia di accesso agli atti di gara di cui all'art. 36 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36. In particolare, ha chiesto di chiarire se tale rito operi anche quando la stazione appaltante non abbia adempiuto a tutti gli obblighi di pubblicazione e comunicazione degli atti imposti dalla norma, con conseguente questione circa il termine applicabile (dieci giorni o quello ordinario di trenta giorni previsto dall’art. 116 c.p.a.) e se la mera pubblicazione dell'offerta tecnica in versione oscurata valga come decisione implicita sull'istanza di oscuramento, idonea a fare decorrere il termine abbreviato di impugnazione.
News UM n. 60/2026. All’esame della Consulta la normativa umbra in materia di assegnazione di alloggi popolari Il T.a.r. per l’Umbria ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 20, comma 2, lettera c), 29, comma 1, lett. c), della legge della regione Umbria del 28 novembre 2003, n. 23 e dell’art. 18, comma 2, della legge della regione Umbria del 26 febbraio 2026, n. 2 per violazione degli artt. 2, 3, 25, 29, 117, secondo comma, lett. l) e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione all’art. 8 della CEDU, nella parte in cui dispongono che i soggetti richiedenti il beneficio dell’assegnazione dell’alloggio popolare devono possedere, a pena di esclusione, il requisito soggettivo della c.d. “incensuratezza” (id est non aver riportato condanne penali passate in giudicato con riguardo a talune tipologie di reato, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione di cui all' articolo 178 c.p.).
News UM n. 61/2026. Soggetti coinvolti nel conflitto in Ucraina e misure restrittive: il congelamento dei beni detenuti da un trust è compatibile con il comunitario Le nozioni di appartenenza e di controllo del trust, ai fini dell’applicazione delle misure a protezione dell’Ucraina, vanno interpretate in maniera estensiva fino a ricomprendere qualsiasi forma di influenza esercitata su tali beni, anche in assenza di un legame giuridico diretto.
News UM n. 58/2026. Registro dei titolari effettivi: per la Corte di giustizia UE è compatibile con il diritto UE ma va garantita la tutela cautelare prima dell’accesso ai dat La Corte di giustizia dell'Unione europea ha statuito la conformità dell'ordinamento italiano al diritto UE in materia di “registro dei titolari effettivi”, confermando altresì la legittimità della riconduzione dei mandati fiduciari stipulati da società fiduciarie di diritto italiano alla nozione di istituti giuridici affini ai "trust", nel quadro del margine di discrezionalità riconosciuto agli Stati membri in sede di attuazione della normativa antiriciclaggio. Ha ritenuto altresì compatibile con il diritto UE il regime di accesso al registro da parte di soggetti privati subordinato alla sussistenza di un interesse giuridico rilevante, differenziato, diretto, concreto e attuale. Sotto il profilo processuale, si afferma la centralità della tutela giurisdizionale cautelare, con la conseguenza che la normativa nazionale — nella parte in cui non assicura al titolare effettivo la possibilità di ottenere una misura idonea a sospendere l'ostensione dei dati nelle more del controllo giurisdizionale — risulta incompatibile con il diritto dell'Unione e necessita di adeguamento.
News UM n. 54/2026. Primari senza concorso, il Consiglio di Stato rimette la q.l.c. alla Corte costituzionale La terza sezione del Consiglio di Stato ha sollevato q.l.c. dell’art. 15, comma 7-bis, lett. b), del d.lgs. n. 502 del 1992 (come modificato dall’art. 20 della l. n. 118 del 2022), nell’interpretazione datane dalla giurisprudenza delle sezioni unite della Corte di cassazione, per violazione degli artt. 3, 32 e 97, Cost. nella parte in cui non prevede la previsione di un concorso per le procedure relative al conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa nel settore sanitario.
News UM n. 53/2026. Alla Corte costituzionale la questione relativa alla insanabilità dei vizi dello ius postulandi e della legitimatio ad processum Il T.a.r. per la Lombardia ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 40, comma 1, lett. g), del c.p.a., come interpretato dal diritto vivente formatosi a seguito dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 11 del 2 ottobre 2025, nella parte in cui non consente la sanatoria della mancanza o nullità della procura alle liti derivante da difetto di rappresentanza o di autorizzazione. Secondo il collegio, tale preclusione determina una irragionevole compressione del diritto di difesa e dell’effettività della tutela giurisdizionale, specie nei casi di urgenza e di translatio iudicii, ponendosi in contrasto con plurimi parametri costituzionali e convenzionali.
News UM n. 50/2026. Maternità e formazione in medicina generale: è incostituzionale la mancata retroattività del diploma ai fini del rapporto a tempo indeterminato La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l'art. 24, comma 5, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, nella parte in cui non prevede che il diploma di formazione in medicina generale, conseguito dopo la sospensione per maternità, retroagisca alla data della sessione ordinaria degli altri corsisti. Secondo la Consulta la norma determina una discriminazione indiretta a danno delle donne, poiché ritarda strutturalmente la trasformazione dell'incarico convenzionale a tempo determinato in rapporto a tempo indeterminato, con effetti permanenti sulla carriera. Il rimedio individuato consiste nella retrodatazione degli effetti del diploma, limitatamente a tale trasformazione.
News UM n. 49/2026. Magistratura onoraria: incostituzionale la disciplina che subordina la stabilizzazione alla rinuncia dei diritti UE su ferie retribuite, previdenza e assistenza Illegittima la nuova disciplina delle funzioni giudiziarie onorarie nella misura in cui fa conseguire al superamento delle procedure di “stabilizzazione”, riservate ai magistrati onorari in servizio all’entrata in vigore dello stesso decreto legislativo, la rinuncia – in relazione ai rapporti antecedenti la stabilizzazione medesima – ai diritti conferiti dall’Unione europea riguardanti le ferie retribuite, la previdenza e l’assistenza.