Lotti pascolivi del demanio civico: l’affidamento richiede una gara pubblica.
Lotti pascolivi del demanio civico: l’affidamento richiede una gara pubblica.
Beni pubblici – Usi civici – Concessioni amministrative – Pascolo – Obbligo di indizione della gara ad evidenza pubblica
L’affidamento in uso esclusivo, da parte di un comune e verso corrispettivo di un canone, di lotti pascolivi appartenenti al demanio civico non è disciplinato dalla legge 3 maggio 1982, n. 203 sui contratti agrari, ma dalle norme e dai principi in materia di concessione di beni pubblici economicamente contendibili e di contratti attivi della pubblica amministrazione, i quali sono assoggettati alle norme ed ai principi della contabilità pubblica (articolo 3 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2240, e articolo 37, comma 1, del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827) e del Codice dei contratti pubblici (articolo 13, commi 2 e 5, del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36), per cui il loro affidamento deve avvenire all’esito di una procedura ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del risultato, della fiducia, di concorrenza, di imparzialità, di non discriminazione, di pubblicità, di trasparenza e di proporzionalità. (1).
In motivazione il T.a.r. ha, però, anche evidenziato come le regole della procedura selettiva possano, tuttavia, tener conto della realizzazione di obiettivi di salute pubblica, di politica sociale, di salute e sicurezza dei lavoratori, di protezione dell’ambiente, di salvaguardia del patrimonio culturale e di altri motivi imperativi d’interesse generale conformi al diritto euro-unitario. Ha ricordato l’applicabilità, così come statuito dalla CGUE, dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 alle concessioni di beni pubblici finalizzate all’esercizio di un’attività economica, previo accertamento del presupposto che, a livello comunale, i beni pubblici che possono costituire oggetto di sfruttamento economico siano in numero limitato (in questo senso, ha richiamato Corte di giustizia UE, sez. V, 14 luglio 2016, cause riunite C-458/14 e C-67/15). Infine, ha sottolineato come scarsità del bene debba essere interpretata non solo in relazione alle sue caratteristiche quantitative e qualitative, ma anche in considerazione della domanda che esso è in grado di generare.
Beni pubblici – Usi civici – Concessioni amministrative – Divieto di proroga
Sussiste un generale divieto di disporre la proroga della durata della concessione in uso esclusivo di lotti pascolivi del demanio civico, a meno che non ricorrano eccezionali ragioni di urgenza o la proroga venga disposta per il tempo strettamente necessario all’espletamento di una nuova procedura di evidenza pubblica. (2).
In motivazione il T.a.r. ha qualificato la proroga disposta in assenza di esigenze imperative sopravvenute di interesse generale, come un affidamento diretto di un bene pubblico contendibile, non consentito dalla normativa interna ed euro-unitaria.
(1) Conformi: sulla nozione di scarsità del bene pubblico, valutata anche in rapporto alla domanda, Cons. Stato, Ad. plen., 9 novembre 2021, n. 17 e n. 18 (quest'ultima oggetto della News US n. 88 del 2021). Non si segnalano precedenti negli esatti termini quanto ai lotti pascolivi del demanio civico. Per completezza, oltre il quinquennio, sull’assegnazione dei lotti di uso civico di pascolo mediante asta pubblica: Cons. Stato, sez. III, 26 luglio 2018, n. 4591.
(2) Conformi: sul divieto di proroga delle concessioni di beni pubblici contendibili, Cons. Stato, Ad. plen., 9 novembre 2021, n. 17 e n. 18 (quest'ultima oggetto della News US n. 88 del 2021).
Anno di pubblicazione:
2026
Materia:
BENI pubblici, USI civici
Tipologia:
Focus di giurisprudenza e pareri