Risarcimento danni per non aver consentito allo straniero, titolare di permesso per attesa cittadinanza, di lavorare
Risarcimento danni per non aver consentito allo straniero, titolare di permesso per attesa cittadinanza, di lavorare
Risarcimento danni per non aver consentito allo straniero, titolare di permesso per attesa cittadinanza, di lavorare
Risarcimento danni - Straniero - Permesso per attesa cittadinanza – Impedito svolgimento attività lavorativa – Spetta il risarcimento.
Deve essere riconosciuto il risarcimento del danno derivante dal fatto che il ministero dell'interno ha impedito allo straniero l'attività lavorativa sull’assunto che lo speciale permesso per attesa cittadinanza di cui egli godeva non potesse valere al fine del permesso di lavoro (1).
(1) Il Tar ha seguito le indicazioni della sentenza della Corte Costituzionale alla quale aveva rimesso la questione di legittimità costituzionale, osservando che, se è vero che le norme valide in generale per i permessi di soggiorno (art. 11, comma 1, lett. c), d.P.R. n. 394 del 1999 e art. 1, comma 6, d.lgs. n. 286 del 1998), di cui l'amministrazione aveva fatto applicazione, non consentono un'interpretazione diversa da quella seguita dal ministero, tuttavia occorre trovare nel sistema, orientandone costituzionalmente l'interpretazione, un principio che consenta l'esercizio del fondamentale diritto al lavoro, riconosciuto e protetto dalla Costituzione. Tale principio si rinviene nelle norme che, pur non prevedendo il rilascio del permesso di lavoro in determinate ipotesi in cui lo straniero è già in possesso di un diverso titolo a permanere nello Stato, tuttavia gli consentono di lavorare.
Facendo applicazione di tale principio, il ricorso è stato accolto, sussistendo sia la prova del danno, non contestato, sia il nesso di causalità, sia la colpa dell'amministrazione (che in un primo momento aveva consentito l'attività lavorativa), elemento, quest'ultimo, che, non potendo essere appiattito sulla mera illegittimità dell'atto causativo, e d'altra parte essendo riferita ad un elemento soggettivo, non può che essere condotta alla stregua dell'indagine sulla consapevolezza dell'amministrazione di porsi in contrasto con i canoni imposti dall'art. 97 Cost., da desumersi necessariamente mediante sintomi oggettivi.
Anno di pubblicazione:
2019
Materia:
DANNI (in materia civile, penale, amministrativa, contabile, alternativi)
STRANIERO
Tipologia:
Focus di giurisprudenza e pareri