angle-left n. 580 - Giustizia Amministrativa: precisazioni sul caso del cons. Bellomo

n. 580 - Giustizia Amministrativa: precisazioni sul caso del cons. Bellomo

In merito alle notizie apparse sulla stampa riguardanti il caso del consigliere di Stato Francesco Bellomo, il Segretariato Generale della Giustizia amministrativa, sottolineando che si tratta di un procedimento disciplinare per il quale si attende l’imminente conclusione, fa presente che:
l’azione disciplinare è stata esercitata e proseguita, in tutte le sue fasi, nei tempi più rapidi consentiti dalla legge; ad esempio, essa – pur in presenza di un termine di un anno - è stata esercitata dal Presidente del Consiglio di Stato a pochi giorni dalla trasmissione dei primi atti dal Consiglio di Presidenza, Organo di autogoverno della giustizia amministrativa;
Il Consiglio di Presidenza – effettuate le audizioni ed esaminati gli atti – ha deliberato la sanzione massima tra quelle previste: la destituzione dal servizio, che è stata irrogata pochissime volte nella storia della Giustizia amministrativa; tra breve vi sarà il parere dell’Adunanza generale del Consiglio di Stato, prescritto dalla legge;
l’azione disciplinare è avvenuta su autonoma iniziativa della Giustizia amministrativa poiché non risulta sino ad oggi esercitata l’azione penale;
la vicenda del consigliere Bellomo non è connessa all’esercizio delle sue funzioni d’ufficio; ciò nonostante l’Organo di autogoverno l’ha considerata gravemente lesiva dei doveri professionali e dell’onore della magistratura amministrativa;
nel marzo scorso è stata respinta la richiesta di autorizzazione del consigliere Bellomo a svolgere attività di insegnamento per i corsi di preparazione al concorso in magistratura. L’istanza cautelare proposta dal magistrato contro tale diniego è stata respinta sia dal Tar sia dal Consiglio di Stato.

 

Roma 11 dicembre 2017