Pubblicato il 08/11/2017

N. 05160/2017REG.PROV.COLL.

N. 00296/2017 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso in appello iscritto al numero di registro generale 296 del 2017, proposto da:
Ar.Co. s.r.l., in proprio e quale capogruppo del costituendo r.t.i. con S.I.E. di Laico Giuseppe, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Vito Agresti, con domicilio eletto presso lo studio Antonia De Angelis in Roma, via Portuense, n. 104;

contro

Ministero della Difesa, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;

nei confronti di

Dag Costruzioni s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Pierluigi Piselli e Gianni Marco Di Paolo, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Pierluigi Piselli in Roma, via Giuseppe Mercalli N. 13;
Fms Costruzioni s.r.l.; Saulle Impianti s.r.l.; Di Gregorio S.n.c. di Di Gregorio Valerio & C., Metro Costruzioni s.r.l.; Progedil s.r.l., S.T.I.A. Studio Tecnico di Ingegneria Applicata s.r.l., non costituite in giudizio;

per la riforma

per la riforma

della sentenza del T.A.R. PUGLIA - SEZ. STACCATA DI LECCE, Sez. II, n. 01912/2016, resa tra le parti;


Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa e di Dag Costruzioni S.r.l.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 19 ottobre 2017 il Cons. Roberto Giovagnoli e uditi per le parti gli avvocati Agresti, dello Stato Camassa, Di Paolo.;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

1. La società Ar.Co, quarta classificata nella procedura di gara bandita dal Ministero della Difesa nel 2014 per l’affidamento della progettazione esecutiva per la realizzazione di un nuovo edificio adibito a settore bombole e reparto gas compressi in Taranto, con ricorso originariamente proposto innanzi al T.a.r. per il Lazio e poi riassunto (in seguito alla dichiarazione di incompetenza del T.a.r. per il Lazio) dinnanzi al T.a.r. per la Puglia, ha impugnato gli atti di gara e l’aggiudicazione definitiva disposta a favore della società D.A.G. Costruzioni.

2. Oggetto del ricorso, oltre all’aggiudicazione finale, sono i provvedimenti di ammissione dei concorrenti classificatisi secondo (Metro Costruzioni s.r.l.) e terzo (l’A.T.I. FMS Costruzioni).

Nel caso di specie, infatti, viene in rilievo una gara da aggiudicarsi con il criterio del massimo ribasso, con esclusione automatica, in ragione del valore dell’appalto, delle offerte collocatesi al di sotto della soglia di anomalia individuata con il metodo previsto dall’art. 86 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163.

La ricorrente lamenta di essere stata automaticamente esclusa dalla gara in virtù di una soglia di anomalia influenzata dalla indebita partecipazione di due concorrenti alla gara.

3. Con la sentenza di estremi in epigrafe il T.a.r. Puglia ha respinto il ricorso.

4. Per ottenere la riforma di detta sentenza ha proposto appello la società Arco s.r.l., riproponendo le censure formulate in primo grado.

5. Si sono costituiti in giudizio per resistere all’appello il Ministero della Giustizia e la società D.A.G. Costruzioni s.r.l., i quali, oltre a dedurre l’infondatezza dell’appello, hanno riproposto l’eccezione di tardività del ricorso di primo grado per la mancata tempestiva impugnazione del provvedimento di esclusione. La società D.A.G. Costruzioni ha sollevato una ulteriore eccezione di improcedibilità del ricorso per carenza di interesse, dovuta al mancato rinnovo della polizza fideiussoria.

6. Alla pubblica udienza del 19 ottobre 2017 la causa è stata trattenuta per la decisione.

7. L’appello non merita accoglimento.

8. L’infondatezza nel merito dell’appello consente di prescindere dall’esame delle eccezioni di tardività e di improcedibilità del ricorso di primo grado riproposta dalle parti appellate.

9. Con il primo motivo di appello, l’appellante lamenta che il costituendo R.T.I., avente come mandataria FMS Costruzioni, avrebbe dovuto essere escluso dalla gara perché la mandante Saulle Impianti non avrebbe avuto i requisiti per poter esigere la quota dei lavori in categoria OG11, che, invece, ha dichiarato di assumere all’interno del raggruppamento. Secondo la tesi dell’appellante, il difetto del requisito di qualificazione discenderebbe dall’impossibilità per la mandante stessa di poter beneficiare dell’incremento del quinto di cui all’art. 61, comma 2, del d.P.R.5 ottobre 2010, n. 207.

10. Il motivo è infondato.

Risulta dirimente, invero, la circostanza che il R.T.I. FMS Costruzioni-Saulle, anche a prescindere dall’aumento del quinto, risultava complessivamente qualificato nelle categorie previste dal bando.

Ed infatti la mandataria possedeva ampiamente la qualificazione nella categoria prevalente (OG1, classifica V), ed entrambe le mandanti possedevano la qualificazione nella categoria scorporabile (OG11, classifica II) per un importo complessivo anche in questo caso ampiamente superiore rispetto a quello previsto dal bando.

Non rileva in senso contrario la circostanza che le quote di esecuzione indicate in sede di offerta non corrispondessero ai requisiti di qualificazione, atteso che ai sensi dell’articolo 92, comma 2, del d.P.R. n. 207/2010, “le quote di partecipazione al raggruppamento o consorzio, indicate in sede di offerta, possono essere liberamente stabilite entro i limiti di qualificazione nell’ambito delle specifiche qualificazioni”, e “i lavori sono eseguiti dai concorrenti riuniti secondo le quote indicate in sede di offerta, fatta salva la facoltà di modifica delle stesse previa autorizzazione della stazione appaltante che ne verifica la compatibilità con i requisiti di qualificazione posseduti”.

La lettura congiunta delle due previsioni normative consente di ritenere, anche al fine di privilegiare il dato sostanziale rappresentato dall’effettivo possesso dei requisiti di qualificazione da parte del raggruppamento e in un’ottica comunque di favor partecipationis, che già in sede di offerta (e non solo – come, invece, deduce l’appellante, in sede esecutiva) sia possibile modificare le quote di esecuzione al fine di renderle coerenti con i requisiti di qualificazione posseduti. La modifica, del resto, è sì subordinata all’autorizzazione della stazione appaltante, ma tale autorizzazione è esclusivamente diretta a verificare “la compatibilità con i requisiti di qualificazione posseduta”, risultando, quindi, vincolata (e doverosa) in presenza di tale presupposto.

11. È infondato anche il secondo motivo di appello, diretto ad ottenere l’esclusione dalla gara del R.T.I. Metro Costruzioni s.r.l.

Secondo l’appellante, la mandataria Metro Costruzioni s.r.l. sarebbe rimasta priva dei requisiti di partecipazione alla gara poiché non in possesso nel periodo intercorrete tra il 5 luglio 2014 e il 12 settembre 2014 della qualificazione SOA richiesta, non avendo comprovato di aver depositato tempestivamente l’istanza di rinnovo dell’attestazione.

12. La censura non ha pregio.

Risulta, infatti, che all’atto della partecipazione alla gara, la mandataria Metro Costruzioni ha dichiarato di avere l’attestazione SOA in scadenza al 5 luglio 2014 e, quindi, ancora in corso di validità (anche considerato che l’apertura delle buste è avvenuta il 3 luglio 2014) e di avere comunque provveduto a stipulare un nuovo contratto (puntualmente allegato) con altra SOA.

Detto contratto, come correttamente evidenziato dal T.a.r., è stato stipulato in data 8 maggio 2014, in modo da rispettare, dunque, il principio di continuità dell’attestazione SOA.

Peraltro, la successiva attestazione SOA rilasciata a Metro ha non solo confermato, ma persino migliorato i requisiti, atteso che, mentre nell’attestazione precedente Metro Costruzioni era classificata per la categoria OG1 con la classifica IV, nell’attestazione successiva gli è stato riconosciuto un aumento alla classifica V.

A fronte di tali circostanze, le deduzioni dell’appellante circa la discontinuità nel possesso dei requisiti di qualificazione da parte di Metro Costruzioni s.r.l. risultano destituite di fondamento e, comunque, non supportate da validi elementi probatori.

13. Alla luce delle considerazioni che precedono l’appello deve essere respinto.

14. Sussistono i presupposti, considerata la controvertibilità delle questioni esaminate, per compensare le spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 19 ottobre 2017 con l'intervento dei magistrati:

Carlo Saltelli, Presidente

Roberto Giovagnoli, Consigliere, Estensore

Claudio Contessa, Consigliere

Fabio Franconiero, Consigliere

Raffaele Prosperi, Consigliere

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Roberto GiovagnoliCarlo Saltelli
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO