Pubblicato il 23/07/2018

N. 04913/2018 REG.PROV.COLL.

N. 05109/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

(Sezione Sesta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 5109 del 2017, proposto da:
Giovanni De Luca, rappresentato e difeso dall'avvocato Davide D'Andrea, con domicilio digitale indicato;

contro

Azienda Sanitaria Locale di Benevento, in persona del rappresentante legale p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Antonio Mennitto, Angelo Pasquale Cogliano e Massimo La Rocca con domicilio digitale indicato;

nei confronti

Provincia Religiosa di San Pietro Fatebenefratelli - Struttura Sanitaria Ospedale Sacro Cuore di Benevento, in persona del rappresentante legale p.t., non costituito in giudizio;

per la dichiarazione di illegittimità

del silenzio – inadempimento sulla richiesta di accesso agli atti inoltrata in data 26 settembre 2017 all’Azienda Sanitaria Locale Benevento;

nonché per l’accertamento

dell’obbligo di provvedere in relazione alla medesima istanza mediante l’adozione di un provvedimento espresso;


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Asl Benevento;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 4 luglio 2018 la dott.ssa Paola Palmarini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

Espone il ricorrente, dipendente dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù “Fatebenefratelli” di Benevento (d’ora in avanti Ospedale), che:

- con una prima richiesta di accesso agli atti effettuata in data 16 agosto 2017 (prot. 110419) chiedeva alla ASL di Benevento (d’ora in avanti ASL) di poter “prendere visione personalmente, con contestuale rilascio di copia semplice, del carteggio relativo all'accreditamento dell'Ospedale S. Cuore di Gesù – Fatebenefratelli di Benevento”;

- non avendo ottenuto riscontro formulava in data 26 settembre 2017 una nuova più dettagliata richiesta anche questa rimasta inevasa;

- la ASL rispondeva, infatti, solo a una distinta richiesta agli atti presentata dalle Segreterie Territoriali CGIL-FP e UIL-FPL del 16 agosto 2017, peraltro, fornendo solo la dotazione organica dell’Ospedale.

Il diniego a tale ultima istanza (provvedimento del 20 ottobre 2017) anche se presentato da soggetti diversi è da considerare comunque illegittimo.

A sostegno del gravame deduce la violazione delle disposizioni dettate in materia di accesso civico (artt. 5 e ss. del d.lg. n. 33/2013).

Si è costituita per resistere la ASL deducendo di aver dato riscontro alle plurime richieste avanzate dal ricorrente.

Alla camera di consiglio del 4 luglio 2018 la causa è stata trattenuta in decisione.

Il ricorso è infondato e, pertanto, deve essere respinto.

Il ricorrente, dipendente dell’Ospedale agisce per l’accertamento dell’illegittimità, ai sensi delle disposizioni di cui al d.lg. n. 33/2013, del silenzio serbato dalla ASL sulla sua istanza del 26 settembre 2017 volta a prendere visione della documentazione avente ad oggetto le procedure ed i provvedimenti inerenti l’attestato di accreditamento da parte della ASL a favore dell’Ospedale.

Giova premettere che in materia di accesso civico (disciplinata dagli artt. 5 e ss. del d.lg. n. 33/2013) contrariamente a quanto previsto nella disciplina sull’accesso ai documenti, a fronte del silenzio dell’amministrazione non si realizza una fattispecie di silenzio significativo di segno negativo (silenzio rigetto); l’art. 5 del decreto trasparenza impone, infatti, l’obbligo all’amministrazione di pronunciarsi con provvedimento espresso e motivato, per cui l’eventuale “silenzio” rappresenta “mera inerzia”, una ipotesi di silenzio inadempimento che obbliga, quindi, il cittadino a rivolgersi al giudice amministrativo attivando il rito sul silenzio ex art. 117 c.p.a. e, successivamente, in caso di diniego espresso ai dati o documenti richiesti, il rito sull’accesso ex art. 116 c.p.a. (cfr. questa Sezione n. 5901/2017).

Ciò implica che in caso di diniego espresso il provvedimento debba essere impugnato entro il termine di 30 gg.

Nella fattispecie, come dedotto dalla difesa dell’amministrazione, la domanda di accesso per la quale agisce il ricorrente fa seguito a istanze dal contenuto identico già riscontrate dalla ASL con provvedimenti che non risultano essere stati impugnati. In ogni caso, non sussiste la denunciata inerzia dell’amministrazione.

Entrando nello specifico, dagli atti depositati emerge quanto segue.

Con un prima domanda di accesso del 20 luglio 2017 (prot. 100392) formulata a firma del ricorrente ma intestata alle Segreterie territoriali CGIL-FP e UIL-FPL veniva richiesto alla ASL il rilascio “in copia autentica, su supporto cartaceo, di tutti gli atti nel fascicolo consegnato dall’Ospedale Fatebenefratelli di Benevento, a fine di richiedere l’accreditamento presso la locale ASL. Si chiede, inoltre, il rilascio, in copia autentica, su supporto cartaceo, di tutta la documentazione istituzionale per l’accreditamento, consegnata dal nosocomio a codesto ente”.

Con provvedimento del 27 luglio 2017 (prot. 103688) la ASL, ritenendo l’accesso preordinato a un controllo generalizzato, negava l’accesso.

Con nota del 28 luglio 2017 (prot. 104054) indirizzata alla ASL veniva espressamente chiarito che l’istanza di accesso del 20 luglio 2017 doveva intendersi formulata non solo dalle OO.SS. ma anche “in nome e per conto dei lavoratori, tra cui comunque vi sono.. i sottoscritti [tra i quali il ricorrente], in quanto dipendenti dell’Ospedale”; veniva, altresì, precisato che la domanda di accesso era stata formulata ai sensi della legge n. 241/1990 e ai sensi del d.lg. n. 33/2013.

La ASL rispondeva anche a tale nota, confermando con provvedimento del 29 agosto 2017 (prot. 113723) il diniego all’accesso ai sensi delle richiamate normative.

Con una terza richiesta di accesso del 16 agosto 2017, formulata ad integrazione della domanda del 27 luglio 2017, su carta intestata delle segreterie territoriali delle OO.SS. è stata richiesta ulteriore documentazione (oltre quella riferita all’accreditamento).

A tale domanda la ASL dava riscontro (secondo parte ricorrente parziale) con nota del 20 ottobre 2017 trasmettendo la dotazione organica dell’Ospedale.

Con la domanda di accesso del 16 agosto 2017 (prot. 110419) il ricorrente ha chiesto alla ASL “di prendere visione personalmente, con contestuale rilascio di copia semplice, del carteggio relativo all'accreditamento dell'Ospedale S. Cuore di Gesù – Fatebenefratelli di Benevento”.

Successivamente in data 26 settembre 2017 il ricorrente ha, inoltrato, una diffida alla ASL affinchè desse riscontro alla richiesta di accesso del 16 agosto 2017 (prot. 110419).

Dalla ricostruzione in fatto che precede risulta evidente che non vi è stata inerzia da parte dell’amministrazione (vale rammentare che il presente ricorso è volto ad accertare l’illegittimità del silenzio serbato dalla ASL sulla domanda di accesso civico del 26 settembre 2017 che a sua volta richiama quella formulata personalmente dal ricorrente in data 16 agosto 2017 volta a ottenere il carteggio relativo all’accreditamento dell’Ospedale) in quanto sull’istanza avente sostanzialmente lo stesso contenuto del 20 luglio 2017 la ASL ha dato riscontro (negativo) prima con la nota del 27 luglio 2017 poi con la nota (di conferma) del 29 agosto 2017.

Nessuno di tali provvedimenti risulta essere stato impugnato.

In relazione alla obiezione emersa nell’odierna discussione della causa che la domanda del 20 luglio 2017 è stata avanzata a firma del ricorrente ma in qualità di rappresentante sindacale (mentre quella oggetto del presente giudizio del 16 agosto 2017 sarebbe stata avanzata personalmente dal ricorrente) deve rispondersi che con nota del 28 luglio 2017 è stato chiarito dallo stesso interessato che la domanda del 20 luglio doveva intendersi presentata anche personalmente in qualità di dipendente dell’Ospedale. Pertanto, la richiesta del 16 agosto 2017 (cui è seguita la diffida del 26 settembre 201) non è altro che la reiterazione di quella del 20 luglio 2017 sulla quale l’amministrazione si era già espressa con due provvedimenti di diniego.

Sempre nell’odierna discussione parte ricorrente ha obiettato di non aver mai ricevuto i provvedimenti (del 27 luglio e del 29 agosto 2017) con i quali è stato negato l’accesso in quanto questi sono stati inviati alla segreteria delle OO.SS. e non a lui personalmente. La ASL non avrebbe quindi dimostrato che la mail è stata correttamente recapitata.

Sul punto deve osservarsi che le determinazioni negative della ASL sono state acquisite agli atti di causa (in quanto depositate e non fatte oggetto di motivi aggiunti); pertanto, se, come sopra chiarito, oggetto del presente giudizio è (solamente) l’accertamento del silenzio inadempimento della ASL sulla domanda volta a ottenere il carteggio relativo all’accreditamento dell’Ospedale è evidente che non sussiste alcuna inerzia in quanto la ASL ha ritenuto con provvedimento espresso tale istanza non accoglibile. Non vi è, dunque, spazio per una pronuncia che accerti l’illegittimità del silenzio e che sancisca l’obbligo dell’amministrazione di provvedere.

In ultimo, deve osservarsi che il provvedimento del 20 ottobre 2017 con il quale la ASL ha risposto all’ulteriore richiesta avanzata dalle OO.SS. non può formare oggetto del presente giudizio. Per stessa ammissione del ricorrente si tratta, infatti, del riscontro a una domanda formulata da “soggetti giuridici differenti dall’odierno ricorrente nonché [avente] un distinto oggetto”.

Le spese seguono la soccombenza nei confronti dell’amministrazione costituita e trovano liquidazione in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sul ricorso come in epigrafe proposto, lo respinge.

Condanna la parte ricorrente a rifondere all’amministrazione resistente le spese del giudizio che si liquidano in complessivi euro 1.500,00 (millecinquecento/00), oltre maggiorazioni di legge se dovute.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 4 luglio 2018 con l'intervento dei magistrati:

Paolo Passoni, Presidente

Carlo Buonauro, Consigliere

Paola Palmarini, Consigliere, Estensore

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Paola PalmariniPaolo Passoni
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO