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In Gazzetta ufficiale il decreto legislativo attuativo della c.d. riforma Madia in tema di riordino degli enti di ricerca, non coinvolto dalla sentenza n. 251 della Consulta.

In Gazzetta ufficiale il decreto legislativo attuativo della c.d. riforma Madia in tema di riordino degli enti di ricerca, non coinvolto dalla sentenza n. 251 della Consulta.

D.lgs. 25 novembre 2016, n. 218

   

Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell'articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124. 

(in G.U. Serie Generale n.276 del 25 novembre 2016; in vigore dal 10 dicembre 2016)  

 

1. Premessa.

Analogamente alla nuova disciplina dettata per le Camere di commercio in attuazione della l. n. 124 del 2015, nella stessa data di pubblicazione della nota sentenza n. 251 di declaratoria dell’illegittimità costituzionale di alcune norme di delega della stessa c.d. riforma Madia in relazione alla necessità dell’intesa in luogo del mero parere della Conferenza Stato Regioni, è stato altresì pubblicato anche il decreto in epigrafe, attuativo della stessa riforma nella parte concernente (art. 13) il riordino degli enti di ricerca.  

Sul testo, è stato acquisito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Commissione speciale istituita per l’esame dei decreti attuativi, nell'Adunanza del 14 settembre 2016 (parere 25 ottobre 2016 n. 2210). 

La norma di delega si pone l’obiettivo di favorire e semplificare le attività degli enti pubblici di ricerca, senza distinzione fra Ministeri vigilanti, anche considerando l’autonomia e la terzietà di cui essi godono, attraverso la previsione di procedure e norme più consone alle peculiarità dei loro scopi istituzionali.

 

2. In dettaglio, il testo si compone di venti articoli, distinti in cinque titoli.

Il titolo I (intitolato Principi) comprende gli artt. 1 e 2, che definiscono l’ambito di applicazione dello schema di decreto e prevedono l’adeguamento degli statuti e dei regolamenti degli enti di ricerca interessati tenendo conto anche della citata Carta europea dei ricercatori.

Il titolo II (intitolato Ordinamento degli enti pubblici di ricerca) comprende gli articoli dal 3 al 9 e contiene disposizioni riguardanti gli statuti e i regolamenti degli enti di ricerca, la programmazione e il finanziamento degli enti di ricerca vigilati dal MIUR, i Piani triennali di attività, l’istituzione della Consulta dei presidenti e la disciplina del fabbisogno, del budget e delle spese di personale.

Il titolo III (intitolato Semplificazione delle attività) comprende gli articoli dal 10 al 14 e contiene disposizioni riguardanti gli acquisti di beni e servizi, la mobilità, la prima destinazione, i congedi e la portabilità dei progetti di ricerca, il personale, le spese di missione e i controlli della Corte dei conti.

Il titolo IV (intitolato Disposizioni sul merito) comprende gli articoli dal 15 al 18 e disciplina i premi per meriti scientifici e tecnologici, il riconoscimento e la valorizzazione del merito eccezionale, la valutazione della ricerca e il riconoscimento del dissesto e del commissariamento degli enti.

Infine, l’ultimo titolo è destinato alla norme finali, transitorie e di abrogazione della previgente disciplina.