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In Gazzetta ufficiale il decreto legislativo - attuativo della c.d. riforma Madia – c.d. Scia 2: molte novità, specie in materia di edilizia.

In Gazzetta ufficiale il decreto legislativo - attuativo della c.d. riforma Madia – c.d. Scia 2: molte novità, specie in materia di edilizia

D.lgs. 25 novembre 2016, n. 222   

  

Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124         

(in G.U. Serie Generale n.277 del 26 novembre 2016; in vigore dall’11 dicembre 2016)

   

1. Premessa.

E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, in limine alla scadenza della delega, il d.lgs. 25 novembre 2016, n. 222, avente ad oggetto ulteriori misure di semplificazione ex art. 5, l. n. 124 del 2015.

Sul testo è stato acquisito un articolato parere del Consiglio di Stato espresso dalla Commissione speciale istituita per l’esame dei decreti attuativi, nell'Adunanza del 21 luglio 2016 (parere, comm. spec., 4 agosto 2016, n. 1784).   

Il testo del d.lgs. in esame segue quello già pubblicato con il d.lgs. n. 126 del 2016 (c.d. scia).

Con il testo in oggetto il Governo provvede ora all’individuazione delle attività dei privati assoggettate ai quattro regimi amministrativi definiti nella norma di delega: segnalazione certificata di inizio attività (SCIA); silenzio assenso; comunicazione preventiva; titolo espresso.

Il testo in esame risulta preceduto dall’intesa, nei termini indicati su alcune norme della l. n. 124 del 2015 dalla Consulta con la nota sentenza n. 251 del 2016. In proposito, alcune norme (ad es l’art. 1 in tema di glossario edilizio) rinviano ad un ulteriore atto attuativo da approvare con l’intesa. Quest’ultima viene anche espressamente prevista per i decreti correttivi, come in tema di possibile ampliamento della tabella ex art. 2.

Con una tecnica normativa peculiare, l’individuazione è rimessa in gran parte alla tabella allegata nella quale sono indicate le varie tipologie di attività economiche e, per ciascuna di esse, il regime amministrativo applicabile. Numerose sono peraltro anche le novità che, specie in tema di edilizia (art. 3), il testo apporta direttamente. 

 

2. In dettaglio, il testo si compone di sei articoli e di una tabella allegata.

L’art. 1 individua l’oggetto dello schema di decreto, dettando alcune disposizioni di carattere generale in materia edilizia (glossario unico) e di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

L’art. 2 reca disposizioni generali necessarie per l’applicazione della tabella, nella quale sono elencate le attività private soggette ai diversi regimi amministrativi.

L’art. 3 interviene sulla normativa in materia edilizia attraverso numerose modifiche al testo unico n. 380 del 2001 volte, tra l’altro, a una semplificazione dei titoli abilitativi, mediante l’eliminazione della comunicazione di inizio lavori (CIL), e l’ampliamento delle ipotesi di attività edilizia libera, a un’esplicitazione degli interventi assoggettati a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), nonché alla sostituzione del certificato di agibilità con la segnalazione certificata di agibilità.

L’art. 4 introduce alcune semplificazioni in materia di pubblica sicurezza, sostituendo la licenza con una comunicazione al Comune, per la costruzione di impianti provvisori elettrici per straordinarie illuminazioni pubbliche, e disponendo - in via generale - che per le attività previste in tabella soggette ad autorizzazione di pubblica sicurezza, la SCIA svolge anche la funzione dell'autorizzazione.

L’art. 5 rinvia al potere degli enti territoriali di prevedere, in relazione ai regimi amministrativi di relativa competenza, ulteriori livelli di semplificazione. Manca l’indicazione espressa dei criteri, che andranno tratti da quelli di cui al decreto ed alla norma di delega.

L’art. 6 detta le disposizioni finali.

La tabella A, nella quale sono elencate le attività private soggette ai diversi regimi amministrativi, è organizzata per attività, a loro volta distinte in tre sezioni: attività commerciali e assimilabili (sezione I); edilizia (sezione II); ambiente (sezione III). Per ogni attività sono indicati il regime amministrativo (con riferimento al titolo necessario), l’eventuale concentrazione dei regimi amministrativi, nonché i riferimenti normativi che regolano a normativa vigente, o in conseguenza delle modifiche introdotte dallo schema, le predette attività.