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Il Consiglio di Stato ha reso il parere sullo schema di decreto legislativo in materia di "Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, concernente il Comitato Italiano Paralimpico" 

Il Consiglio di Stato ha reso il parere sullo schema di decreto legislativo in materia di "Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, concernente il Comitato Italiano Paralimpico

Cons. St., sez. cons. atti norm., 14 settembre 2016, n. 1918

 

Il Consiglio di Stato ha reso il parere favorevole sullo schema di regolamento, adottato ai sensi dell’art. 8, comma 1, lett. f) della legge n. 124, con cui si istituisce il Comitato italiano Paralimpico (CIP) quale ente autonomo di diritto pubblico, mediante lo scorporo della preesistente struttura operante presso il CONI e il contemporaneo trasferimento del personale in servizio attualmente addetto al relativo settore alla CONI Servizi SpA. Il nuovo testo, che testimonia il riconoscimento della dignità agonistica, tecnica e sociale delle attività sportive paralimpiche, riprende precetti analoghi o anche identici alle corrispondenti disposizioni di cui al d.lgs. 23 luglio 1999 n.242 e s.m.i. concernente lo Statuto del CONI.

Il parere ha giudicato positivamente la “riorganizzazione” del CIP che, senza apportare radicali innovazioni al modello di governance esistente ed agli equilibri esistenti, appare una disciplina adeguata ad assicurare l’ulteriore evoluzione dell’organizzazione delle attività paralimpiche.
Particolarmente positive sono state ritenute anche le disposizioni che prevedono integrazioni e collaborazioni istituzionali dei due Comitati olimpici nazionali, sul piano organizzativo, sportivo, disciplinare e dell’antidoping, perché così  si assicura il permanere della capacità degli stessi di “fare sistema” nei contesti internazionali.

Il Consiglio di Stato ha tuttavia anche formulato diversi rilievi sottolineando, tra le altre cose, che sarebbe opportuno:
-- specificare che la missione del CIP deve concernere le attività sportive delle persone disabili sia agonistiche che amatoriali “secondo criteri volti ad assicurare il diritto di partecipazione all’attività sportiva in condizioni di uguaglianza e pari opportunità”;
-- riprodurre compiutamente, nella norma sulle finalità, la complessità delle attività dell’organizzazione paralimpica, anche con riguardo ai profili sociali della pratica sportiva non agonistica per qualsiasi tipologia di disabili ed in ogni fascia di età;
-- precisare il ruolo istituzionale, le attribuzioni esatte, la durata, e la natura del “Segretario Generale”, specificando cioè sia egli sia un “organo” (cioè una posizione di vertice “intuitu personae” la cui nomina resta nella piena disponibilità “politica” della Giunta Nazionale del CIP); o un incarico affidabile anche ai dirigenti esterni; ovvero  un semplice incarico interno conferibile solo ai dirigenti di Coni Servizi Spa.
-- riformulare l’articolo sulla vigilanza garantendo da un lato, l’autonomia dell’ordinamento sportivo, e dall’altro, assicurare la tutela di situazioni che, sebbene connesse all’ordinamento sportivo, possano rilevare anche per l’ordinamento giuridico statale, specificando meglio anche i presupposti che possano giustificare il singolo ricorso ai poteri repressivi e sostitutivi della Presidenza del Consiglio quale Autorità di vigilanza con l’esclusione degli atti relativi all’osservanza e all’applicazione delle norme tecnico-sportive che garantiscono il corretto svolgimento delle attività agonistiche.

 

Infine, è stata considerata attendibile la previsione dell’invarianza degli oneri erariali solo per la prima fase.  Tale invarianza potrebbe infatti anche essere messa in dubbio per il futuro dall’articolo per il personale, che dovrebbe specificare meglio la natura dei rapporti di lavoro.  In difetto, con il trasferimento sic et simpliciter alla Coni Servizi Spa, si potrebbero anche indebitamente trasformare a tempo indeterminato rapporti originariamente sorti a tempo determinato, con il rischio di autentiche “sanatorie” di assunzioni effettuate in difetto del rispetto del principio del concorso ex art. 97 Cost. ,  le quali potrebbero vanificare il principio della legge delega della “neutralità” della riorganizzazione per la finanza pubblica.