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Ai fini dell'indennizzo della vittima del dovere non rileva la parentela con appartenenti alla criminalità organizzata

Cons. St., sez. III, 1 dicembre 2017, n. 5641

Vittima del dovere - Indennizzo - Parentela con appartenenti alla criminalità organizzata - Diniego - Illegittimità.

 

    E’ illegittimo il diniego di liquidazione dell'indennizzo alla vittima del dovere (nella specie, un autista del Ministero della Giustizia, rimasto gravemente ferito insieme ad un Procuratore della Repubblica in un agguato camorristico), opposto sul rilievo che lo stesso avesse parenti di quarto grado appartenenti alla criminalità organizzata, e ciò in quanto l’art. 2 quinquies, d.l. 2 ottobre 2008, n. 151 prevede tale elemento ostativo solo con riferimento ai parenti superstiti (1).

 

 

(1) Ha chiarito la Sezione che l’art.  2 quinquies, d.l. 2 ottobre 2008, n. 151, che si riferisce espressamente solo ai familiari delle vittime, è norma eccezionale insuscettibile di estensione analogica anche alle stesse vittime che siano sopravvissute. Per le vittime, infatti, non sono previsti automatismi ostativi legati alla semplice parentela, con la prova dell’insussistenza, in concreto, del rischio che le somme possano andare a beneficio di organizzazioni criminali. Diversamente opinando non si avrebbe un’interpretazione estensiva della disposizione, ossia un’interpretazione funzionale che accerti un significato della norma più ampio di quello risultante dalla semplice interpretazione letterale, ma un’interpretazione analogica, ossia l’applicazione della lettera della disposizione a casi che non rientrano nel suo ambito ma che sono asseritamente accomunati dalla medesima ratio.