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Nel processo telematico è regolarizzabile il ricorso in formato cartaceo e privo di firma digitale - la procura speciale va asseverata

Cons. St., sez. V, 24  novembre 2017, n. 5490

Processo amministrativo – Processo amministrativo telematico – Ricorso cartaceo sottoscritto con firma autografa – Irregolarità – Nuova notifica – Necessità - costituzione in giudizio delle parti cui il ricorso era indirizzato – Irrilevanza.
 
Processo amministrativo – Processo amministrativo telematico – Procura speciale - Redatta in formato cartaceo – Possibilità – Condizione.

     Anche dopo l’entrata in vigore del processo amministrativo telematico il ricorso amministrativo  - redatto in formato cartaceo, sottoscritto con firma autografa del difensore   - va ritenuto meramente irregolare e non inesistente o nullo, giacché - pur non essendo conforme alle regole di redazione degli artt. 136 comma 2-bis e 9 comma 1, d.P.C.M. 16 febbraio 2016, n. 40 - non incorre in espressa comminatoria legale di nullità (art. 156 comma 1, c.p.c.) e ha comunque raggiunto il suo scopo tipico (art. 156 comma 3,c.p.c.), essendone certa la paternità e piana l’intelligibilità quale strumento finalizzato alla chiamata in giustizia e all’articolazione delle altrui relative difese: dal che consegue la sola oggettiva esigenza della regolarizzazione, benché sia avvenuta la costituzione in giudizio delle parti cui il ricorso era indirizzato (1).

La procura speciale, atto proveniente dalla parte personalmente e non dal difensore, può essere redatta in formato cartaceo, come previsto dall’art. 8, comma 2, d.P.C.M. 16 febbraio 2016, n. 40, e ai fini della regolarità, rileva solo che, al momento del deposito, da effettuare in formato digitale, il difensore compia l’asseverazione dell’art. 22, comma 2, d.lgs.7 marzo 2005,  n. 82.

(1) Cons. St., sez. IV, 4 aprile 2017, n. 1541.