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Accertamento di conformità ex art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001 e annullamento d’ufficio

Tar Sardegna, sez. II, 1 dicembre 2017, n. 746

Edilizia – Abusi – Sanatoria – Accertamento di conformità ex art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001 – Presupposti – Individuazione.

Edilizia – Abusi – Sanatoria – Dichiarata illegittimo in sede penale – Accertamento di conformità ex art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001 – Annullamento d’ufficio – Motivazione – Criterio di sufficienza.

        L’accertamento di conformità di cui all’art. 36, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 è subordinato alla verifica della c.d. doppia conformità delle opere oggetto della sanatoria, ossia alla verifica di conformità rispetto alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al tempo della esecuzione delle opere sia al momento della presentazione della domanda di accertamento in sanatoria (1).

        L’accertamento dell’illegittimità della concessione in sanatoria, pronunciato dal giudice ordinario in sede penale, determina la dequotazione dell’obbligo di motivare sulla sussistenza di un interesse pubblico specifico e concreto all’annullamento dell’accertamento di conformità di cui all’art. 36, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (2).

(1) Ha chiarito il Tar che il rilascio di un permesso in sanatoria con prescrizioni, con le quali si subordina l’efficacia dell’accertamento alla realizzazione di lavori che consentano di rendere il manufatto conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della domanda o al momento della decisione, contraddice, innanzitutto sul piano logico, la rigida direttiva normativa poiché la previsione di condizioni o prescrizioni smentisce qualsiasi asserzione circa la doppia conformità dell’opera, dimostrando che tale conformità non sussiste se non attraverso l’esecuzione di modifiche ulteriori e postume (rispetto alla stessa presentazione della domanda di accertamento in sanatoria) ( Cons. St., sez. VI, 4 luglio 2014, n. 3410).

(2) Ad avviso del Tar in queste ipotesi, infatti, l’amministrazione non deve argomentare in maniera diffusa sulla sussistenza di un interesse pubblico a procedere all’autoannullamento dell’accertamento di conformità di cui all’art. 36, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 dovendo, anzi, provvedere (sempre) ad annullare gli atti dichiarati illegittimi dal giudice penale a meno che non emerga un interesse pubblico specifico e concreto a non provvedere all’autoannullamento dell’atto. In altri termini, in questi casi, la valutazione che deve essere effettuata dall’amministrazione si volge non alla ricerca, in positivo, di una ragione per annullare in autotutela, ma alla ricerca, in negativo, di una ragione per non annullare.