Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 24/10/2018

N. 00300/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00204/2018 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa

Sezione Autonoma di Bolzano

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 204 del 2018, proposto da
Park It S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Lietta Calzoni e Alessandra Ottaviani, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

S.E.A.B. - Servizi Energia Ambiente Bolzano S.p.A, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Lukas Harder e Manfred Schullian, con domicilio eletto presso il loro studio, in Bolzano, Viale Stazione, n. 5, e domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

nei confronti

Designa Italia S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Antonio Brogin, con domicilio eletto presso il suo studio, in Milano, Via Monte Cristallo, n.1, e domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

per l'annullamento

previa sospensione dell’efficacia

- della deliberazione del Consiglio di Amministrazione di SEAB S.p.a. in data 18/7/2018 (doc. 1), con la quale sono state approvate le risultanze della gara mediante procedura aperta per l'affidamento della “fornitura, posa in opera e messa in funzione dell'impianto controllo accessi delle vetture dei parcheggi di ‘Bolzano Centro', ‘Tribunale' e ‘Palasport' e servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria”, con conseguente aggiudicazione definitiva dell'appalto in favore di Designa Italia S.r.l., comunicata alla ricorrente con nota in data 19/7/2018 prot. n. 15079/18 (doc. 2);

- di tutti gli atti endoprocedimentali adottati dalla Commissione di gara, ed in particolare:

- del verbale di gara I relativo alla seduta pubblica in data 8/5/2018 (doc. 3), nella parte in cui, esaminata la documentazione amministrativa della soc. Designa e, segnatamente, il contratto di avvalimento, la Commissione giudicatrice ne ha decretato l'ammissione alla gara anziché disporne l'esclusione;

- dei verbali nn. 1, 2, 3 e 4 (docc. 4, 5, 6 e 7), relativi alle sedute riservate in data 9/7/2018, 11/7/2018, 13/7/2018 e 16/7/2018, nel corso delle quali la Commissione giudicatrice ha effettuato la valutazione delle offerte tecniche;

del verbale di gara II relativo alla seduta pubblica in data 17/7/2018 (doc. 8), all'esito della quale la Commissione giudicatrice ha formulato la graduatoria finale;

- di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale nei limiti di quanto dedotto coni i motivi di gravame

nonché per l’inibitoria, anche in via cautelare,

della stipulazione del contratto con l'attuale aggiudicataria

e per l’accertamento e la declaratoria d’inefficacia del contratto medio tempore stipulato

e con espressa domanda di tutela in forma specifica volta ad ottenere l'aggiudicazione dell'appalto in favore di Park It S.r.l., la stipulazione del contratto ovvero il subentro nel contratto già stipulato con Designa Italia S.r.l.,

in subordine, per il risarcimento del danno per equivalente monetario

nel solo caso in cui non fosse più possibile il risarcimento in forma specifica e per la conseguente condanna di S.E.A.B. S.p.a. al pagamento dell'importo risarcitorio quantificato in complessivi € 241.246,80 , o nella diversa somma, maggiore o minore, ritenuta di giustizia, oltre interessi, legali e moratori, e rivalutazione monetaria, dal dovuto al soddisfo;


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di S.E.A.B. - Servizi Energia Ambiente Bolzano S.p.A e di Designa Italia S.r.l.;

Vista la memoria difensiva presentata da Park It. S.r.l.

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 ottobre 2018 la dott.ssa Alda Dellantonio e uditi per le parti i difensori A. Ottaviani per la parte ricorrente, L. Harder per la Seab S.p.a. e A. Brogin per Designa Italia s.r.l.;

Visti gli articoli 120, comma 10, e 74 cod. proc. amm.;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;


1. Con bando di gara CIG 7435225DC2, SEAB S.p.a., società di servizi in house interamente partecipata dai Comuni di Bolzano e Laives, indiceva una procedura aperta sopra soglia comunitaria per la fornitura, la posa in opera e la messa in funzione dell’impianto di controllo accessi delle vetture nei parcheggi “Bolzano Centro”, “Tribunale” e “Palasport”, compreso il servizio di manutenzione ordinaria per sei anni e quello di manutenzione straordinaria per cinque anni (doc. 1 della stazione appaltante).

2. La lex specialis di gara indicava quale criterio di scelta del contraente quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa al prezzo e qualità ai sensi dell’art. 33 della L.P. n. 16/2015 e dell’art. 95 del D.Lgs. n. 50/2016, in quanto compatibile, secondo il metodo del ribasso sull’importo a base di gara, determinato complessivamente in € 1.074.471,06 (al netto dell’IVA), di cui 869.721,06 per la fornitura, la posa in opera e la messa in funzione dell’impianto nonché per la manutenzione ordinaria per il periodo di sei anni, e € 204.750,00 per il servizio di manutenzione straordinaria e assistenza per cinque anni.

3. Presentavano offerta quattro operatori.

4. Al fine di soddisfare il requisito di cui al punto 3.5, lettera e.1) del disciplinare di gara, consistente nell’avere eseguito nell’arco degli ultimi tre anni (2015, 2016 e 2017) almeno una prestazione di fornitura, posa in opera e messa in funzione di un impianto di controllo accessi delle vetture nei parcheggi in struttura per un valore di € 400.000,00.-, ai sensi dell’art. 89 del D.Lgs. n. 50/2016 Designa Italia S.r.l., odierna controinteressata, dichiarava di avvalersi delle capacità tecniche della casa madre, Designa Verkehrsleittechnik G.m.b.H., producendo un contratto di avvalimento (docc. 2 e 4 della stazione appaltante).

5. Alla seduta del 8.5.2018 la Commissione di gara procedeva alla verifica della documentazione amministrativa prodotta dai quattro concorrenti, che venivano tutti ammessi. Nel verbale di gara la Commissione dava atto, tra l’altro, che Designa Italia S.r.l. aveva dichiarato di non possedere il requisito di ordine speciale previsto al punto 3.5, lettera e1) del disciplinare e che per il soddisfacimento del requisito medesimo si avvaleva, ai sensi dell’art. 89 del D.Lgs. n. 50/2016, di Designa Verkehrsleittechnik G.m.b.H., “allegando il contratto di avvalimento, in virtù del quale l’impresa ausiliaria si obbliga nei confronti del concorrente a fornire il requisito e a mettere a disposizione le risorse oggetto di avvalimento per tutta la durata dell’appalto” (doc. 5 della stazione appaltante).

6. SEAB S.p.a., non provvedeva tuttavia alla pubblicazione del provvedimento d’ammissione dei singoli concorrenti alla gara, essendosi avvalsa della facoltà di cui all’art. 23 bis, della L.P. n. 17/1993, di posticipare la verifica dei requisiti di ordine generale e speciale successivamente alla valutazione delle offerte.

7. Classificatasi all’esito delle operazioni di gara al primo posto della graduatoria con il punteggio di 100/100, Designa Italia S.r.l., veniva invitata a fornire, per quanto di rilievo nella presente controversia, la documentazione a comprova del possesso del requisito di cui al punto 3.5. lett. e1). Vi provvedeva producendo l’ordine di acquisto e il verbale di collaudo relativi alla fornitura e posa in opera di un impianto analogo eseguita da Designa Verkehrsleittechnik G.m.b.H. per l’Aeroporto Internazionale di Belfast (docc. 11, 12 e 13 della stazione appaltante).

8. Con delibera del proprio Consiglio di amministrazione, assunta in data 18.7.2018, SEAB S.p.a. aggiudicava l’appalto all’odierna controinteressata, dandone comunicazione, con nota dd. 19.7.2018, agli altri concorrenti e tra essi alla ricorrente, classificatasi al secondo posto con il punteggio di 92,64/100 (docc. 1 e 2 della ricorrente).

9. Con istanza di accesso agli atti del 19.7.2018 quest’ultima chiedeva allora di acquisire gli atti e i documenti della procedura, ottenendo il 9.8.2018 l’ostensione dei verbali della procedura selettiva, dell’estratto della deliberazione del C.d.A. di SEAB di approvazione dell’esito della gara, della documentazione amministrativa presentata in gara dall’aggiudicataria, dell’offerta economica dalla medesima presentata, delle verifiche sulle autocertificazioni rese in fase di gara su requisiti di partecipazione dell’impresa.

10. Decorso il termine dilatorio di cui all’art. 32, comma 9, D.Lgs. n. 50/2016, il 4.9.2018 veniva sottoscritto il contratto d’appalto e la consegna dei lavori avveniva il 6.9.2018.

11. Ritenendo illegittima l’aggiudicazione a favore della controinteressata, Park It. S.r.l., il 18.9.2018, notificava il presente gravame a SEAB S.p.a. e a Designa Italia S.r.l., instando per l’annullamento dei provvedimenti impugnati, per l’aggiudicazione dell’appalto in proprio favore e per il conseguente subentro nel contratto nel frattempo stipulato con la controinteressata, previa declaratoria della sua inefficacia, e in subordine, ove non fossero ravvisate le condizioni per il risarcimento in forma specifica, per la condanna della stazione appaltante al risarcimento per equivalente monetario, quantificato in € 241.246,80. Chiedeva altresì la sospensione cautelare dei provvedimenti gravati, adducendo il pericolo di danno grave e irreparabile nel tempo necessario alla definizione della lite.

11. In sostanza la ricorrente contesta l’aggiudicazione in favore di Designa Italia S.r.l., la quale, a suo dire, sarebbe stata da escludere a causa della nullità del contratto di avvalimento, perché privo della specificazione delle risorse messe a disposizione dall’impresa ausiliaria, e per l’asserito difetto di prova riguardo al requisito tecnico professionale oggetto di avvalimento, atteso che dalla documentazione dimessa a sua comprova non risulterebbe il valore della fornitura eseguita nell’ultimo triennio dall’impresa ausiliaria.

12. Costituitesi in giudizio la stazione appaltante e la controinteressata resistevano alle argomentazioni avversarie, la prima assumendo altresì in via preliminare, l’inammissibilità del primo mezzo di gravame.

13. All’eccezione replicava la ricorrente con un succinto scritto difensivo depositato in vista dell’udienza deputata alla trattazione dell’istanza cautelare.

14. All’udienza in camera di consiglio del 9.10.2018 le parti sono state rese edotte della possibilità che la causa fosse definita con sentenza in forma semplificata. Il ricorso è stato infine trattenuto per essere deciso.

Esso è infondato.

14. Con il primo motivo la ricorrente lamenta dunque l’illegittimità degli atti gravati per violazione dell’art. 89 del D.Lgs. n. 50/2016, dell’art. 88 del D.P.R. n. 207/2010 e degli artt. 3.6 e 4 del disciplinare di gara, nonché per eccesso di potere nelle figure sintomatiche del travisamento dei fatti e del difetto istruttorio.

14.1. Deduce al riguardo che il contratto di avvalimento depositato da Designa Italia S.r.l. per sopperire al difetto del requisito tecnico richiesto dalla lex specialis di gara, sarebbe nullo perché privo della necessaria specificazione e determinazione delle risorse e dei mezzi messi a disposizione della concorrente da parte dell’impresa ausiliaria, risorse e mezzi che non sarebbero stati riportati nel contratto in modo compiuto, esplicito ed esauriente, come richiede la normativa che la ricorrente assume violata.

Ritiene inoltre la ricorrente che l’impresa ausiliaria, violando il disposto di cui all’art. 89, comma 1, secondo periodo, del D.Lgs. n. 50/2016, non si sarebbe assunta l’impegno di eseguire direttamente le prestazioni oggetto di avvalimento e ravvisa nella descritta omissione un ulteriore profilo di nullità del contratto di avvalimento.

14.2. Le controparti resistono all’assunto affermando che, con riguardo allo specifico oggetto dell’appalto, il contratto d’avvalimento determinerebbe in modo preciso ed esaustivo i mezzi e le risorse messi a disposizione della concorrente da parte dell’ausiliaria e sarebbe pertanto conforme alle disposizioni sopra richiamate, precisando in aggiunta che il secondo periodo dell’art. 89 cit., non sarebbe pertinente al caso che ne occupa. La stazione appaltante eccepisce altresì preliminarmente l’inammissibilità del motivo perché, riguardando la fase di ammissione alla gara, sarebbe stato da proporre nel termine di cui all’art. 120, comma 2 bis, cod. proc. amm., ampiamente decorso, precludendo l’omessa impugnazione del provvedimento di ammissione entro il predetto termine la facoltà di far valere l’illegittimità derivata dei successivi atti della procedura. Precisa la stazione appaltante che, pur essendo previsto nella stessa disposizione, che il termine d’impugnazione di trenta giorni decorre dalla pubblicazione dei provvedimenti di esclusione rispettivamente di ammissione sul profilo della committente, continuerebbe a trovare applicazione il principio generale sancito dall’art. 41, comma 2, cod. proc. amm., in quanto non espressamente derogato, secondo il quale il termine d’impugnazione decorre comunque dalla piena conoscenza dell’atto lesivo. In punto di fatto la stazione appaltante sostiene che la ricorrente avrebbe acquisito la piena conoscenza della lesività del provvedimento d’ammissione attraverso la partecipazione di un proprio rappresentante alla seduta della Commissione di gara dell’8.5.2018, in cui si dava atto del difetto del requisito tecnico specifico in capo a Designa Italia S.r.l., della sua dichiarazione di avvalimento e dell’avvenuta produzione del relativo contratto.

14.3. Sul punto ribatte la ricorrente che richiama quell’indirizzo giurisprudenziale il quale ritiene ineludibile, ai fini della decorrenza del termine in questione, la pubblicazione del provvedimento d’ammissione sul profilo del committente ai sensi del combinato disposto dell’art. 120, comma 2 bis, cod. proc. amm. e dell’art. 29 del codice D.Lgs. n. 50/2016. Osservava inoltre che, anche volendo dare dell’art. 120, comma 2 bis, cod. proc. amm. la lettura propugnata dalla stazione appaltante, comunque questa non avrebbe fornito prova alcuna dell’acquisizione della conoscenza piena della lesività dell’ammissione di Designa Italia S.r.l. alla seduta della Commissione di gara dell’8.5.2018, in cui fu vagliata la documentazione amministrativa e furono dichiarati ammessi tutti i concorrenti, atteso che in quell’occasione non era stato messo a disposizione dei rappresentanti delle imprese presenti all’operazione il contratto d’avvalimento che la ricorrente appunto intende contestare; né detto contratto sarebbe mai stato messo a disposizione sulla piattaforma telematica. La ricorrente sarebbe stata dunque in quel momento nell’impossibilità di percepire la portata lesiva dell’ammissione di Designa Italia alla gara. Insisteva pertanto per l’ammissibilità dell’impugnativa.

14.4. Quanto all’eccezione d’inammissibilità del primo mezzo di gravame, alla quale va dato rilievo preliminare, essa va disattesa in considerazione del fatto, pacifico tra le parti, che la stazione appaltante ha omesso la pubblicazione del provvedimento d’ammissione sul profilo del committente della stazione appaltante ai sensi dell’art. 29, comma 1, del codice dei contratti pubblici.

Pur non rinvenendosi unitarietà d’indirizzo il Collegio accede, infatti, a quell’orientamento giurisprudenziale secondo cui “l’onere di immediata impugnativa dell’altrui ammissione alla procedura di gara senza attendere l’aggiudicazione, previsto dalla disposizione di cui all’art. 120, comma 2 bis, c.p.a., è subordinato alla pubblicazione degli atti della procedura ai sensi dell’art. 29, comma 1, d. lgs. n. 50 del 2016; in assenza di quest’ultima, anche se dovesse registrarsi la presenza del delegato dell’impresa alla seduta di gara, non può essere configurato un valore provvedimentale autonomo all’atto di ammissione alla procedura, sicché l’impugnazione dev’essere svolta soltanto al momento dell’aggiudicazione” (così T.A.R., Bari, Sez. III., sentenza n. 934/2018; in senso conforme anche T.A.R. Torino, sentenza n. 262/2018; T.A.R. Catanzaro, sentenza n. 1243/2018 e C.d.S., sentenza n. 3483/2018).

La censura è dunque tempestiva e va pertanto scrutinata nel merito.

14.5. A tal fine è utile il richiamo alle disposizioni che la ricorrente assume violate.

L’art. 89, comma 1, del D. Lgs. n. 50/2016 recita: “L'operatore economico, singolo o in raggruppamento di cui all'articolo 45, per un determinato appalto, può soddisfare la richiesta relativa al possesso dei requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico e professionale di cui all'articolo 83, comma 1, lettere b) e c), necessari per partecipare ad una procedura di gara, e, in ogni caso, con esclusione dei requisiti di cui all'articolo 80, avvalendosi delle capacità di altri soggetti, anche partecipanti al raggruppamento, a prescindere dalla natura giuridica dei suoi legami con questi ultimi. Per quanto riguarda i criteri relativi all'indicazione dei titoli di studio e professionali di cui all'allegato XVII, parte II, lettera f), o alle esperienze professionali pertinenti, gli operatori economici possono tuttavia avvalersi delle capacità di altri soggetti solo se questi ultimi eseguono direttamente i lavori o i servizi per cui tali capacità sono richieste. L'operatore economico che vuole avvalersi delle capacità di altri soggetti allega, oltre all'eventuale attestazione SOA dell'impresa ausiliaria, una dichiarazione sottoscritta dalla stessa attestante il possesso da parte di quest'ultima dei requisiti generali di cui all'articolo 80, nonché il possesso dei requisiti tecnici e delle risorse oggetto di avvalimento. L'operatore economico dimostra alla stazione appaltante che disporrà dei mezzi necessari mediante presentazione di una dichiarazione sottoscritta dall'impresa ausiliaria con cui quest'ultima si obbliga verso il concorrente e verso la stazione appaltante a mettere a disposizione per tutta la durata dell'appalto le risorse necessarie di cui è carente il concorrente. Nel caso di dichiarazioni mendaci, ferma restando l'applicazione dell'articolo 80, comma 12, nei confronti dei sottoscrittori, la stazione appaltante esclude il concorrente e escute la garanzia. Il concorrente allega, altresì, alla domanda di partecipazione in originale o copia autentica il contratto in virtù del quale l'impresa ausiliaria si obbliga nei confronti del concorrente a fornire i requisiti e a mettere a disposizione le risorse necessarie per tutta la durata dell'appalto. A tal fine, il contratto di avvalimento contiene, a pena di nullità, la specificazione dei requisiti forniti e delle risorse messe a disposizione dall'impresa ausiliaria.”.

L’art. 88, comma 1, del D.P.R. n. 207/2010 precisa: “Per la qualificazione in gara, il contratto di cui all’art. 49, comma 2, lettera f del codice (il riferimento è al contratto di avvalimento contemplato nel vecchio codice degli appalti – n.d.r.) deve riportare in modo compiuto, esplicito ed esauriente: a) oggetto: le risorse e i mezzi prestati in modo determinato e specifico; b) durata; c) ogni altro utile elemento ai fini dell'avvalimento”.

Gli artt. 3.6. e 4 del disciplinare prevedono la possibilità dell’avvalimento per il concorrente che sia privo dei requisiti di capacità economico – finanziaria e/o tecnico – professionale di cui al punto 3.5. del disciplinare medesimo e ne declinano le modalità nel rispetto della disciplina legislativa.

14.6. Il contratto d’avvalimento consente, dunque, a un operatore che sia privo – per quanto qui rileva - degli elementi esperienziali richiesti dalla stazione appaltante, di partecipare comunque alla gara avvalendosi di un’impresa ausiliaria e garantisce adeguatamente l’Amministrazione, sia nella fase genetica, potendo essa verificare documentalmente l’effettività dell’impegno dell’ausiliaria, sia nella fase esecutiva, condividendo ausiliata e ausiliaria la responsabilità nell’esecuzione dell’appalto.

In considerazione della ratio sottesa a tale contratto, ai fini della sua validità, è certamente necessario che l’impresa ausiliaria non si limiti a dichiarazioni di carattere meramente cartolare e astratto, ma deve risolversi nella concreta messa a disposizione degli specifici mezzi e risorse necessari per l’esecuzione dell’appalto.

L’enunciato principio, comunemente sostenuto dalla giurisprudenza, va declinato, nei suoi termini concreti, in ragione dell’oggetto dell’appalto.

14.7. Venendo al caso che ne occupa, la controinteressata si è avvalsa dell’impresa madre e sua unica azionista, Designa Verkehrsleittechnik G.m.b.H., per soddisfare il requisito speciale di cui al n. 3.5 lettera e1) del disciplinare di gara, ovvero “avere eseguito, nell’arco degli ultimi tre anni (2015, 2016, 2017) almeno 1 (una) prestazione di fornitura, posa in opera e messa in funzione di un impianto di controllo accessi delle vetture nei parcheggi in struttura per un valore di Euro 400.000,00”.

Dal contratto di avvalimento depositato in gara dalla controinteressata risulta espresso l’impegno dell’impresa ausiliaria, Designa Verkehrsleittechnik G.m.b.H., a “fornire all’Impresa Concorrente il requisito di cui al n. 3.5 lettera e1) del disciplinare di gara” ed è precisato che l’impresa ausiliaria, a tale scopo, metterà a disposizione dell’ausiliata, “per tutta la durata dell’appalto”, “le risorse e i mezzi necessari di cui quest’ultima è carente, al fine di garantire l’esatta esecuzione del contratto d’appalto” e che “in particolare l’Impresa Ausiliaria garantirà la fornitura di tutte le parti del sistema di controllo accessi e l’assistenza tecnica necessaria per la posa in opera e messa in funzione dell’impianto”. È altresì assunta in solido con l’impresa ausiliata la responsabilità dell’impresa ausiliaria nei confronti della stazione appaltante in relazione alle prestazioni oggetto del contratto di appalto.

14.8. Ebbene, sul rilievo che l’appalto riguarda, in sostanza, la fornitura con posa in opera di un impianto di controllo degli accessi delle vetture nei parcheggi e che il requisito speciale di ordine tecnico dedotto in lite è volto a permettere alla stazione appaltante la scelta di un contraente dotato della capacità tecnica e dell’esperienza necessaria a garantire il buon esito della commessa, ritiene il Collegio che l’impegno assunto dall’ausiliaria di garantire alla concorrente, per tutta la durata del contratto, “la fornitura di tutte le parti del sistema di controllo accessi e l’assistenza tecnica necessaria per la posa in opera e messa in funzione”, lungi dal risolversi nella mera riproduzione tautologica del testo del disciplinare, sia sufficientemente determinato ed esaustivo e si risolva nella concreta messa a disposizione delle risorse necessarie all’esatta esecuzione dell’appalto.

Negli appalti di fornitura, infatti, diversamente da quelli di lavori o servizi (nei quali assume rilievo, l’identificazione dei mezzi strumentali e delle competenze specifiche delle maestranze), l’impegno dell’ausiliaria non può che investire la “merce” fornita, e, in relazione alla posa in opera e messa in funzione, l’assistenza tecnica a ciò funzionale.

Deve pertanto essere disattesa la censura di genericità del contratto d’avvalimento che dunque non è inficiato dal dedotto profilo di nullità.

14.9. Privo di attinenza al caso dedotto in lite è poi il riferimento al secondo periodo del primo comma dell’art. 89 del D.Lgs. n. 50/2016, sul quale la ricorrente erige la tesi della nullità del contratto d’avvalimento perché l’impresa ausiliaria non si sarebbe assunta l’impegno di eseguire direttamente la commessa.

Al riguardo è sufficiente osservare che la richiamata disposizione del codice dei contratti pubblici fa riferimento all’allegato XVII, parte II, lettera f), che individua i mezzi per provare le capacità tecniche del concorrente, imprenditore, prestatore di servizi o dirigenti d’impresa, qualora siano necessari un titolo di studio o professionale, ovvero specifiche esperienze professionali pertinenti, che nel caso di specie non sono richieste.

Si tratta, dunque, di una disposizione estranea al caso dedotto in lite, non da ultimo per il fatto che essa richiede l’assunzione da parte dell’ausiliario dell’impegno di diretta esecuzione dei “lavori o servizi per cui tali capacità sono richieste”, venendo in rilievo, nel caso all’esame, la diversa ipotesi di una fornitura con posa in opera.

14.10. Le svolte considerazioni portano il Collegio a disattendere, in definitiva, il primo mezzo di gravame, poiché infondato.

15. Priva di pregnanza è anche la seconda censura con cui la ricorrente lamenta la mancata esclusione di Designa Italia S.r.l. per mancata comprova del requisito esperienziale in discussione, consistente nell’avere fornito, posato in opera e messo in funzione, nel triennio antecedente alla gara, un impianto analogo a quello oggetto d’appalto per un valore di € 400.000,00.-

15.1. Osserva la ricorrente che l’aggiudicataria avrebbe depositato documenti a comprova del requisito esperienziale messo a disposizione da parte dell’impresa ausiliaria, privi d’indicazione del valore della commessa. Non sarebbe stato pertanto dimostrato il requisito speciale di ordine tecnico in discussione.

15.2. L’assunto è smentito per tabulas.

Dai documenti 11, 12 e 13 della stazione appaltante, tra i quali è rinvenibile il documento denominato “Purchase Order” dd. 30.3.2016, risulta che il valore della fornitura del sistema di parcheggio auto con posa in opera, fornito da Designa Verkehrsleittechnik G.m.b.H a Belfast International Airport, ammontava a 500.000,00.- GBP (sterline britanniche), pari a ca. € 630.000,00.- (al tasso di cambio vigente nel 2016, al tempo della commessa), ossia a un importo ben maggiore di quello richiesto in relazione al requisito oggetto d’avvalimento.

15.3. Va tuttavia tenuto in conto, ai fini della liquidazione delle spese di lite, che il dato valoriale in questione risulta oscurato nel documento messo a disposizione della ricorrente in evasione della sua richiesta di accesso alla documentazione di gara, senza che possa ravvisarsi, a giustificazione dell’oscuramento del dato, una qualche plausibile ragione. Ritiene pertanto il Collegio che a dare occasione alla prospettazione del secondo mezzo di gravame sia stata l’evidente ingiustificata ambiguità imputabile alla stazione appaltante.

16. In conclusione il ricorso è infondato e va perciò respinto. Le spese di lite, liquidate come da dispositivo, seguendo la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente, tenuto tuttavia conto del fatto che il secondo motivo d’impugnazione è stato occasionato dalla stessa stazione appaltante.

P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa - Sezione Autonoma di Bolzano, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Condanna la ricorrente a rifondere all’Amministrazione resistente e alla controinteressata le spese di lite che liquida in € 3.000,00.- a favore di ciascuna, oltre agli accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Bolzano nella camera di consiglio del giorno 9 ottobre 2018 con l'intervento dei magistrati:

Edith Engl, Presidente

Margit Falk Ebner, Consigliere

Lorenza Pantozzi Lerjefors, Consigliere

Alda Dellantonio, Consigliere, Estensore

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Alda DellantonioEdith Engl
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO