Giustizia Amministrativa

N. 02036/2015 AFFARE

Numero 00422/2018 e data 19/02/2018 Spedizione

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REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

Sezione Seconda

Adunanza di Sezione del 31 gennaio 2018


NUMERO AFFARE 02036/2015

OGGETTO:

Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.


Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto da signori Edi Sanna, Antonella Adamo, Alberto Grein, Luciana Bordin, Maria Corno, Gigliola Vinci, Gianfranca Personi, Fabio Di Stefano, Alessandro Cornaggia, Maria Grazia Manzoni, Rosa Gigliobianco, Salvatore Dragotto, Maria Fiscon, Matteo Olivari, Maria Grazia Recrosio, Nicoletta Fasani, Fulvio Arturo Calvenzi, Raffaele Durante, Veronica Tarozzi, Alessandra Farina, Del Manso Cinzia, Salvatore Sorrentino, Magda Tornali, Davide Gaulli, Patrizia Trevisani, Marina Susana, Indira Annetta Sala, Bruno Piazzini, Francesca Menotti, Valentina Radaelli, Matteo Arturo Armellin, Barbara Cervi, contro Comune di Milano, la Provincia - Città Metropolitana di Milano, la Regione Lombardia, l’Arpa Lombardia e l’A.S.L. Milano, e nei confronti di Metropolitana Milanese Spa, avverso l’autorizzazione comunale n. 588/152 del 9 ottobre 2014, avente ad oggetto la bonifica del sito “Bovisa gasometri”;

LA SEZIONE

Visto il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in oggetto, depositato direttamente presso questo Consiglio di Stato in data 24 novembre 2015;

Vista la nota del 20 aprile 2016, prot. n. 7244, di trasmissione della relazione del 18 gennaio 2016, con cui il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha chiesto il parere sull’affare in oggetto;

Visti i pareri interlocutori della Sezione, resi nelle Adunanze del 2 dicembre 2015, del 6 luglio 2016 e del 12 ottobre 2016;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Claudio Boccia.


Premesso e considerato.

1. Come già esposto nei pareri interlocutori del 2 dicembre 2015 del 6 luglio 2016 e del 12 ottobre 2016 i soggetti puntualmente indicati in epigrafe, con il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica de quo, hanno chiesto l’annullamento, previa sospensione degli effetti, del provvedimento del Comune di Milano n. 588/152 del 9 ottobre 2014, con cui la società Metropolitana Milanese s.p.a. è stata autorizzata, ai sensi dell’art. 242 del d. lgs. n. 152 del 2006, a realizzare le opere di bonifica dell’area denominata “Bovisa gasometri” nonché dei verbali delle sedute della Conferenza di servizi convocata ai sensi della succitata disposizione e, in particolare, del verbale della seduta conclusiva del 23 settembre 2014, nella parte in cui è stato espresso “parere favorevole al progetto operativo di bonifica del lotto 1A”.

2. Con il parere interlocutorio reso nell’Adunanza del 2 dicembre 2015 la Sezione - in considerazione della circostanza che il ricorso in esame è stato depositato direttamente presso questo Consiglio di Stato in data 24 novembre 2015 - ha invitato il Ministero riferente a trasmettere “con sollecitudine” il ricorso in originale con i relativi allegati nonché la prescritta relazione ministeriale.

3. Con la memoria del 18 marzo 2015, recante le deduzioni del Comune di Milano, quest’ultimo ha contestato la fondatezza delle censure formulate dalla parte ricorrente ed ha chiesto il rigetto del ricorso e della relativa istanza di sospensiva.

Con una memoria di data non precisata la A.S.L. Milano - dopo aver rilevato di essere “estranea al provvedimento impugnato, non avendo contribuito a determinarne il contenuto” - ha contestato la fondatezza del ricorso de quo e si è espressa per il rigetto dello stesso e della relativa istanza cautelare.

Con la memoria del 31 luglio 2015 i ricorrenti hanno controdedotto a quanto rilevato dal Comune di Milano con la memoria del 18 marzo 2015 ed hanno, inoltre, ribadito la loro richiesta di “concessione della misura cautelare”.

Con la relazione istruttoria in epigrafe il Ministero riferente si è espresso per l’accoglimento del gravame in oggetto, ritenendolo fondato in considerazione del mancato espletamento dell’analisi di rischio sito specifica per la determinazione delle concentrazioni soglia di rischio (CSR).

Con la memoria dell’8 aprile 2016 il Comune di Milano ha controdedotto a quanto rilevato dal Ministero riferente con la relazione da ultimo citata ed ha, inoltre, eccepito l’inammissibilità del ricorso sotto il profilo della “sostanziale carenza d’interesse” in capo ai ricorrenti, ribadendo la richiesta di reiezione del ricorso e della relativa istanza di sospensione cautelare.

Con il parere interlocutorio reso nell’Adunanza del 6 luglio 2016 questa Sezione ha accolto l'istanza di sospensiva formulata dai ricorrenti - sottolineando la pretermissione della fase procedimentale di analisi del rischio sito specifica per la determinazione delle CSR, preliminare ad ogni altra azione pubblica ai sensi dell’art. 242, comma 4 del d. lgs. n. 152 del 2006 - e ha rinviato la trattazione del merito del presente ricorso all’Adunanza del 12 ottobre 2016.

Con la nota del 7 ottobre 2016, prot. n. 535/15, il Comune di Milano ha trasmesso a questa Sezione ed al Ministero riferente la memoria di pari data, con cui ha comunicato l'avvenuta esecuzione dell'analisi del rischio sito specifica, allegata alla memoria stessa ed approvata in sede di Conferenza di servizi in data 14 settembre 2016; ha trasmesso ulteriore documentazione concernente la vicenda de qua; ha ribadito l'eccezione d'inammissibilità del ricorso sotto il profilo della “sostanziale carenza d’interesse” in capo ai ricorrenti; ed ha, infine, ulteriormente articolato le proprie deduzioni in merito all'infondatezza del gravame.

Con il parere interlocutorio reso nell’Adunanza del 12 ottobre 2016 questa Sezione ha invitato il Ministero riferente, ai sensi di quanto previsto dall'art. 11 del d. P.R. n. 1199 del 1971, ad integrare la relazione istruttoria in epigrafe fornendo alla Sezione stessa adeguati elementi istruttori in merito al contenuto della memoria del Comune di Milano del 7 ottobre 2016 e della documentazione ad essa allegata.

La Sezione, inoltre, ha invitato il Ministero riferente a trasmettere la precitata integrazione istruttoria e la memoria del Comune di Milano alla parte ricorrente, con assegnazione di un congruo termine per replicare.

Con la nota del 10 gennaio 2017, prot. n. 307/STA, il Ministero riferente ha trasmesso la relazione istruttoria integrativa prot. n. 23133 del 2 dicembre 2016, con cui l’Amministrazione ha eccepito l’improcedibilità del ricorso in esame per sopravvenuta carenza d’interesse in considerazione dell’avvenuta esecuzione, da parte della società Metropolitana Milanese S.p.a., dell’analisi di rischio sito specifica per la determinazione delle CSR.

Tramite la medesima nota l’Amministrazione ha, inoltre, trasmesso la memoria del 9 gennaio 2017, con cui i ricorrenti - dopo aver evidenziato che l’analisi di rischio “non sembra fornire tutti i singoli parametri ed algoritmi utilizzati” dalla società controinteressata - hanno chiesto, nell’ipotesi in cui il ricorso venisse dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse, di applicare il criterio della soccombenza virtuale e di condannare il Comune di Milano a rimborsare le spese di lite ed il contributo unificato “pena l’incostituzionalità della disciplina in tema di ricorso straordinario per violazione degli artt. 2, 24, 111 e 113 della Costituzione”.

Con la nota del 14 dicembre 2017 il Comune di Milano ha formulato un’istanza di sollecita fissazione dell’Adunanza per la discussione del ricorso in esame, evidenziando che il protrarsi della sospensione dell’intervento di bonifica potrebbe comportare il mancato rispetto delle scadenze previste nel cosiddetto “Piano città”.

4. Tanto premesso, la Sezione ritiene di essere in possesso di sufficienti elementi per procedere all’esame della presente controversia.

Ritiene, altresì, la Sezione che l’eccezione di rito formulata dall’Amministrazione riferente risulti fondata.

Dagli atti del fascicolo emerge, infatti, che la società Metropolitana Milanese S.p.a. ha proceduto all’esecuzione dell’analisi di rischio sito specifica per la determinazione delle CSR relativa all’area di cui si converte e che tale analisi sia stata successivamente approvata dalla Conferenza di servizi in data 14 settembre 2016, a seguito dei pareri espressi dalla Città metropolitana di Milano, dall’Arpa Lombardia e dalla Regione Lombardia - ATS Milano.

Da quanto esposto deriva, quindi, che i ricorrenti non otterrebbero alcun vantaggio concreto e diretto nella propria sfera giuridica dall’annullamento nella sua configurazione originaria del provvedimento oggetto della presente controversia - ovvero l’autorizzazione comunale n. 588/152 del 9 ottobre 2014 avente ad oggetto la bonifica del sito “Bovisa gasometri” - poiché tale provvedimento è stato integrato, a seguito di una nuova istruttoria, dalla successiva determinazione assunta dalla Conferenza di servizi di approvazione della succitata analisi di rischio.

Ne consegue che il ricorso in esame deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c) del codice del processo amministrativo, con cessazione degli effetti connessi all’accoglimento dell’istanza di sospensiva di cui al parere interlocutorio della Sezione del 6 luglio 2016.

Per quanto concerne, inoltre, la richiesta di parte ricorrente, contenuta nella memoria del 9 gennaio 2017, volta a ottenere la declaratoria della “soccombenza virtuale” dell’Amministrazione comunale nella presente controversia e la conseguente condanna alla rifusione delle spese legali sostenute, la Sezione ritiene che tale istanza debba ritenersi inammissibile in sede di ricorso straordinario, e ciò in quanto la medesima risulta in contrasto con il disposto dall’art. 8 del d. P.R. n. 1199 del 1971 - a norma del quale il ricorso straordinario, quale rimedio di natura impugnatoria, è ammesso “contro atti amministrativi definitivi” e per soli “motivi di legittimità” (ex multis: Cons. di Stato, Sez. III, 10 marzo 2010, n. 3255), con la conseguenza che, tramite detto strumento, “non si possono esercitare azioni differenti rispetto a quella di annullamento” (Cons. di Stato, Sez. II, 5 febbraio 2014, n. 1141/2014) - come peraltro confermato da un consolidato orientamento giurisprudenziale della Sezione concernente l’inammissibilità, in sede di ricorso straordinario al Capo dello Stato, delle istanze volte ad ottenere la declaratoria della “soccombenza virtuale” della parte resistente (Cons. di Stato, Sez. II, 4 dicembre 2015, n. 3310 e 26 aprile 2016, n. 993).

Infine, non può trovare favorevole accoglimento la doglianza con cui la parte ricorrente ha eccepito l’incostituzionalità della disciplina relativa al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica - nella parte in cui non prevede la possibilità di condannare l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese legali sostenute in base al principio della soccombenza virtuale - e ciò in quanto i ricorrenti non hanno fornito alcun elemento a sostegno di tale eccezione d’incostituzionalità, essendosi viceversa limitati, con la memoria del 9 gennaio 2017, a richiamare le disposizioni costituzionali asseritamente violate dalle previsioni normative concernenti il ricorso straordinario, senza esplicitare le ragioni sottese a tale doglianza.

5. Conclusivamente, alla stregua delle suesposte considerazioni, il ricorso deve essere dichiarato in parte improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c) del codice del processo amministrativo ed in parte inammissibile.

P.Q.M.

La Sezione esprime il parere che il ricorso debba essere dichiarato in parte improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse con cessazione degli effetti connessi all’accoglimento dell’istanza di sospensiva di cui al parere interlocutorio della Sezione del 6 luglio 2016 ed in parte inammissibile, nei termini di cui in motivazione.


 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Claudio BocciaGerardo Mastrandrea
 
 
 
 

IL SEGRETARIO

Roberto Mustafà