Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 06/11/2018

N. 01883/2018 REG.PROV.COLL.

N. 00022/2018 REG.RIC.

N. 00048/2018 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 22 del 2018, proposto da
Consorzio Stabile Progettisti Costruttori, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Pietro De Luca, domiciliato ex art. 25 c.p.a.;

contro

Comune di Vibo Valentia, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall'avvocato Maristella Paolì, elettivamente domiciliato presso lo Studio dell’avvocato Alessandra Canino, in Catanzaro, alla via Ferdinando Galiani, n. 96; 
Provincia di Vibo Valentia, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa dall'avvocato Antonio Fuscà, domiciliata ex art. 25 c.p.a.; 

nei confronti

Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Giovanni Spataro, domiciliato ex art. 25 c.p.a.;
Esaro S.r.l., non costituito in giudizio;  

e con l'intervento di

Consorzio Stabile Costruendo S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Emilia Piselli e Daniele Bracci, elettivamente domiciliato presso lo Studio dell’avvocato Roberta Merante, in Catanzaro, alla via Nuova, n. 9; 



sul ricorso numero di registro generale 48 del 2018, proposto da
Consorzio Stabile Costruendo S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Emilia Piselli e Daniele Bracci, elettivamente domiciliato presso lo Studio dell’avvocato Roberta Merante, in Catanzaro, alla via Nuova, n. 9; 

contro

Comune di Vibo Valentia, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall'avvocato Maristella Paolì, elettivamente domiciliato presso lo Studio dell’avvocato Alessandra Canino, in Catanzaro, alla via Ferdinando Galiani n. 96; 
Provincia di Vibo Valentia, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa dall'avvocato Antonio Fuscà, domiciliata ex art. 25 c.p.a.;

nei confronti

Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Giovanni Spataro, domiciliato ex art. 25 c.p.a.;
Consorzio Stabile Progettisti Costruttori, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Pietro De Luca, domiciliato ex art. 25 c.p.a.;Esaro S.r.l., Cospin S.r.l. Unipersonale non costituiti in giudizio; 

per l'annullamento

quanto al ricorso n. 22 del 2018:

- del verbale di gara in seduta riservata n. 10 del 12 settembre 2017, nella parte relativa all’ammissione ed alla valutazione dell’offerta migliorativa presentata dal Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a. e di attribuzione dei relativi coefficienti di valutazione;

- del verbale di gara in seduta pubblica n. 5 del 2 ottobre 2017, con l’aggiudicazione dell’appalto al Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a.;

- della determinazione del Dirigente del V Settore del Comune di Vibo Valentia del 30 novembre 2017, n. 2663, recante l’aggiudicazione definitiva a Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a. dei lavori di messa in sicurezza dei versanti Affaccio – Cancello Rosso – Piscopio – Triparni ex tracciato Ferrovie Calabro Lucane e Longobardi nel Comune di Vibo Valentia;

per la declaratoria di inefficacia del contratto nelle more eventualmente sottoscritto e per il risarcimento di danni.

quanto al ricorso n. 48 del 2018:

- della determinazione del Dirigente del V Settore del Comune di Vibo Valentia del 30 novembre 2017, n. 2663, recante l’aggiudicazione definitiva a Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a. dei lavori di messa in sicurezza dei versanti Affaccio – Cancello Rosso – Piscopio – Triparni ex tracciato Ferrovie Calabro Lucane e Longobardi nel Comune di Vibo Valentia;

- di tutti i verbali di gara con particolare riferimento ai verbali di gara di seduta pubblica, n. 1 del 28 aprile 2017, n. 2 del 3 maggio 2017, n. 3 del 15 maggio 2017, n. 4 del 26 settembre 2017, n. 5 del 2 ottobre 2017, nonché dei verbali di gara di seduta riservata n. 1 del 18 maggio 2017, n. 2 del 31 maggio 2017, n. 3 del 6 giugno 2017, n. 4 dell’8 giugno 2017, n. 5 del 20 giugno 2017, n. 6 del 22 agosto 2017, n. 7 del 23 agosto 2017, n. 8 del 25 agosto 2017, n. 9 del 6 settembre 2017, n. 10 del 12 settembre 2017 e n. 11 del 19 settembre 2017;

- ove occorra, della lex specialis di gara, con particolare riferimento al bando di gara ed al disciplinare di gara relativi all’appalto in questione;

- dell’eventuale contratto medio tempore stipulato e della relativa determina di autorizzazione alla stipula;

- di ogni altra nota, comportamento, atto o provvedimento ad essi presupposto, preordinato, connesso, consequenziale ed esecutivo;

nonché per l’accertamento del diritto della ricorrente di conseguire l’aggiudicazione della procedura e, per l’effetto, di stipulare il contratto, anche a mezzo di subentro, per l’intera durata dell’affidamento posto in gara, con declaratoria di inefficacia, anche retroattiva e anche in sede cautelare, del contratto, qualora stipulato con le controinteressate;

e per la condanna delle resistenti al risarcimento del danno in forma specifica ovvero, in subordine, per equivalente.


Visti i ricorsi e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Vibo Valentia, della Provincia di Vibo Valentia, del Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a , del Consorzio Stabile Progettisti Costruttori, del Consorzio Stabile Costruendo S.r.l.;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26 settembre 2018 il dott. Francesco Tallaro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Rilevato in fatto e ritenuto in diritto quanto segue.


FATTO

1. – La Provincia di Vibo Valentia, quale stazione unica appaltante, ha bandito, per conto del Comune di Vibo Valentia, la gara per l’aggiudicazione dei lavori di messa in sicurezza dei versanti Affaccio – Cancello Rosso – Piscopio – Triparni ex tracciato Ferrovie Calabro Lucane e Longobardi nel Comune di Vibo Valentia.

All’esito dell’esame delle 19 offerte pervenute, la commissione valutatrice ha stilato la graduatoria, assegnando il primo posto al Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a. (d’ora innanzi Coseam) con 93,30 punti su 100; il secondo posto al Consorzio Stabile Progettisti Costruttori in costituenda ATI con Cospin S.r.l. Unipersonale (d’ora innanzi Progettisti Costruttori) con punti 91,71; il terzo posto al Consorzio Stabile Costruendo S.r.l. (d’ora innanzi Costruendo) con il punti 77,24.

Il Comune di Vibo Valentia, con determina del Dirigente del V Settore del 30 novembre 2017, n. 1373, ha aggiudicato la gara a Coseam.

2. – Progettisti Costruttori ha impugnato gli esiti della gara d’innanzi a questo Tribunale Amministrativo Regionale con ricorso iscritto al n. 22 del 2018, criticando i risultati cui è pervenuta la commissione valutatrice.

Si sono costituiti per resistere Coseam, la Provincia di Vibo Valentia e il Comune di Vibo Valentia.

È intervenuta anche Costruendo, terza classificata, rappresentando di aver separatamente impugnato gli esiti della gara.

3. – Ed invero, al n. 48 del 2018 risulta iscritto il ricorso proposto da Costruendo, che ha contestato la mancata esclusione dalla gara dei soggetti collocati ai primi due posti della graduatoria e, comunque, l’operato della commissione valutatrice.

Per resistere a tale ricorso si sono costituiti Coseam, Progettisti Costruttori, Provincia di Vibo Valentia e Comune di Vibo Valentia.

4. – Dopo che i difensori di entrambi i ricorrenti hanno rinunciato alle istanze cautelari rispettivamente proposte, con ordinanza del 9 aprile 2018, n. 818, questo Tribunale ha riunito i ricorsi e ha disposto l’espletamento di verificazione a cura del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università della Calabria.

5. – I ricorsi riunti sono dunque stati discusso nel merito e spediti in decisione all’udienza pubblica del 26 settembre 2018.

DIRITTO

6. – È necessaria una preliminare precisazione di carattere processuale.

I due ricorsi proposti nell’ambito della gara per dei lavori di messa in sicurezza di alcuni versanti nel Comune di Vibo Valentia sono stati riuniti per evidenti ragioni di economia processuale e anche per assicurare l’unitarietà e la rapidità dell’istruttoria che il Collegio ha inteso disporre.

Tuttavia, la riunione dei giudizi per motivi di connessione oggettiva non fa venir meno l'autonomia delle singole impugnazioni (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 11 maggio 2017, n. 2192; Cons. Stato, Sez. IV, 12 agosto 2005, n. 4372; Cass. Civ., Sez. III, 3 agosto 2017, n. 19373; Cass. Civ., Sez. I, 10 luglio 2014, n. 15850).

Ne consegue che i ricorsi di Progettisti e Costruttori e di Costruendo dovranno essere esaminati distintamente e autonomamente.

7. – Occorre, sempre in via preliminare, dar conto del fatto che, con atto depositato in data 20 settembre 2018, Coseam ha ricusato l’organo verificatore in quanto il direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università della Calabria, prof. Paolo Veltri, potrebbe avere delle ragioni di risentimento nei confronti dell’ing. Antonio Capristo, cioè colui che ha redatto il progetto di Coseam.

Ciò in quanto quest’ultimo è stato indicato quale teste d’accusa nell’ambito di un procedimento penale pendente a carico del prof. Veltri d’innanzi al Tribunale di Cosenza.

7.1. – Rileva il Collegio che la verificazione è stata svolta dai proff. Enrico Conte, Antonello Troncone, Ernesto Ausilio e Roberto Cairo, mentre il prof. Veltri si è limitato a individuare i soggetti che avrebbero dovuto svolgere l’attività istruttoria demandata da questo Tribunale e a trasmettere la relazione conclusiva.

Le condizioni di quest’ultimo, pertanto, non rilevano ai fini di valutare l’imparzialità dell’organo tecnico che ha svolto la verificazione.

7.2. – In ogni caso, l'istanza di ricusazione del verificatore, che può essere proposta ai sensi dell'art. 20 c.p.a. per i motivi indicati nell'art. 51 c.p.c., deve ritenersi sottoposta a precisi limiti temporali idonei anche a scongiurare espedienti dilatori che mal si conciliano con le esigenze di addivenire ad una definizione del giudizio in tempi ragionevoli, e sono da individuare, in ragione della eadem ratio, in mancanza di una previsione espressa, in quelli indicati dall'art. 67 c.p.a. per le analoghe istanze relative al consulente tecnico d'ufficio, con la specificazione che il termine ultimo entro il quale l'istanza di ricusazione deve essere presentata è da individuare, non essendo previsto il giuramento, entro e non oltre il primo atto del verificatore e, comunque, prima dell'inizio delle operazioni di verificazione, secondo un criterio desumibile anche dall'art. 52 comma 2, c.p.c. (cfr. TAR Piemonte, Sez. I, 18 febbraio 2015, n. 324, TAR Campania – Napoli, Sez. II, 18 marzo 2013, n. 1502).

Nel caso di specie, l’istanza di ricusazione è stata presentata solo dopo che le operazioni sono state portate a conclusione, e dunque tardivamente.

8. – Venendo a esaminate i motivi del ricorso n. 22 del 2018, Progettisti e Costruttori premette che il criterio di aggiudicazione della gara era quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa e che l’offerta tecnica doveva essere valutata sotto il profilo delle migliorie apportate al progetto.

Ebbene, il progetto dell’aggiudicataria, che pure ha riportato i migliori punteggi quanto all’aspetto delle migliorie, non sarebbe stato corredato di elaborati tecnici con un livello di dettaglio adeguato a valutare l’utilità delle migliorie, in spregio alla legge speciale di gara.

8.1. - Occorre premettere che nelle gare pubbliche le valutazioni operate dall'amministrazione appaltante, e per essa dalla commissione di gara, circa l'idoneità e l'adeguatezza di un'offerta migliorativa a realizzare l'oggetto dell'appalto e a perseguire così le finalità del progetto posto a base della gara sfuggono di norma al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salvo la loro macroscopica illogicità, irragionevolezza, irrazionalità, arbitrarietà e travisamento dei fatti, costituendo esercizio della discrezionalità amministrativa che non può essere sostituita dalla diversa valutazione del giudice, in ragione del fondamentale principio di separazione dei poteri; può tuttavia essere oggetto di accertamento giudiziale il substrato fattuale in relazione al quale la discrezionalità è stata concretamente esercitata, poiché ciò non investe direttamente il contenuto della valutazione operata, che attiene al merito del potere amministrativo, bensì il suo stesso presupposto. (Cons. Stato, Sez. V, 26 maggio 2015, n. 2615).

8.2. – In questi termini il Collegio si è determinato, nel caso di specie, a disporre verificazione, onde valutare se gli elaborati tecnici presentati dall’aggiudicataria fossero sufficienti ad apprezzare la qualità delle migliorie offerte.

Infatti, il disciplinare di gara prevede che le “soluzioni e proposte (di miglioria, NDR) dovranno essere dettagliatamente individuate con elaborati grafici allegati e da ulteriore documentazione tecnica volta a dimostrare l'effettivo beneficio delle migliorie al progetto esecutivo approvato. Tale documentazione di dettaglio dovrà essere tale da consentire un livello di progettazione esecutivo”.

8.3. – L’organo di verificazione ha ritenuto che il livello di progettazione non sia sufficiente con riferimento ad alcune migliorie:

I) Dreni suborizzontali paratia zona Affaccio, mancando specifiche indagini, misurazioni e analisi volte a dimostrare la reale utilità ed efficacia dei dreni per la riduzione delle pressioni neutre riconnesse con la presenza di acqua nel sottosuolo, posto che, in presenza di falda superficiale, i dreni potrebbero indurre cedimenti nelle fondazioni dei fabbricati esistenti;

II) Mantellata di spritz-Beton in zona Piscopio, mancando specifiche indagini idrologiche e idrauliche volte a verificare il volume delle acque che la mantellata così realizzata convoglierebbe a valle, onde disporre eventualmente opere di regimentazione delle stesse;

III) Realizzazione di argini di terra a sistemazione del fosso esistente nell’area limitrofa all’intervento di Triparmi, mancando specifiche indagini volte a dimostrare l’adeguatezza della sezione idrica a far defluire le portate di progetto e mancando inoltre un elaborato tecnico che specifichi le caratteristiche geotecniche dei terreni costituenti sponda sinistra del fosso Gerdò e i relativi calcoli di stabilità con riferimento ai possibili fenomeni di rottura.

8.4. – Nonostante le avverse argomentazioni proposte in sede di controdeduzioni da Coseam, è evidente che le proposte di migliorie di cui si tratta non erano adeguatamente valutabili proprio nelle loro caratteristiche essenziali, e cioè l’idoneità a rendere più efficace l’intervento programmato.

Ciò che l’organo di verificazione ha rilevato non è, come erroneamente affermato in sede di controdeduzioni, la mancanza di una progettazione esecutiva, bensì l’insufficienza della documentazione prodotta in sede di gara a confermare l’utilità delle migliorie proposte.

8.5. – In conclusione, il motivo di ricorso risulta fondato nei limiti rilevati in sede di verificazione, atteso che la commissione giudicatrice non avrebbe potuto tener conto, ai fini della valutazione, delle migliorie i cui elaborati tecnici non consentivano un adeguato apprezzamento dell’effetto utile conseguito mediante esse.

9. – Con il secondo motivo di ricorso, Progettisti e Costruttori lamenta che la differenza tra il punteggio attribuito all’aggiudicataria e quello ad essa attribuito non sia giustificata da un’effettiva differenza qualitativa.

In particolare, il raffronto analitico delle due offerte non evidenzierebbe le ragioni per le quali Coseam ha ottenuto il punteggio massimo.

Il Collegio deve ricordare come la consolidata giurisprudenza abbia chiarito che in sede di valutazione comparativa delle offerte tecniche presentate nelle gare d'appalto le valutazioni tecniche, caratterizzate dalla complessità delle discipline specialistiche di riferimento e dalla opinabilità dell'esito della valutazione, sfuggono al sindacato intrinseco del giudice amministrativo, se non vengono in rilievo specifiche censure circa la plausibilità dei criteri valutativi o circa la loro applicazione (Cons. Stato, V, 8 marzo 2011, n. 1464).

Ebbene, nel caso di specie la ricorrente si è limitata a sovrapporre la propria valutazione a quella della commissione, auspicando che il Tribunale la faccia propria.

In questi termini, il ricorso non può trovare accoglimento.

10. – Il Collegio rileva, inoltre, che pur non proponendoli come autonomi motivi di ricorso, parte ricorrente ha criticato la composizione della commissione valutatrice, i cui membri erano in prevalenza non tecnici, e il tempo impiegato dalla commissione per la valutazione dei progetti, che sarebbe stato minimo, tanto che si potrebbe adombrare una certa superficialità da parte della commissione nel giudizio espresso.

Tuttavia, da un lato non risulta impugnato il provvedimento con cui è stata nominata la commissione di valutazione; dall’altro, è sufficiente richiamare la copiosa giurisprudenza in materia di appalti e di concorsi pubblici (sugli appalti cfr. TAR Piemonte, Sez. II, 14 febbraio 2005, n. 298; TAR Lazio – Roma, Sez. III, 26 luglio 2004, n. 7338; sui concorsi pubblici cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 6 agosto 2012, n. 4503), secondo la quale il tempo impiegato per l’esame degli elaborati non è indicatore necessario di inadeguatezza della valutazione.

11. – Conclusivamente, riscontrata la sussistenza del vizio di cui al § 8., il ricorso n. 22 del 2018 va accolto, con conseguente annullamento degli atti impugnati.

Ciò determina non già l’esclusione dalla gara di Coseam, bensì la necessità, per l’amministrazione aggiudicatrice, di operare nuovamente la valutazione dell’offerta presentata da tale operatore economico, non tenendo conto delle migliorie non correttamente apprezzabili in ragione della mancanza di un sufficiente livello di progettazione.

12. – Venendo ora al ricorso n. 48 del 2018, rileva il Collegio che i primi due motivi sono indirizzati a ottenere l’esclusione dalla gara di Coseam, il terzo è rivolto ad ottenere l’esclusione di Costruendo, mentre l’ultimo riguarda le valutazioni espresse dalla commissione giudicatrice.

13. – Quest’ultima censura si rivela manifestamente infondata.

Con essa, infatti, si critica l’operato della commissione di gara, assumendo che dai verbali di gara non si potrebbero apprezzare le ragioni delle valutazioni espletata, espresse soltanto con un voto numerico; e che l’offerta di Costruendo, più completa, avrebbe dovuto essere maggiormente valorizzata, portando all’attribuzione ad essa di un punteggio sufficiente per risultare aggiudicataria.

13.1. – Osserva il Collegio che in sede di valutazione delle offerte il punteggio numerico è ritenuto sufficiente ad esternare e sostenere il giudizio della commissione giudicatrice sui singoli elementi tecnici quando il bando di gara ha, come nel caso di specie, puntualmente predeterminato i parametri di misurazione degli stessi.

13.2. – Il secondo profilo della censura si esaurisce nell’inammissibile pretesa (cfr. § 9) di sostituire al giudizio espresso dalla commissione di valutazione quello proposto da parte ricorrente, che il Tribunale dovrebbe fare proprio.

14. – Con il primo motivo, si assume che vi sia stata la violazione dell’art. 53, comma 16-ter d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, secondo cui “i dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto dal presente comma sono nulli ed è fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti”.

14.1. – La violazione deriverebbe dal fatto che il progettista delle opere per conto di Coseam, ing. Antonio Capristo, avrebbe svolto, fino al 29 novembre 2015, il ruolo di Dirigente esterno presso il Dipartimento Infrastrutture - Politiche della casa - E.R.P. - A.B.R. – Risorse Idriche - Ciclo integrato delle acque della Regione Calabria, la quale ha finanziato le opere di cui si tratta.

14.2. – Non occorre affrontare la questione relativa alla tempestività della censura, pure sollevata da alcune parti del giudizio, atteso che essa si manifesta infondata.

14.3. – Infatti, l’ing. Capristo è stato incaricato quale dirigente del Settore n.3 - Programmazione e Gestione infrastrutture di trasporto – Assistenza APQ trasporti e non risulta che abbia svolto alcuna attività autoritativa o negoziale nei confronti della Coseam, per conto della quale ha progettato le opere in discussione.

Ancor di più, benché le risorse economiche necessarie per eseguire i lavori di messa in sicurezza di alcuni versanti nel Comune di Vibo Valentia siano state erogate dalla Regione Calabria, nessun ruolo risulta aver avuto il Settore n. 3 del Dipartimento 9.

Nemmeno per tale via indiretta l’ing. Capristo può aver avuto una qualche influenza sull’appalto di cui si tratta.

15. – Con il secondo motivo, si denuncia la violazione dell’art. 105, comma 6 d.lgs. 18 aprile 2006, n. 50, la violazione dell’art. 20 del bando di gara e il punto 12 del disciplinare di gara, atteso che la Coseam, pur riservandosi di dare corso a subappalto, ha omesso di indicare la terna dei subappaltatori, come invece richiesto dalle norme e dalle clausole di gara indicate.

Anche tale motivo di ricorso è manifestamente infondato.

Come affermato dalla stessa parte ricorrente (che ha altresì fatto rinvio a TAR Lombardia - Brescia, Sez. II, 29 dicembre 2016, n. 1790 e alla delibera ANAC del 3 maggio 2017, n. 487), la mancata indicazione della terna dei subappaltatori avrebbe dovuto soltanto dovuto indurre l’amministrazione a dare corso al soccorso istruttorio, mediante richiesta di regolarizzazione dell’offerta. Giammai essa avrebbe potuto invece comportare l’esclusione dell’aggiudicataria dalla gara.

16. – L’infondatezza dei motivi di ricorso volti a ottenere l’esclusione dalla gara di Coseam e di quello inteso ad ottenere una migliore valutazione della propria offerta comporta che Costruendo non abbia un interesse attuale e concreto all’esclusione della seconda classificata.

Tale interesse potrà, eventualmente, assumere tali caratteri solo se, dopo la rivalutazione che la commissione giudicatrice dovrà fare dell’offerta proposta da Coseam in ottemperanza della presente sentenza, l’offerta di tale operatore economico si venga a collocare al terzo posto in graduatoria, divenendo in quel caso rilevante l’ammissione di Progettisti e Costruttori alla gara.

17. – In conclusione, il ricorso n. 22 del 2018 deve essere accolto nei limiti di cui ai §§ 8 e 11, mentre il ricorso n. 48 del 2018 deve essere rigettato.

Non risulta che nelle more del giudizio vi sia stata la stipula del contratto.

18. – La complessità della vicenda amministrativa e l’esito del giudizio giustificano la compensazione integrale delle spese di lite sopportate dalle parte, fatta eccezione per le spese di verificazione che, liquidate come da separato decreto, vanno poste solidalmente a carico della Provincia di Vibo Valentia, del Comune di Vibo Valentia, di Coseam e di Costruendo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sui ricorsi riuniti, come in epigrafe proposti:

a) accoglie per quanto di ragione il ricorso iscritto al n. 22 del 2018, per l’effetto annullando:

- a1) il verbale di gara in seduta riservata n. 10 del 12 settembre 2017, nella parte relativa all’ammissione ed alla valutazione dell’offerta migliorativa presentata dal Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a. e all’attribuzione dei relativi coefficienti di valutazione;

- a2) il verbale di gara in seduta pubblica n. 5 del 2 ottobre 2017, con l’aggiudicazione dell’appalto al Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a.;

- a3) la determinazione del Dirigente del V Settore del Comune di Vibo Valentia del 30 novembre 2017, n. 2663, recante l’aggiudicazione definitiva a Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a. dei lavori di messa in sicurezza dei versanti Affaccio – Cancello Rosso – Piscopio – Triparni ex tracciato Ferrovie Calabro Lucane e Longobardi nel Comune di Vibo Valentia.

b) rigetta nel resto;

c) compensa tra le parti le spese di lite, con l’eccezione delle spese per la verificazione che, liquidate come da separato decreto, vengono poste in solido a carico del Comune di Vibo Valentia, della Provincia di Vibo Valentia, del Consorzio Stabile Progettisti Costruttori, del Consorzio Stabile Costruendo S.r.l.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 26 settembre 2018 con l'intervento dei magistrati:

Vincenzo Salamone, Presidente

Francesco Tallaro, Primo Referendario, Estensore

Francesca Goggiamani, Referendario

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Francesco TallaroVincenzo Salamone
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO



Ai sensi dell'ord. coll. n. 1995/18 si dispone la correzione della sentenza pronunciata da questo Tribunale in data 6 novembre 2018, n. 1883, nelle seguenti parti: - alla pagina 10, rigo 19 (all'interno del punto 12), laddove vi è scritto “di Costruendo” si legga “di Progettisti Costruttori”; - alla pagina 13, penultima riga (riga n. 27), laddove vi è scritto “del Consorzio Stabile Progettisti Costruttori” si legga “del Consorzio Stabile Coseam Italia S.p.a.”.