Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 18/04/2018

N. 04265/2018 REG.PROV.COLL.

N. 11213/2007 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Ter)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 11-OMISSIS-13 del -OMISSIS-007, proposto da -OMISSIS-, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Ernesto Sticchi Damiani e Massimo Pacella, con domicilio eletto presso lo studio Studio Legale (BDL) Sticchi Damiani in Roma, piazza San Lorenzo in Lucina, -OMISSIS-6;

contro

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 1-OMISSIS-;
il Ministero delle Comunicazioni, il Comitato per Applicazione del Codice di autoregolamentazione -OMISSIS-, non costituiti in giudizio;

per l’annullamento

della delibera n. -OMISSIS-, adottata dalla Commissione per i Servizi e i Prodotti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in data -OMISSIS- e notificata a mezzo raccomandata ricevuta in data -OMISSIS-, ad oggetto: “Ordinanza-ingiunzione alla società-OMISSIS-”) per la violazione dell’art. 4, comma 1, lettera b), del decreto legislativo -OMISSIS--OMISSIS--OMISSIS-, e del Codice di autoregolamentazione -OMISSIS-, paragrafo -OMISSIS-, in combinato disposto con l’articolo 34, comma 3, del decreto legislativo -OMISSIS--OMISSIS-005, n. 177”, che ha condannato la -OMISSIS- al pagamento di una sanzione di 100.000,00 euro, pari al quadruplo del minimo edittale di cui all’art. 35, comma -OMISSIS-, del d.lgs. 177/-OMISSIS-005;

di ogni atto presupposto espressamente richiamato nell’ordinanza impugnata e, in particolare, della -OMISSIS-estazione alla società -OMISSIS---OMISSIS-. (Emittente “-OMISSIS- -OMISSIS-”) per la violazione dell’art. 4, comma 1, lettera B), del decreto legislativo -OMISSIS--OMISSIS--OMISSIS-, e del Codice di autoregolamentazione -OMISSIS-, paragrafo -OMISSIS-, in combinato disposto con l’articolo 34, comma 3, del decreto legislativo -OMISSIS--OMISSIS-005, n. 177”, adottata con nota prot. n. -OMISSIS-./-OMISSIS-/-OMISSIS-^ PROC. -OMISSIS-del -OMISSIS--OMISSIS- -OMISSIS-007, a firma del Direttore della Direzione -OMISSIS--OMISSIS-e notificata alla -OMISSIS- in data -OMISSIS--OMISSIS-007; della “proposta fondata dalla Direzione -OMISSIS-OMISSIS-”; della “Relazione dei Commissari -OMISSIS-”;

di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatrice nell'udienza pubblica del giorno -OMISSIS- marzo -OMISSIS-018 la dott.ssa Emanuela Loria e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO

Con il ricorso in epigrafe la -OMISSIS- (-OMISSIS-) impugna un’ordinanza – ingiunzione adottata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), per la violazione dell’art. 4, comma 1, lett. b) d.lgs. 177/-OMISSIS-005 e del paragrafo -OMISSIS- del Codice di autoregolamentazione -OMISSIS-, per avere la -OMISSIS- trasmesso, in data 8 marzo -OMISSIS-007, dalle ore -OMISSIS-1,04 e sino alle ore -OMISSIS-3,11, su -OMISSIS- -OMISSIS- il programma di informazione “-OMISSIS-”, diretto da -OMISSIS-, nell’ambito del quale è stato trattato il tema dell’-OMISSIS-, con la riproposizione di un reportage del -OMISSIS-000 sul -OMISSIS- svoltosi in quello stesso anno, nella città di Roma.

In data -OMISSIS--OMISSIS-007, il Direttore della direzione -OMISSIS-OMISSIS- dell’AGCOM notificava alla -OMISSIS- la propria nota prot. n. -OMISSIS-./-OMISSIS-/-OMISSIS-^ PROC. -OMISSIS-del -OMISSIS--OMISSIS- -OMISSIS-007, con la quale -OMISSIS-estava gli addebiti poi confluiti nel provvedimento finale ivi impugnato.

La -OMISSIS- presentava, nel corso del procedimento, le proprie difese con memoria del -OMISSIS-0 aprile -OMISSIS-007; il 5 giugno -OMISSIS-007 si svolgeva un’audizione anche con il giornalista conduttore della trasmissione e la -OMISSIS- chiedeva all’AGCOM di acquisire una relazione di uno psicologo o esperto dell’età evolutiva al fine di valutare effettivamente le potenzialità delle immagini del programma sotto il profilo della loro idoneità a determinare un pregiudizio allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori.

L’AGCOM sospendeva il procedimento per approfondimenti istruttori comunicando tale decisione alla -OMISSIS- con nota prot. n. 507-OMISSIS-3 dell’8 agosto -OMISSIS-007; l’approfondimento istruttorio consisteva nella richiesta di parere al Servizio Giuridico della stessa AGCOM.

Con la delibera impugnata, del 1-OMISSIS- settembre -OMISSIS-017, la Commissione per i Servizi e i Prodotti di AGCOM, confermando gli addebiti mossi con l’atto di -OMISSIS-estazione, ravvisava la violazione dell’art. 4 comma 1, lettera b) del d.lgs. 177/-OMISSIS-005 e del paragrafo -OMISSIS- del Codice di Autoregolamentazione -OMISSIS- (in combinato disposto con l’art. 34, commi 3 e 4 del d.lgs. 177/-OMISSIS-005), condannando la -OMISSIS- al pagamento della sanzione di euro 100.000,00, pari al quadruplo del minimo edittale di cui all’art. 35, comma-OMISSIS-, del d.lgs. 177/-OMISSIS-005.

In particolare, la -OMISSIS-estazione dell’AGCOM verte sull’argomentazione per cui l’art. 4, comma 1 lettera B) del decreto legislativo -OMISSIS--OMISSIS--OMISSIS-, a tutela del minore-spettatore, per la sua generica formulazione, si configurerebbe come norma di portata generale e di chiusura in rapporto alle fattispecie tipizzate ai commi 1 e -OMISSIS- dell’art. 34 del medesimo decreto legislativo e pertanto dovrebbe essere letta in modo ampio, non restrittivo e tassativo, come volta a prevenire lesioni agli interessi (morali, etici e di corretto sviluppo psichico) degli spettatori, e in particolare dei minori, rispetto a ogni genere di programmazione.

La trasmissione andata in onda su -OMISSIS- -OMISSIS- sarebbe stata idonea a danneggiare lo sviluppo psichico e morale dei minori telespettatori:

in ragione della presentazione di varie interviste a-OMISSIS-;

per avere associato immagini tratte dal -OMISSIS- a scene relative al pellegrinaggio di fedeli cattolici in Vaticano e per avere trasmesso scene in cui si documentavano effusioni e scambi di baci appassionati tra-OMISSIS- nell’ambito del reportage sul -OMISSIS-;

per avere raccolto la testimonianza di un sacerdote che ha subito violenza sessuale in famiglia, sempre nell’ambito del reportage del -OMISSIS-000.

Avverso tale decisione insorgeva la -OMISSIS-, sollevando i seguenti motivi di illegittimità del provvedimento impugnato:

Violazione, erronea e falsa interpretazione ed applicazione dell’art. 4, comma 1, lett. b) del d.lgs. 177/-OMISSIS-005 e del codice di autoregolamentazione -OMISSIS- – Eccesso di potere per carenza istruttoria ed erronea presupposizione in fatto e in diritto – Violazione dei principi in materia di esercizio della discrezionalità tecnica.

Violazione erronea e falsa interpretazione ed applicazione dell’art. 4, comma 1, lett. b), del d.lgs. 177/-OMISSIS-015 e del codice di autoregolamentazione -OMISSIS- sotto altro profilo, Eccesso di potere per -OMISSIS-raddittorietà, disparità di trattamento e illogicità dell’azione amministrativa, Violazione dei principi di cui all’art. 3 della Costituzione, all’art. 14 CEDU, all’art. 13 del Trattato istitutivo C.E. e all’art. -OMISSIS-1 della Carta di Nizza dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Violazione e falsa applicazione dell’art. 35, comma-OMISSIS-, del d.lgs. n. 177/-OMISSIS-005, degli artt. 3, 4 e 11 della legge n. 689 del 1981, anche in riferimento agli artt. 3, -OMISSIS-7 e 41 Cost., agli artt. -OMISSIS-043, -OMISSIS-697 e -OMISSIS-7-OMISSIS-7 ss. c.c. e agli artt. 1-OMISSIS- e 1 4 delle Disposizioni Preliminari del c.c. – Violazione del principio di proporzionalità.

Violazione, erronea e falsa interpretazione ed applicazione degli artt. 4, 5, 6 e 10 della delibera AGCOM n. 136/06/CONS, recante il regolamento dell’Autorità in materia di procedure sanzionatorie – Eccesso di potere per difetto di motivazione, carenza di istruttoria, -OMISSIS-raddittorietà e illogicità.

Il 10 gennaio -OMISSIS-008 si è costituita in giudizio l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Con decreto n. 1-OMISSIS-944/-OMISSIS-015, a seguito della dichiarazione della permanenza dell’interesse da parte della ricorrente con nota del 19 febb-OMISSIS-o -OMISSIS-014, veniva revocato il decreto di perenzione n. 587/-OMISSIS-014.

Con memoria del 14 febb-OMISSIS-o -OMISSIS-018 e deposito di documenti l’AGCOM -OMISSIS-estava i motivi di ricorso e chiedeva che il ricorso fosse dichiarato infondato nel merito.

Con memoria depositata il 19 febb-OMISSIS-o -OMISSIS-018 la ricorrente eccepiva la tardività della memoria depositata dalla difesa erariale e l’infondatezza del ricorso nel merito.

Alla pubblica udienza del -OMISSIS- marzo -OMISSIS-018 la causa è stata spedita in decisione.

DIRITTO

Preliminarmente il Collegio ritiene che sia fondata l’eccezione relativa alla tardività della memoria da ultimo depositata dall’Avvocatura dello Stato il 14 febb-OMISSIS-o -OMISSIS-018: il termine per il deposito delle memorie è, infatti, di trenta giorni anteriori alla data della udienza pubblica ai sensi dell’art. 73 c.p.a.

Pertanto, la memoria da ultimo depositata dalla difesa erariale non potrà essere tenuta in considerazione da parte del Collegio.

1.Procedendo nell’esame del merito del ricorso, il Collegio lo ritiene fondato e quindi da accogliere.

Come esplicitato nella parte in fatto, la -OMISSIS-estazione recata dall’AGCOM alla -OMISSIS- e, in particolare, alla trasmissione “-OMISSIS-”, riguarda la violazione del paragrafo -OMISSIS- del Codice di autoregolamentazione -OMISSIS- del -OMISSIS-00-OMISSIS-, applicabile giusta il richiamo dell’art. 34 del d.lgs. 177/-OMISSIS-005, nonché la violazione dell’art. 4 del d.lgs. citato.

-OMISSIS-. Merita rammentare il -OMISSIS-enuto delle norme della cui applicazione si tratta.

L’art. -OMISSIS- del Codice, intitolato “La televisione per tutti (7.00--OMISSIS--OMISSIS-.00)”, afferma al punto -OMISSIS-.1.:“la programmazione dalle 7.00 alle -OMISSIS--OMISSIS-.30 – pur nella primaria considerazione degli interessi del minore - deve tener -OMISSIS-o delle esigenze dei telespettatori di tutte le fasce d’età, nel rispetto dei diritti dell’utente adulto, della libertà di informazione e di impresa, nonché del fondamentale ruolo educativo della famiglia nei confronti del minore”.

Il punto -OMISSIS-.-OMISSIS-. prevede che nella fascia oraria dalle 19.00 alle -OMISSIS--OMISSIS-.30, in cui si presume che il pubblico dei minori, pur numeroso, sia supportato dalla presenza di un adulto, le Imprese televisive si impegnano a dare esauriente e preventiva informazione relativamente ai programmi dedicati ai minori e sull’intera programmazione, segnalando i programmi adatti a una fruizione familiare congiunta e quelli adatti per una visione per un pubblico più adulto, nonché a rispettare in modo rigoroso gli orari della programmazione; inoltre, si impegnano ad adottare sistemi di segnalazione dei programmi di chiara evidenza visiva in relazione alla maggiore o minore adeguatezza della visione degli stessi da parte del pubblico dei minori all’inizio di ciascun blocco di trasmissione, con particolare riferimento ai programmi trasmessi in prima serata.

L’art. 4, comma 1, lettera b), nel testo anteriore alla riforma del -OMISSIS-010 così come applicato con il provvedimento sanzionatorio impugnato, sancisce che la disciplina del sistema radiotelevisivo, a tutela degli utenti, “garantisce la trasmissione di programmi che rispettino i diritti fondamentali della persona, essendo, comunque, vietate le trasmissioni che -OMISSIS-engono messaggi cifrati o di carattere subliminale o incitamenti all'odio comunque motivato o che inducono ad atteggiamenti di intolleranza basati su differenze di razza, sesso, religione o nazionalità o che, anche in relazione all'orario di trasmissione, possono nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori o che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata ovvero pornografiche, salve le norme speciali per le trasmissioni ad accesso condizionato che comunque impongano l'adozione di un sistema di -OMISSIS-rollo specifico e selettivo”.

3. Dalla citazione delle disposizioni applicabili si trae la seguente tripartizione delle varie fasce orarie televisive in relazione alla tutela dei minori: dalle 16.00 alle 19.00 le emittenti televisive devono effettuare un -OMISSIS-rollo particolare sulla programmazione che deve essere idonea anche alla visione dei minori eventualmente senza la presenza dei genitori; dalle 19.00 alle -OMISSIS--OMISSIS-.30 vi è la fascia della “Televisione per tutti” e quindi si è al di fuori della fascia protetta e, partendo dal presupposto che i minori siano accompagnati dagli adulti nella visione della programmazione televisiva, il Codice prevede che le emittenti debbano tenere -OMISSIS-o delle esigenze dei telespettatori di tutte le fasce d’età, nel rispetto dei diritti dell’utente adulto, della libertà di informazione e di impresa, nonché del fondamentale ruolo educativo della famiglia nei confronti del minore; dalle -OMISSIS--OMISSIS-.30 e fino alle 7 del mattino (fascia notturna), il Codice non prevede alcuna particolare limitazione o divieto.

Alla luce di tale tripartizione temporale e delle correlative tutele (o non tutele, nel periodo della fascia notturna) va riguardata la asserita violazione sanzionata con il provvedimento impugnato.

4.Le scene trasmesse durante la trasmissione, che hanno determinato l’emanazione dell’ordinanza ingiunzione nei confronti della ricorrente, sono andate in onda dalle -OMISSIS-1.04 alle -OMISSIS-3.11, quindi tra la fascia che in base al Codice di Autoregolamentazione si può definire di “visione familiare congiunta”, e la fascia di trasmissioni destinata a un pubblico adulto, secondo la definizione del par. -OMISSIS-.-OMISSIS-. lett. A) dello stesso Codice, ossia quella che parte dalle -OMISSIS--OMISSIS-.30.

Per quanto concerne le immagini del -OMISSIS- del -OMISSIS-000 (peraltro già andata in onda in varie trasmissioni informative nell’anno in cui il -OMISSIS- si è svolto a Roma, ossia il -OMISSIS-000 e quindi sette anni prima rispetto alla trasmissione per cui è causa) esse sono andate in onda dalle -OMISSIS--OMISSIS-.34 alle -OMISSIS--OMISSIS-.35, ossia al di fuori della fascia destinata alla fruizione familiare congiunta, per cui tale parte della trasmissione non intercetta le tutele previste dal Codice di Autoregolamentazione.

5.Inoltre, rispetto alla parte del provvedimento sanzionatorio che riguarda questa parte della trasmissione televisiva in fascia “libera”, è da accogliere il vizio di difetto di motivazione giacchè l’AGCOM avrebbe dovuto esplicitare in modo più pervasivo e diffuso il perché nella fascia oraria destinata alla visione degli adulti la riproduzione delle immagini del -OMISSIS- avrebbe violato i criteri dell’art. 4 comma 1 lett. b) in base al quale è inibita la trasmissione di programmi che “inducono ad atteggiamenti di intolleranza basati su differenze di razza, sesso, religione o nazionalità o che, anche in relazione all'orario di trasmissione, possono nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori o che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata ovvero pornografiche, salve le norme speciali per le trasmissioni ad accesso condizionato che comunque impongano l'adozione di un sistema di -OMISSIS-rollo specifico e selettivo;”.

6. In proposito, si rileva che, in sede di audizione, la ricorrente aveva richiesto all’AGCOM di acquisire il parere di esperti specializzati in discipline scientifiche e tecniche dell’età evolutiva al fine di qualificare in maniera più esatta la pericolosità e il danno, sotto il profilo psicologico, per i minori delle sequenze trasmesse. Tale richiesta tuttavia è stata respinta dall’Autorità procedente che ha deciso, nell’ambito della propria discrezionalità, che le immagini trasmesse avrebbero potuto recare danno allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori.

In particolare, la richiesta di acquisizione di un esperto è stata respinta poiché la fattispecie non avrebbe presentato apprezzabili atipicità da rendere necessario lo svolgimento di un’ulteriore attività d’indagine e di valutazione da parte di un “tecnico” del settore in aggiunta all’attività di accertamento svolta dalle specifiche e diversificate personalità deputate nell’ambito della struttura della stessa AGCOM.

E tuttavia la richiesta del parere di uno o più esperti avrebbe maggiormente corroborato la motivazione del provvedimento, dalla cui lettura e nei limiti del sindacato che il giudice amministrativo può esercitare sulla discrezionalità tecnica dell’autorità (peraltro, a seguito dell’entrata in vigore del codice del processo amministrativo, con giurisdizione estesa al merito ai sensi dell’art. 134 comma 1, lett. C), si evince l’apoditticità della stessa nel considerare l’intera trasmissione come “idonea a turbare, pregiudicare o danneggiare i delicati processi di apprendimento dell’esperienza e di discernimento tra valori diversi od opposti, nei quali si sostanziano lo svolgimento e la formazione della personalità del minore sia come individuo sia come “cittadino”.” Peraltro, sotto diverso profilo, occorre considerare anche gli ulteriori parametri che le trasmissioni televisive devono rispettare, sanciti dall’art.4 comma lettere b) e c), ossia quello di non indurre in atteggiamenti di intolleranza basati, tra l’altro, su differenze di sesso e quello di non evocare discriminazioni in base al sesso.

In relazione al necessario bilanciamento, da trovare e da verificare in concreto tra i diversificati parametri e interessi legislativamente sanciti, si ravvisa, dunque, il dedotto difetto di istruttoria e di motivazione per non avere l’Autorità procedente acquisito pareri e ulteriore documentazione da parte di esperti del settore e, comunque, per non avere esplicitato in maniera adeguata le ragioni della ritenuta lesività, in concreto, delle immagini trasmesse dalla trasmissione sanzionata.

7. Il provvedimento impugnato sanziona, altresì, la -OMISSIS- perché i reportage sono andati in onda anche prima della fascia oraria “non protetta” ed in particolare a partire dalle -OMISSIS-1.18 e fino alle -OMISSIS-1.40 (oltre che una parte alle -OMISSIS--OMISSIS-.17) e, quindi, la trasmissione avrebbe dovuto rispettare l’obbligo di segnalazione iconografica previsto per i programmi non adatti ai minori, ai sensi del paragrafo -OMISSIS- del Codice di Autoregolamentazione -OMISSIS-, che, nella fascia oraria della “televisione per tutti”, impegna le emittenti a segnalare la minore adeguatezza della visione dei programmi da parte di un pubblico di minori.

Anche tale parte del provvedimento è illegittima poiché, come argomentato da parte ricorrente alle pagine -OMISSIS-6 ss. dell’atto di ricorso, la trasmissione in questione rientra pacificamente nelle disciplina di cui al punto -OMISSIS-.3. del Codice, ossia nei “Programmi di informazione”, per i quali non vi è lo specifico obbligo di segnalazione iconografica bensì l’impegno delle emittenti a non trasmettere sequenze particolarmente crude o brutali o scene che, comunque, possano creare turbamento o forme imitative nello spettatore minore o notizie che possano nuocere alla integrità psichica o morale dei minori; in tal caso il Codice prevede che “il giornalista televisivo avviserà gli spettatori che le notizie, le immagini le parole che verranno trasmesse non sono adatte ai minori”. Che la trasmissione in questione rientri nel novero dei “programmi di informazione” è, del resto, pacificamente acquisito anche dall’AGCOM che nell’atto di -OMISSIS-estazione degli addebiti del -OMISSIS--OMISSIS- -OMISSIS-007 afferma essere “-OMISSIS- un programma di approfondimento informativo su temi legati a fatti di cronaca, ed alterna spazi dedicati al dibattito tra gli ospiti in studio con spazi dedicati al reportage.”

8. Nel programma in questione, è indiscusso tra le parti che il giornalista conduttore della trasmissione abbia fornito l’avviso richiesto dal Codice all’inizio della trasmissione precisando che: “Questa sera vogliamo parlare degli-OMISSIS-, voglio proprio parlare degli-OMISSIS-, questo è il problema sulla scena, bisogna farlo senza ipocrisia” e avvisando nuovamente, seppure in forma non stereotipata, prima della riproposizione del reportage relativo al -OMISSIS-.

Ciò appare in linea con la previsione sopra riportata del Codice nonché con la ratio che è sottesa alla fascia oraria dalle 19.00 alle -OMISSIS--OMISSIS-.30, nella quale lo stesso Codice presume che i minori siano supportati e quindi guardino la televisione con gli adulti, i quali si presume che siano in grado di discernere, in seguito all’avviso del conduttore della trasmissione, se sta per essere mandato in onda un servizio che può ledere il processo di sviluppo fisico, psichico o morale degli stessi minori, e agire di conseguenza.

Non esistono, del resto, formule codificate o “legificate” con le quali il conduttore deve dare l’avviso, per cui deve ritenersi che l’avvertimento effettuato, nel caso di specie, all’inizio della trasmissione, per le sue caratteristiche, fosse ben decodificabile da un pubblico adulto al fine di valutare se i -OMISSIS-enuti della trasmissione erano visionabili da minori senza i rischi paventati dal Codice.

9. Le questioni sopra vagliate esauriscono la vicenda sottoposta all’esame del Collegio, essendo stati vagliati alla luce della disciplina positiva tutti gli aspetti rilevanti a norma dell’art. 11-OMISSIS- c.p.c. in aderenza al principio sostanziale di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. Gli argomenti di doglianza, sia giuridica che di altra natura, non espressamente esaminati sono stati dal Collegio ritenuti non rilevanti ai fini della decisione e comunque inidonei a supportare una conclusione del giudicato di tipo diverso dalla presente.

Pertanto, alla luce di tali motivazioni, il Collegio accoglie il ricorso con il consequenziale annullamento dei provvedimenti impugnati.

In considerazione della complessità e delicatezza delle questioni trattate, le spese del giudizio sono da compensare tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati.

Compensa tra le parti le spese del giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 5-OMISSIS-, comma -OMISSIS- D. Lgs. 30 giugno -OMISSIS-003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare le parti, in ogni forma indicate e la trasmissione televisiva.

Così deciso, in Roma, nella camera di consiglio del giorno -OMISSIS- marzo -OMISSIS-018 con l'intervento dei magistrati:

Michelangelo Francavilla, Presidente

Emanuela Loria, Consigliere, Estensore

Achille Sinatra, Consigliere

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Emanuela LoriaMichelangelo Francavilla
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO



In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati.