Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 08/03/2018

N. 02624/2018 REG.PROV.COLL.

N. 02839/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2839 del 2017, proposto da:
-OMISSIS-in Qualità di Esercente La Potestà Sul Minore -OMISSIS-,-OMISSIS-in Qualità di Esercente La Potestà Sul Minore -OMISSIS-, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Alfonso Amoroso, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Arrigo Davila, 89;

contro

Ministero Istruzione, -OMISSIS-, non costituiti in giudizio;
Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Gen.Le Dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per l'annullamento

del provvedimento di diniego dell’assegnazione di insegnante di sostegno nel rapporto 1:1


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 6 febbraio 2018 il dott. Riccardo Savoia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

Considerato:

che il ricorso è fondato;

che il diritto all’istruzione del disabile, ed in particolare del disabile grave, quale sancito dall’art. 38, comma 3, Cost. e dai principi di solidarietà collettiva di cui agli artt. 2, 3 e 38 Cost., costituisce un diritto fondamentale rispetto al quale il legislatore (in prima battuta) e l’amministrazione (in attuazione della legge) non possono esimersi dall’apprestare un “nucleo indefettibile” di garanzie fino anche a giungere alla determinazione di un numero di ore di sostegno pari a quello delle ore di frequenza, in caso di accertata situazione di gravità del disabile (cfr., in tal senso, la giurisprudenza del Consiglio di Stato coeva e successiva alla sent. n.-OMISSIS-della Corte costituzionale, in particolare le sentt. nn.-OMISSIS-e n. 704 del 2015 della VI sez., oltre alle più recenti nn. 2023, 2624 e 2698 del 2017, sempre della VI sez.);

che, anche secondo la giurisprudenza di questa Sezione (cfr. tra le tante, di recente, TAR Lazio, Roma, sez. III-bis, sent. n. 295 del 2018), la censurata condotta dell’istituto scolastico consistente nel riconoscimento di un monte-ore settimanali di sostegno inferiore, nel caso di specie, alla proporzione 1:1, è in violazione della legge-quadro n. 104 del 1992 per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone disabili, nonché del d.lgs. n. 297 del 1994, recante disposizioni legislative in materia di istruzione che sanciscono il diritto del disabile all'integrazione scolastica ed allo sviluppo delle sue potenzialità nell'apprendimento, nella comunicazione e nelle relazioni, per consentirgli il raggiungimento della massima autonomia possibile;

che, peraltro, i principi costituzionali sopra richiamati (ed invocati nel ricorso) impongono di dare una lettura sistematica alle disposizioni sulla tutela degli alunni disabili ed a quelle sulla organizzazione scolastica e sulle disponibilità degli insegnanti di sostegno, nel senso che le posizioni degli alunni disabili devono prevalere sulle esigenze di natura finanziaria (cfr., in tal senso, oltre a Corte cost., sent. n.-OMISSIS-, anche Cons. Stato, sez. VI, sentt. nn. 2023, 2624 e 2698 del 2017, già citt.);

che, nel caso di specie, il ricorrente ha depositato in giudizio la certificazione della Commissione medica presso la ASL attestante la presenza di un handicap grave ai sensi della legge n. 104 del 1992 , oltre ad ulteriore certificazione medica che richiede un monte-ore di sostegno “con rapporto 1:1 vista la gravità del ritardo”, con ciò provando la situazione di necessità sostenuta;

che, pertanto, in applicazione dell'art. 34, comma 1, cod. proc. amm., deve essere riconosciuto al minore il diritto all'insegnante di sostegno secondo il rapporto 1:1, con ogni conseguente obbligo in capo all’amministrazione intimata fino a quando non risulti documentalmente modificata una delle due condizioni su cui tale diritto si fonda (disabilità grave; necessità dell’indicato rapporto al fine dell’effettività della frequenza scolastica);

che le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il diniego con diritto all’insegnante di sostegno nel rapporto 1:1.

Condanna l'amministrazione resistente al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 1500,00- millecinquecento/00.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui agli artt. 52 commi 1,2 e 5 e 22, comma 8 D.lg.s. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 6 febbraio 2018 con l'intervento dei magistrati:

Riccardo Savoia, Presidente, Estensore

Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere

Emanuela Loria, Consigliere

 
 
IL PRESIDENTE, ESTENSORE
Riccardo Savoia
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO



In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati.
Con ordinanza n. 6588 pubblicata in data 13/06/2018 è stata effettuata la seguente correzione della sentenza n. 2624 del 2018: “indicandosi che la somma deve essere liquidata al procuratore antistatario”.