Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 05/04/2018

N. 00553/2018 REG.PROV.COLL.

N. 01056/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

Lecce - Sezione Prima

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1056 del 2017, proposto da:
Emme Costruzioni e Servizi S.r.l. in C.P., Saulini Catia, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Tommaso Millefiori, con domicilio eletto presso il suo studio in Lecce, via C.A. Mannarino 11/A;

contro

Comune di Gallipoli, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Fabio Stasi, con domicilio eletto presso il suo studio in Gallipoli, via 33 Baroni;
Regione Puglia non costituito in giudizio;
Ministero dei Beni e delle Attivita' Culturali e del Turismo, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Province di Brindisi Lecce e Taranto, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata in Lecce, piazza S. Oronzo (Ex. Palazzo Giust;

per l'annullamento, previa adozione di idonea misura cautelare,

della determinazione soprassessoria del Dirigente dell'U.T.C. di Gallipoli contenuta nella nota datata 30/05/2017, prot. 0026651 del 31/05/2017, nonché degli atti alla stessa presupposti e correlati, ivi comprese, ove occorra, la nota del Servizio Attuazione Pianificazione Paesaggistica della Regione Puglia – PO Urbanistica e Paesaggio di Lecce A00_2351 del 21.03.2017, richiamata nella medesima

determinazione comunale ed alla stessa allegata, e – sempre ove occorra – le 2 precedenti note comunali prot. n. 0013020 del 31/03/2016 e prot. 023573 del 07/06/2016, quest'ultima in parte qua;

e/o ove del caso, previa conversione del rito, ex artt. 31 e 117 cp.a.

per l'accertamento e la declaratoria

della illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Gallipoli con conseguente ordine:

-- al Dirigente dell'U.T.C. di Gallipoli di concludere con provvedimento espresso (e positivo) il procedimento avviato (ma poi illegittimamente sospeso “sine die”) sull'istanza di permesso di costruire presentata dal liquidatore giudiziale della società ricorrente in data 26/01/2016 (P.E. n. 9/2016) per la realizzazione di un complesso edilizio sull'area prospiciente Lungomare G. Marconi di proprietà della stessa società;

-- al Consiglio Comunale di Gallipoli di pronunciarsi con provvedimento espresso

sull'istanza presentata dal medesimo liquidatore giudiziale in data 11/05/2017.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Comune di Gallipoli e di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e di Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Province di Brindisi Lecce e Taranto;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 4 aprile 2018 il dott. Roberto Michele Palmieri e uditi per le parti i difensori come da verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

1. È impugnata la nota in epigrafe, con cui il Comune di Gallipoli ha sospeso il procedimento volto al rilascio di permesso di costruire chiesto dalla società ricorrente, in attesa dell’adeguamento del PRGC al PPTR.

A sostegno del ricorso, la ricorrente ha articolato i seguenti motivi di gravame, appresso sintetizzati: violazione degli artt. 97 Cost; 1 l. n. 241/90, 20 d.P.R. n. 380/01; 142 d. lgs. n. 42/04; eccesso di potere sotto vari profili.

Ha chiesto pertanto l’annullamento dell’atto impugnato, ovvero, ove occorra, la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato dal Comune sull’istanza di rilascio di p.d.c, con conseguente ordine a quest’ultimo di provvedere.

Costituitosi in giudizio, il Comune di Gallipoli ha chiesto il rigetto del ricorso, con vittoria delle spese di lite.

All’udienza del 4.4.2018 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

2. Con l’unico, ampio motivo di gravame, deduce la ricorrente l’illegittimità del provvedimento soprassessorio adottato dal Comune, preclusivo come tale dell’esame di merito dell’istanza di rilascio di p.d.c. da lui presentata.

Il motivo è fondato.

2.2. Premette il Collegio che, per condivisa giurisprudenza amministrativa, “L'efficacia ovvero l'esecuzione del provvedimento amministrativo può essere sospesa, per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario, dallo stesso organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge; il termine della sospensione è esplicitamente indicato nell'atto che la dispone e può essere prorogato o differito per una sola volta, nonché ridotto per sopravvenute esigenze; la sospensione non può comunque essere disposta o perdurare oltre i termini per l'esercizio del potere di annullamento di cui all'art. 21-nonies, l. 7 agosto 1990, n. 241; orbene, se costituisce ormai un dato acquisito che l'ordinamento riconosca alla Pubblica amministrazione un generale potere di sospensione degli effetti dell'atto amministrativo precedentemente adottato — desumibile dall'art. 7, comma 2, l. n. 241 del 1990, e ora espressamente disciplinato dall'art. 21 quater della medesima legge — di natura cautelare e durata temporanea -, è altrettanto noto che è sempre necessaria la prefissione di un termine che salvaguardi l'esigenza di certezza della posizione giuridica della parte, restando così scongiurato il rischio di una illegittima sospensione sine die, che equivarrebbe a sostanziale ritiro dell'atto stesso” (TAR Lecce, III, 26.4.2017, n. 636).

2.3. Tanto premesso, e venendo ora al caso di specie, si legge nell’atto impugnato che l’istanza proposta dalla ricorrente “… sarà esaminata in sede di adeguamento del PRGC al PPTR (per il quale è stato conferito incarico ad un tecnico professionista esterno all’Ente), come peraltro rappresentato dalla Regione Puglia …”.

Pertanto, lungi dal provvedere in termini positivi o negativi, il Comune ha sospeso sine die il procedimento in esame, in attesa di adeguamento dello strumento urbanistico locale al PPTR; strumento urbanistico peraltro allo stato ancora embrionale, posto che, a quanto emerge dall’atto impugnato, esso risulta ancora allo stadio della mera redazione.

È evidente allora, sotto tale profilo, l’illegittimità della condotta dell’ente, il quale ha sospeso il procedimento in esame senza alcuna predeterminazione del termine, lasciando così il ricorrente nell’incertezza assoluta in ordine non solo all’an, ma anche al quando del provvedimento finale.

3. Per tali ragioni, in accoglimento del ricorso, e con assorbimento dell’ulteriore domanda di accertamento proposta dalla ricorrente, va disposto annullamento dell’atto impugnato.

4. Sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Prima,

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, e annulla per l’effetto l’atto impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 4 aprile 2018 con l'intervento dei magistrati:

Antonio Pasca, Presidente

Roberto Michele Palmieri, Primo Referendario, Estensore

Jessica Bonetto, Primo Referendario

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Roberto Michele PalmieriAntonio Pasca
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO