Giustizia Amministrativa

N. 00568/2015 REG.RIC.

N. 00466/2015 REG.PROV.CAU.

N. 00568/2015 REG.RIC.           

logo

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 568 del 2015, proposto da:


ASSOCIAZIONE CULTURALE "SHA JALAL", in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall'avv. Luca Bauccio, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Milano, Via Maffei, n. 1;


contro

COMUNE di MILANO, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dagli avv.ti Antonello Mandarano, Paola Cozzi, Maria Lodovica Bognetti, Elena Maria Ferradini, Alessandra Montagnani e Anna Maria Pavin, domiciliato presso gli Uffici dell’Avvocatura civica in Milano, Via della Guastalla, n. 6;

per l'annullamento

previa sospensione dell'efficacia,

dell'ordinanza a firma del Dirigente del Settore Sportello Unico per l'Edilizia del 10.12.2014 prot. di rif. P.G. 647152/2014-Zona 9, nonché di ogni altro atto della procedura anche non noto, antecedente, conseguente o connesso.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Milano;

Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 aprile 2015 il dott. Stefano Celeste Cozzi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


Rilevato che, per quanto riguarda le opere effettuate, la ricorrente non contesta l’assenza di titolo;

Rilevato, per quanto riguarda il cambio di destinazione d’uso, che la stessa ricorrente sostiene di non svolgere attività di culto all’interno dei locali oggetto del provvedimento impugnato (ed in effetti l’accertata presenza di tre persone intente a pregare all’interno dei locali stessi non dimostra l’avvenuta trasformazione dell’immobile in luogo di culto);

Ritenuto pertanto che, per questo specifico profilo, il provvedimento impugnato (con il quale si dispone in sostanza il divieto di svolgere attività di culto all’interno dei locali) non arrechi alcun pregiudizio grave ed irreparabile alla ricorrente;

Ritenuto quindi che l’istanza cautelare non possa essere accolta;

Ritenuto che possa essere disposta la compensazione delle spese relative alla presente fase di giudizio;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) respinge l’istanza cautelare.

Spese compensate.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 9 aprile 2015 con l'intervento dei magistrati:

Mario Mosconi, Presidente

Giovanni Zucchini, Consigliere

Stefano Celeste Cozzi, Primo Referendario, Estensore

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
 
 
 


DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 13/04/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)