Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 28/06/2018

N. 07213/2018 REG.PROV.COLL.

N. 05154/2018 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Ter)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 5154 del 2018, proposto da
Andi Meco, rappresentato e difeso dall'avvocato Marco Mazza, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Ministero dell'Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per l'annullamento

del diniego di concessione della cittadinanza italiana;


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 giugno 2018 la dott.ssa Francesca Petrucciani e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;


Considerato che con il ricorso in epigrafe Meco Andi ha impugnato il provvedimento di diniego della cittadinanza italiana, emesso in considerazione della pronuncia nei confronti del ricorrente di una condanna per porto abusivo di un coltello;

Considerato che con il gravame il ricorrente ha dedotto la violazione di legge e l’eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione;

Ritenuto che il ricorso deve essere respinto in quanto infondato;

Rilevato, al riguardo, che l’amplissima discrezionalità dell’Amministrazione in questo procedimento si esplica in un potere valutativo che “si traduce in un apprezzamento di opportunità circa lo stabile inserimento dello straniero nella comunità nazionale, sulla base di un complesso di circostanze, atte a dimostrare l'integrazione del soggetto interessato nel tessuto sociale, sotto il profilo delle condizioni lavorative, economiche, familiari e di irreprensibilità della condotta” (Consiglio di Stato sez. VI, 9 novembre 2011, n. 5913; id., n. 52 del 10 gennaio 2011; n. 282 del 26 gennaio 2010; Tar Lazio, sez. II quater n. 3547 del 18 aprile 2012);

Che “l'interesse pubblico sotteso al provvedimento di concessione della particolare capacità giuridica, connessa allo status di cittadino, impone, infatti, che si valutino, anche sotto il profilo indiziario, le prospettive di ottimale inserimento del soggetto interessato nel contesto sociale del Paese ospitante” (Tar Lazio, sez. II quater n. 5565 del 4 giugno 2013);

Che “trattandosi di esercizio di potere discrezionale da parte dell’amministrazione, il sindacato sulla valutazione compiuta dall'Amministrazione, non può che essere di natura estrinseca e formale; non può spingersi, quindi, al di là della verifica della ricorrenza di un sufficiente supporto istruttorio, della veridicità dei fatti posti a fondamento della decisione e dell'esistenza di una giustificazione motivazionale che appaia logica, coerente e ragionevole” (Consiglio di Stato sez. VI, 9 novembre 2011, n. 5913; Tar Lazio seconda - quater n. 5665 del 19 giugno 2012);

Ritenuto, con riferimento al caso di specie, che l’Amministrazione abbia valutato in maniera procedimentalmente corretta e non manifestamente illogica la situazione dell’istante dando rilievo al precedente penale riportato, che denota uno scarso e non irreprensibile inserimento nel contesto sociale, con conseguente infondatezza delle censure proposte;

Che il ricorso va conclusivamente respinto;

Che le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge;

condanna il ricorrente alla rifusione in favore dell’Amministrazione resistente delle spese di lite, che si liquidano in euro 800,00 oltre accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 19 giugno 2018 con l'intervento dei magistrati:

Germana Panzironi, Presidente

Alessandro Tomassetti, Consigliere

Francesca Petrucciani, Consigliere, Estensore

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Francesca PetruccianiGermana Panzironi
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO