Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 20/01/2017N. 02998/2016 REG.RIC.

N. 00112/2017 REG.PROV.CAU.

N. 02998/2016 REG.RIC.           

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REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 2998 del 2016, proposto da:


Associazione Comunità Islamica Ticinese, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Aldo Travi ed Elena Travi, con domicilio ex lege presso la Segreteria del Tribunale Amministrativo Regionale, in Milano, Via Corridoni, 39;


contro

Comune di Sesto Calende, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Rossana Colombo, con domicilio ex lege presso la Segreteria del Tribunale Amministrativo Regionale, in Milano, Via Corridoni, 39;

per l'annullamento

previa sospensione dell'efficacia,

del provvedimento del Responsabile dei servizi dell’Area tecnica del Comune di Sesto Calende in data 25 ottobre 2016, prot. 24471, con il quale è stata respinta l’istanza presentata dalla ricorrente per l’individuazione di un luogo di culto nel territorio comunale;

nonché di ogni ulteriore atto presupposto e connesso, ivi compreso il preavviso di rigetto in data 5 settembre 2016, prot. 20368.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Sesto Calende;

Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 gennaio 2017 la dott.ssa Floriana Venera Di Mauro e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


Ritenuto, a un primo sommario esame, che il ricorso presenti profili di possibile fondatezza, in quanto:

- la mancanza del riconoscimento ai sensi della legge n. 1159 del 1929 non appare legittimamente invocabile quale causa di esclusione dalla possibilità di ottenere, da parte di una confessione religiosa, l’assegnazione di aree da destinare all’esercizio del culto, considerato che tale possibilità deve essere garantita a tutte le confessioni, e non soltanto a quelle riconosciute (cfr. Corte cost. n. 63 del 2016, n. 193 del 1995 e n. 59 del 1958);

- appare pure censurabile l’affermazione secondo la quale l’Associazione ricorrente, al di là della mancanza di riconoscimento ai sensi della legge n. 1159 del 1929, non costituirebbe “ente di confessione religiosa”, in quanto, a fronte della finalità religiosa dell’organizzazione e della dichiarata volontà di disporre di un luogo per l’esercizio del culto, non sembra consentito al Comune richiedere né il possesso di specifici requisiti da parte del soggetto istante (attesa la declaratoria di illegittimità costituzionale che ha colpito la parte del comma 2-bis dell’articolo 70 della legge regionale n. 12 del 2005, ove tali requisiti erano stabiliti), né la prova che tale soggetto costituisca articolazione di una confessione organizzata o benefici di un riconoscimento formale della rappresentatività di un certo credo religioso, poiché la libertà di culto è garantita anche a “confessioni religiose strutturate come semplici comunità di fedeli che non abbiano organizzazioni regolate da speciali statuti” (Corte cost. n. 193 del 1995);

- conseguentemente, in una lettura costituzionalmente orientata della disciplina regionale, la qualificazione del soggetto richiedente, da parte del Comune, come “ente di confessione religiosa” non sembra potersi basare che sull’idoneità in concreto di tale soggetto a rappresentare un’esigenza di culto riscontrabile a livello locale;

- in tale prospettiva, la valutazione che il Comune è chiamato a compiere, ai fini all’individuazione di luoghi da destinare all’esercizio del culto, dovrà perciò risultare attinente, secondo l’insegnamento della Corte costituzionale, “all’entità della presenza sul territorio dell’una o dell’altra confessione, alla rispettiva consistenza e incidenza sociale e alle esigenze di culto riscontrate nella popolazione” (Corte cost. n. 63 del 2016); dati, questi, da ponderare in considerazione delle utilità limitate (nel caso di specie: utilizzazione del territorio ed eventuale consumo di suolo) oggetto di assegnazione (cfr. ancora la sentenza da ultimo richiamata);

Ritenuto, pertanto, di dover accogliere l’istanza cautelare, ordinando al Comune di Sesto Calende di riesaminare complessivamente le risultanze istruttorie, alla luce dei profili sopra esposti, emanando un nuovo provvedimento espresso;

Ritenuto di dover fissare, per la trattazione nel merito del ricorso, l’udienza pubblica del 31 ottobre 2017;

Ritenuto giustificato disporre la compensazione delle spese della presente fase cautelare.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda):

- accoglie l’istanza cautelare ai fini del riesame della vicenda, alla luce dei rilievi esposti in motivazione;

- fissa, per la trattazione di merito del ricorso, l’udienza pubblica del 31 ottobre 2017;

- compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 17 gennaio 2017 con l'intervento dei magistrati:

Mario Mosconi, Presidente

Stefano Celeste Cozzi, Consigliere

Floriana Venera Di Mauro, Referendario, Estensore

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Floriana Venera Di MauroMario Mosconi
 
 
 

IL SEGRETARIO