Giustizia Amministrativa

N. 02314/2015 REG.RIC.

N. 00246/2016 REG.PROV.CAU.

N. 02314/2015 REG.RIC.           

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REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 2314 del 2015, integrato da motivi aggiunti, proposto da:


-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avv. Maria Immacolata Amoroso, con domicilio eletto presso Valentina Ferri in Milano, Via Boccaccio N. 15/A;


contro

Ministero della Giustizia, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distr.le dello Stato di Milano, domiciliata in Milano, Via Freguglia, 1;

per l'annullamento

previa sospensione dell'efficacia,

per l'annullamento- del decreto n. 0159479-2015/15373/SO8 adottato dal Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in data 29.07.2015 e notificato in data 31.07.2015 con il quale veniva irrogata al ricorrente la sanzione della sospensione dal servizio per la durata di mesi 1 dal servizio, ai sensi dell'art. 5 d.lgs. 449/1992,- della Deliberazione adottata dal Consiglio Centrale di Disciplina in data 02.07.2015 e notificata in data 31.07.2015 ;- nonchè di ogni altro atto presupposto, connesso, collegato, consequenziale a quello impugnato.


Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia;

Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Visto l'art. 52 D. Lgs. 30.06.2003 n. 196, commi 1 e 2;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 2 marzo 2016 il dott. Alberto Di Mario e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


Ritenuto che il ricorso ad un primo sommario esame non risulta assistito dal necessario fumus boni iuris, in quanto

- l’aggiunta del commento “mi piace” ad una notizia pubblicata sul sito facebook che può comportare un danno all’immagine dell’amministrazione, assume rilevanza disciplinare;

- sebbene la notizia avesse un contenuto complesso, in quanto oltre all’informazione sul suicidio dava anche quella del pronto intervento della Polizia penitenziaria, la mancanza di un tempestivo recesso dal giudizio espresso, dopo che esso era stato seguito da altri giudizi inequivocabilmente riprovevoli, esclude che la condotta possa considerarsi irrilevante.

Ritenuto quindi che non sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare richiesta

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza) respinge l’istanza cautelare.

Compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, per procedere all'oscuramento delle generalità degli altri dati identificativi del ricorrente manda alla Segreteria di procedere all'annotazione di cui ai commi 1 e 2 della medesima disposizione, nei termini indicati.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 2 marzo 2016 con l'intervento dei magistrati:

Alberto Di Mario, Presidente, Estensore

Antonio De Vita, Consigliere

Diego Spampinato, Primo Referendario

 
 
IL PRESIDENTE, ESTENSORE
 
 
 


DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 03/03/2016

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)