Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 25/01/2018

N. 00518/2018REG.PROV.COLL.

N. 02232/2011 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2232 del 2011, proposto da -OMISSIS-, rappresentato e difeso dagli avvocati Lorenzo Valgimigli e Carmela Cappello, con domicilio eletto presso lo studio Massimiliano Scaringella in Roma, via C. Morin, n. 1;

contro

Ministero dell’interno, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliato in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;
Dipartimento dei Vigili del Fuoco, non costituito in giudizio;

per la riforma

della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna – Sede di Bologna, Sez. I n. -OMISSIS-, resa tra le parti, concernente trasferimento d’ufficio;


Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza smaltimento del giorno 11 gennaio 2018 il Cons. Luca Lamberti e udito per la parte resistente l’avvocato dello Stato Alberto Giua;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

1. L’ingegnere -OMISSIS-, appartenente al Corpo dei Vigili del Fuoco ed in servizio sin dal 1999 presso il Comando Provinciale di Ravenna con le funzioni di “sostituto direttore antincendi capo”, ha impugnato in prime cure il provvedimento di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale da Ravenna a Bologna del 19 maggio 2009, in tesi viziato da carenza di motivazione e di istruttoria, travisamento dei fatti, disparità di trattamento e preceduto da una comunicazione di avvio del procedimento asseritamente generica.

2. Costituitasi l’Amministrazione, il Tribunale ha dapprima respinto (con provvedimento poi confermato, in sede di appello, da questo Consiglio) l’istanza cautelare per difetto di “consistenti profili di fumus”, quindi definitivamente rigettato il ricorso con l’onere delle spese (quantificate in complessivi € 1.500,00), ritenendo che il “il provvedimento impugnato reca con puntualità e precisione i tratti essenziali dell’intera vicenda” e che, “indipendentemente dalle considerazioni svolte nei motivi di ricorso attraverso le quali si tende ad accreditare la legittimità dei comportamenti assunti dal ricorrente e la scarsa oggettività delle contestazioni mosse, è indubbio che gli episodi anzidetti hanno prodotto oggettive condizioni di grave disagio nei rapporti esterni – in particolare con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ravenna – e conseguentemente nei rapporti gerarchici interni i cui effetti si sono riversati inevitabilmente sull’immagine, in sede locale, del Corpo dei Vigili del Fuoco e sulla funzionalità del servizio”.

3. L’ing. -OMISSIS- ha interposto appello, riproponendo criticamente le censure articolate in prime cure.

4. Costituitasi l’Amministrazione, il ricorso è stato discusso alla pubblica udienza dell’11 gennaio 2018, in vista della quale parte ricorrente (che peraltro non si è presentata in udienza) ha versato in atti memoria scritta e l’Amministrazione ha prodotto, a mo’ di atto defensionale, le controdeduzioni sui fatti elaborate direttamente dai competenti uffici ministeriali.

5. Il ricorso non merita accoglimento.

6. Il Collegio premette che, come correttamente osservato dai Giudici di prime cure, “il trasferimento per incompatibilità ambientale, per consolidato indirizzo, non ha carattere sanzionatorio e non è condizionato all’accertamento di eventuali responsabilità disciplinari per comportamento eventualmente contrario ai doveri d’ufficio, ma bensì alla mera valutazione ampiamente discrezionale che tale comportamento possa nuocere al prestigio dell’ufficio”: è, pertanto, irrilevante l’accertamento di un’effettiva “colpa” in capo all’interessato, essendo di contro necessario e sufficiente accertare l’oggettiva esistenza di una incompatibilità fra la permanenza del dipendente nella sede e l’efficace svolgimento delle attività istituzionali.

7. Ciò precisato, il Collegio rileva che la censura di difetto di motivazione si infrange contro le risultanze del compendio documentale in atti, puntualmente richiamate nell’epigrafe del gravato provvedimento.

7.1. I Giudici di prime cure hanno posto attenzione alla “nota del Comandante Provinciale VV.FF. di Ravenna nella quale s’invitava il dipendente ad evitare comportamenti tali da nuocere agli interessi e all’immagine dell’amministrazione”, alla “richiesta dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ravenna volta ad escludere il ricorrente dall’assegnazione di pratiche antincendi, motivata con la necessità di garantire l’imparzialità nell’espletamento dei predetti procedimenti” e, infine, alla “relazione dell’organo ispettivo nella quale si evidenzia come dall’insieme degli elementi considerati, il comportamento del ricorrente manifesti incompatibilità lavorativa e relazionale nei confronti dell’utenza esterna”.

7.2. Per vero, il provvedimento cita pure la “nota del Presidente della Provincia di Ravenna del 14.10.2008 in cui si segnala che nella seduta della conferenza di pianificazione per il <<Range del commercio>>, l’ingegnere -OMISSIS-, delegato a rappresentare il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ravenna, si è rifiutato <<di firmare il foglio dei presenti>>” (condotta della quale, tra l’altro, è stata informata la superiore articolazione gerarchica per le valutazioni di competenza in ordine all’aspetto disciplinare), l’asserita “inconsistenza delle numerose questioni di carattere tecnico-giuridico-amministrativo sollevate dall’ing. -OMISSIS-, da ultimo con note del 23 ottobre 2008 e del 2 gennaio 2009 …le quali sono state esaminate approfonditamente anche in sede ministeriale”, nonché il provvedimento del 20 maggio 2005 del Collegio arbitrale, con cui, nel commutare in censura la sanzione disciplinare della multa inizialmente inflitta, si è formalmente invitato il ricorrente a “manifestare un atteggiamento più conciliante ed a rendersi parte attiva in una maggiore partecipazione nella vita operativa del Comando Provinciale VV.F. di Ravenna, come effettivamente il suo ruolo richiede”.

7.3. Siffatte documentate circostanze, unitariamente e complessivamente apprezzate, sorreggono la (peraltro ampiamente discrezionale) valutazione amministrativa circa l’opportunità di allontanare il ricorrente dal Comando di Ravenna, in considerazione del mantenimento, da parte sua, di una condotta, reiterata nel tempo, oggettivamente idonea a generare uno “stato di confusione, improduttività e discredito” ostativo all’efficace assolvimento delle funzioni istituzionali, come attestato dalle plurime evidenze documentali in parola.

7.4. Con maggiore sforzo motivazionale, il Collegio osserva che, a quanto consta agli atti, il ricorrente ha avuto sin da epoca risalente un rapporto poco costruttivo con i vari attori istituzionali con cui si è relazionato: risultano frizioni con il Presidente della Provincia, con i locali ordini professionali degli Ingegneri, dei Geometri e dei Periti industriali e con i vari Comandanti provinciali VV.F. succedutesi nel tempo.

7.5. In particolare, l’articolata relazione ispettiva svolta dal competente ufficio centrale del Ministero su sollecitazione dello stesso Comandante pro tempore dei VV.F. di Ravenna - basata sull’audizione dei numerosi soggetti che avevano avuto contatti professionali con il ricorrente e sulla “lettura della copiosa e voluminosa documentazione tecnica ed amministrativa” relativa alla vicenda - ne ha ricostruito nel dettaglio i comportamenti: è emerso, tra l’altro, il diffuso e radicato “disagio” dei locali professionisti circa l’asserita “mancanza di correttezza deontologica” dell’ing. -OMISSIS- - oltretutto solito respingere con alte percentuali, pari circa all’80%, le istanze presentate dall’utenza, circostanza che, peraltro, gli consentiva di percepire la voce retributiva incentivante relativa alla prevenzione incendi - nonché la documentata insoddisfazione di “tutti i dirigenti che nel tempo si sono succeduti presso il Comando di Ravenna”.

7.6. L’approfondita relazione conclude che il complessivo comportamento del ricorrente ha determinato una “incompatibilità lavorativa e relazionale nei confronti dell’utenza esterna e, in qualche caso, anche interna” di magnitudine tale da esondare in “assoluta incompatibilità ambientale”.

8. Il congruo compendio documentale sopra citato e debitamente indicato nell’epigrafe del provvedimento lumeggia ex se, altresì, l’inconsistenza della censura di difetto di istruttoria, risultando, di contro, che l’Amministrazione si è determinata a disporre il trasferimento d’ufficio sulla base di ponderose risultanze documentali e, in generale, istruttorie.

9. Non emerge, inoltre, in radice alcun travisamento dei fatti, figura che, come noto, presuppone l’errore percettivo dell’Amministrazione nell’apprensione dei fatti storici, mentre, nella specie, il ricorrente lamenta le conseguenze, in tesi illogiche, che da quei fatti ha tratto l’Amministrazione.

10. Non è, poi, predicabile alcuna disparità di trattamento, poiché dalla documentazione in atti non risulta che altri colleghi dell’ing. -OMISSIS- abbiano tenuto una condotta reiterata nel tempo paragonabile a quella del ricorrente in ordine al merito delle scelte professionali e, più in generale, alle modalità dell’approccio umano con l’utenza e con i superiori.

11. L’impugnato trasferimento, poi, non disvela un vizio della funzione quanto all’individuazione della sede di assegnazione (Bologna), peraltro ricadente nella medesima Regione ed oggettivamente non distante da Ravenna: tale sede, infatti, è stata legittimamente determinata in base alle prioritarie necessità istituzionali dell’Amministrazione come da essa discrezionalmente apprezzate, sulle quali le esigenze personali di colui che, con il proprio reiterato comportamento, ha dato oggettivamente causa al movimento (e che, peraltro, non consta siano state formalmente rappresentate all’Amministrazione nel corso del procedimento) non possono pretendere di prevalere.

12. Non emerge, altresì, alcuna carenza nella comunicazione di avvio del 10 febbraio 2009, che ha debitamente specificato la natura e le finalità del procedimento radicato dall’Amministrazione (“trasferimento d’ufficio per motivi organizzativi al fine di garantire la piena funzionalità dei servizi istituzionali del Comando Provinciale VV.F. di Ravenna, a tutela del buon andamento dell’ufficio e del prestigio dell’Amministrazione”) e, comunque, ha messo il ricorrente in condizione di prendervi parte, con piena tutela del contraddittorio (v., in particolare, il successivo invito a presentare controdeduzioni, rivolto al ricorrente in data 14 aprile 2009); l’assunta violazione del termine per la conclusione del procedimento (inizialmente fissato dall’Amministrazione al 28 marzo 2009) è, poi, priva di ogni rilevanza, alla luce del carattere non perentorio del termine in questione.

13. La reiezione di tutte le censure mosse dal ricorrente determina ex se il rigetto della domanda di risarcimento dei danni, difettando il necessario presupposto oggettivo dell’illegittimità provvedimentale.

14. Le spese del grado, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo rigetta.

Condanna -OMISSIS- a rifondere al Ministero dell’interno le spese di lite, liquidate in complessivi € 3.000,00, oltre accessori di legge ove dovuti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1, d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare le persone citate nel presente provvedimento.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 gennaio 2018 con l'intervento dei magistrati:

Marco Lipari, Presidente

Gabriele Carlotti, Consigliere

Luca Lamberti, Consigliere, Estensore

Giovanni Pescatore, Consigliere

Solveig Cogliani, Consigliere

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Luca LambertiMarco Lipari
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO



In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati.