Giustizia Amministrativa

N. 00563/2014 REG.RIC.

N. 01464/2014 REG.PROV.COLL.

N. 00563/2014 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 563 del 2014, proposto da:
Elisa Sardi, rappresentata e difesa dagli avv.ti Adriana Maja e Jessica Cosseta, con domicilio eletto presso lo studio della prima in Torino, via Legnano, 28;

contro

Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Torino, corso Stati Uniti, 45;

per l'annullamento

del provvedimento emesso dall'Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, e, segnatamente dell'elenco definitivo dei candidati ammessi e non ammessi per la classe di concorso C450 - metodologie operative nei Servizi Sociali, pubblicato sul sito MIUR in data 14.02.2014 e conosciuto in pari data, in riferimento al decreto n. 58 del 25.07.2013, emanato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, nonchè di tutti gli atti successivi e ad esso correlati.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 luglio 2014 la dott.ssa Ofelia Fratamico e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

Con ricorso notificato il 16.04.2014 la sig.ra Elisa Sardi ha chiesto al Tribunale di annullare, previa sospensione dell’efficacia, a) il provvedimento con il quale, il 14.02.2014, era stato pubblicato dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte l’elenco dei candidati ammessi e dei non ammessi ai Percorsi Abilitanti Speciali per la classe di concorso C450 – metodologie operative nei servizi sociali, nella parte relativa alla sua non ammissione; b) tutti gli atti successivi e ad esso correlati.

A sostegno della sua domanda la ricorrente ha dedotto eccesso di potere per sviamento e manifesta ingiustizia.

Con ordinanza n. 907/2014 del 22.05.2014 il Collegio ha ordinato all’Amministrazione di depositare in giudizio tutti gli atti ed i documenti del procedimento.

Il 20.06.2014 si è costituito in giudizio il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, adempiendo all’ordinanza istruttoria ed eccependo, in via preliminare, l’inammissibilità del ricorso e, nel merito, in ogni caso, l’infondatezza delle pretese avversarie.

Alla camera di consiglio del 9.07.2014, fissata per l’esame della sospensiva, la causa è stata trattenuta in decisione ex art. 60 c.p.a., sussistendone i presupposti di legge.

Con il ricorso in epigrafe la sig.ra Sardi, in possesso del diploma di maturità scientifica, di laurea triennale in Scienze dell’Educazione ad indirizzo socio-sanitario, di laurea magistrale in Processi educativi e Formazione continua dell’Età adulta e di Master di specializzazione di Esperto dei processi educativi in adolescenza, avendo conseguito in aggiunta, su suggerimento dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Asti, proprio per essere inserita nella graduatoria per l’insegnamento della materia di “metodologie operative dei servizi sociali” - classe C450, anche il diploma di dirigente di comunità, ha lamentato l’illegittimità della sua esclusione dall’elenco dei candidati ammessi ai P.A.S. per carenza di titoli.

Deve essere, in primo luogo, rigettata l’eccezione di inammissibilità del ricorso formulata dall’Amministrazione per omessa notifica del ricorso ad almeno un contro interessato.

Come evidenziato già nel ricorso e come riconfermato all’udienza in camera di consiglio del 9.07.2014, gli elenchi degli ammessi ai PAS sono “elenchi aperti”, nei quali, almeno nella classe di concorso C450, sono stati inseriti tutti i candidati in possesso dei titoli e dei periodi di servizio richiesti dal bando, senza esaurimento dei posti eventualmente disponibili.

Quanto al merito della controversia, la ricorrente ha affermato la manifesta ingiustizia della sua esclusione, disposta dall’Amministrazione nonostante l’analogia tra il diploma di dirigente di comunità, da lei posseduto, e quello di tecnico dei servizi sociali e la titolarità da parte sua anche della laurea in Scienze dell’Educazione.

Tale censura è fondata e deve essere accolta.

Dai documenti in atti, prodotti dall’Amministrazione in adempimento dell’ordinanza istruttoria e depositati dalla ricorrente a sostegno della sua domanda, emergono, da un lato, la sostanziale coincidenza tra le materie dei due diplomi di tecnico dei servizi sociali e di dirigente di comunità (quest’ultimo, posseduto dalla ricorrente, caratterizzato da insegnamenti di indirizzo addirittura maggiori rispetto al primo) dall’altro, la manifesta irragionevolezza della mancata considerazione da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale della laurea della ricorrente in Scienze dell’Educazione e della sua formazione con indirizzo di educatore socio sanitario per l’ammissione ad una classe di concorso cui, in base all’allegato C del decreto n. 39/98, si accede o con il citato diploma di tecnico dei servizi sociali, o con il (semplice) diploma professionale per assistente per comunità infantili (cfr. doc. n. 2 dell’Amministrazione).

L’esclusione della ricorrente, che, proprio in virtù dei titoli posseduti, è già stata chiamata ad insegnare per ben quattro anni la materia di Metodologie operative dei servizi sociali, appare tanto più iniqua alla luce del fatto che, come riconosciuto dall’Amministrazione, “il diploma di dirigente di comunità rientra tra le maturità tecniche che si potevano conseguire prima della riforma Gelmini (2008-2010) attivate presso gli istituti tecnici per le attività sociali” come “titolo che perseguiva il fine di formare soggetti operanti nelle scienze sociali in grado di dirigere, organizzare, coordinare e controllare strutture sia pubbliche sia private nei settori di intervento sociale, assistenziale, educativo o formativo, fornendo una formazione polivalente di base e specifica nel settore della pedagogia, sociologia e dell’economia aziendale, oltre ad una competenza teorica e pratica delle norme legali correlate alla gestione dirigenziale”.

In base alle argomentazioni che precedono, il provvedimento impugnato, inficiato come detto, dai dedotti vizi di eccesso di potere per sviamento e manifesta ingiustizia, deve essere annullato, con conseguente potere-dovere dell’Amministrazione di riesaminarlo alla luce dei principi di cui in motivazione.

Per la particolarità e la novità delle questioni trattate sussistono, infine, giusti motivi per compensare tra le parti le spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda)

definitivamente pronunciando,

- accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato nella parte relativa all’esclusione dai PAS della ricorrente per mancanza di titoli;

- compensa le spese di lite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.

Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 9 luglio 2014 con l'intervento dei magistrati:

Vincenzo Salamone, Presidente

Savio Picone, Primo Referendario

Ofelia Fratamico, Primo Referendario, Estensore

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
 
 
 
 
 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 11/09/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)