Giustizia Amministrativa

N. 02425/2015 REG.RIC.

N. 00754/2016 REG.PROV.COLL.

N. 02425/2015 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2425 del 2015, proposto da:
Associazione Bangladesh Cultural & Welfare Association, rappresentata e difesa dagli avv. Luigi Decio e Giovanna Lenti, con domicilio eletto in Milano, presso la Segreteria del Tribunale;

contro

Comune di Milano, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Antonello Mandarano, Stefania Pagano, Sabrina Maria Licciardo, Danilo Parvopasso, Sara Pagliosa ed Emilio Luigi Pregnolato, con domicilio eletto in Milano, Via della Guastalla, 6;

nei confronti di

Casa della Cultura Musulmana, rappresentata e difesa dall'avv. Ilaria Battistini, con domicilio eletto presso il suo studio in Milano, Piazza Amendola, n. 3;
Centro Islamico di Milano e Lombardia; non costituito in giudizio

per l'annullamento

della determinazione dirigenziale n. 0934/2015 della Direzione centrale Politiche Sociali e Cultura della Salute del comune di Milano (PG n. 494635/2015 del 16.9.2015), affissa in data 21.9.2015 all'Albo Pretorio, avente ad oggetto “Assegnazione provvisoria degli immobili di cui all'avviso pubblico di selezione ai sensi della deliberazione di Giunta Comunale n. 2010 del 10.10.2014”, della nota PG n. 505408/2015 recante “Assegnazione provvisoria in uso di immobili di proprietà comunale per il loro utilizzo per finalità religiose e ulteriori attività sociali e culturali, di cui alla determinazione dirigenziale n. 934 del 16.9.2015 lotto 2”, con la quale è stato comunicato alla ricorrente che, con la citata determinazione dirigenziale n. 934/2015 “l’immobile di Via Esterle è stato provvisoriamente aggiudicato alla Casa della Cultura Musulmana, nonché per la declaratoria di illegittimità, e per il conseguente annullamento, o eventuale disapplicazione, di tutti gli atti presupposti, connessi e/o conseguenti, ed in particolare, dell’avviso pubblico per assegnazione in uso di immobili comunali per il loro utilizzo per finalità religiose e per ulteriori attività sociali e culturali approvato dal Comune di Milano – Direzione Centrale Politiche Sociali e Cultura della Salute, in data 29.12.2014, mediante Determinazione Dirigenziale n. 1524, nella parte in cui detto Avviso, al paragrafo 6 (modalità di presentazione delle istanze di partecipazione) dispone che “non verranno prese in considerazione le domande di partecipazione in presenza di contenziosi o morosità o occupazioni abusiva o senza titolo relativi a beni immobili di proprietà dell’Amministrazione Comunale”.


Visti il ricorso ed i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Milano e della Casa della Cultura Musulmana;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 7 aprile 2016 il dott. Mauro Gatti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO

Con l’avviso pubblico in epigrafe indicato il Comune di Milano ha indetto una procedura per l’assegnazione di immobili comunali da utilizzarsi per finalità religiose ed attività culturali.

L’associazione ricorrente, attiva nell’ambito della promozione sociale e della cultura bengalese, ha partecipato al Lotto 2, riguardante un immobile sito in Via Esterle, risultando prima classificata.

Con il provvedimento impugnato nel presente giudizio il Comune di Milano ha tuttavia escluso dalla procedura la ricorrente, assegnando il predetto immobile alla Casa della Cultura Musulmana,

Il Comune di Milano e la controinteressata si sono costituiti in giudizio, insistendo per il rigetto del ricorso.

Con ordinanza n. 1483/2015, confermata dal Consiglio di Stato, il Tribunale ha accolto la domanda cautelare.

All’udienza pubblica del 7.4.2016 la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

I) Osserva il Collegio che, ai fini che rilevano in questa sede, in base a quanto previsto nell’art. 6 dell’avviso di gara, le domande di partecipazione non sarebbero state prese in considerazione “in presenza di contenziosi o morosità o occupazioni abusive o senza titolo relativi a beni immobili di proprietà dell’Amministrazione Comunale”.

Facendo applicazione di tale clausola il provvedimento impugnato ha escluso l’attuale ricorrente, poiché la stessa, in data 10.6.2015, ha presentato il ricorso R.G. n. 1488/15, per ottenere l’annullamento dei provvedimenti con i quali il Comune di Milano ha contestato alla stessa l’improprio utilizzo a luogo di culto dei locali siti in Via Cavalcanti 8, di proprietà della società S.A.C. S.r.l., in assenza del titolo prescritto dalla normativa vigente, ed in considerazione di ristrutturazioni finalizzate a tale destinazione

II.1) Il ricorso è fondato poiché, come già evidenziato in sede cautelare, il citato giudizio R.G. n. 1488/15, peraltro rinunciato, è stato avviato successivamente alla presentazione della domanda di partecipazione alla procedura impugnata, datata 26.2.2015, laddove la stessa, da redigersi in conformità all’allegato 1 sub A dell’avviso, richiedeva che i concorrenti dichiarassero “di non avere in corso contenziosi con il Comune”.

Conseguentemente, poiché la lex specialis precludeva la partecipazione solo ai concorrenti che, alla data di presentazione della relativa domanda, avessero già instaurato un contenzioso, la ricorrente, che ha invece avviato il medesimo solo successivamente, non avrebbe dovuto essere esclusa.

II.2) Fermo restando quanto sopra, di per sé sufficiente all’accoglimento del ricorso, osserva inoltre il Collegio che, come sopra riportato, il tenore letterale della precitata clausola era in realtà inequivoco nel precludere la partecipazione ai concorrenti che avessero contenziosi relativi a “beni immobili di proprietà dell’Amministrazione Comunale”, laddove quello intentato dalla ricorrente aveva invece ad oggetto un bene di proprietà di un privato, ciò che, anche sotto tale profilo, conferma la fondatezza delle doglianze dalla stessa articolate.

II.3) Ad abundantiam, osserva inoltre il Collegio che le clausole della lex specialis che precludono la partecipazione ai concorrenti che hanno contenziosi in atto con l'amministrazione comunale, come quella di specie, oltre a violare il principio di tassatività delle cause di esclusione dettato in materia di gare pubbliche, si pongono altresì in aperto contrasto con i principi di non discriminazione, parità di trattamento, e proporzionalità, pacificamente applicabili anche nella procedura impugnata, atteso che la semplice esistenza di un contenzioso in atto non è di per sé indice di inaffidabilità, potendosi peraltro la lite chiudersi in favore del concorrente (T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 15.1.2013 n. 313).

In conclusione, il ricorso va pertanto accolto.

Le spese, liquidate come in dispositivo, sono poste a carico del Comune di Milano, mentre vanno compensate tra la controinteressata e la ricorrente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie, e per l’effetto annulla i provvedimenti in epigrafe impugnati.

Condanna il Comune di Milano al pagamento delle spese processuali in favore della ricorrente, equitativamente e complessivamente liquidate in Euro 2.000,00, oltre agli oneri di legge ed al rimborso del contributo unificato. Spese compensate tra la ricorrente e la controinteressata.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 7 aprile 2016 con l'intervento dei magistrati:

Giovanni Zucchini, Presidente FF

Mauro Gatti, Consigliere, Estensore

Fabrizio Fornataro, Consigliere

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
 
 
 
 
 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 21/04/2016

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)