Giustizia Amministrativa

N. 03782/1998 REG.RIC.

N. 10759/2014 REG.PROV.COLL.

N. 03782/1998 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Bis)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 3782 del 1998, proposto da:
Soc Sea Esercizi Aeroportuali S.p.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avv. Maria Alessandra Sandulli presso il quale elegge domicilio, in Roma, corso Vittorio Emanuele II n. 349;

contro

Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in persona dei Ministri pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato presso la quale sono ex lege domiciliati, in Roma, via dei Portoghesi n.12;
Presidenza del Consiglio dei Ministri;

nei confronti di

Soc Alitalia S.p.A.;

per l'annullamento

del d.P.R. n. 496/97, "Regolamento recante norme per la riduzione dell'inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili";


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 14 ottobre 2014 il dott. Marco Poppi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

Con il presente ricorso, la Società ricorrente, gestore aeroportuale degli scali milanesi di Linate e Malpensa, ha impugnato il d.P.R. 11 dicembre 1997, n. 469, “Regolamento recante norme per la riduzione dell'inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili”, adottato in attuazione dell’art. 11, comma 1, della legge quadro n. 447/1995 fissando i “principi fondamentali in materia di tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 117 della Costituzione” (art. 1, comma 1).

A sostegno della tesi dell’illegittimità dell’impugnata fonte regolamentare ha dedotto:

1. la violazione del citato art. 11 della legge quadro, dell’art. 97 Cost. ed il difetto di istruttoria in ragione dell’omessa acquisizione preventiva del prescritto contributo tecnico scientifico dei gestori aeroportuali;

2. la violazione dell’art. 3, comma 1, lett. m) e dell’art. 11 della legge quadro in virtù della previsione, a carico dei gestori aeroportuali, di adempimenti connessi a fonti di rumore estranee alle attività di competenza (atterraggio e decollo degli aeromobili);

3. la violazione dell’art. 10, comma 5, della legge quadro nella parte in cui viene prevista la presentazione, da parte dei gestori, di appositi piani di abbattimento e contenimento del rumore;

4. la violazione degli art. 5, 6 e 14 della legge quadro in relazione alla devoluzione agli enti aeroportuali dei compiti di gestione e manutenzione del sistema di monitoraggio dei sistemi di contenimento dei rumori;

5. eccesso di potere per disparità di trattamento nella parte in cui riversa sui gestori oneri e responsabilità conseguenti a fenomeni di inquinamento acustico prodotti anche dai vettori.

La resistente Amministrazione, si è costituita in giudizio confutando le avverse doglianze e chiedendo la reiezione del ricorso.

Con memoria del 29 luglio 2014, la ricorrente ha precisato le proprie doglianze e, con riferimento alla già dedotta disparità di trattamento (quinto motivo di ricorso), ha prospettato un profilo di illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, lett. m) della legge quadro, ove interpretata nei sensi fatti propri dall’Amministrazione, in virtù della sperequazione che si determinerebbe fra i vettori, responsabili delle immissioni rumorose, ed i gestori aeroportuali sui quali graverebbero le responsabilità di eventuali superamenti delle soglie legali di rumore imputabili ai primi.

All’esito della pubblica udienza del 14 ottobre 2014, la causa è stata decisa.

Con il primo motivo di ricorso, la ricorrente deduce la violazione dell’art. 11, comma 1, della Legge quadro ove prevede l’emanazione di “regolamenti di esecuzione, distinti per sorgente sonora relativamente alla disciplina dell'inquinamento acustico avente origine dal traffico veicolare, ferroviario, marittimo ed aereo, avvalendosi anche del contributo tecnico-scientifico degli enti gestori dei suddetti servizi, dagli autodromi, dalle piste motoristiche di prova e per attività sportive, da natanti, da imbarcazioni di qualsiasi natura, nonché, dalle nuove localizzazioni aeroportuali”.

La norma avrebbe imposto l’acquisizione di un contributo tecnico-scientifico fornito dagli enti gestori del quale, si afferma, il Governo, in ossequio ai comuni principi in materia di trasparenza amministrativa garantiti anche dalla Carta costituzionale (art. 97) avrebbe dovuto dare atto nel provvedimento normativo adottato.

Il mancato coinvolgimento dei gestori, comprovato dall’assenza nel testo regolamentare di alcun riferimento al contributo fornito da questi ultimi, vizierebbe il regolamento per difetto di motivazione ed istruttoria.

L’Amministrazione si difende allegando che il Governo avrebbe proceduto all’adozione dei decreti attuativi della legge quadro avvalendosi del contributo di speciali commissioni tecniche, allo scopo istituite, nelle quali sarebbero rappresentati anche i gestori aeroportuali.

A sostegno della propria tesi allega che l’art. 4, Decreto ministeriale 31 ottobre 1997 ha stabilito che “per gli adempimenti di cui all'art. 3, comma 1, lettera m) , punti 1) , 2) e 4) , della legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono istituite due commissioni incaricate di predisporre criteri generali per la definizione, rispettivamente:

a) di procedure antirumore in tutte le attività aeroportuali come definite all'art. 3, comma 1, lettera m) , punto 3) , della legge 26 ottobre 1995, n. 447;

b) delle zone di rispetto per le aree e le attività aeroportuali ed ai criteri per regolare l'attività urbanistica nelle zone di rispetto;

c) della classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico e delle caratteristiche dei sistemi di monitoraggio.

2. La commissione istituita per gli adempimenti di cui al comma 1, lettere a) e b) , è presieduta dal presidente dell'Ente nazionale per l'aviazione civile o da un suo delegato ed è composta da due rappresentanti dell'Ente stesso ed un rappresentante, rispettivamente, del Ministero dell'ambiente, dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, dell'Ente nazionale di assistenza al volo, dei vettori aerei e delle società di gestione aeroportuale..

3. La commissione istituita per gli adempimenti di cui al comma 1, lettera b) , è presieduta dal direttore del servizio inquinamento atmosferico, acustico e per le industrie a rischio del Ministero dell'ambiente o da un suo delegato ed è composta da due rappresentanti del Ministero dell'ambiente e dell'Ente nazionale per l'aviazione civile ed un rappresentante, rispettivamente, dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, dell'Ente nazionale per l'assistenza al volo, dei vettori aerei e delle società di gestione aeroportuale

Ciò comproverebbe che l’intera disciplina attuativa della legge quadro in materia di abbattimento dell’inquinamento acustico connesso ad attività aeroportuali sarebbe stata adottata con il contributo fornito dagli enti gestori, membri delle commissioni chiamate a pronunciarsi preventivamente.

La censura è fondata nei termini di seguito esposti.

L’art. 3, comma 1, lett. m) della legge quadro prevede che “la determinazione, con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dei trasporti e della navigazione, dei criteri di misurazione del rumore emesso dagli aeromobili e della relativa disciplina per il contenimento dell'inquinamento acustico, con particolare riguardo:

1) ai criteri generali e specifici per la definizione di procedure di abbattimento del rumore valevoli per tutti gli aeroporti e all'adozione di misure di controllo e di riduzione dell'inquinamento acustico prodotto da aeromobili civili nella fase di decollo e di atterraggio;

2) ai criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico;

3) alla individuazione delle zone di rispetto per le aree e le attività aeroportuali e ai criteri per regolare l'attività urbanistica nelle zone di rispetto. Ai fini della presente disposizione per attività aeroportuali si intendono sia le fasi di decollo o di atterraggio, sia quelle di manutenzione, revisione e prove motori degli aeromobili;

4) ai criteri per la progettazione e la gestione dei sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimità degli aeroporti”.

Le Commissioni tecniche di cui all’art. 4 del D.M. 31 ottobre 1997, partecipate dagli enti gestori, per espressa previsione ministeriale, operano “per gli adempimenti di cui all'art. 3, comma 1, lettera m) , punti 1) , 2) e 4) , della legge 26 ottobre 1995, n. 447” e non anche per gli adempienti di cui al punto 3 disciplinati dalla fonte normativa oggetto del presente giudizio.

Il D.P.C.M. 496/1997, infatti, come precisato all’art. 1, “fissa le modalità per il contenimento e l’abbattimento del rumore prodotto dagli aeromobili civili nelle attività aeroportuali come definite all’art. 3, comma 1, lett. m) punto 3) della legge 26 ottobre 1995, n. 447”.

Relativamente a tali profili non è previsto alcun intervento delle Commissioni tecniche ex D.M. 31 ottobre 1997, con la conseguenza che non può ritenersi rispettata la norma nella parte in cui, come anticipato, prevedeva che si procedesse all’attuazione delle disposizioni contenute nella legge quadro“avvalendosi anche del contributo tecnico-scientifico degli enti gestori”.

Il rilevato vizio procedimentale determina l’accoglimento del ricorso con assorbimento delle ulteriori censure.

La specificità delle questioni oggetto del giudizio determina la compensazione delle spese di lite fra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei limiti di cui in motivazione.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 ottobre 2014 con l'intervento dei magistrati:

Salvatore Mezzacapo, Presidente

Elena Stanizzi, Consigliere

Marco Poppi, Primo Referendario, Estensore

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
 
 
 
 
 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 27/10/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)