Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 25/09/2018

N. 01225/2018 REG.PROV.COLL.

N. 01005/2018 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 1005 del 2018, proposto da
G.P.E. Servizi Integrati s.r.l., rappresentata e difesa dall'avvocato Alfredo Passaro, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Francesco Gesess in Firenze, lungarno A. Vespucci n. 20;

contro

Estar - Ente di Supporto Tecnico Amministrativo Regionale, rappresentato e difeso dall'avvocato Gaetano Viciconte, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Firenze, viale Mazzini n. 60;

nei confronti

Tirrenica Mobilità S.C., rappresentata e difesa dagli avvocati Carmelo D'Antone ed Enrico Bottone, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
S.C.T. Sistemi Controllo Traffico s.r.l., non costituita in giudizio;

per l'annullamento

- della determinazione del Direttore di Area - Area Divisione Servizi, Beni Economali e Arredi - dell'ente ESTAR n. 843 dell'11.6.2018, comunicata a mezzo pec il 12.6.2018, con la quale è stata disposta l'aggiudicazione a favore della Tirrenica Mobilità soc.coop. con l'approvazione della graduatoria provvisoria definitivamente determinata a seguito dell'esclusione disposta nei riguardi dell' ATI Cooperativa Lavoratori Ausiliari del Traffico l.a.t./SGS;

- di tutti i verbali della Commissione di gara e della Commissione tecnica, con particolare riguardo al verbale della seduta pubblica del 19.12.2017; ai verbali delle sedute riservate del 16 febbraio, del 23 febbraio e del 12 marzo 2018; al verbale di seduta pubblica del 22.3.2018; al verbale della verifica dell'anomalia del 3 maggio e del 24 maggio 2018;

- degli atti di gara, con particolare riguardo al disciplinare di gara e, nello specifico, l'art 7 concernente la procedura prevista per la valutazione delle offerte e l'art. 8 relativamente alla valutazione delle offerte e attribuzione dei punteggi;

- di ogni altro provvedimento, antecedente, concomitante e successivo, ivi compresa l'eventuale stipula del contratto di concessione sottoscritto con l'odierna aggiudicataria,

nonché per la condanna al risarcimento del danno ai sensi degli art. 30, comma 2, e 124 del d.lgs. n. 104/2010, in forma specifica mediante aggiudicazione della gara ovvero per equivalente in caso di mancata aggiudicazione a favore dell'odierna ricorrente che perde la possibilità di proseguire l'attività oggetto della concessione della durata di sei anni, con proroga per altri 180 giorni.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Estar - Ente di Supporto Tecnico Amministrativo Regionale e di Tirrenica Mobilità S.C.;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 13 settembre 2018 il dott. Gianluca Bellucci e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;


1. Considerato, in diritto, quanto segue.

Con la prima delle censure dedotte col primo motivo di gravame la società istante deduce che la stazione appaltante ha omesso di indicare le modalità attraverso le quali è stata garantita la riservatezza dei progetti presentati dai concorrenti; secondo la ricorrente tale indicazione sarebbe stata ancor più necessaria in quanto ogni singolo componente della commissione di gara era autorizzato a visionare autonomamente le offerte tecniche presentate.

La doglianza non ha pregio.

Il verbale di gara specifica che il presidente ha provveduto a “loggare” sulla piattaforma “start” i membri della commissione, il che significa che a ciascuno di essi è stato possibile accedere ai progetti dei concorrenti mediante username e password (si veda la premessa del verbale di gara del 16.2.2018); ciò è valso a concretare una idonea cautela a tutela della riservatezza delle offerte. In ogni caso, non sussiste un onere di specificare nel verbale di gara le cautele adottate a tutela della segretezza del contenuto di quanto proposto dai contendenti. Invero, secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, la legittimità della procedura selettiva deve essere valutata in modo sostanziale e non meramente formale, talché la mancata dettagliata indicazione nei verbali di gara delle specifiche modalità di custodia dei plichi e/o degli strumenti utilizzati per garantire la segretezza delle offerte non costituisce di per sé motivo di illegittimità del verbale e della complessiva attività posta in essere dalla commissione di gara, dovendo invece aversi riguardo al fatto che, in concreto, sia stata alterata la genuinità delle offerte (Cons. Stato, A.P., 3.2.2014, n. 8; TAR Lazio, Roma, I, 11.7.2016, n. 7924).

Pertanto la doglianza in esame, non supportata da alcuna concreta indicazione circa la lesione del principio di segretezza o trasparenza, non può trovare accoglimento.

2. Con la seconda doglianza in cui si articola il primo motivo l’esponente lamenta l’incomprensibilità della ragione per cui si è data facoltà ad ogni singolo componente della commissione di visionare le offerte tecniche.

Il rilievo non ha pregio.

La facoltà di ogni singolo commissario di esaminare i progetti presentati è evidentemente funzionale ad agevolare lo studio dei progetti stessi, ai fini di una istruttoria più esauriente possibile. In ogni caso, ad una fase di studio individuale è seguita una fase di valutazione collegiale, che nulla toglie alla validità della procedura e del previsto strumento di accesso individuale ai progetti.

3. Con il terzo rilievo dedotto con il primo motivo la deducente lamenta l’omessa indicazione di idonei sottocriteri di valutazione.

L’assunto non ha pregio.

Da un lato rilevano i quattro criteri di valutazione della qualità dell’offerta prestabiliti dal disciplinare di gara, a ciascuno dei quali è abbinata una soglia massima di punteggio attribuibile, dall’altro rilevano i giudizi espressi dalla commissione di gara sulle offerte, in relazione a ciascuno dei predetti criteri nonché sulla base della gamma dei giudizi e dei corrispondenti coefficienti di punteggio stabiliti dalla lex specialis, talché l’iter logico che ha condotto alla valutazione finale ed alla attribuzione dei punteggi appare comprensibile, con conseguente ottemperanza all’obbligo di motivazione (si vedano i verbali delle sedute di gara depositati in giudizio, dai quali risultano i riscontrati profili di valore e disvalore delle offerte tecniche presentate, in relazione a ciascuno dei criteri preventivi di valutazione).

4. Con il quarto rilievo la deducente lamenta la contraddittorietà dell’azione amministrativa, in quanto da un lato il verbale di gara del 19.12.2017 prevede, quale criterio metodologico, l’analisi comparativa delle offerte, introducendo così un dato integrativo degli originari criteri di valutazione, dall’altro non vi è documentazione alcuna in ordine all’effettivo utilizzo dell’analisi comparativa.

Il rilievo è infondato.

L’analisi comparativa non è un innovativo criterio di valutazione, ma un metodo di valutazione incentrato sulla comparazione dei singoli progetti tra loro anziché sull’esame del singolo progetto in sé. Pertanto, non vi è stata una inammissibile integrazione postuma dei criteri prestabiliti nella lex specialis di gara.

Dalla lettura dei verbali delle operazioni di gara si evince che l’analisi comparativa, nel caso di specie, è consistita nell’esaminare e valutare tutte le offerte con riferimento al primo criterio, per poi procedere alla valutazione stessa in relazione a ciascuno dei successivi criteri, talché il verbale di gara indica, per ciascun parametro (a- modalità di esecuzione del servizio, b- fornitura installazione e manutenzione, c- modalità organizzative del personale, d- proposte migliorative), il punteggio e la motivazione del punteggio attribuito alla corrispondente voce di ogni offerta tecnica. E’ quindi evidente che non si tratta di un criterio integrativo imprevedibile al momento della lettura del disciplinare di gara, ma di un modus procedendi della valutazione prevista nella lex specialis di gara.

5. Con il quinto rilievo in cui si articola il primo motivo di gravame la società istante lamenta che il verbale delle sedute di gara sintetizza quanto avvenuto in precedenti sedute, alle quali però non corrisponde una specifica verbalizzazione, con conseguente violazione del principio di trasparenza.

La doglianza non ha pregio.

Premesso che la seduta del 3.10.2017, dedicata all’apertura della documentazione amministrativa, è specifico oggetto del primo verbale (si veda quanto precisato nella premessa del verbale del 16.2.2018) e che anche la seduta del 19.12.2017, dedicata all’apertura delle offerte tecniche, è stata registrata in un suo apposito verbale (documento n. 5), il Collegio osserva che le sedute del 2, 9 e 15 febbraio 2018, dedicate all’esame dei progetti tecnici da parte della commissione, trovano una sufficiente menzione nel verbale del 16 febbraio 2018, il quale dà contezza della durata e dell’ordine del giorno delle sedute medesime, nel corso delle quali si sono svolte operazioni di mera lettura e studio collegiale delle offerte tecniche presentate.

La manifestazione dei giudizi e la decisione di attribuzione dei punteggi relativi a ciascuna offerta ed a ciascun parametro sono compiutamente verbalizzate, come risulta dai documenti n. 6 e seguenti depositati in giudizio, talché risulta rispettato il principio di trasparenza.

Pertanto, nessuna violazione della par condicio e dell’obbligo di trasparenza dell’azione amministrativa emerge nella fattispecie in esame.

6. Con la successiva censura, dedotta in via subordinata, la ricorrente, in relazione al parametro di valutazione A (avente ad oggetto le modalità di esecuzione del servizio di gestione, sorveglianza e videosorvaglianza delle aree di parcheggio), sostiene che la propria offerta tecnica e quella della seconda classificata (SCT s.r.l.) hanno ottenuto lo stesso giudizio (distinto) sulla base di una motivazione generica e di dati obiettivi che rivelerebbero invece da un lato un servizio di presidio più completo offerto da GPE, sia in termini di quantità di operatori dedicati, sia in termini di tempo (356 giorni per 24 ore giornaliere su 24), dall’altro una soluzione di uscita dal parcheggio proposta da SCT non meritevole di considerazione positiva, in quanto strutturata in modo tale da invadere la via di scorrimento di emergenza utilizzata dalle ambulanze.

Il rilievo è infondato.

La circostanza che l’offerta tecnica della seconda classificata si traduca nell’invasione della via di scorrimento delle ambulanze (circostanza contestata dalla difesa di Estar e dell’aggiudicataria) è affermata dalla ricorrente senza fornire alcun principio di prova.

Per il resto, la motivazione dei punteggi attribuiti non risulta generica, in quanto la commissione dà contezza degli elementi positivi di apprezzamento delle due offerte (che nel caso della ricorrente sono rappresentati dalla gratuità del parcheggio per gli utenti del pronto soccorso, dalla correttezza del progetto di parcheggio PS e dalla turnazione che copre l’intera giornata e l’intera settimana, mentre nel caso della seconda classificata sono rappresentati dalla sorveglianza e videosorveglianza nonché dalla funzionalità della soluzione proposta per l’accesso e l’uscita relativa all’area di parcheggio PS: si veda il verbale di gara del 16.2.2018).

La parità del punteggio assegnato ai due contendenti non è resa ingiustificata dal particolare e pregevole sistema di turnazione proposto da GPE, in quanto il parametro A in questione prevede la valorizzazione anche di altri elementi, tra i quali rientra la soluzione di accesso e uscita; inoltre, il numero di operatori, il tempo della loro messa a disposizione e la relativa turnazione hanno trovato una specifica valorizzazione in sede di valutazione del parametro C (“modalità organizzative del personale con numero di operatori, qualifiche, formazione e aggiornamento”) incentrato sull’elemento qualitativo costituito non solo dalla quantità dei dipendenti messa a disposizione, ma anche dall’organizzazione, la quale include il sistema di turnazione. Il giudizio positivo espresso dalla commissione di gara sull’offerta tecnica della ricorrente nella parte relativa all’aspetto di cui alla voce C si è tradotto in un maggior punteggio attribuito, per tale voce, alla ricorrente rispetto alla seconda classificata (si veda il verbale del 12.3.2018). In altri termini, il sistema di organizzazione del personale e la copertura del servizio con dipendenti messi a disposizione hanno trovato riconoscimento, in termini di maggior punteggio riconosciuto all’esponente, in relazione al criterio “C”, mentre nell’ambito della valutazione riferita al parametro “A” essi hanno trovato valutazione contestualmente ad altri aspetti (videosorveglianza, soluzioni di accesso e uscita, ecc.), che nel loro insieme hanno concorso all’attribuzione di un analogo giudizio ai due contendenti per quest’ultimo criterio.

Pertanto, alla luce della motivazione dei giudizi attribuiti ai due concorrenti in relazione ai parametri A e C, non rilevano profili di contraddittorietà, illogicità e disparità di trattamento.

7. Con la successiva doglianza parimenti proposta in via subordinata, riferita alle valutazioni espresse dalla commissione giudicatrice, in relazione al parametro B, sulle offerte di GPE s.r.l. e di SCT s.r.l., la società istante lamenta che il proprio piano di intervento manutentivo non è stato adeguatamente apprezzato, alla luce della tabella completa e dettagliata dell’offerta che lo descrive. La ricorrente afferma che la fornitura proposta dalla seconda classificata è di livello inferiore alla propria.

L’assunto non è condivisibile.

Relativamente al suddetto parametro (“fornitura, installazione e manutenzione delle attrezzature necessarie per lo svolgimento del servizio di gestione e vigilanza del parcheggio”), il minor punteggio attribuito alla deducente è stato giustificato dalla commissione adducendo la poca chiarezza del piano di manutenzione delle attrezzature, a fronte del dettagliato programma di manutenzione di SCT s.r.l..

Rileva sul punto la pagina 18 dell’offerta tecnica della deducente (documento n. 16 depositato in giudizio dalla stessa), la quale riporta una succinta e schematica descrizione del piano manutentivo, senza che sia dato desumere il tempo di intervento pari a zero per la manutenzione d’urgenza dichiarato nel ricorso a pagina 16. A fronte di tale documento, appare condivisibile il giudizio espresso dalla commissione di gara laddove definisce il piano di manutenzione della ricorrente “poco chiaro”.

8. Stante l’infondatezza delle censure incentrate sull’offerta della seconda classificata, risulta inammissibile per difetto di interesse il successivo motivo di gravame, riguardante la valutazione dell’offerta dell’aggiudicataria. Infatti, l’eventuale accoglimento di quest’ultima doglianza non consentirebbe alla ricorrente di conseguire l’aggiudicazione, ostandovi l’intangibile posizione della seconda classificata SCT s.r.l..

9. In conclusione, il ricorso deve essere respinto.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate come indicato nel dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge.

Condanna la ricorrente a corrispondere ad Estar e alla controinteressata Tirrenica Mobilità società cooperativa la somma di euro 2.500 (duemilacinquecento) oltre accessori di legge per ciascuno, a titolo di spese di giudizio. Nulla per le spese nei confronti di S.C.T. s.r.l., non costituita in giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 13 settembre 2018 con l'intervento dei magistrati:

Rosaria Trizzino, Presidente

Gianluca Bellucci, Consigliere, Estensore

Pierpaolo Grauso, Consigliere

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Gianluca BellucciRosaria Trizzino
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO