Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 04/07/2017

N. 03265/2017REG.PROV.COLL.

N. 01643/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1643 del 2017, proposto da:
Ladisa s.p.a., in proprio e in qualità di mandataria del r.t.i., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Aldo Loiodice, Angelo Clarizia, Antonio Palma, Isabella Loiodice, Vito Aurelio Pappalepore, con domicilio eletto presso lo studio Angelo Clarizia in Roma, via Principessa Clotilde, 2;

contro

Ministero della Difesa, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, 12;

nei confronti di

Rti - Gemeaz Elior Spa, Rti - Gemos Soc. Coop., Rti - Innova Spa, Rti - Vegezio Srl, Rti - C.N.S. Consorzio Nazionale Servizi Soc. Coop., Rti - Vivenda Spa, Rti - La Cascina Global Service Srl, Rti - Compass Group Italia Spa, Rti - Cocktail Service Srl non costituiti in giudizio;
Dussmann Service s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Filippo Martinez, Davide Moscuzza, Michele Perrone, con domicilio eletto presso lo studio Filippo Martinez in Roma, corso Vittorio Emanuele II, N. 21;
Elior Ristorazione s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Riccardo Anania, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, piazza del Popolo 18;

per la riforma

della sentenza breve del T.a.r. Lazio, n. 02083/2017, resa tra le parti;


Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero della Difesa, di Dussmann Service Srl e di Elior Ristorazione s.p.a.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 15 giugno 2017 il Cons. Roberto Giovagnoli e uditi per le parti gli avvocati Clarizia, Aldo Loiodice per sé e in dichiarata delega di Palma, Isabella Loiodice, Pappalepore, Martinez, Perrone e gli avvocati dello Stato Greco e De Luca;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO e DIRITTO

Ritenuto che:

alla camera di consiglio del 15 giugno 2017, accertata l’integrità del contraddittorio e la completezza dell’istruttoria, sentite sul punto le parti costituite, l’appello è stato trattenuto in decisione;

la sentenza appellata ha respinto il ricorso proposto da Ladisa contro le ammissioni dei raggruppamenti Elior e Sodexo;

ritenuto che l’appello proposto dal raggruppamento Ladisa non merita accoglimento alla luce delle seguenti considerazioni:

per quanto concerne il motivo di gravame diretto a lamentare la mancata trattazione congiunta del ricorso contro le ammissioni e del successivo ricorso contro l’aggiudicazione, non può che richiamarsi l’orientamento già espresso da questa Sezione con ordinanza 14 marzo 2017, n. 1059 , secondo cui nell’ambito del rito “superspeciale” di cui ai commi 2-bis e 6-bis dell’articolo 120 Cod. proc. amm., è inammissibile il ricorso contro il provvedimento di aggiudicazione (dovendo tale ricorso essere trattato, previa separazione dei giudizi, in udienza pubblica nelle forme del rito “speciale” ordinario in materia di appalti di cui al medesimo articolo 120 Cod. proc. amm.);

ritenuto, infatti, che un’interpretazione della vigente disciplina processuale nel senso di ammettere il cumulo e la trattazione congiunta delle domande con applicazione ad entrambe del rito “speciale” in luogo del rito “specialissimo” o “super speciale” apparirebbe in contrasto non solo con la ratio della disciplina dettata dai citati commi 2-bis e 6-bis, in quanto – introducendo surrettiziamente un terzo rito misto tra i due - ostacolerebbe il conseguimento sistematico delle finalità che con il rito dell’art. 120, comma 2-bis, la nuova norma intende realizzare; ma anche con le ricordate e distinte condizioni dell’azione e struttura del rito anticipato, che - a differenza di quanto avviene per altre azioni del processo amministrativo - non possono né essere confuse con le usuali, né esservi assorbite o assorbirle;

per quanto concerne il motivo diretto ad ottenere l’esclusione del raggruppamento Elior, esso risulta infondato atteso che non si ricava dalla lex specialis un divieto di indicare quote di esecuzione identiche per tutti i lotti e non è provato che sussista l’impossibilità da parte dell’aggiudicataria di rispettare le percentuali dichiarate (impossibilità che comunque rileverebbe in sede di esecuzione, non inficiando la valida partecipazione alla gara di Elior);

per quanto riguarda il motivo diretto ad ottenere l’esclusione del raggruppamento Dussmann, esso è divenuto improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse atteso che, in seguito allo svolgimento della gara e alla sopravvenuta (in data 16 novembre 2016) aggiudicazione, il raggruppamento Ladisa, arrivato secondo, non ha, allo stato, interesse ad ottenere l’esclusione del raggruppamento Dussmann, arrivato terzo, a maggior ragione in seguito al rigetto dei motivi di ricorso contro l’ammissione del raggruppamento Elior, primo classificato;

ritenuto, al riguardo, che anche a ritenere ininfluente, sotto il profilo della permanenza del particolare interesse al ricorso ex art. 120, comma 2-bis, Cod. proc. amm., la circostanza dell’intervenuta aggiudicazione, essendo il relativo rito specialissimo finalizzato a definire in modo definitivo la platea dei soggetti ammessi alla gara, cristallizzandone la situazione al fine della rapida costituzione di certezze giuridiche poi incontestabili sui protagonisti della gara (così Cons. Stato, V, ord. 14 marzo 2017, n. 1059), purtuttavia detto particolare interesse al ricorso non può, anche durante il processo, essere valutato in modo avulso dalla realtà storica costituita dalla sopravvenuta graduatoria, e dunque nell’indifferenza della posizione ivi conseguita dalle singole imprese partecipanti alla gara;

Ritenuto infatti che la distinzione e la separatezza del giudizio ex art. 120, commi 2-bis e 6-bis, rispetto a quello ordinario (seppure costituente anch’esso rito speciale) del medesimo art. 120 non contempla per il giudice del primo un divieto di prendere in considerazione i fatti storici medio tempore venuti in essere e risultanti dai suoi atti processuali, come, appunto, l’avvenuta aggiudicazione della gara e gli effetti di eventuali impugnazioni di quest’ultima;

Considerato, del resto, che la legge non prevede uno stand-still processuale collegato alla presentazione del ricorso di cui ai commi 2-bis e 6-bis;

Considerato, perciò, che detti atti, pur non formanti oggetto del medesimo rito specialissimo, si riflettono parzialmente sulla persistenza dell’interesse a ricorrere in quest’ultimo;

rilevato, pertanto, che nel caso presente l’avvenuta aggiudicazione a favore di Elior, e la relativa graduatoria (che vede seconda Ladisa, terza Dussmann) incide sull'interesse a ricorrere, condizione della presente azione, facendone, allo stato, venire meno il rilievo: in particolare per quanto riguarda la ricorrente impresa Ladisa contro Dussmann, il cui ricorso è, dunque, divenuto improcedibile;

considerato che sussistono i presupposti per compensare integralmente le spese del presente giudizio;

considerato che sussistono i presupposti per compensare integralmente le spese del presente giudizio;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, in parte lo respinge e in parte lo dichiara improcedibile.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 15 giugno 2017 con l'intervento dei magistrati:

Giuseppe Severini, Presidente

Roberto Giovagnoli, Consigliere, Estensore

Claudio Contessa, Consigliere

Valerio Perotti, Consigliere

Stefano Fantini, Consigliere

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Roberto GiovagnoliGiuseppe Severini
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO