Giustizia Amministrativa

N. 01120/2015 REG.RIC.

N. 00355/2016 REG.PROV.COLL.

N. 01120/2015 REG.RIC.

logo

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1120 del 2015, proposto da:
Selin s.r.l., rappresentata e difesa dagli avvocati Sara Navari ed Elisa Vannucci Zauli, con domicilio eletto presso quest’ultima in Firenze, viale dei Mille, n. 50;

contro

Comune di Viareggio;
Azienda Speciale Pluriservizi Viareggio, rappresentato e difeso dall'avv. Francesco Frati, con domicilio eletto presso l’avvocato Francesco Gesess in Firenze, lungarno A. Vespucci n. 20;

nei confronti di

Studio Bertacca Engineering s.r.l., rappresentata e difesa dagli avvocati Biagio Giuseppe Ciollaro, Claudio Gattini e Giuseppe Gratteri, con domicilio eletto presso l’avvocato Giuseppe Gratteri in Firenze, via Maggio n. 30;
Alessandro Massara, Spartaco Baratti, Luca Gabrielli, Luciano Bertacca, Studio Tecnico Associato del Bianco, Tabarrani, Bini, Bertucelli, Baratti, Gabrielli e Massara ("Studio Delta"), Andrea Del Bianco, Simone Tabarrani, Andrea Bini, Alessandro Bini, Giampaolo Bertucelli;

per l'annullamento

- della deliberazione del consiglio di amministrazione di A.S.P. n. 9.6.1 del 19.6.2015, di aggiudicazione definitiva dell’incarico professionale di responsabile del servizio di prevenzione e protezione e di ulteriori attività di consulenza tecnica e ingegneristica, in favore dello Studio Bertacca Engineering s.r.l., comunicata a Selin con nota prot. n. 743 del 23.06.2015, anche'essa impugnata;

- di ogni atto connesso ed in particolare:

- dei verbali di gara n. 1 (seduta pubblica) del 20.4.2015, n. 2 (seduta pubblica) del 7.5.2015; n. 3 (seduta pubblica) del 12.5.2015, n. 4 (seduta riservata) del 13.5.2015, n. 5 (seduta riservata) del 27.5.2015, n. 6 (seduta riservata) del 3.6.2015, n. 7 (seduta pubblica) dell'11.6.2015, a valersi anche quale aggiudicazione provvisoria, anche'essa comunque espressamente impugnata ove esistente con atto autonomo dal verbale n. 7;

- della nota prot. n. 625 del 27.5.2015,inoltrata a Selin da ASP, in ordine alla richiesta di chiarimento, nonché delle richieste di documentazione integrativa inoltrate a Studio Bertacca (prot. n. 524 del 7.05.2015) e a Studio Delta (prot. n. 525 del 7.05.2015), e di ogni altra comunicazione, parere legale, carteggio inerente la procedura;

- della lettera d'invito, del capitolato di gara, dei chiarimenti resi dell'Ente, nonché della lex specialis tutta, comprensiva di allegati, limitatamente a quanto richiamato nei motivi di ricorso, nonche' della determinazione n. 5.10.1. del CdA di ASP Viareggio, di approvazione della lex specialis; ove occorra, del regolamento per le spese in economia di ASP Viareggio;

- per quanto occorra, della nomina della commissione di gara e della successiva modifica della stessa;

- del silenzio diniego opposto dall'Ente alla nota ex 243 d.lgs n. 163/2006 inoltrata da Selin in data 22.6.2015;

e per la declaratoria di inefficacia del contratto nelle more eventualmente stipulato tra l'aggiudicataria e l'Ente, con richiesta, per quanto di ragione, di subentro nel contratto;

e per la condanna al risarcimento del danno, in forma specifica o, in ipotesi, per equivalente.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Azienda Speciale Pluriservizi Viareggio e di Studio Bertacca Engineering s.r.l.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Visti gli artt. 74 e 120, co. 10, cod. proc. amm.;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 27 gennaio 2016 il dott. Gianluca Bellucci e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO

L’Azienda speciale Pluriservizi Viareggio (affidataria, quale ente strumentale del Comune di Viareggio, di vari servizi pubblici locali in molteplici settori), ha indetto, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 26.3.2015, una procedura negoziata ai sensi dell’art. 125 del d.lgs. n. 163/2006, ai fini dell’affidamento dell’incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione e di ulteriori attività di consulenza tecnica in materia ingegneristica, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (i punteggi massimi assegnabili all’offerta tecnica ed economica erano, rispettivamente, 70 e 30 punti su 100).

In particolare, l’art. 2 del capitolato speciale d’appalto indicava come prestazioni richieste la gestione della sicurezza e la consulenza tecnica in materia ingegneristica, mentre l’art. 6 della lettera invito, nel definire i titoli valutabili ai fini del punteggio attribuibile alle proposte tecniche, ha indicato come unico criterio riferito al candidato per lo svolgimento delle ulteriori attività di consulenza la qualifica di coordinatore in fase di esecuzione.

Inoltre la stazione appaltante, in sede di chiarimenti (documento n. 5 depositato in giudizio dalla stessa), ha precisato che la consulenza tecnica in materia ingegneristica ineriva a progetti di trasformazione e adeguamento di impianti e strutture esistenti ed aveva carattere residuale e accessorio rispetto alla prestazione principale richiesta nella lettera invito.

In pendenza della procedura selettiva anche la ricorrente ha chiesto chiarimenti in ordine alla correttezza sia dell’inserimento, nel modulo per la domanda, dei dati dei professionisti che avrebbero prestato la propria opera in caso di aggiudicazione, sia della sottoscrizione della dichiarazione dei requisiti generali (modello 2), da parte del legale rappresentante e dei soggetti appena indicati, sia della compilazione della scheda riepilogativa del curriculum in modo da indicare i requisiti posseduti dai singoli professionisti. Su tale istanza ASP ha palesato di ritenere corretta la proposta di adattare i modelli 1, 2 e 3 alla realtà societaria ed ha fatto presente che la valutazione delle singole proposte sarebbe stata effettuata dall’apposita commissione (documento n. 5 depositato in giudizio dall’amministrazione resistente).

Ad esito della procedura comparativa la commissione ha redatto la graduatoria finale, nella quale risultava primo classificato lo studio Bertacca Engineering s.r.l. (con 51 punti tecnici e 7,14 punti economici, per un totale di 58,14 punti), secondo lo studio Delta (con 31 punti tecnici e 14,29 punti economici, per un totale di 45,29 punti) e terza la ricorrente (con 11 punti tecnici e 30 punti economici, per un totale di 41 punti).

Pertanto il Consiglio di amministrazione dell’Azienda Speciale Pluriservizi, con deliberazione del 19.6.2015, ha aggiudicato l’incarico allo studio Bertacca Engineering s.r.l..

Avverso tale provvedimento e gli atti connessi la ricorrente è insorta deducendo:

1) violazione e falsa applicazione della lettera invito; degli artt. 38, 46 e 125 del d.lgs. n. 163/2006, del regolamento aziendale delle economie, del principio di par condicio e imparzialità;

2) in via subordinata: violazione e falsa applicazione della lettera invito; degli artt. 81 ss. e 125 del d.lgs. n. 163/2006, del regolamento aziendale delle economie, del principio di par condicio e imparzialità;

3) in subordine: violazione e falsa applicazione della lettera invito; degli artt. 125 del d.lgs. n. 163/2006 e 21 della legge n. 241/1990, del regolamento aziendale delle economie, del principio di par condicio e imparzialità;

4) in subordine: violazione e falsa applicazione della lettera invito; degli artt. 83 e 125 del d.lgs. n. 163/2006, del regolamento aziendale delle economie, del principio di par condicio e imparzialità;

5) risarcimento del danno.

Si sono costituite in giudizio l’Azienda speciale Pluriservizi Viareggio e lo studio Bertacca Engineering s.r.l..

Con ordinanza n. 503 del 28.7.2015 è stata accolta l’istanza cautelare.

All’udienza del 27 gennaio 2016 la causa è stata posta in decisione.

DIRITTO

1. Il Collegio, ad un più approfondito esame della controversia, ritiene di rivedere l’orientamento manifestato, in sede di sommaria cognizione, con la pronuncia cautelare di cui all’ordinanza n. 503 del 28.7.2015, alla stregua delle seguenti considerazioni.

Con la prima parte del primo motivo di gravame la ricorrente deduce che l’aggiudicataria del servizio (società Studio Bertacca Engineering) avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara, in quanto la domanda di ammissione alla gara è stata formulata solo a nome del singolo professionista (cioè dell’Ingegner Bertacca); aggiunge che manca la dichiarazione di moralità riferita alla società e che l’unica dichiarazione al riguardo è riferita all’Ingegner Bertacca, cioè alla persona fisica e non alla persona giuridica.

Il rilievo non è condivisibile.

Nella domanda di partecipazione l’Ing. Bertacca, laddove individua i professionisti che svolgeranno l’incarico, precisa la propria qualità di legale rappresentante dello Studio Bertacca Engineering s.r.l., cosicché, dal tenore complessivo dell’istanza risulta che la stessa promana dalla società Studio Bertacca, e non dal legale rappresentante quale persona fisica che agisce in proprio.

Del resto la suddetta istanza è in linea con il modello di domanda di partecipazione allegato alla lettera invito, nel quale una apposita dicitura invitava alla sottoscrizione tutti i membri dello studio associato ed a specificare chi fosse il componente in possesso della legale rappresentanza, nonché, in caso di STP/SI, alla presentazione ed alla firma da parte del legale rappresentante (documento n. 2 depositato in giudizio dall’amministrazione). Ed infatti la domanda di ammissione formulata dallo studio aggiudicatario indica il nominativo del legale rappresentante e reca la firma di quest’ultimo e dei due professionisti individuati ai fini dell’esecuzione dell’incarico.

Anche la dichiarazione di moralità, infine, rispecchia lo schema allegato alla lettera invito (documento n. 1 bis depositato in giudizio dall’aggiudicataria), che non prevedeva attestazioni riferite alla società.

Del resto la stessa ricorrente, uniformandosi ai modelli allegati alla lettera invito, ha presentato una domanda di ammissione analoga a quella della controinteressata (priva cioè, nella prima parte, dell’indicazione della qualità di legale rappresentante della società) ed ha riferito la dichiarazione dei requisiti generali alle persone fisiche e non alla persona giuridica (documento n. 6 prodotto dall’Azienda resistente).

2. Con la seconda parte del primo motivo la ricorrente deduce l’originaria carenza delle dichiarazioni di possesso dei requisiti generali da parte dei professionisti indicati da Bertacca ai fini dell’esecuzione dell’incarico, dichiarazioni che sono state acquisite solo ad esito del soccorso istruttorio esercitato dalla commissione di gara, in violazione delle prescrizioni della lettera invito.

La doglianza è infondata.

La controinteressata aveva indicato i professionisti chiamati all’esecuzione ed aveva prodotto la dichiarazione dei requisiti generali posseduti dal legale rappresentante, ma aveva omesso quella relativa agli altri professionisti designati per l’esecuzione del servizio. Trattasi evidentemente della mancanza di alcune delle dichiarazioni richieste dalla lex specialis di gara.

Orbene, l’art. 38, comma 2 bis, e l’art. 46, comma 1 ter, del d.lgs. n. 163/2006, nel testo introdotto dall’art. 39 del d.l. n. 90/2014 convertito dalla legge n. 114/2014, estendono il soccorso istruttorio ad ogni caso di mancanza, incompletezza o irregolarità, anche essenziale, degli elementi e delle dichiarazioni che devono essere prodotte dai concorrenti in base a norme di legge o al bando o al disciplinare di gara.

Lo scopo che il legislatore si prefigge è assicurare la massima partecipazione alla gara, consentendo di superare i vizi o le lacunosità della documentazione di gara di questo o quel concorrente attraverso il ricorso, da parte della stazione appaltante, all’assegnazione di un termine per l’integrazione o la regolarizzazione.

L’irregolarità in cui è incorso lo Studio Bertacca (costituita dalla mancanza della dichiarazione di moralità relativa a due professionisti) rientra pienamente nei casi di irregolarità sanabile previsti dalle suddette norme. Né può rilevare, in senso contrario, una clausola di esclusione contenuta nel disciplinare di gara, giacché l’art. 46, comma 1 bis ultimo periodo, del d.lgs. n. 163/2006, statuisce che le prescrizioni previste a pena di esclusione dai bandi e dalle lettere invito sono nulle se diverse da quelle tassativamente previste dal legislatore; nemmeno può essere ostativo al soccorso istruttorio il fatto che la lex specialis di gara non lo preveda, in quanto una mera interpretazione letterale induce a ritenere che i citati art. 38 comma 2 bis e 46 comma 1 ter sono norme immediatamente precettive, tali da integrare la disciplina dettata dalla lettera invito.

3. Con la terza parte del primo motivo l’istante deduce che il secondo classificato (Studio Delta) avrebbe dovuto essere escluso dalla gara in quanto quattro degli otto soci non hanno sottoscritto la domanda di ammissione, trattandosi di omissione non suscettibile di essere sanata con il soccorso istruttorio; aggiunge che l’offerta economica dello Studio Delta è stata firmata da uno solo dei soci, con conseguente violazione dell’art. 5.C della lettera invito, che prescrive la sottoscrizione di tutti i soggetti facenti parte dello studio associato.

La doglianza è inammissibile per difetto di interesse.

L’infondatezza dei rilievi sollevati nei confronti dell’ammissione dell’aggiudicataria fa sì che l’eventuale accoglimento della censura in esame non consentirebbe, comunque, alla ricorrente di ottenere l’aggiudicazione.

In ogni caso la predetta doglianza è anche infondata.

La riconducibilità dell’offerta allo Studio Delta ed ai professionisti dello studio associato è stata correttamente desunta dal fatto che nella busta contenente la domanda di partecipazione erano inserite le dichiarazioni dei requisiti generali di tutti gli otto soci, ciascuna delle quali univocamente riferita alla procedura selettiva in questione.

Invero, l’allegazione di tali dichiarazioni presuppone la riconducibilità dell’istanza allo Studio associato e a tutti i suoi componenti.

Correttamente, quindi, la stazione appaltante ha esercitato il soccorso istruttorio (documento n. 13 allegato all’impugnativa) onde sanare l’irregolarità scaturente dall’inosservanza dell’art. 5, lett. A, della lettera invito, secondo cui la domanda di partecipazione deve essere sottoscritta da ogni membro dello studio associato.

Valgono, sul punto, le considerazioni espresse nella trattazione della precedente censura, riferite agli effetti degli art. 38, comma 2 bis, e 46, comma 1 ter, del d.lgs. n. 163/2006.

Quanto alla firma dell’offerta economica da parte di uno solo dei soci, il Collegio rileva che l’art. 5, lett. C, della lettera invito ammette la firma del legale rappresentante in nome e per conto dello studio associato.

Orbene, l’offerta economica dello Studio Delta è stata sottoscritta da Tabarrani Simone (documento n. 7 depositato in giudizio dall’amministrazione), il quale, nella delega a rappresentarlo nella seduta di gara a favore del perito industriale Del Bianco, ha dichiarato la propria qualità di legale rappresentante (documento n. 9 prodotto dall’Azienda intimata).

Pertanto, in difetto di prova contraria circa l’effettiva qualità di legale rappresentante del firmatario, l’invocata norma della lettera invito risulta rispettata.

4. Con il secondo motivo di impugnativa, proposto in via subordinata, la ricorrente denuncia l’errata valutazione della propria offerta tecnica; in particolare, la stessa osserva che l’art. 6 della lettera invito non specifica che i criteri di valutazione prestabiliti debbano necessariamente essere riferiti al soggetto destinato ad assumere l’incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione nell’Ente; secondo la società istante, inoltre, la gran parte dei titoli (parametri qualitativi) che la lettera invito pone ad oggetto della valutazione della commissione giudicatrice non ha attinenza con il ruolo e con i compiti propri del RSPP; ciò premesso, l’esponente sostiene che la commissione giudicatrice, modificando la disciplina della lex specialis di gara, ha illegittimamente tenuto conto solo della figura indicata come RSPP ai fini dell’attribuzione del punteggio, penalizzando le società che, come Selin, hanno al loro interno soggetti singolarmente qualificati per ciascuna delle attività cui fanno riferimento i titoli da valutare (acustica ambientale, prevenzione incendi). L’interessata da un lato rimarca la circostanza che non è previsto in alcuna parte della lex specialis che i criteri di valutazione tecnica vadano riferiti al solo soggetto candidato al ruolo di RSPP, dall’altro specifica (pagine 24 e 25 del ricorso) quale sarebbe stato, a suo avviso, il risultato finale di una corretta valutazione e conclude che, ove le operazioni di gara si fossero svolte legittimamente, avrebbe ottenuto un punteggio tale da sopravanzare il primo classificato.

Il motivo non è condivisibile.

Premesso che la gara in questione ha ad oggetto il conferimento sia dell’incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sia dell’incarico di consulenza tecnica ingegneristica (art. 2 del capitolato e art. 1 della lettera invito), il Collegio osserva quanto segue.

La griglia di valutazione riportata nell’art. 6 della lettera invito indica, in nove voci diverse, i titoli e le esperienze pregresse meritevoli di punteggio; l’ultimo di tali criteri, in particolare, è riferito al possesso della qualificazione di “coordinatore in fase di esecuzione” e reca l’avvertenza che è quello l’unico titolo di valutazione riferito al professionista candidato per lo svolgimento delle ulteriori attività di consulenza. Ne deriva, argomentando a contrario, che gli altri criteri di valutazione sono invece riferiti al professionista candidato al servizio di prevenzione e protezione.

Tale lettura induce a ritenere manifestamente infondata la tesi della ricorrente secondo cui la qualità tecnica deve essere rapportata all’intera capacità professionale dell’impresa e non solo limitata al professionista indicato quale RSPP (pagina 20 dell’impugnativa); invero, la citata griglia di valutazione distingue chiaramente da un lato i titoli e le esperienze valutabili in relazione al candidato a responsabile del servizio di prevenzione e protezione, dall’altro il titolo (“coordinatore in fase di esecuzione”) riferibile al professionista candidato alle ulteriori attività di consulenza, talché i primi devono essere posseduti dal professionista indicato quale RSPP, e non da uno qualsiasi dei professionisti appartenenti all’impresa, mentre il secondo deve essere posseduto dal candidato alla consulenza tecnica in materia ingegneristica (e, anche qui, non da un qualsiasi componente della squadra di professionisti appartenente alla dotazione organica dell’impresa). I predetti titoli, infatti, intanto rilevano in quanto la professionalità ad essi corrispondente sia effettivamente praticabile in sede di esecuzione dell’incarico, e la garanzia di praticabilità è data dal fatto che essi facciano parte del curriculum del professionista effettivamente adibito al servizio tecnico messo in gara, professionista che, ai sensi della lex specialis e del d.lgs. n. 81/2008, non può che essere il RSPP o, al massimo, il RSPP ed un distinto soggetto che sia consulente in materia ingegneristica.

Ciò significa che, in forza della lex specialis di gara, le qualificazioni di esperto in acustica ambientale, di tecnico di prevenzione incendi, di docente formatore in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro e per operatori cimiteriali, di certificatore energetico e di esperto per le verifiche di impianti termici rilevano in quanto siano possedute dal professionista designato quale responsabile del servizio di prevenzione e protezione oggetto di gara.

Rileva al riguardo la disciplina di cui al d.lgs. n. 81/2008, laddove definisce il responsabile del servizio di prevenzione e protezione come “persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi” (art. 2, lett. f, del d.lgs. n. 81/2008), laddove stabilisce che il datore di lavoro non può delegare la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (art. 17), e laddove precisa che “le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative” (art. 32, comma 1).

Ne deriva che la contestata scelta di individuare il responsabile del servizio di prevenzione e protezione in una persona fisica e l’apprezzamento, in termini di punteggio, di titoli ulteriori rispetto a quelli minimi richiesti dall’art. 32, comma 2, del d.lgs. n. 81/1990 per lo svolgimento delle funzioni di RSPP, trova un supporto legislativo.

Sotto quest’ultimo profilo, peraltro, la valutazione degli ulteriori titoli è giustificata dalle variegate attività che vedono come datrice di lavoro l’Azienda speciale Pluriservizi Viareggio, alla quale fanno capo le prestazioni delle farmacie, del centro cottura, dei cimiteri, dei refettori, ecc.: la ragguardevole molteplicità delle tipologie dei luoghi di lavoro e dei connessi rischi, cui deve fare riferimento il servizio oggetto della gara, trova riscontro negli artt. 4 e 5 del capitolato speciale.

Tali conclusioni non sono smentite dai chiarimenti forniti, in pendenza del procedimento selettivo, dalla stazione appaltante alla ricorrente, circa la possibilità di indicare, nel modello 1, i dati dei professionisti (e non di uno solo) che in caso di aggiudicazione sono destinati a prestare la propria opera (documento n.11 prodotto in giudizio da Selin). Invero la lex specialis ammette la possibilità che il candidato a responsabile del servizio di prevenzione e protezione sia distinto dal soggetto designato quale consulente in materia ingegneristica (si veda l’ultimo dei prefissati criteri di valutazione, esplicitamente posto ad esclusivo riferimento del candidato alle ulteriori consulenze), ovvero ammette che i professionisti incaricati di svolgere le attività siano due, e non necessariamente uno.

Appare quindi coerente, rispetto a quanto sopra esposto, la richiesta di ASP, indirizzata alla deducente, di precisare ai fini della valutazione dell’offerta quale, dei tre soggetti indicati nell’offerta, sia destinato all’incarico di RSPP (documento n. 12 dell’Azienda resistente).

Né appare ipotizzabile una penalizzazione ai danni delle società di capitali come Selin, in quanto quest’ultime possono comunque proporre, attingendo dalla propria dotazione organica, il soggetto ritenuto più qualificato in relazione alla tipologia di rischi cui fa riferimento la lex specialis di gara.

In ogni caso, la censura in esame non potrebbe essere accolta nemmeno accedendo alla tesi secondo cui i criteri di valutazione andrebbero riferiti non ad un unico RSPP, ma a tutti i professionisti designati e idonei al ruolo di responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

Infatti, anche se la commissione di gara valorizzasse, in termini di punteggio, i titoli vantati da tutti e tre i soggetti indicati nell’offerta di Selin s.r.l. quali RSPP, quest’ultima non otterrebbe comunque un punteggio tale da sopravanzare nella graduatoria di gara l’attuale aggiudicataria (in tale evenienza, infatti, Selin s.r.l. beneficerebbe di 5 punti in più per l’offerta tecnica, ovvero di 46 punti complessivi, che la porterebbero al secondo posto, in posizione posta comunque a ragguardevole distanza dalla prima classificata).

5. Ciò in quanto, relativamente alla prova di resistenza fornita nelle pagine 24 e 25 del ricorso:

a) in relazione al primo criterio (“avere già ricoperto in Pubbliche Amministrazioni l’incarico come R.S.P.P.: 1 punto per ogni anno di esperienza fino ad un massimo di 5 punti”), rispetto al quale la ricorrente ha indicato il RSPP Eleonora Tomasselli, le sono stati assegnati 4 punti (che corrispondono a quelli ritenuti equi dall’interessata);

b) in relazione al secondo criterio (“comprovata esperienza nel campo dei servizi di prevenzione e protezione con particolare riferimento agli obblighi derivanti dalla corretta applicazione del d.lgs. n. 81/2008: 2 punti ogni 2 anni di esperienza oltre i 2 obbligatori”), rispetto al quale la ricorrente ha indicato come RSPP Eleonora Tomaselli (avente 5 anni di esperienza), gli anni valutabili sono solo quelli eccedenti i primi 2 obbligatori, ovvero sono valutabili 3 anni, per i quali il punteggio spettante è 2, come correttamente ritenuto dalla commissione di gara (la pretesa dell’interessata di avere per il criterio in questione 6 punti è manifestamente infondata);

c) in relazione al terzo criterio (“esperto in acustica ambientale: punti 5 da oltre 5 anni”), rispetto al quale la ricorrente ha indicato l’ingegner Leonardo Negro, privo della qualificazione di RSPP e munito solo di quella di consulente, la commissione ha giustamente attribuito zero punti, in quanto il predetto titolo di esperto non viene rivestito né dal soggetto designato quale RSPP per l’incarico in questione (Eleonora Tomaselli), né da uno degli altri RSPP indicati nell’offerta (Roberto Lopresti e Silvia Nocci); pertanto non spettano i 5 punti rivendicati dalla deducente;

d) in relazione al quarto criterio (“tecnico di prevenzione incendi ed iscritto negli elenchi ministeriali di cui al d.p.r. n. 51/2011: punti 2 ogni 2 anni di esperienza”), rispetto al quale Selin ha indicato l’Ingegner Pierluigi Poggetti, privo della qualificazione di RSPP e munito solo di quella di consulente, la commissione ha giustamente attribuito zero punti, in quanto il predetto titolo non viene rivestito né dal soggetto designato quale RSPP per l’incarico in questione (Eleonora Tomaselli), né da uno degli altri RSPP indicati nell’offerta (Roberto Lopresti e Silvia Nocci); pertanto non spettano i 10 punti rivendicati dalla deducente;

e) in relazione al quinto criterio (“docente formatore in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro: punti 5 se qualificato, punti 0 se qualifica assente”), rispetto al quale la ricorrente ha indicato il dottor Roberto Lopresti (uno dei tre soggetti avente la qualificazione di RSPP), la commissione non le ha attribuito nessun punto; accedendo alla tesi della deducente ed ammesso che effettivamente il suddetto professionista sia qualificato quale docente, spetterebbero invece 5 punti;

f) in relazione al sesto criterio (“docente formatore per operatori cimiteriali, comprovato da idonea documentazione: punti 10 se qualificato, punti 0 se qualifica assente”), rispetto al quale la società istante ha indicato il legale rappresentante Michele Cicerone, la commissione ha giustamente attribuito zero punti, in quanto il predetto titolo non viene rivestito né dal soggetto designato quale RSPP per l’incarico in questione (Eleonora Tomaselli), né da uno degli altri RSPP indicati nell’offerta (Roberto Lopresti e Silvia Nocci); pertanto non spettano i 10 punti pretesi dalla deducente;

g) in relazione al settimo criterio (“certificatore energetico ai sensi del decreto 145/2013: punti 5 se qualificato, punti 0 se qualifica assente”), rispetto al quale Selin ha indicato l’Ing. Riguccio Soci, la commissione ha giustamente attribuito zero punti, in quanto il predetto titolo non viene rivestito né dal soggetto designato quale RSPP per l’incarico in questione (Eleonora Tomaselli), né da uno degli altri RSPP indicati nell’offerta (Roberto Lopresti e Silvia Nocci); pertanto non spettano i 5 punti rivendicati dalla deducente;

h) in relazione all’ottavo criterio (“esperto per le verifiche di impianti termici: punti 5 se qualificato, punti 0 se qualifica assente”), rispetto al quale la ricorrente ha indicato il signor Franco Ricci (non inserito, in sede di richiesta di ammissione alla gara, nemmeno tra i professionisti destinati a svolgere le attività, di RSPP o di consulenza, oggetto dell’incarico –allegato n. 1 del documento n. 6 depositato in giudizio dall’Azienda intimata-), la commissione ha giustamente attribuito zero punti, in quanto il predetto titolo di esperto non viene rivestito né dal soggetto designato quale RSPP per l’incarico in questione (Eleonora Tomaselli), né da uno degli altri RSPP indicati nell’offerta (Roberto Lopresti e Silvia Nocci); pertanto non spettano i 10 punti rivendicati dalla deducente;

i) in relazione al nono criterio (“coordinatore in fase di esecuzione, unico criterio riferito al professionista candidato per lo svolgimento delle ulteriori attività di consulenza: punti 5 se qualificato, punti 0 se qualifica assente”), rispetto al quale l’interessata ha indicato l’ing. Riguccio Soci, la commissione ha attribuito 5 punti, non contestati.

6. Con il terzo motivo l’istante deduce che la commissione ha, in fase di ammissione delle offerte, disapplicato o modificato il contenuto della lex specialis, come risulterebbe dal verbale n. 2.

Il rilievo non ha alcun pregio.

La commissione di gara ha interpretato l’art. 9 della lettera invito alla luce del principio di tassatività delle cause di esclusione sancito dall’art. 46, comma 1 bis, del d.lgs. n. 163/2006, ed ha quindi deciso di esercitare il soccorso istruttorio, anziché procedere all’estromissione dalla selezione dello Studio associato Delta e dello Studio Bertacca Engineering.

Come visto nella trattazione del primo motivo, trattasi di legittima applicazione della citata norma e dell’art. 39 del d.l. n. 90/2014.

7. Con la quarta censura l’esponente lamenta che i criteri di valutazione prevedono l’assegnazione di punteggi a qualità soggettive, e non valorizzano il profilo oggettivo delle offerte; aggiunge che essi penalizzano la partecipazione alla gara dei soggetti aventi forma societaria, omettendo di considerare i requisiti e le capacità dell’intera società concorrente.

La doglianza è infondata.

Alla stregua di una consolidata e convincente giurisprudenza, comunitaria e nazionale, costituisce principio generale regolatore delle gare pubbliche quello che vieta la commistione fra i criteri soggettivi di pre-qualificazione e quelli oggettivi afferenti alla valutazione dell'offerta ai fini dell'aggiudicazione.

Detto canone operativo, che affonda le sue radici nell'esigenza di aprire il mercato premiando le offerte più competitive ove presentate da imprese comunque affidabili, unitamente al canone di par condicio che osta ad asimmetrie pregiudiziali di tipo meramente soggettivo, trova in definitiva il suo sostanziale supporto logico nel bisogno di tenere separati i requisiti richiesti per la partecipazione alla gara da quelli che invece attengono all'offerta e all'aggiudicazione (cfr., ex plurimis, Consiglio Stato, sez. V, 14 ottobre 2008 , n. 4971).

Senonché, spesso il filo che separa il canone oggettivo di valutazione dell'offerta ed il requisito soggettivo del competitore è particolarmente sottile, stante la potenziale idoneità dei profili di organizzazione soggettiva a riverberarsi sull'affidabilità e sull'efficienza dell'offerta e, quindi, della prestazione.

Ciò chiarito, ritiene il Collegio che il divieto di commistione fra criteri soggettivi e oggettivi afferenti alla valutazione dell'offerta ai fini dell'aggiudicazione non risulta eluso o violato allorché gli aspetti organizzativi o le professionalità risultanti dal curriculum personale sono destinati ad essere apprezzati quale garanzia della migliore prestazione del servizio, come elementi, cioè, incidente sulle modalità esecutive dello specifico servizio e, quindi, come parametri afferenti alle caratteristiche oggettive dell'offerta (Cons. Stato, VI, 15.12.2010, n. 8933; idem, sez. V, 25.6.2010, n. 4086).

Orbene, nel caso di specie il possesso dei titoli indicati dalla lettera invito come meritevoli di punteggio rileva non quale requisito soggettivo in se stesso, ma quale elemento di garanzia di maggiore professionalità, utile per fronteggiare la variegata tipologia di rischi corrispondente ai molteplici luoghi di lavoro in cui la stazione appaltante opera, e quindi suscettibile di riverberarsi positivamente sulla qualità delle prestazioni richieste all’aggiudicatario. Ciò nella prospettiva di premiare quei concorrenti che, per titoli ed esperienze, dimostrino capacità e requisiti professionali tali da rendere la loro offerta più aderente alla natura dei rischi concretamente presenti sul luogo di lavoro.

Gli articolati parametri di attribuzione dei punteggi costituiscono quindi, coerentemente con l'art. 83 del d.lgs n. 163/2006, validi criteri di valutazione dell'offerta in quanto pertinenti "alla natura, all'oggetto e alle caratteristiche del contratto".

Priva di pregio è la parte della censura incentrata sull’indebita penalizzazione che subirebbero, per effetto dei contestati criteri di valutazione dell’offerta tecnica, i soggetti costituiti in forma societaria.

In punto di fatto depone in senso contrario a tale tesi la circostanza che aggiudicataria è una società; sotto altro profilo il Collegio ribadisce che le società possono comunque proporre, attingendo dalla propria dotazione organica, il soggetto ritenuto più qualificato in relazione alla tipologia di rischi ed alle specifiche esigenze e peculiarità cui fa riferimento la lex specialis di gara.

In conclusione, il ricorso deve essere respinto sia nella domanda di annullamento, sia nella domanda di risarcimento del danno.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate come indicato nel dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge.

Condanna la ricorrente a corrispondere all’Azienda speciale Pluriservizi di Viareggio ed allo Studio Bertacca Engineering s.r.l. la somma di euro 2.000 (duemila), oltre accessori di legge, per ciascuno, a titolo di spese e onorari di giudizio. Nulla per le spese nei confronti dei controinteressati non costituiti in giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 27 gennaio 2016 con l'intervento dei magistrati:

Armando Pozzi, Presidente

Bernardo Massari, Consigliere

Gianluca Bellucci, Consigliere, Estensore

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
 
 
 
 
 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 25/02/2016

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)