Giustizia Amministrativa

N. 02242/2015 REG.RIC.

N. 01091/2015 REG.PROV.CAU.

N. 02242/2015 REG.RIC.           

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REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 2242 del 2015, proposto dalla Regione Puglia, in persona del Presidente p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Maria Liberti, con domicilio eletto presso la delegazione romana della Regione Puglia in Roma, Via Barberini n. 36;


contro

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dell'Interno, Ministero dello Sviluppo Economico, in persona dei rispettivi Ministri p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;

nei confronti di

Società TAP - Trans Adriatic Pipeline Ag Italia, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Fabio Cintioli, Luca Alberto Clarizio, Marco Lancieri e Francesco Cantobelli, con domicilio eletto presso Fabio Cintioli in Roma, Via Vittoria Colonna, 32;

per l'annullamento

previa sospensione dell'efficacia,

della nota prot. n. 39846/2014 con cui il ministero ha ritenuto 'superata' la prescrizione a. 13) del decreto di compatibilita' ambientale d.m. 0000223/2014 inerente la necessita' dell'acquisizione del nulla osta di fattibilita' (n.o.f.) relativo al pipeline receiving terminal da parte del comitato tecnico regionale della puglia del min. interno (trans adriatic pipeline)


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dell'Interno e del Ministero dello Sviluppo Economico e della Soc Trans Adriatic Pipeline Ag Italia (TPA);

Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 11 marzo 2015 il dott. Claudio Vallorani e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


PREMESSO che la Regione Puglia pone a fondamento del gravame proposto la ritenuta applicabilità delle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 334 del 1999 (c.d. “disciplina Seveso” per la prevenzione di incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose e a limitarne le conseguenze per l'uomo e per l'ambiente), limitatamente a quella peculiare porzione del gasdotto TAP, “Trans Adriatic Pipeline”, DN 900 (36”) – incluso nella Rete Nazionale dei Gasdotti per il trasporto del gas naturale e collocata tra le infrastrutture strategiche ai sensi del D.M. MISE 19.11.2011, n. 57544 – costituita dal terminale di ricezione del gasdotto (c.d. PRT), da localizzare nel territorio del Comune di Meledugno, con la funzione di consentire la trasmissione del gas dalla condotta alla rete Snam Rete gas;

RITENUTO che le posizioni assunte dal Ministero dell’Interno (note del 24.9.2014 e del 25.11.2014, docc. 7 e 10 TPA) e dal Ministero dell’Ambiente con la nota impugnata del 2.12.2014, confermata dalla determinazione conclusiva della Conferenza di servizi del MISE del 3.12.2014 (doc. 2 TPA), si fondano sul dato emergente dall’art. 4, comma 1, del D.lgs. n. 334 del 1999 secondo il quale sono esclusi dall’ambito applicativo della “disciplina Seveso” “…d) il trasporto di sostanze pericolose in condotta, comprese le stazioni di pompaggio, al di fuori degli stabilimenti di cui all' articolo 2 , comma 1”;

CONSIDERATO, quanto al “fumus boni juris” che, ad un primo e sommario esame delle vicenda, appare allo stato controverso quanto sostenuto dalla Regione ricorrente in merito alla riconducibilità del PRT al concetto di “stabilimento” ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. a) D.lgs. n. 334 del 1999, elemento di decisiva importanza ai fini dell’applicabilità della disciplina “de quo”;

RILEVATO, in ogni caso, che non sono ravvisabili, in questa fase, i presupposti del pericolo di pregiudizio irreparabile in quanto, a causa della mancata intesa Stato - Regione, è ancora “in fieri” il procedimento di autorizzazione unica ex art. 52 – quinquies, comma 2, D.P.R. n. 327 del 2001 (relativo all’apertura ed esercizio del gasdotto) e gli atti del procedimento sono stati rimessi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ex art. 14 ter L. 241 del 1990, dinnanzi alla quale le stesse doglianze della Regione, in ordine all’applicabilità del D.lgs. n. 334 del 1999, potranno essere nuovamente valutate;

RITENUTO, per quanto precede, di non poter accogliere l’istanza cautelare proposta;

le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza):

- respinge l’istanza cautelare proposta;

- condanna la Regione Puglia, in persona del Presidente p.t., alla refusione degli onorari di fase da corrispondere, rispettivamente, all’Amministrazione e alla Trans Adriatic Pipeline AG Italia, che liquida forfettariamente in Euro 800,00 (ottocento/00) in favore di ciascuna di esse, oltre Iva, Cassa Avvocati ed oneri tutti di legge.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 11 marzo 2015 con l'intervento dei magistrati:

Francesco Corsaro, Presidente

Daniele Dongiovanni, Consigliere

Claudio Vallorani, Referendario, Estensore

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
 
 
 


DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 12/03/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)