Giustizia Amministrativa

N. 00654/2010 REG.RIC.

N. 01316/2015 REG.PROV.COLL.

N. 00654/2010 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 654 del 2010, proposto da:
Damir S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Giuseppe Mazzarella e Alessandro Maggio, con domicilio eletto presso lo studio del primo sito in Palermo, Via Caltanissetta 1;

contro

Comune di Caltanissetta, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Giorgio Cannata, con domicilio presso la Segreteria del Tar sita in Palermo, Via Butera, 6;

per la domanda di risarcimento danni conseguenti al silenzio inadempimento sulla richiesta di approvazione del piano generale di impianti pubblicitari.


Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Caltanissetta;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 29 aprile 2015 il cons. Nicola Maisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO

Con ricorso notificato in data 15 aprile 2010, e depositato il successivo 20 aprile, la società ricorrente ha chiesto che il Comune di Caltanissetta venga condannato a risarcirle i danni che le sarebbero stati cagionati dalla mancata tempestiva adozione del Piano degli Impianti Pubblicitari, ritardo che ha determinato l’impossibilita per la DAMIR s.r.l. di ottenere l’autorizzazione alla istallazione di impianti pubblicitari nel comune di Caltanissetta.

Si è costituito il comune di Caltanissetta che, con memoria, ha rilevato l’assenza di colpa da parte della stessa amministrazione locale, ha contestato la quantificazione del danno operata da parte ricorrente, ritenendola indimostrata ed apodittica, ed ha comunque eccepito la prescrizione del risarcimento richiesto.

Alla pubblica udienza di discussione il ricorso è stato posto in decisione.

DIRITTO

Con il presente ricorso parte ricorrente chiede il risarcimento dei danni subiti in conseguenza del ritardo con il quale il Comune di Caltanissetta ha adottato il Piano degli Impianti Pubblicitari; in particolare assume di essere un operatore del settore e che, nel tempo, le sono state respinte varie richieste di istallazione di impianti pubblicitari, proprio sul presupposto della mancanza di detto piano, che è stato adottato solo nel 2010, con ritardo anche rispetto alla sentenza di questo Tribunale n. 1555/2008, con cui è stato acclarato l’inadempimento del Comune.

Ciò premesso, rileva il Collegio che, nella presente fattispecie, si rinvengano tutti i presupposti necessari per la configurazione di un illecito aquiliano.

Su un piano oggettivo, il comportamento inadempiente del comune di Caltanissetta è stato già accertato con la sentenza, passata in giudicato, di questo Tribunale n. 1555/2008, ed inoltre non sembra possa facilmente essere messo in discussione dai fatti che hanno caratterizzato la presente vicenda, come ricostruiti dalla stessa difesa del Comune.

Invero, se appare certamente ragionevole ed opportuno effettuare la ricognizione ed il censimentodegli impianti esistenti,prima di procedere all’adozione del Piano degli Impianti Pubblicitari, non è ammissibile che l'adempimento richieda svariati anni, paralizzando nelle more la possibilità di rilasciare alcuna autorizzazione che, secondo la stessa memoria del Comune, è stata interdetta già a partire dal 1989.

Anche in considerazione di alcune considerazioni sviluppate dal Comune di Caltanissetta, è bene precisare che non viene messa in discussione la correttezza dei provvedimenti dell’amministrazione con i quali sono state negate le autorizzazioni alla istallazione di impianti pubblicitari, in mancanza dell’adozione del relativo piano, ma il fatto di non averlo adottato tempestivamente; anzi proprio l’impossibilità di rilasciare autorizzazioni, in assenza di piano, costituisce una delle ragioni per le quali la prolungata inerzia del Comune ha determinato il danno lamentato dalla ricorrente.

La colpa del Comune per tale inerzia deriva dall’ingiustificato lungo lasso di tempo trascorso per l’adozione del Piano, per quanto possa ritenersi impegnativo l’espletamento del relativo procedimento; peraltro risulta decisivo il fatto che tale Piano non è stato adottato neanche dopo l’inoltro della diffida da parte del ricorrente, che ha generato il giudizio sul silenzio-inadempimento e la conseguente sentenza di questo Tribunale n. 1555/2008, nei termini ivi assegnati.

Da ultimo non è discutibile che l’inerte comportamento tenuto dal Comune di Caltanissetta abbia provocato un danno alla ricorrente che, essendo un operatore del settore, non ha avuto la possibilità di espandere la sua attività nel predetto Comune, come è dimostrato dalle diverse richieste di autorizzazione presentate, e respinte – per assenza del piano –, per l’istallazione di impianti pubblicitari.

Diversa, e più complessa, è la questione della quantificazione del danno subito dalla ricorrente.

In ricorso viene operata una quantificazione del danno subito prendendo in considerazione i ricavi che la società avrebbe tratto dall’ipotetica autorizzazione di tutti gli impianti per i quali era stata richiesta, negli anni in cui è perdurato l’inadempimento.

Il criterio seguito non è però condivisibile, per svariate ragioni.

In primo luogo dovrebbe essere, tutt’al più, preso in considerazione l’utile d’impresa, e non i ricavi; inoltre risulta eccessivamente ottimistica, ma non necessariamente reale, l’ipotesi del pieno costante utilizzo degli impianti in ipotesi autorizzati; infine - ed il dato appare decisivo a smentire l’impostazione di fondo del criterio indicato da parte ricorrente - il comportamento in ragione del quale viene proposto il presente giudizio risarcitorio non è l’illegittimo diniego di autorizzazioni, ma la mancata tempestiva adozione del provvedimento generale, in assenza del quale non è stato possibile ottenerle.

Conseguentemente risulta sostanzialmente impossibile ricostruire ex post quali autorizzazioni sarebbero state chieste, ed accordate, alla società ricorrente, ove il Piano Impianti fosse stato adottato tempestivamente dal Comune di Caltanissetta.

E’ invece possibile, sulla base della consolidata giurisprudenza in materia, delimitare il periodo temporale per il quale può essere riconosciuto il risarcimento dei danni richiesto dalla ricorrente.

Invero la giurisprudenza amministrativa ha chiarito che il risarcimento dei danni per il ritardo dell’amministrazione nell’adozione di un provvedimento dovuto può essere richiesto esclusivamente nelle ipotesi in cui sia stato previamente accertato e dichiarato, dal Giudice, il silenzio inadempimento dell’amministrazione (Cons. di Stato, III, 23 aprile 2015 n. 2040; Cons. di Stato 1° luglio 2014 n. 3295; T.A.R. Lombardia, Milano, I, 12 gennaio 2011 n. 35).

Da ciò consegue, a parere del Collegio, che, affinché possano essere presi in considerazione, a fini risarcitori, i periodi di tempo in cui è perdurato l’inadempimento dell’amministrazione, è necessario che ricorrano tutte le condizioni necessarie per il suo accertamento (Vedasi C.G.A. Reg. Sicilia sent. n. 1160 del 31 dicembre 2007, che conferma T.A.R. Catania, Sez. II, 9 marzo 2007 n. 459, secondo cui nel caso in cui il Comune non ha provveduto ad adottare il piano generale degli impianti pubblicitari entro il termine previsto dall'art. 2, comma 3, L. n. 241/1990, il soggetto che ha presentato inutilmente la domanda di autorizzazione all'installazione di un impianto può chiedere il risarcimento dei danni causati dal protrarsi dello stato di incertezza sulla realizzazione degli impianti, ma la relativa domanda presuppone che il Comune stesso sia rimasto inerte anche dopo l'intervenuto accertamento in sede giurisdizionale del silenzio dell'Amministrazione).

Nella fattispecie per cui è causa, l’azione per far valere l’inadempimento del Comune – in effetti esperita dalla società ricorrente – poteva essere proposta solo a seguito dell’inoltro di una diffida, non tempestivamente riscontrata, sulla base della normativa allora vigente; sicché solo l’infruttuosa scadenza del termine indicato nella diffida determina la possibilità di far dichiarare l’inadempimento dell’amministrazione, e quindi il suo rilievo a fini risarcitori.

Ove, in ipotesi, l’amministrazione avesse adempiuto nel termine indicato nella diffida, l’interessato non avrebbe potuto proporre l’azione per l’accertamento del silenzio rifiuto, e conseguentemente la successiva azione risarcitoria.

E’ bene chiarire che non costituisce oggetto di esame da parte di questo Collegio, in quanto non rilevante per il presente giudizio, la perdurante compatibilità di quanto affermato con le modifiche in materia intervenute con l’art. 31 c.p.a. e gli artt. 2 e 2 bis della legge 241/1990 (come risultanti a seguito della legge n. 69/2009).

Conseguentemente deve ritenersi che il diritto al risarcimento dei danni richiesti da parte ricorrente sia ammissibile per il periodo decorrente dalla scadenza del termine indicato nell’atto di diffida inoltrato al Comune - strumentale alla proposizione dell’azione per l’accertamento del silenzio rifiuto - e fino alla adozione del Piano da parte del medesimo Comune.

Delimitato il periodo temporale per il quale può essere accolta la domanda risarcitoria proposta nel presente giudizio, risulta evidentemente superata l’eccezione di prescrizione parziale sollevata dalla difesa del Comune, relativa a periodi precedenti.

Tutto ciò considerato, in assenza di elementi certi per la quantificazione del danno subito dalla ricorrente, per il periodo temporale specificato – alla luce di quanto già precisato – ritiene il Collegio di poter fare ricorso al potere di quantificazione equitativa, ed in concreto di ritenere equo quantificare tale danno in €. 20.000,00 (ventimila).

In conclusione, il ricorso deve essere accolto e per l’effetto condannato il Comune di Caltanissetta a corrispondere alla ricorrente la somma di €. 20.000,00 oltre rivalutazione ed interessi legali, decorrenti dal giorno in cui è venuto meno il comportamento illecito del Comune, e quindi da quello in cui è stato adottato il Piano Generale degli Impianti Pubblicitari.

Le spese del giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei limiti e nei sensi indicati in motivazione.

Condanna il Comune di Caltanissetta al pagamento delle spese processuali che liquida, in favore di parte ricorrente, in €. 2.000,00, oltre accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 29 aprile 2015 con l'intervento dei magistrati:

Calogero Ferlisi, Presidente

Nicola Maisano, Consigliere, Estensore

Lucia Maria Brancatelli, Referendario

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
 
 
 
 
 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 05/06/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)