Giustizia Amministrativa

Pubblicato il 16/04/2018

N. 02241/2018REG.PROV.COLL.

N. 08860/2017 REG.RIC.

N. 09330/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ai sensi degli artt. 38 e 60 c.p.a.
sul ricorso numero di registro generale 8860 del 2017, proposto dalla Regione Veneto, in persona del Presidente della Giunta Regionale pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Emanuele Mio, dall’Avvocato Ezio Zanon e dall’Avvocato Andrea Manzi, con domicilio eletto presso lo studio dello stesso Avvocato Andrea Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, n. 5;

contro

Samsung Electronics Italia s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Marco Albanese e dall’Avvocato Eugenio Picozza, con domicilio eletto presso lo studio dello stesso Avvocato Eugenio Picozza in Roma, via di S. Basilio, n. 61;

nei confronti

Azienda Zero, in persona del Commissario straordinario pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Chiara Cacciavillani, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avvocato Franco Gaetano Scoca in Roma, via Giovanni Paisiello, n. 55;
Techosp s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Giorgio Trovato, dall’Avvocato Alessandro Pizzato e dall’Avvocato Michela Reggio d’Aci, con domicilio eletto presso lo studio dello stesso Avvocato Michela Reggio d’Aci in Roma, via degli Scipioni, n. 288;
dott.ssa Simona Aurelia Bellometti, non costituita in giudizio;
dott.ssa Silvia Visentin, non costituita in giudizio;
ing. Michele Tenan, non costituito in giudizio;
Regione del Veneto – Direzione Strumentali SSR – CRAV, non costituita in giudizio;
Regione del Veneto – Unità Organizzativa A.C. SSR – CRAV, non costituita in giudizio;



sul ricorso numero di registro generale 9330 del 2017, proposto da Techosp s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Giorgio Trovato, dall’Avvocato Alessandro Pizzato e dall’Avvocato Michela Reggio d’Aci, con domicilio eletto presso lo studio dello stesso Avvocato Michela Reggio d’Aci in Roma, via degli Scipioni, n. 288;

contro

Samsung Electronics Italia s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Marco Albanese e dall’Avvocato Eugenio Picozza, con domicilio eletto presso lo studio dello stesso Avvocato Eugenio Picozza in Roma, via di S. Basilio, n. 61;
Regione Veneto, in persona del Presidente della Giunta Regionale pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato Emanuele Mio, dall’Avvocato Ezio Zanon e dall’Avvocato Andrea Manzi, con domicilio eletto presso lo studio dello stesso Avvocato Andrea Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, n. 5;

nei confronti

dott.ssa Simona Aurelia Bellometti, non costituita in giudizio;
dott.ssa Silvia Visentin, non costituita in giudizio;
ing. Michele Tenan, non costituito in giudizio;
Regione del Veneto – Direzione Strumentali SSR – CRAV, non costituita in giudizio;
Regione del Veneto – Unità Organizzativa A.C. SSR – CRAV, non costituita in giudizio;

per la riforma

quanto al ricorso n. 8860 del 2017 e al ricorso n. 9330 del 2017:

della sentenza n. 1089 del 29 novembre 2017 del T.A.R. per il Veneto, sez. III, resa tra le parti, con la quale è stato accolto il secondo motivo del ricorso proposto da Samsung Electronics Italia s.p.a. in primo grado ed è stato annullato, per la manifesta irragionevolezza della presupposta valutazione, il provvedimento della Regione Veneto, recante l’esclusione della stessa Samsung dalla procedura aperta per la fornitura di ecografi per il fabbisogno delle Aziende Sanitarie della Regione Veneto.


visti i ricorsi in appello e i relativi allegati;

visti gli atti di costituzione, nei rispettivi giudizî qui riuniti, della Regione Veneto, di Azienda Zero, di Techosp s.r.l. e di Samsung Electronics Italia s.p.a.;

viste le memorie difensive;

visti tutti gli atti della causa;

relatore nella camera di consiglio del giorno 15 marzo 2018 il Consigliere Massimiliano Noccelli e uditi per la Regione Veneto, odierna appellante, l’Avvocato Andrea Reggio d’Aci, su delega dichiarata dell’Avvocato Andrea Manzi, per l’Azienda Zero l’Avvocato Chiara Cacciavillani, per Techosp s.r.l., altra odierna appellante, l’Avvocato Giorgio Trovato e per Samsung Electronics Italia s.p.a., appellante incidentale, l’Avvocato Marco Albanese e l’Avvocato Eugenio Picozza;

sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 c.p.a.;


1. Con il decreto n. 19 del 7 ottobre 2016 del Direttore dell’Unità Organizzativa Acquisti Centralizzati SSR della Regione Veneto è stata indetta una gara, da espletarsi con procedura aperta, per la stipula di una convenzione quadro per la fornitura di ecografi per i fabbisogni delle Aziende Sanitarie della Regione Veneto.

1.1. La gara è stata suddivisa in 11 lotti funzionali tra i quali, per quanto qui nello specifico rileva, il lotto n. 9, avente ad oggetto l’ecografo per uso ostetrico-ginecologico top di gamma.

1.2. Alla gara hanno preso parte l’odierna appellante principale, Techosp s.r.l., l’odierna appellante incidentale Samsung Electronics Italia s.p.a. (di qui in avanti, per brevità, Samsung) e Philips s.p.a.

1.3. Con il decreto n. 39 del 7 marzo 2017 è stata nominata la commissione giudicatrice.

1.4. Nella seduta dell’8 maggio 2017 la commissione si è ritrovata per l’effettuazione delle prove pratiche, alla presenza degli specialist inviati dalle imprese partecipanti alla gara.

1.5. All’esito delle prove pratiche, preso atto che per il gruppo di parametri relativo alla “Qualità della prova” Samsung aveva ottenuto un punteggio pari a 3,5 punti, inferiore alla soglia minima di 6 punti prevista dalla lex specialis, la commissione giudicatrice l’ha esclusa dalla gara.

1.6. Completata la fase dell’esame qualitativo con l’esclusione di Samsung, infine, la procedura si è conclusa con il decreto n. 146 dell’8 agosto 2017 della Giunta regionale, che ha aggiudicato la fornitura a Techosp s.r.l.

2. Avverso l’atto della propria esclusione e tutti gli atti di gara presupposti e successivi, sino all’aggiudicazione in favore di Techosp s.r.l., Samsung ha proposto ricorso avanti al T.A.R. per il Veneto, deducendo quattro motivi di censura, e ne ha chiesto l’annullamento, previa sospensione, con la conseguente riammissione in gara.

2.1. Si sono costituiti per resistere al ricorso nel primo grado del giudizio sia l’Azienda che la controinteressata Techosp s.r.l, quest’ultima proponendo, altresì, ricorso incidentale avverso l’ammissione di Samsung in gara.

2.2. All’esito del giudizio, con la sentenza n. 1089 del 29 novembre 2017, il T.A.R. per il Veneto ha respinto il ricorso incidentale, proposto da Techosp s.r.l., mentre ha accolto il ricorso principale, proposto da Samsung, relativamente al secondo motivo, con conseguente annullamento degli atti impugnati, mentre ha respinto gli altri motivi.

3. Avverso tale sentenza, nella parte in cui ha accolto il ricorso di Samsung, hanno proposto separati appelli, rispettivamente rubricati al R.G. n. 8860/2017 e al R.G. n. 9330/2017, sia la Regione Veneto che l’aggiudicataria Techosp s.r.l., articolando diverse censure che di seguito saranno esaminate, e ne hanno chiesto, previa sospensione dell’esecutività, la parziale riforma, con la conseguente integrale reiezione del ricorso proposto in primo grado da Samsung.

3.1. In entrambi i giudizi si è costituita Samsung che, oltre a chiedere la reiezione degli appelli principali, ha a sua volta proposto appello incidentale avverso la sentenza nella parte in cui ha respinto talune delle censure proposte in primo grado.

3.2. Con l’ordinanza n. 339 del 19 gennaio 2018, il Collegio, dopo aver disposto, ai sensi dell’art. 96 c.p.a., la riunione dei due giudizî di appello promossi contro la medesima sentenza, ha stabilito l’integrazione del contraddittorio nei confronti dell’Azienda Zero in capo alla quale, ai sensi dell’art. 32 della L.R. n. 30 del 30 dicembre 2016 e in forza della DGRV n. 1940 del 27 novembre 2017, è stata trasferita la Centrale Regionale Acquisti e ha fissato la nuova camera di consiglio del 15 marzo 2018 per la trattazione della domanda cautelare, proposta dalle appellanti principali, a contraddittorio integro, riservandosi la facoltà, peraltro, di decidere la controversia con sentenza in forma semplificata, ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ove ne sussistessero i presupposti.

3.3. Si è costituita il 9 marzo 2018 Azienda Zero e ha fatto proprie le conclusioni rassegnate dalla Regione Veneto nel proprio atto di appello.

3.4. Nella camera di consiglio del 15 marzo 2018 il Collegio, ritenuto di poter decidere la controversia ai sensi dell’art. 60 c.p.a., con sentenza in forma semplificata, e udita la discussione di tutte le parti, che sul punto nulla hanno osservato, ha trattenuto la causa in decisione.

4. Gli appelli della Regione Veneto e di Techosp s.r.l., già riuniti, ai sensi dell’art. 96 c.p.a., con l’ordinanza n. 339 del 19 gennaio 2018, devono essere entrambi respinti.

5. Seguendo l’ordine logico delle questioni sollevate dagli odierni appellanti, anzitutto, devono essere prioritariamente esaminate le eccezioni formulate dall’appellante principale Regione Veneto con il primo motivo (14-18 del ricorso), lamentandosi con esso l’erronea reiezione, da parte del primo giudice, delle tre eccezioni sollevate in limine litis.

5.1. Il motivo va complessivamente respinto per avere correttamente il primo giudice, seppure con motivazione alquanto laconica, respinto dette eccezioni, in quanto, e rispettivamente:

a) con riferimento al primo profilo (pp. 14-15 del ricorso), inerente alla mancata tempestiva notifica del ricorso principale ad alcuno dei controinteressati e, in particolare, ai commissari di gara, detto motivo è infondato perché i commissari di gara, titolari di un ufficio, non sono controinteressati rispetto all’esito della gara o all’eventuale mantenimento della loro posizione all’interno della commissione, nemmeno quando venga appunto dedotta, come vizio, l’illegittima composizione della commissione giudicatrice o una eventuale situazione di incompatibilità di alcuni degli stessi commissari;

b) con riferimento al secondo profilo (pp. 15-16 del ricorso), inerente alla tardività della contestazione inerente alla composizione della commissione, il motivo va respinto perché, per la consolidata giurisprudenza di questo Consiglio di Stato (v., ex plurimis, Cons. St., sez. V, 16 gennaio 2015, n. 92), la illegittima composizione della commissione non è suscettibile di immediata impugnazione, in quanto priva di autonomia lesiva, ma può essere contestata solo all’esito della gara;

c) con riferimento al terzo profilo (pp. 17-18 del ricorso), inerente alla carenza di interesse per mancanza della prova di resistenza, il motivo è destituito di fondamento perché, come ha correttamente rilevato la sentenza impugnata, palese è l’interesse dell’odierna appellante incidentale, Samsung, ad ottenere la rinnovazione della prova pratica e a conseguire, ove lo meriti, un punteggio minimo che le consenta di accedere alla successiva fase della gara.

6. Deve essere ora esaminata la censura, mossa da Techosp s.r.l. alla sentenza impugnata con il primo motivo del proprio appello (pp. 8-14 del ricorso), in ordine all’erroneo rigetto, da parte del primo giudice, del ricorso incidentale escludente, proposto dalla stessa in primo grado per avere Samsung presentato, a suo avviso, un ecografo non dotato di software per la gestione dei mezzi di contrasto con tecnologia tridimensionale per la valutazione della pervietà tubarica.

6.1. Il primo giudice, deduce l’appellante principale, avrebbe a torto respinto il motivo di ricorso incidentale sulla scorta della dichiarazione del produttore, da Samsung depositata in giudizio, dalla quale si evincerebbe che l’ecografo sarebbe dotato di tale software, senza tuttavia apprezzare in modo critico tale dichiarazione, la quale dimostrerebbe solo che la versione 3.0. dell’ecografo di alta gamma WS80A avrebbe avuto come «dotazione di serie» questo software e che lo stesso, poi, sarebbe divenuto acquistabile e commercializzabile («purchasable») solo con la successiva versione 4.0.

6.2. In base a questa dichiarazione, assume però Techosp s.r.l., dovrebbe presumersi che l’inserimento del programma nella versione 3.0. sia avvenuto a titolo del tutto sperimentale, nell’ottica, appunto, della sua futura commercializzazione con la versione più evoluta dell’ecografo, ma senza alcuna garanzia per l’utente dell’apparecchio e, in ogni caso, dovrebbe escludersi che il software CEUS+ sia omologato per la versione 3.0. dell’ecografo WS80A.

6.3. La dichiarazione resa in giudizio da Samsung, in altri termini, non escluderebbe che quest’ultima abbia offerto in gara un ecografo WS80A, versione 3.0., privo della dotazione del software richiesto, con la conseguente erroneità della sentenza impugnata che, sul punto, si sarebbe adagiata acriticamente sul contenuto, non decisivo, prodotto da Samsung, peraltro, solo in giudizio e non in gara.

6.4. Il motivo va respinto.

6.5. Al Collegio non appare seriamente contestabile che il prodotto offerto da Samsung sia dotato del software in questione, proprio sulla base della dichiarazione effettuata dal produttore, il quale ha attestato che il macchinario è dotato del software CEUS + di serie e che tale software, in quanto appunto di serie, non è certo annoverabile tra i software opzionali da certificare in modo autonomo.

6.6. A fronte di tale inequivocabile dichiarazione, assistita da fede privilegiata e da presunzione di conformità, le censure dell’appellante principale si atteggiano quali mere supposizioni, sfornite di adeguato supporto logico-deduttivo, prospettandosi come mera eventualità quella secondo cui il prodotto potrebbe essere privo del software, eventualità, tuttavia, non degna di fede proprio per la chiara e inequivoca dichiarazione del produttore, non essendo del resto ammissibile una censura formulata in modo congetturale, quale è quella, in ultima analisi, che in questa sede Techosp s.r.l. intende far valere.

6.7. Di qui, conseguentemente, la corretta reiezione del ricorso incidentale statuita dalla sentenza impugnata, che sul punto va esente da censura.

7. Il T.A.R. per il Veneto, ciò premesso e venendo all’esame del merito, ha accolto la seconda censura con la quale Samsung ha dedotto in primo grado la manifesta irragionevolezza dei punteggi attribuiti alla sua offerta tecnica e, in particolare, alla prova pratica svolta sui pazienti (qualità della prova).

7.1. Dalla lettura degli atti, ha rilevato il primo giudice, emergerebbero profili di palese inattendibilità della valutazione dell’offerta tecnica presentata da Samsung, con particolare riferimento alla prova pratica effettuata sui pazienti.

7.2. Il giudizio formulato dalla commissione giudicatrice sull’ecografo Samsung Elite WS80 – reputato, in esito alla prova pratica sui pazienti, di difficoltoso utilizzo e di scarsa resa, con una carente qualità dell’immagine e l’attribuzione di soli 3,5 punti rispetto al minimo di 6 punti – è parso al Collegio di prime cure manifestamente inattendibile, considerato che, secondo quanto risulta dagli atti, tale ecografo si sarebbe di recente aggiudicato una importante gara per gli ecotomografi ginecologici – gara Arca per la Lombardia – e risulta utilizzato da primarie strutture ospedaliere, di fama nazionale ed europea.

7.3. Il T.A.R. per il Veneto ha ritenuto sorprendente, quindi,«come la commissione di gara, nel saggiare la qualità del prodotto attraverso una prova pratica sui pazienti, abbia potuto attribuirgli un punteggio tecnico così distante dal minimo e dalle valutazioni compiute da altre commissioni giudicatrici»

(p. 9 della sentenza impugnata).

8. La Regione Veneto, con il secondo motivo di appello (pp. 18-21 del ricorso), e Tecnosp s.r.l., con il secondo motivo di appello (pp. 15-23 del ricorso), contestano entrambe la valutazione, effettuata dal T.A.R. per il Veneto, e rilevano che la mancata ammissione dell’offerta di Samsung alla fase successiva, concernente l’apertura delle offerte economiche, non è conseguita ad una valutazione di inidoneità del prodotto offerto in termini assoluti, ma al fatto che la commissione giudicatrice, nell’ambito di un giudizio connotato da notevole discrezionalità tecnica, abbia ritenuto che all’ecografo prodotto da Samsung, in rapporto agli altri apparecchi di gara, dovesse essere attribuito un punteggio inferiore alla soglia di sbarramento prevista per poter accedere alla fase successiva, riguardante l’apertura delle offerte economiche.

8.1. Anche il rilievo secondo cui l’ecografo di Samsung sarebbe utilizzato da altre strutture ospedaliere, peraltro, non sarebbe in alcun modo significativo perché – deduce in particolare l’appellante Techosp s.r.l. (v. p. 22 del ricorso) – la valutazione non poteva prescindere da un profilo comparativo tra le apparecchiature offerte.

8.2. E in primo grado la stessa Techosp s.r.l. aveva fatto rilevare che il prodotto di Samsung, mentre nella gara svoltasi in Lombardia aveva dovuto competere con macchinari di vecchia generazione e quasi fuori produzione, in una gara analoga, bandita nel 2016 dalla Azienda ULSS n. 15 Alta Padovana, aveva conseguito solo 7 punti sui 22 disponibili a fronte dell’ecografo Voluson E10 di G.E., proposto da Techosp s.r.l., che aveva conseguito il punteggio massimo possibile.

8.3. Questa circostanza sarebbe stata ignorata dal primo giudice, che invece ha sostituito la propria valutazione a quella, ragionevole e congruamente motivata, della commissione giudicatrice, ricorrendo in sostanza ad una petizione di principio.

8.4. Le censure degli appellanti principali non meritano accoglimento.

8.5. Rileva infatti il Collegio che le valutazioni espresse dalla commissione giudicatrice, ben lungi dall’essere motivate e ragionevoli, si sono risolte in giudizi di valore apodittici e nebulosi, nel qualificare un prodotto di alta tecnologia in uso presso importanti nosocomi come di «difficoltoso utilizzo» e di «scarsa resa» al punto tale da non attingere nemmeno la soglia minima del punteggio necessaria ad accedere alla fase di valutazione successiva dell’offerta economica, risultando i giudizi espressi sui software applicativi in relazione alla qualità dell’immagine o sull’ergonomia del sistema, ad esempio, del tutto generici ed indecifrabili in assenza di ulteriori motivate specificazioni in grado di chiarire se e in che modo le riscontrate carenze si riverberino sulla qualità delle prestazioni richieste.

8.6. Di qui l’infondatezza delle censure proposte dalle odierne appellanti, che nemmeno in questa sede sono state in grado di spiegare, convincentemente, la razionalità o, almeno, la ragionevolezza di simili perentori, generici, giudizi di radicale insufficienza a fronte di puntuali controprove, offerte da Samsung in primo grado, che il macchinario offre standard di prestazioni assai elevate, immeritevoli di ricevere una valutazione di radicale inidoneità se non con il corredo di adeguate, specifiche, circostanziate motivazioni del tutto carenti nel caso di specie, a pena di manifesta illogicità di simile valutazione e di illegittimità, conseguentemente, del provvedimento espulsivo.

8.7. Non può che seguirne, dunque, l’annullamento dell’esclusione e di tutti gli atti conseguenti, compresa l’aggiudicazione, come ha correttamente statuito anche sul punto la sentenza impugnata, con la necessità di rinnovare la prova pratica e di motivarne in modo chiaro, coerente e dettagliato l’esito valutativo.

9. Devono essere ora esaminati, in estrema sintesi (art. 3, comma 2, c.p.a.), i motivi di appello incidentale proposti da Samsung, che vanno tutti respinti in quanto la valutazione effettuata dalla sentenza impugnata va indenne dai rilievi critici sviluppati da Samsung, che non riescono a scalfirne il corretto iter motivazionale.

9.1. Quanto, infatti, al primo motivo (pp. 12-15 dell’appello incidentale), con il quale Samsung ribadisce l’illegittimità delle operazioni di gara inerenti allo svolgimento della prova pratica, se ne deve rilevare l’infondatezza non solo perché la lamentata assenza delle indicazioni della posizione del feto, degli aspetti specifici analizzati durante l’ecografia e delle risultanze delle medesime ecografie, se certo non appare impeccabile sul piano di un rigoroso e completo accertamento, non è tale da inficiare in sé il regolare svolgimento della prova pratica, il cui corretto iter quantomeno nelle sue linee essenziali non è stato contestato dallo specialist presente all’atto della prova, così come anche il lasso temporale di due mesi trascorso tra lo svolgimento della prova e l’assegnazione dei punteggi, che in sé, in assenza di ulteriori elementi indiziari che depongano nel senso di un “inquinamento” del giudizio sul piano dell’imparzialità, non dimostra uno “scollamento” tra l’esito della prova e la rispondenza delle valutazioni a detto esito.

9.2. Del pari infondato è il secondo motivo (pp. 15-18 dell’appello incidentale), con il quale Samsung lamenta l’eccessiva genericità della lex specialis soprattutto nella mancata predeterminazione di subpesi e subpunteggi per ciascun criterio di valutazione qualitativa dell’offerta, trattandosi, a tacer d’altro, di censura generica, prima che infondata, che non specifica, come avrebbe dovuto, il principium individuationis di tali subpesi e subpunteggi, chiarendo quali sarebbero dovuti essere, in ipotesi, i criteri più specifici da prevedere nel bando e, soprattutto, in che misura la loro mancata previsione abbia inciso, concretamente, sul giudizio negativo conseguito da Samsung, sicché la censura, che rasenta l’inammissibilità per l’astrattezza del suo tenore, va comunque respinta senz’altro per la sua genericità, a fronte dell’ampio potere discrezionale riconosciuto in questa materia all’amministrazione, la cui scelta è censurabile solo allorché sia macroscopicamente illogica, irragionevole ed irrazionale ed i criterî non siano trasparenti ed intellegibili, non consentendo ai concorrenti di calibrare la propria offerta (Cons. St., sez. V, 14 novembre 2017, n. 5245), ciò che, invece, nel caso di specie deve decisamente escludersi.

9.3. Infine è infondato il terzo motivo (pp. 18-21 dell’appello incidentale), con il quale Samsung lamenta l’incompetenza di ben due su tre commissari e, comunque, la situazione di pretesa incompatibilità di alcuni di essi, perché, come ha rilevato correttamente la sentenza impugnata, il fatto che la sola dott.ssa Silvia Visentin abbia specifiche competenze nel settore degli ecografi non determina l’illegittimità della composizione della commissione, dotata nel suo complesso delle competenze necessarie, essendo principio ben noto che il requisito dell’esperienza nello specifico settore cui si riferisce l’oggetto del contratto deve essere inteso in modo coerente con la poliedricità delle competenze spesso richieste in relazione alla complessiva prestazione da affidare, non solo tenendo conto, secondo un approccio formale e atomistico, delle strette professionalità tecnico settoriali implicate dagli specifici criterî di valutazione, la cui applicazione sia prevista dalla lex specialis, ma «considerando, secondo un approccio di natura sistematica e contestualizzata, anche le professionalità occorrenti a valutare sia le esigenze dell’Amministrazione, alla quale quei criteri siano funzionalmente preordinati, sia i concreti aspetti gestionali ed organizzativi sui quali gli stessi siano destinati ad incidere» (v., ex plurimis, Cons. St., sez. V, 11 dicembre 2017, n. 5830, Cons. St., sez. III, 14 dicembre 2015, n. 5670), mentre, per quanto attiene al secondo aspetto, le circostanze denunciate da Samsung in ordine alla presunta incompatibilità della dott.ssa Bellometti e della dott.ssa Visentin (p. 21 dell’appello incidentale) non sono tali da sostanziare in capo ad esse l’assenza di imparzialità e di equidistanza rispetto alle posizioni dei singoli concorrenti, essendo peraltro le cause di incompatibilità, come ha ben rilevato la sentenza impugnata, tassative e insuscettibili di interpretazioni ampliative.

10. Ne discende, conclusivamente, che tutti i motivi degli appelli principali e dell’appello incidentale debbano essere respinti, con la conferma della sentenza impugnata.

11. Le spese del presente grado del giudizio, attesa la parziale, reciproca, soccombenza delle parti, per le ragioni appena vedute, possono essere interamente compensate tra le stesse.

11.1. Rimane definitivamente a carico delle parti il contributo unificato rispettivamente corrisposto da ciascuna di esse per la proposizione del proprio gravame.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello principale di cui al R.G. n. 8860/2017, proposto dalla Regione Veneto, sull’appello principale di cui al R.G. n. 9330/2017, proposto da Techosp s.r.l., nonché sull’appello incidentale, proposto da Samsung Electronics Italia s.p.a., previa riunione dei giudizî, respinge tutti gli appelli e, per l’effetto, conferma la sentenza impugnata.

Compensa interamente tra le parti le spese del presente grado del giudizio.

Pone definitivamente a carico delle parti il contributo unificato rispettivamente corrisposto da ciascuna di esse per la proposizione del proprio gravame.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 15 marzo 2018, con l’intervento dei magistrati:

Marco Lipari, Presidente

Giulio Veltri, Consigliere

Massimiliano Noccelli, Consigliere, Estensore

Pierfrancesco Ungari, Consigliere

Giovanni Pescatore, Consigliere

 
 
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Massimiliano NoccelliMarco Lipari
 
 
 
 
 

IL SEGRETARIO