Rosanna De Nictolis

 

I TERMINI DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO (CON TABELLE RIASSUNTIVE)

 

Sommario:

1. I termini del rito ordinario. - 1.1. Il termine di proposizione del ricorso impugnatorio al Tar. - 1.2. Il termine per il deposito del ricorso al Tar. - 1.3. Il termine per la costituzione della altre parti davanti al Tar. - 1.4. Il termine per il ricorso incidentale davanti al Tar. - 1.5. Il termine per l段ntervento in causa. - 1.6. Il termine per i motivi aggiunti di ricorso. - 1.7. I termini istruttori. - 1.8. Il termine per l段stanza di discussione del ricorso. - 1.9. L置dienza di discussione e il termine di comunicazione alle parti. - 1.10. Il termine per le memorie e i documenti per l置dienza di discussione nel merito. - 1.11. Il termine per la sentenza. - 1.12. Il termine di perenzione. - 1.13. I termini nei procedimenti incidentali in primo grado. - 1.13.1. I termini dell段ncidente cautelare. - 1.13.2. I termini nel procedimento cautelare ante causam. - 1.13.3. I termini del regolamento di competenza. - 1.13.4. I termini per l弾ccezione di incompetenza <<interna>>. - 1.13.5. I termini per i conflitti di competenza tra Tribunale regionale amministrativo di Trento e sezione autonoma di Bolzano. - 1.13.6. I termini del regolamento preventivo di giurisdizione. - 1.13.7. I termini dell段ncidente di falso. - 1.13.8. I termini dell段ncidente di costituzionalit. - 1.13.9. I termini nel procedimento di interruzione e riassunzione del processo. - 1.13.10. I termini per le ordinanze provvisionali. - 1.14. I termini del giudizio di appello ordinario. - 1.14.1. Il termine per appellare le sentenze. - 1.14.2. Il termine per il deposito dell誕ppello. - 1.14.3. Il termine per la costituzione delle altre parti in appello. - 1.14.4. Il termine per la notifica e il deposito dell誕ppello incidentale. - 1.14.4. Il termine per la notifica e il deposito dell誕ppello incidentale. 1.14.4.a) La tesi (prevalente) del rispetto dei termini di cui all誕rt. 37, r.d. n. 1054/1924 per l誕ppello incidentale subordinato e dei termini dell誕rt. 28, l. Tar, per l誕ppello incidentale autonomo. 1.14.4. b) La tesi secondo cui anche all誕ppello incidentale autonomo si applicano i termini dell誕rt. 37, r.d. n. 1054/1924. - 1.14.5. I termini per l段ntervento in appello. - 1.14.6. I termini dei motivi aggiunti in appello. - 1.14.7. I termini del rito cautelare in appello. - 1.14.8. Il termine per la richiesta del fascicolo di primo grado. - 1.14.9. Il termine per l誕vviso di udienza e per la presentazione di memorie e documenti per l置dienza di discussione. - 1.14.10. Il termine per la decisione di appello. - 1.15. I termini per la prosecuzione del giudizio davanti al Tar, a seguito di decisione del Consiglio di Stato di annullamento con rinvio. - 1.16. I termini del ricorso per cassazione avverso le decisioni del Consiglio di Stato. - 1.17. I termini del procedimento di denuncia del conflitto di giurisdizione. - 1.18. I termini del giudizio di revocazione delle sentenze dei Tar. - 1.19. I termini del giudizio di revocazione delle decisioni. - 1.20. I termini dell弛pposizione di terzo. - 2. I termini del contenzioso elettorale. - 3. I termini del rito abbreviato dell誕rt. 23 bis, l. Tar. - 3.1. Connotati e ambito applicativo del rito abbreviato. - 3.2. Le regole del rito speciale connesse e svincolate dalla domanda cautelare. - 3.3. Il termine per ricorrere: termine ordinario di sessanta giorni e prospettive di dimezzamento, per l段mpugnazione dell誕ggiudicazione, alla luce del diritto comunitario. - 3.4. La nozione e l誕mbito della <<proposizione>> del ricorso. Deposito del ricorso. Motivi aggiunti, ricorso e appello incidentale, regolamento di competenza, revocazione, opposizione di terzo, ricorso per cassazione. - 3.5. Segue. Altri riti speciali, giudizio di esecuzione e giudizio risarcitorio nelle materie di cui all誕rt. 23 bis. - 3.6. Tipologia dei termini dimezzati. - 3.7. Scansione dell誕bbreviazione del rito. - 3.8. I termini per l誕ppello dell弛rdinanza cautelare, del dispositivo, dei motivi, della intera sentenza. - 4. I termini del giudizio speciale in materia di infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi. - 5. I termini nel rito dell誕ccesso (art. 25, l. n. 241/1990). - 6. I termini nel rito del silenzio (art. 21 bis, l. Tar). - 7. I termini nel rito per decreto ingiuntivo. - 8. I termini del rito con decreto presidenziale. - 9. I termini nel rito relativo ai provvedimenti di trasferimento e destinazione d'ufficio dei magistrati ordinari a sedi disagiate. - 10. I termini nei giudizi su diritti soggettivi. - 11. I termini nel giudizio risarcitorio. - 12. I termini per il giudizio di esecuzione delle sentenze. - 13. Ulteriori termini abbreviati in materie determinate. - 13.1. Premessa. - 13.2. Provvedimenti di diniego di nulla osta cinematografico. - 13.3. Provvedimenti in materia di passaporti. - 13.4. Provvedimenti in tema di requisiti delle associazioni di produttori zootecnici. - 13.5. Ordinanza che assicura le prestazioni indispensabili in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali. - 13.6. Provvedimenti di diniego di iscrizione e di cancellazione dai registri delle organizzazioni di volontariato. - 13.7. Provvedimenti di diniego di iscrizione e di cancellazione dall誕lbo delle associazioni di promozione sociale. - 13.8. Provvedimenti dell但utorit per le garanzie delle comunicazioni in materia di parit di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica. - 13.9. Provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia. - 14. Considerazioni conclusive.

 

1. I termini del rito ordinario.

 

1.1. Il termine di proposizione del ricorso impugnatorio al Tar.

Il ricorso di primo grado al Tar deve essere notificato tanto all'organo che ha emesso l'atto impugnato quanto ai controinteressati ai quali l'atto direttamente si riferisce, o almeno ad alcuno tra essi, entro il termine di sessanta giorni.

Si tratta del termine ordinario, che ai sensi dell誕rt. 36, r.d. n. 1054/1924 (applicabile nel giudizio al Tar in virt del rinvio contenuto nell誕rt. 19, co. 1, l. n. 1034/1971) elevato di trenta giorni se le parti, o alcune di esse, risiedono in altro Stato dell脱uropa, o di novanta giorni se risiedono fuori d脱uropa.

Basta che una delle parti, ricorrente o resistente o controinteressata, risieda fuori dall棚talia, perch si applichi l誕umento legale dei termini, che diventano novanta (60+30) e centocinquanta giorni (60+90).

Si tratta di una proroga legale del termine.

E anche prevista la possibilit di proroga o riduzione dei termini per il deposito del ricorso (non per la sua notificazione), nonch per la notifica e il deposito del ricorso incidentale, ma con provvedimento del giudice (art. 38, r.d. n. 1054/1924). Il provvedimento giudiziale che riduce o proroga i termini deve abbreviare o prorogare in eguale misura anche i termini per le memorie e i documenti (sempre art. 38, r.d. n. 1054/1924).

Il termine per ricorrere decorre dal giorno in cui l'interessato abbia ricevuto la notifica del provvedimento, o ne abbia comunque avuta piena conoscenza, o, per gli atti di cui non sia richiesta la notifica individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine della pubblicazione, se questa sia prevista da disposizioni di legge o di regolamento, salvo l弛bbligo di integrare le notifiche con le ulteriori notifiche agli altri controinteressati, che siano ordinate dal tribunale amministrativo regionale (art. 21, co. 1, l. Tar).

Delicata la questione di quando possa ritenersi acquisita la piena conoscenza del provvedimento, nell段potesi in cui la motivazione dell誕tto venga resa nota al destinatario in un momento successivo rispetto al suo dispositivo.

La piena conoscenza dell誕tto amministrativo, idonea a far decorrere il termine per la sua impugnazione, presuppone la consapevolezza dell弾sistenza dell誕tto e della sua portata lesiva e quindi del suo esatto contenuto essenziale, fatta salva la proposizione di motivi aggiunti ove emergano successivi ulteriori profili di illegittimit in corrispondenza della cognizione materiale ed integrale del provvedimento[1].

Con l段ntroduzione dell弛bbligo dell誕mministrazione di comunicare integralmente la motivazione dei provvedimenti amministrativi, disposta dall誕rt. 3, l. n. 241/1990, la piena conoscenza del singolo atto, ai fini della decorrenza del termine per la relativa impugnazione, va correlata non solo all段ncidenza dello stesso nella sfera giuridica dell段nteressato, ma anche alla consapevolezza della lesivit del provvedimento, con la conseguenza che la mancata osservanza dell弛bbligo di portare la motivazione, anche per relationem, del provvedimento amministrativo nella sfera di conoscibilit legale del destinatario ha come effetto che quest置ltimo non acquisisce la conoscenza della lesivit e che il termine di impugnazione non inizia a decorrere [2].

Pertanto, la piena conoscenza non si collega alla mera notizia dell弾sistenza del provvedimento, ma alla conoscenza del suo contenuto. Ne consegue che in difetto di puntuale dimostrazione, non si ha la piena conoscenza in capo al soggetto che, rivolgendo istanza di accesso all誕mministrazione, per prendere visione ed estrarre copi dell誕tto, dimostra di conoscerne l弾sistenza, gli estremi e il dispositivo[3].

Al fine della decorrenza del termine di impugnazione di un provvedimento, non basta la mera notizia della sua esistenza e del suo carattere sfavorevole per il destinatario. Occorre invece conoscerne il contenuto, per poter valutare se l誕tto, oltre che sfavorevole, illegittimo.

Invero, un provvedimento sfavorevole non necessariamente illegittimo, sicch il destinatario, prima di accollarsi i costi di una impugnazione giurisdizionale, deve poter conoscere se l誕tto o meno illegittimo.

Inoltre, secondo l誕rt. 3 l. n. 241/1990, la motivazione del provvedimento non ha carattere opzionale, ma obbligatoria, sicch la mera notizia che esiste un provvedimento non pu essere equiparata alla piena conoscenza del provvedimento medesimo.

Non si pu gravare il destinatario di un provvedimento di impugnarlo sin dal momento in cui ha notizia della sua esistenza, senza conoscerne il contenuto, e dunque senza poter valutare se illegittimo o meno.

N si pu pretendere una doppia impugnazione, prima dell誕tto in quanto tale, poi della sua motivazione, in quanto:

- impugnare un atto al buio, senza sapere se illegittimo, grava di costi inutili il ricorrente, che rischia anche la condanna alle spese se il ricorso infondato;

- la notificazione dei motivi aggiunti implica un ulteriore costo per la parte.

Sicch, si deve ritenere che laddove l誕mministrazione comunichi l弾sistenza del provvedimento sfavorevole, senza comunicarne la motivazione, il destinatario ha una mera facolt, ma non un onere, di impugnare subito l誕tto e poi articolare i motivi aggiunti, ma ben pu attendere di conoscere la motivazione dell誕tto per valutare se impugnarlo o meno.

Volendo fare un paragone esemplificante, nel rito speciale di cui all誕rt. 23 bis, l. Tar, in cui prevista la pubblicazione entro sette giorni del dispositivo della sentenza, e in un secondo momento della motivazione, la parte ha solo facolt, ma non onere, di impugnare subito il dispositivo. Ma pu anche attendere la motivazione, e impugnare la sentenza solo dopo il deposito della motivazione, senza con ci incorrere in decadenza alcuna.

E bens vero che secondo una parte della giurisprudenza del Consiglio di Stato, ai fini della piena conoscenza di un provvedimento lesivo non necessario che esso sia conosciuto nella sua integralit e cio in tutti i suoi elementi, ma sufficiente la concreta percezione di quelli essenziali, posto che la successiva completa cognizione di tutti gli aspetti del provvedimento pu consentire la proposizione di motivi aggiunti[4], tuttavia si deve ritenere che gli elementi essenziali del provvedimento devono comunque consentire di percepirne almeno alcuni vizi, e non solo il carattere sfavorevole per il destinatario.

Invero, la giurisprudenza afferma che il termine per chiederne l誕nnullamento del provvedimento decorre dalla sua conoscenza che, in difetto di formale comunicazione, si concretizza dal momento della piena percezione dei suoi contenuti essenziali (autorit emanante, data, contenuto dispositivo ed effetto lesivo), senza che sia necessaria la compiuta conoscenza dell誕pparato motivazionale, quest置ltimo essendo rilevante, invece, ai fini della successiva proposizione dei motivi aggiunti[5]: ma, appunto, occorre conoscere l<<effetto lesivo>> che non deriva solo dall弾ssere il provvedimento sfavorevole, ma dall弾ssere illegittimamente sfavorevole. Pertanto la conoscenza dell弾ffetto lesivo implica la conoscenza del contenuto dell誕tto, s da poterne percepire gli eventuali vizi.

Si deve perci concludere che al fine del decorso del termine per l段mpugnazione del provvedimento, non basta la mera notizia della sua esistenza e del suo dispositivo sfavorevole, ma occorre la piena conoscenza del suo contenuto, da cui deriva la possibilit di percepire che il provvedimento non solo sfavorevole, ma anche illegittimamente sfavorevole: del resto onere dell誕mministrazione comunicare tempestivamente la motivazione dei propri provvedimenti ai destinatari[6].

A titolo riassuntivo, si ricordano i seguenti termini abbreviati per il ricorso al Tar, che verranno esaminati analiticamente in sede di esame dei singoli riti speciali:

- trenta giorni decorrenti dalla proclamazione degli eletti, per il ricorso nel rito elettorale;

- trenta giorni per il ricorso avverso i provvedimenti di diniego di nulla - osta cinematografico, ai sensi dell誕rt. 8, co. 3, l. 21 aprile 1962, n. 161;

- trenta giorni per il ricorso avverso i provvedimenti in materia di passaporti, ai sensi dell誕rt. 10, l. 21 novembre 1967, n. 1185 (ovvero quarantacinque giorni quando la sede dell'autorit competente al rilascio del passaporto si trovi in un Paese extraeuropeo);

- trenta giorni per il ricorso avverso i provvedimenti regionali in tema di requisiti delle associazioni di produttori zootecnici, ai sensi dell誕rt. 5, l. 8 luglio 1975, n. 306;

- sette giorni (decorrenti dalla comunicazione o dal giorno successivo a quello di affissione nei luoghi di lavoro) per il ricorso avverso l弛rdinanza, volta, in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali, ad assicurare le prestazioni indispensabili (art. 10, l. 12 giugno 1990, n. 146);

- trenta giorni per il ricorso avverso il diniego di accesso a documenti amministrativi, ai sensi dell誕rt. 25, l. n. 241/1990;

- trenta giorni per il ricorso avverso i provvedimenti di diniego di iscrizione o di cancellazione dai registri delle organizzazioni di volontariato, ai sensi dell誕rt. 6, co. 5, l. 11 agosto 1991, n. 266.

- trenta giorni per il ricorso relativo ai provvedimenti dell但utorit per le garanzie delle comunicazioni in materia di parit di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica, ai sensi dell誕rt. 10, l. 22 febbraio 2000, n. 28;

- trenta giorni per il ricorso relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia, ai sensi dell誕rt. 10, commi 2 quinquies, 2 sexies, 2 septies, 2 octies, d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, convertito nella l. 15 marzo 1991, n. 82, introdotti dall誕rt. 3, l. 13 febbraio 2001, n. 45.

 

1.2. Il termine per il deposito del ricorso al Tar.

Ai sensi dell誕rt. 21, commi 2 e 3, l. Tar, il ricorso, con la prova delle avvenute notifiche, e con copia del provvedimento impugnato, ove in possesso del ricorrente, deve essere depositato nella segreteria del tribunale amministrativo regionale, entro trenta giorni dall'ultima notifica. Nel termine stesso deve essere depositata copia del provvedimento impugnato, ove non depositata con il ricorso, ovvero ove notificato o comunicato al ricorrente, e dei documenti di cui il ricorrente intenda avvalersi in giudizio.

La mancata produzione della copia del provvedimento impugnato e della documentazione a sostegno del ricorso non implica decadenza.

Nel caso di ricorso notificato a mezzo posta, ai sensi dell誕rt. 5, co. 3, l. n. 890/1982, applicabile anche al processo amministrativo in virt della pronuncia della Corte costituzionale 30 marzo 1992, n. 140, la prova della eseguita notificazione, costituita dall誕vviso di ricevimento (cartolina verde), pu essere depositata in giudizio anche dopo la scadenza del termine per il deposito del ricorso, purch prima del passaggio della causa in decisione[7].

L誕rt. 21, l. Tar, laddove prevede che il deposito del ricorso deve avvenire <<entro trenta giorni dall置ltima notifica>> si riferisce alle notifiche necessarie ai fini dell段ntegrit del contraddittorio, e non a quelle meramente facoltative o fatte dal ricorrente ad abundantiam, perch diversamente ritenendo sarebbe in potere della parte prolungare a proprio arbitrio il termine per il deposito del ricorso; pertanto una notifica non prescritta dalla legge inidonea a impedire la scadenza del termine di trenta giorni per la notifica del ricorso, termine che decorre dall置ltima notifica utile[8].

Secondo la Corte costituzionale, in caso di notificazione a mezzo del servizio postale, la notificazione si perfeziona in un momento diverso per chi notifica e per chi destinatario della notificazione.

Alla luce di tale pronuncia, si pone la questione se il termine per il deposito del ricorso, notificato a mezzo posta, decorra da quando la notifica si perfeziona per il notificante (con la consegna dell誕tto all置fficiale giudiziario), ovvero da quando si perfeziona per il destinatario (con la ricezione dell誕tto).

A sostegno della tesi secondo cui il termine per il deposito del ricorso decorrerebbe da quando la notifica si perfeziona per il notificante, si osserva che: A sostegno della tesi secondo cui il termine per il deposito del ricorso decorrerebbe da quando la notifica si perfeziona per il notificante, si osserva che:

- il deposito del ricorso un adempimento posto a carico del notificante, sicch occorre avere riguardo al momento in cui la notificazione si perfeziona per quest置ltimo;

- il termine per il deposito del ricorso deve decorrere da una data conoscibile tempestivamente con certezza da parte di chi tenuto all誕dempimento, e tale data quella della consegna del plico da notificare all置fficiale giudiziario, e non quella del ricevimento del plico da parte del destinatario della notificazione, in quanto quest置ltima data viene conosciuta solo nel momento, ulteriormente successivo, in cui torna indietro la cartolina di ricevimento (momento che potrebbe anche essere successivo al quindicesimo giorno posteriore alla notificazione);

- la disciplina vigente, quale risulta a seguito delle statuizioni della Corte costituzionale in tema di notificazione a mezzo del servizio postale, ha inteso agevolare il notificante, che pu, nell置ltimo giorno utile per la notificazione, limitarsi a consegnare il plico all置fficiale giudiziario per l段noltro a mezzo posta, senza doversi invece preoccupare che entro l置ltimo giorno utile il plico giunga anche al destinatario; tale regime di favore tuttavia non pu essere ulteriormente esteso fino a far ritenere che un adempimento a carico del notificante, quale il deposito del ricorso, possa essere fatto decorrere anzich da quando la notifica si perfeziona per il notificante, dal momento successivo e non conoscibile ex ante, in cui la notifica si perfeziona per il destinatario di essa;

- anche nel processo amministrativo si applica l誕rt. 5, l. 20 novembre 1982, n. 890, che consente di depositare il ricorso prima ancora che sia stata restituita la cartolina di ritorno che attesta il ricevimento del plico postale: l誕pplicazione di tale disposizione al processo amministrativo conseguenza della declaratoria di illegittimit costituzionale pronunciata da Corte cost. 30 marzo 1992, n. 140[9].

Ma, in senso contrario, si deve osservare che:

- la possibilit di perfezionamento della notifica in date diverse per il notificante e per il destinatario, stata limitata dalla Corte costituzionale alla sola esigenza di evitare che un effetto di decadenza possa discendere, per il notificante, dal ritardo nel compimento di un誕ttivit riferibile non al medesimo notificante, ma a soggetti diversi (l置fficiale giudiziario e l誕gente postale) e che, perci, resta del tutto estranea alla sfera di disponibilit del primo.

La Corte ha lasciato ferma, agli altri fini, la disciplina del perfezionamento della notificazione, ogni qualvolta non venga in considerazione un effetto di decadenza connesso ad un誕ttivit dell置fficiale giudiziario.

Deve anche osservarsi che:

- nel processo amministrativo il termine per il deposito del ricorso decorre dall置ltima notificazione;

- non si pu esigere dal ricorrente l弛nere di depositare il ricorso prima che abbia notizia che le notificazioni siano andate a buon fine, perch vi pu essere l段nteresse (e il tempo) per rinnovare le notificazioni non andate a buon fine[10];

- dalla data di scadenza del termine per il deposito del ricorso, decorre il termine per la costituzione delle altre parti e per la proposizione dei ricorsi incidentali, nonch, a seguire, il termine per la proposizione del regolamento di competenza;

- le parti diverse dal notificante non conoscono necessariamente la data di spedizione dell誕tto, ma la data di ricevimento, e da tale data possono computare il termine di deposito del ricorso principale e conseguentemente il termine per la loro costituzione ed eventuali ricorsi incidentali o regolamenti di competenza;

- al di fuori dell弾sigenza di evitare che il notificante decada dall段mpugnazione a causa di ritardi del servizio postale, non vi sono ragioni per ipotizzare un regime differenziato di perfezionamento della notificazione per il notificante e per il destinatario;

- al contrario, necessario che la notificazione possa considerarsi perfezionata nello stesso momento per l誕utore e per il destinatario, al fine di avere una data unica da cui decorrono i termini per gli adempimenti processuali quali il deposito del ricorso, la costituzione delle altre parti, il ricorso incidentale, il regolamento di competenza;

- l弛pposta soluzione, porta al risultato paradossale che il termine per il deposito del ricorso si perfeziona in un momento diverso per il notificante (che calcola i 30 o 15 giorni da quando ha spedito l誕tto) e per il destinatario (che calcola i 30 o 15 giorni da quando ha ricevuto l誕tto), e, a seguire, tutti i termini per i successivi adempimenti processuali sarebbero sfalsati.

Infine, va osservato che non pu essere invocato, come precedente contrario, la decisione Cons. St., sez. VI, 9 febbraio 2006 n. 527.

Tale decisione, infatti, non affronta specificamente e in via diretta la questione oggetto dell弛dierno processo.

In quella sede si disputava di decorrenza del termine di deposito dell誕ppello <<dall置ltima notificazione>>, ma non si poneva una questione di tempestivit o meno del deposito, a seconda che il relativo termine si facesse decorrere dalla data di spedizione o dalla data di ricezione dell誕ppello.

Infatti, nel caso deciso da Cons. St. n. 527/2006, l置ltima notifica a mezzo posta si era perfezionata per il notificante il 28 giugno e per il destinatario il 30 giugno, e il deposito del ricorso era avvenuto il 7 luglio.

Il deposito del ricorso era pertanto in ogni caso tempestivo, sia che il termine di 15 giorni (era un rito ex 23 bis, l. Tar) decorresse dalla consegna del ricorso all置fficiale giudiziario, sia che decorresse dalla ricezione dell誕tto da parte del destinatario della notifica.

Ne consegue che in detta decisione, non formava oggetto della materia del contendere la questione odierna, se il termine di deposito del ricorso decorra dalla data di spedizione o dalla data di ricezione dell誕tto di ricorso medesimo.

Si deve, in conclusione, aderire alla tesi, affermata da recenti pronunce del Consiglio di Stato[11] secondo cui, in tema di momento del perfezionamento della notifica a mezzo posta, quando non vengano in rilievo ipotesi di decadenza conseguenti al tardivo compimento di attivit riferibili a soggetti diversi dal richiedente la notifica (quali l置fficiale giudiziario o il di lui ausiliario agente postale), e viceversa la norma preveda che un termine debba decorrere o altro adempimento debba essere compiuto dal tempo dell誕vvenuta notificazione (come nel caso del deposito del ricorso entro un termine decorrente dall置ltima delle notificazioni alle parti contro le quali il ricorso stesso proposto), la suddetta distinzione dei momenti di perfezionamento della notifica non trova applicazione, dovendo essa intendersi pertanto per entrambi compiuta al momento della sua effettuazione nei confronti del destinatario contro cui l段mpugnazione rivolta[12].

 

1.3. Il termine per la costituzione della altre parti davanti al Tar.

Nel termine di venti giorni successivi a quelli stabiliti per il deposito del ricorso, l'organo che ha emesso l'atto impugnato e le altre parti interessate possono presentare memorie, fare istanze e produrre documenti (art. 22, co. 1. l. Tar).

Giova sottolineare che per il deposito del ricorso al Tar espressamente previsto il termine di venti giorni dall誕rt. 22, l. Tar, mentre per il deposito del ricorso al Consiglio di Stato si osserva il termine di trenta giorni.

Tale termine ai sensi dell誕rt. 36, r.d. n. 1054/1924 (applicabile nel giudizio al Tar in virt del rinvio contenuto nell誕rt. 19, co. 1, l. n. 1034/1971) elevato di trenta giorni se le parti, o alcune di esse, risiedono in altro Stato dell脱uropa, o di novanta giorni se risiedono fuori d脱uropa (e dunque il termine diventa, rispettivamente, di cinquanta e centodieci giorni).

Si tratta di una proroga legale del termine.

E anche prevista la possibilit di proroga o riduzione dei termini per il deposito del ricorso (non per la sua notificazione), nonch per la notifica e il deposito del ricorso incidentale, ma con provvedimento del giudice (art. 38, r.d. n. 1054/1924). Il provvedimento giudiziale che riduce o proroga i termini deve abbreviare o prorogare in eguale misura anche i termini per le memorie e i documenti (sempre art. 38, r.d. n. 1054/1924).

 

1.4. Il termine per il ricorso incidentale davanti al Tar.

Nel termine di trenta giorni successivi a quello assegnato per il deposito del ricorso, l'autorit e le parti, alle quali il ricorso sia stato notificato, possono presentare un ricorso incidentale, con le stesse forme prescritte per il ricorso.

L'originale del ricorso incidentale, con la prova delle eseguite notificazioni e coi documenti, deve essere depositato in segreteria nel termine di dieci giorni (art. 37, co. 3, r.d. n. 1054/1924).

Se colui che vuole produrre il ricorso incidentale risiede all'estero, il termine per la notificazione aumentato nella misura indicata al capoverso secondo dell'art. 36 (art. 37, co. 4, r.d. n. 1054/1924).

Nel termine di dieci giorni successivi a quello assegnato pel deposito del ricorso incidentale, l'autorit e il ricorrente principale possono presentare memorie, fare istanze e produrre i documenti che ritengono opportuni (art. 44, r.d. n. 642/1907).

Il termine indicato per il ricorso incidentale quello ordinario, che ai sensi dell誕rt. 36 e dell誕rt. 37, r.d. n. 1054/1924 (applicabili nel giudizio al Tar in virt del rinvio contenuto nell誕rt. 19, co. 1, l. n. 1034/1971) elevato di trenta giorni se la parte che fa il ricorso incidentale risiede in altro Stato dell脱uropa, o di novanta giorni se risiedono fuori d脱uropa (e dunque diventa di sessanta o centoventi giorni).

Si tratta di una proroga legale del termine.

E anche prevista la possibilit di proroga o riduzione dei termini per la notifica e il deposito del ricorso incidentale, ma con provvedimento del giudice (art. 38, r.d. n. 1054/1924). Il provvedimento giudiziale che riduce o proroga i termini deve abbreviare o prorogare in eguale misura anche i termini per le memorie e i documenti (sempre art. 38, r.d. n. 1054/1924).

 

1.5. Il termine per l段ntervento in causa.

L段ntervento consentito fino al passaggio della causa in decisione, e ha luogo nello stato in cui si trova la contestazione (art. 40, r.d. n. 642/1907).

La domanda di intervento notificata alle parti nel rispettivo domicilio di elezione ed all'organo che ha emanato l'atto impugnato, e deve essere depositata in segreteria entro venti giorni dalla data della notificazione (art. 22, co. 2, l. n. 1034/1971).

Entro i successivi venti giorni le parti interessate e l'amministrazione possono presentare memorie, istanze e documenti (art. 22, co. 3, l. n. 1034/1971).

 

1.6. Il termine per i motivi aggiunti di ricorso.

I motivi aggiunti, sia se proposti avverso gli atti gi impugnati, sia se proposti avverso atti connessi, vanno trattati come autonomo ricorso, da proporre entro sessanta giorni dalla conoscenza degli atti da cui deriva la conoscenza di nuovi vizi.

Laddove i nuovi atti vengano depositati in giudizio dall誕mministrazione, si pone il problema se il termine per i motivi aggiunti decorra da quando i nuovi atti sono conosciuti dalla parte o dal suo difensore.

Secondo la tesi preferibile il termine per proporre ricorso giurisdizionale decorre dalla conoscenza dell'atto in capo alla parte personalmente, non in capo al difensore[13].

A meno di non voler considerare il difensore come rappresentante della parte, e applicare quella giurisprudenza secondo cui in caso di rilevanza di stato di scienza o di ignoranza (qui conoscenza dell誕tto al fine del dies a quo dell段mpugnazione) si ha riguardo alla persona del rappresentante, in applicazione dell誕rt. 1391 c.c.[14].

Ne consegue che la comunicazione degli atti depositati alle parti costituite, cio presso il difensore, non fa scattare il termine per i motivi aggiunti: rimane invece ferma l'elaborazione giurisprudenziale precedente secondo cui onere di chi eccepisce la tardivit del ricorso provare la data in cui si verificata la conoscenza del provvedimento.

 

1.7. I termini istruttori.

Ai sensi dell誕rt. 21, l. Tar, l誕mministrazione, entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, deve produrre l誕tto impugnato nonch gli atti e i documenti in base ai quali l誕tto stato emanato, quelli in esso citati e quelli che 疎mministrazione ritiene utili in giudizio.

 

1.8. Il termine per l段stanza di discussione del ricorso.

Ai sensi dell誕rt. 23, co. 1, l .Tar, la discussione del ricorso deve essere chiesta (dal ricorrente o dall誕mministrazione o da altra parte costituita) con apposita istanza, da presentarsi entro il termine massimo di due anni dal deposito del ricorso.

 

1.9. L置dienza di discussione e il termine di comunicazione alle parti.

A norma dell誕rt. 23, co. 2, l. Tar, il Presidente, sempre che sia decorso il termine per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente, fissa con decreto l'udienza per la discussione del ricorso.

Ai sensi del successivo, comma 3, il decreto di fissazione notificato, a cura dell'ufficio di segreteria, almeno quaranta giorni prima dell'udienza fissata, sia al ricorrente che alle parti che si siano costituite in giudizio.

 

1.10. Il termine per le memorie e i documenti per l置dienza di discussione nel merito.

Ai sensi dell誕rt. 23, co. 4, l. Tar, le parti possono produrre documenti fino a venti giorni liberi anteriori al giorno fissato per l'udienza e presentare memorie fino a dieci giorni.

 

1.11. Il termine per la sentenza.

A norma dell誕rt. 55, l. n. 186/1982, <<le sentenze debbono essere redatte non oltre il 45ー giorno da quello della decisione della causa>>, <<e sono sottoscritte dal Presidente e dall'estensore>>.

Tale disposizione va raccordata con l誕rt. 61, r.d. n. 642/1907, secondo cui il collegio decide dopo l置dienza di discussione.

Nella prassi, la regola che la camera di consiglio per la decisione si tiene subito dopo l置dienza.

Sicch, i 45 giorni per il deposito della sentenza decorrono dal giorno dell置dienza di discussione, a meno che la camera di consiglio sia stata rinviata ad altra data, ovvero la decisione sia stata riservata, e tanto deve risultare dal verbale di udienza.

In tale ipotesi i 45 giorni decorrono dalla data della effettiva camera di consiglio, che deve risultare da verbale.

La sentenza resa pubblica mediante deposito nella segreteria. Il segretario d atto del deposito in calce alla sentenza, vi appone la data e la firma ed entro cinque giorni ne d comunicazione alle parti costituite.

Non chiaro il significato dell弾spressione <<redazione della sentenza>>, attivit che deve svolgersi entro quarantacinque giorni dalla camera di consiglio in cui la causa decisa.

In particolare, non chiaro se entro quarantacinque giorni vada solo redatta, sottoscritta e depositata la minuta da parte del relatore, ovvero se, come sembra preferibile a garanzia della certezza dei termini, entro tale termine la sentenza vada anche pubblicata mediante deposito in segreteria.

Nel c.p.c. netta la distinzione tra fase interna di redazione della sentenza (art. 119 disp. att. c.p.c.) e pubblicazione della sentenza (art. 275 c.p.c.) con fissazione di un termine per la pubblicazione, mediante la quale la sentenza diviene atto giuridico, ma non anche per la redazione, che attivit meramente interna, e la cui scansione temporale, nella prassi, si deve conformare in modo da rispettare il termine massimo di pubblicazione.

Non altrettanto netta tale distinzione nell誕rt. 55, l. n. 186/1982, che si occupa, come annuncia la sua rubrica, di <<sottoscrizione e pubblicazione della sentenza>> e, in tale contesto, stabilisce un termine ancorato alla <<redazione>> della sentenza.

Sembra, in tale contesto, corretto ritenere che il termine di 45 giorni fissato dal citato art. 55 si riferisca alla pubblicazione esteriore della sentenza, e non alla sua redazione, come attivit meramente interna.

A sostegno di tale soluzione militano:

- il confronto con il processo civile, nel quale il termine viene fissato per il deposito in cancelleria della sentenza (entro sessanta giorni decorrenti dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica ex art. 275 c.p.c.), e non anche per l誕ttivit interna e prodromica di redazione della sentenza (art. 119 disp. att. c.p.c.);

- esigenze di certezza, atteso che rimarrebbe senza termine tutta la attivit successiva al deposito della minuta da parte del relatore, e, in particolare, anche la fase di sottoscrizione della sentenza da parte del Presidente, oltre che la successiva pubblicazione.

Andrebbe pertanto attentamente rivista e corretta l誕ttuale prassi in uso presso taluna delle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato: l'estensore deposita la minuta; nessuna data di deposito o timbro vengono apposti; la segreteria impiega non meno di due mesi per stampare una seconda versione della minuta, anche se quest'ultima stata depositata dall'estensore corredata di supporto informatico; dopo di che la minuta e la sua copia redatta dalla segreteria, vengono sottoposte di nuovo all'estensore, affinch le firmi entrambe, e poi entrambe andranno alla firma del presidente. Ove in ipotesi il presidente voglia modificare qualcosa, si torna indietro dal relatore. Dopo i tempi del presidente, finalmente la pronuncia va all'ufficio pubblicazioni, dove i tempi non sono brevissimi. Inoltre non di rado accade che l'ufficio che si occupa di mandare le decisioni sul sito internet della giustizia amministrativa, vi invia i files originari senza tener conto delle modifiche apportate sul cartaceo da presidente ed estensore. E accaduto di recente con due pronunce della plenaria, pubblicate in internet sul sito ufficiale della giustizia amministrativa in versione diversa dall弛riginale.

E indubbio che questa sconfortante prassi si traduca sistematicamente in una vanificazione del termine di 45 giorni divisato dall誕rt. 55, l. n. 186/1982.

De jure condendo, anche alla luce di un pacato confronto con i termini ben pi ampi di cui dispongono i giudici civili (non solo questione di sessanta anzich 45 giorni, ma anche di diversa decorrenza del termine), un aumento del termine di 45 giorni sarebbe auspicabile, ma chiarendo che ci si riferisce al termine di pubblicazione, non di <<redazione>>.

 

1.12. Il termine di perenzione.

Ai sensi dell誕rt. 25, l. Tar, i ricorsi si considerano abbandonati se nel corso di due anni non sia compiuto alcun atto di procedura.

Essendo il processo amministrativo connotato dal principio dispositivo, necessario l段mpulso di parte perch il processo vada avanti.

All置opo necessaria l段stanza di parte di fissazione dell置dienza.

In mancanza di tale istanza, il processo si perime con il decorso di due anni, cui occorre aggiungere i periodi feriali di ciascuno dei due anni (quarantasei giorni per ciascun anno, in totale novantadue giorni)[15].

Giova inoltre ricordare l段stituto peculiare della perenzione per i ricorsi pendenti da oltre dieci anni, introdotto dalla l. n. 205/2000.

 

1.13. I termini nei procedimenti incidentali in primo grado.

 

1.13.1. I termini dell段ncidente cautelare.

Di regola, la domanda cautelare abbinata al ricorso di merito. Il termine coincide, in tal caso, con quello di proposizione del ricorso.

Non escluso che la tutela cautelare possa essere chiesta dopo la proposizione del ricorso, sempre che sia tempestivo quest置ltimo.

L'amministrazione e le parti interessate possono, entro dieci giorni dalla notifica della domanda cautelare, depositare e trasmettere memorie od istanze alla segreteria.

Peraltro, trattandosi di rito in camera di consiglio, si ammette che le parti possano depositare memorie e documenti fino al giorno dell置dienza.

Il Presidente pu abbreviare il termine.

Su tali domande il giudice adito pronuncia nella prima udienza dopo spirato il termine assegnato alle altre parti per il deposito di memorie e istanze (art. 36, commi 1 4, r.d. 17 agosto 1907, n. 642).

Quando la tutela cautelare, ancorch abbinata al ricorso di merito (essendo chiesta contestualmente o successivamente rispetto al ricorso di merito) viene chiesta al Presidente del Tribunale, non previsto un termine entro cui il Presidente deve pronunciarsi, ma implicito nel sistema che il Presidente debba pronunciarsi il prima possibile, e comunque prima della camera di consiglio a cui d弛rdinario dovrebbe essere assegnato il ricorso cautelare.

In tal caso il decreto presidenziale conserva efficacia fino alla prima camera di consiglio utile (art. 21, l. Tar).

Sebbene sia formalmente previsto un termine di dieci giorni, decorrente dalla notifica della domanda cautelare, per il deposito di memorie e istanze da parte dei soggetti diversi dal ricorrente, tuttavia nella pratica si ritiene che memorie e documenti possano essere depositati da tutte le parti in causa fino al giorno dell置dienza.

Per l誕ppello avverso le ordinanze cautelari del Tar previsto il termine breve di sessanta giorni decorrenti alla rituale notifica dell弛rdinanza, e il termine lungo di centoventi giorni dalla comunicazione del deposito dell弛rdinanza da parte della segreteria (art. 28, l. Tar).

 

1.13.2. I termini nel procedimento cautelare ante causam.

L誕rt. 245 del codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 163/2006) ha introdotto la tutela cautelare ante causam, limitatamente al contenzioso in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.

Sotto il profilo dei termini, implicito che la tutela ante causam pu essere chiesta entro il termine di impugnazione nel merito, ma prima della notifica del ricorso di merito.

Non assegnato un termine al Presidente per provvedere, ma implicito che il Presidente deve provvedere il prima possibile.

E poi prescritto che il provvedimento cautelare concesso deve essere notificato alle altre parti entro un termine perentorio fissato dal giudice, comunque non superiore a cinque giorni.

Il provvedimento di accoglimento destinato a perdere effetto con il decorso di sessanta giorni dalla sua emissione, dopo di che restano efficaci le sole misure cautelari confermate o concesse in corso di causa.

 

1.13.3. I termini del regolamento di competenza.

Nel processo amministrativo l段ncompetenza per materia o per grado pu essere rilevata di ufficio in ogni stato e grado del giudizio, ovvero eccepita dalle parti senza formalit, anche verbalmente in udienza.

Invece l段ncompetenza per territorio non pu essere rilevata di ufficio, e non pu essere dedotta dalle parti mediante semplice eccezione.

Inoltre, l'incompetenza per territorio non costituisce motivo di impugnazione della decisione emessa dal tribunale amministrativo regionale (art. 31, co. 9, l. Tar).

L段ncompetenza per territorio pu essere fatta valere solo mediante apposito strumento, che il regolamento di competenza, disciplinato dall誕rt. 31, l. Tar.

Il regolamento di competenza pu essere utilizzato anche quando il giudizio non ha carattere impugnatorio, in tutto o in parte, essendo incentrato direttamente sull誕ccertamento del diritto soggettivo patrimoniale (nella specie, quello al risarcimento del danno)[16].

Occorre un ricorso scritto, notificato alle altre parti, con cui si indica il giudice competente e si chiede che la questione di competenza sia decisa in via preventiva dal Consiglio di Stato.

Con la l. n. 205/2000, a scopo di deflazione del contenzioso sulla competenza, stata prevista una fase di delibazione del ricorso per regolamento di competenza da parte del Tar adito.

Solo se quest置ltimo, con ordinanza, ritiene la questione non manifestamente infondata, viene investito il Consiglio di Stato.

Davanti al Consiglio di Stato il regolamento di competenza viene trattato in camera di consiglio (dunque in udienza non pubblica), in cui i difensori sono sentiti se compaiono.

Il regolamento viene deciso con sentenza, che indica il giudice competente.

Il ricorso per regolamento di competenza va proposto, a pena di decadenza, entro venti giorni dalla data di costituzione in giudizio (art. 31, l. Tar).

Nonostante la legge 瀟cori la proposizione del ricorso di competenza alla costituzione in giudizio, la norma va letta nel senso che intende fissare un termine massimo per proporre l段stanza di regolamento, ma non nel senso di imporre la previa costituzione in giudizio.

Pertanto, si pu proporre l段stanza anche prima della formale costituzione in giudizio, purch nel rispetto dei termini massimi, e in tal caso la costituzione in giudizio avviene con il deposito dell段stanza di regolamento.

L段stanza pu essere proposta successivamente al termine sopra visto quando l'incompetenza territoriale del tribunale amministrativo regionale risulti da atti depositati in giudizio, dei quali la parte che propone l'istanza non avesse prima conoscenza; in tal caso l'istanza va proposta entro venti giorni dal deposito degli atti.

Entro il termine previsto dall誕rt. 31, l. Tar, l段stanza va notificata alle altre parti, mentre il deposito avviene successivamente alla notifica.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 21, 22 e 31, l. Tar, l'istanza di regolamento di competenza va proposta, a pena di decadenza, entro venti giorni dalla data di costituzione in giudizio, costituzione a sua volta da effettuare entro venti giorni dalla scadenza del termine ultimo astrattamente fissato per il deposito del ricorso principale. Il ricorso principale a sua volta va depositato entro trenta giorni dall置ltima notificazione.

Va per precisato che il termine di venti giorni stabilito dall誕rt. 31, l. Tar, per proporre l段stanza di regolamento di competenza, decorre dall弾ffettiva data di costituzione della parte intimata, e non da quella di scadenza del termine fissato per la sua ordinaria costituzione[17].

Inoltre il termine di venti giorni decorre dalla data di effettiva costituzione in giudizio dell段stante solo nel caso in cui la costituzione in giudizio sia tempestiva; nel caso, invece, di costituzione tardiva, il dies a quo per la proposizione del regolamento quello di scadenza del termine per la costituzione in giudizio del richiedente il regolamento, in quanto la tardiva costituzione in giudizio della parte resistente non pu valere a riaprire il termine per la proposizione del regolamento[18].

In definitiva, il termine massimo per la notifica del ricorso per regolamento di competenza settanta giorni dall置ltima notificazione (dall置ltima notificazione decorrono trenta giorni per il deposito del ricorso principale; dal deposito del ricorso principale decorrono venti giorni per la costituzione in giudizio delle altre parti; dalla costituzione in giudizio delle altre parti decorrono venti giorni per la notifica dell段stanza di regolamento)[19].

L段stanza per regolamento di competenza, una volta notificata alle controparti, deve essere depositata, al pari del ricorso giurisdizionale, davanti al Tar, entro il termine perentorio di trenta giorni dall置ltima notificazione, a pena di improcedibilit[20].

Le altre parti possono presentare memorie nei successivi venti giorni, come nell弛rdinario processo davanti al Tar.

Se tutte le parti sono d'accordo sulla rimessione del ricorso ad altro Tar, il presidente cura, su loro istanza, la trasmissione d'ufficio degli atti del ricorso a tale tribunale regionale e ne d notizia alle parti, che debbono costituirsi davanti allo stesso entro venti giorni dalla comunicazione.

Secondo la giurisprudenza l誕desione delle altre parti potrebbe intervenire anche dopo che stato investito il Consiglio di Stato, in quanto nel giudizio amministrativo la competenza derogabile e non vi un termine perentorio entro il quale le parti possono accordarsi in ordine alla competenza[21].

Pertanto, l'accordo delle parti costituite, anche se intervenuto tardivamente rispetto al termine di venti giorni successivi al deposito del ricorso, deve ritenersi prevalente nella scelta del tribunale chiamato a pronunciarsi sulla controversia[22].

Se non vi accordo tra le parti per la rimessione della causa ad altro giudice, il presidente del Tar adito (o della sezione adita) fissa immediatamente la camera di consiglio per la sommaria delibazione del regolamento di competenza proposto.

E stabilito che il presidente del Tar fissi la camera di consiglio <<immediatamente>>: non ci sono dunque termini a difesa da rispettare, n sono previsti nella fase dinanzi al collegio termini entro cui le controparti possano interloquire per iscritto.

Se l段stanza ritenuta manifestamente infondata, viene respinta con decisione semplificata, in cui, per espresso dettato normativo, si provvede anche sulle spese di giudizio.

Se l段stanza viene ritenuta non manifestamente infondata, gli atti vengono trasmessi al Consiglio di Stato, con ordinanza (l弛rdinanza dispone che gli atti siano <<immediatamente>> trasmessi al Consiglio di Stato).

Se viene disposta la trasmissione degli atti al Consiglio di Stato, le parti alle quali notificato il ricorso per regolamento di competenza possono, nei venti giorni successivi, depositare nella segreteria del Consiglio di Stato memorie e documenti.

La previsione 瀟cora il termine per il deposito di memorie e documenti alla notifica del ricorso per regolamento di competenza: ma si tratta di norma dettata nel vigore del sistema precedente, in cui non c弾ra una fase di delibazione del ricorso da parte del Tar.

Nel vigore della nuova disciplina, si deve ritenere che i venti giorni per il deposito di memorie e documenti davanti al Consiglio di Stato decorrano dalla comunicazione dell弛rdinanza che dispone la trasmissione degli atti al Consiglio di Stato.

Sull'istanza il Consiglio di Stato provvede in camera di consiglio, sentiti i difensori delle parti, che ne abbiano fatto richiesta, nella prima udienza successiva alla scadenza del termine per il deposito dei documenti: anche tale termine non coordinato con la novella del regolamento di competenza avvenuta nel 2000.

Quando l'istanza di regolamento di competenza sia accolta, il ricorrente pu riproporre il ricorso al tribunale territorialmente competente entro trenta giorni dalla notifica della decisione di accoglimento.

Quando, invece, l段stanza viene respinta, e dunque rimane radicata la competenza del Tar gi adito, non occorre un atto di riassunzione, essendo sufficiente un semplice impulso processuale per la prosecuzione del giudizio, da azionarsi entro il termine di due anni di perenzione del ricorso[23].

 

1.13.4. I termini per l弾ccezione di incompetenza <<interna>>.

Nell段potesi in cui il Tar abbia una sede principale e una sezione staccata, e la parte eccepisca che non competente la sede o sezione adita, perch la competenza spetta all誕ltra articolazione del medesimo Tar, non si utilizza il regolamento di competenza[24], ma un altro specifico strumento, previsto dall誕rt. 32, l. Tar.

E previsto che le parti, che reputino che il ricorso debba essere deciso dal tribunale amministrativo regionale sedente nel capoluogo, debbono eccepirlo all'atto della costituzione e comunque non oltre quarantacinque giorni dalla notifica del ricorso[25]. Il presidente del tribunale amministrativo regionale provvede sull弾ccezione con ordinanza motivata non impugnabile, udite le parti che ne facciano richiesta.

 

1.13.5. I termini per i conflitti di competenza tra Tribunale regionale amministrativo di Trento e sezione autonoma di Bolzano.

I conflitti di competenza tra Tribunale regionale amministrativo di Trento e sezione autonoma di Bolzano sono regolati dall誕rt. 3, commi 3, 5 - 9, d.p.r. 6 aprile 1984, n. 426, <<Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino - Alto Adige concernenti istituzione del tribunale amministrativo regionale di Trento e della sezione autonoma di Bolzano>>.

E stabilito che i conflitti di competenza tra il tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento e la sezione autonoma di Bolzano sono decisi dal Consiglio di Stato.

Il ricorso proposto contro atti o provvedimenti aventi efficacia nell'intero territorio regionale deve essere notificato ai presidenti della giunta provinciale di Trento e di Bolzano, che, al - pari degli altri soggetti cui il ricorso stesso notificato e di ogni altro interveniente, possono eccepire l'incompetenza del giudice adito con riferimento al criterio della prevalenza dell'efficacia dell'atto.

Non stabilito nessun termine per sollevare l弾ccezione di incompetenza, n alcuna forma speciale.

Si deve pertanto ritenere che l段ncompetenza possa essere eccepita in qualunque atto processuale, e anche durante l置dienza di discussione, fino al passaggio della causa in decisione.

Il presidente del tribunale o della sezione autonoma investito del ricorso, previa pronuncia sull'eventuale domanda di sospensiva del provvedimento impugnato, sospende il giudizio dandone comunicazione alle parti e trasmette tempestivamente il fascicolo al Consiglio di Stato, che decide non oltre trenta giorni dal ricevimento degli atti.

Le parti possono presentare memorie illustrative entro dieci giorni dalla data di ricevimento della comunicazione.

La decisione del Consiglio di Stato e il relativo fascicolo sono trasmessi entro i successivi dieci giorni dalla pronuncia alla segreteria dell'organo giurisdizionale dichiarato competente, che ne d comunicazione alle parti costituite.

 

1.13.6. I termini del regolamento preventivo di giurisdizione.

Il regolamento preventivo di giurisdizione stato introdotto nel processo amministrativo con l誕rt. 30, l. Tar, a tenore del quale nei giudizi innanzi ai tribunali amministrativi ammessa domanda di regolamento preventivo di giurisdizione a norma dell'articolo 41 del codice di procedura civile.

A tenore dell誕rt. 41 c.p.c. <<1. Finch la causa non sia decisa nel merito in primo grado, ciascuna parte pu chiedere alle sezioni unite della Corte di cassazione che risolvano le questioni di giurisdizione di cui all誕rticolo 37. L段stanza si propone con ricorso a norma degli articoli 364 e seguenti, e produce gli effetti di cui all誕rticolo 367

A norma dell誕rt. 369 c.p.c. il ricorso per cassazione va depositato nella cancelleria della Corte entro venti giorni dall置ltima notificazione, a pena di improcedibilit.

Ai sensi dell誕rt. 370 c.p.c., la parte contro cui diretto il ricorso per cassazione, se intende contraddire, deve farlo con controricorso, da notificarsi al ricorrente nel domicilio eletto, entro venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso principale.

Ai sensi dell誕rt. 375 c.p.c., come novellato dall誕rt. 1, l. 24 marzo 2001, n. 89, la Cassazione sui regolamenti di giurisdizione pronuncia in camera di consiglio[26].

Il procedimento in camera di consiglio sul regolamento di giurisdizione, dopo la novella recata dal d.lgs. n. 40/2006, pu svolgersi secondo due riti, il primo, semplificato, delineato dall誕rt. 380 bis, il secondo, delineato dall誕rt. 380 ter, pi articolato, che ricalca quello precedente al d.lgs. n. 40/2006.

Secondo il rito semplificato di cui all誕rt. 380 bis, il presidente fissa con decreto l誕dunanza della corte a sezioni unite in camera di consiglio. Almeno venti giorni prima della data stabilita per l誕dunanza, il decreto e la relazione del relatore, sono comunicati al pubblico ministero e notificati agli avvocati delle parti. Il pubblico ministero ha facolt di presentare conclusioni scritte, gli avvocati memorie, entrambi non oltre cinque giorni prima dell誕dunanza. Gli avvocati non possono chiedere, in tale rito semplificato, di essere sentiti. Nella seduta la Corte delibera con ordinanza.

Secondo il rito pi articolato di cui all誕rt. 380 ter, la cui scelta rimessa al Presidente, il Presidente, anzich fissare con decreto la data dell誕dunanza (come prevede l誕rt. 380 bis), chiede al pubblico ministero le sue conclusioni scritte, e fissa la data dell誕dunanza dopo il ricevimento di tali conclusioni.

Le conclusioni del pubblico ministero e il decreto del presidente che fissa l誕dunanza, vanno notificati agli avvocati delle parti, almeno venti giorni prima dell誕dunanza della Corte in camera di consiglio.

Gli avvocati hanno facolt di presentare memorie non oltre cinque giorni prima dell誕dunanza e di chiedere di essere sentiti, se compaiono, limitatamente al regolamento di giurisdizione.

Se la Corte dichiara la giurisdizione del giudice ordinario, le parti debbono riassumere il processo (sempre che sia stato sospeso) entro il termine perentorio di sei mesi dalla comunicazione della sentenza (art. 367, co. 2, c.p.c.).

Se invece la Corte dichiara la giurisdizione del giudice amministrativo, non prevista una soluzione normativa espressa per la prosecuzione del giudizio.

Secondo una tesi dottrinale[27], seguita dalle pi recenti pronunce del Tar[28], sarebbe applicabile anche nel processo amministrativo l誕rt. 367, co. 2, c.p.c., dunque occorrerebbe uno specifico atto di riassunzione del processo[29].

Secondo altra tesi dottrinale, dovrebbe trovare applicazione l誕rt. 35, co. 4, l. Tar (nel testo anteriore alla l. n. 205/2000), dettato per la riassunzione del giudizio davanti al Tar dopo una decisione con rinvio del Consiglio di Stato (vale a dire riassunzione del giudizio entro sessanta giorni dalla notificazione della decisione ovvero un anno dalla pubblicazione)[30].

Tale soluzione ha ora perso la sua base normativa, perch l誕rt. 35, co. 4, stato novellato dalla l. n. 205/2000, nel senso che a seguito di decisione del Consiglio di Stato di annullamento con rinvio, il giudizio prosegue con fissazione di ufficio della udienza.

Sicch occorre al pi interrogarsi se tale norma, dettata per il caso specifico di una decisione con rinvio adottata dal Consiglio di Stato, possa estendersi al caso, diverso, di decisione regolatrice della giurisdizione, adottata dalla Cassazione.

Secondo una diversa soluzione, seguita dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato (giurisprudenza tuttavia meno recente di quella dei Tar che applica l誕rt. 367, co. 2, c.p.c.), dalla data della pronuncia della Cassazione inizia a decorrere l'ordinario termine di due anni di perenzione, che le parti possono evitare compiendo gli atti idonei a tale scopo e, in particolare, richiedendo la fissazione d'udienza; a meno che non si tratti di un tipo di giudizio (ad es. quello elettorale) in cui alla fissazione d'udienza deve provvedersi d'ufficio non appena consti che la Corte di cassazione ha ritenuto la giurisdizione del giudice amministrativo avanti al quale correttamente il giudizio era stato instaurato[31].

 

1.13.7. I termini dell段ncidente di falso.

A norma dell誕rt. 41, r.d. n. 642/1907, chi deduce la falsit di un documento deve provare che sia stata gi proposta la querela di falso, o domandare la prefissione di un termine entro cui proporla al Tribunale competente. La falsit dei documenti costituisce oggetto di una questione pregiudiziale riservata al giudice civile (artt. 7 e 8, l. Tar).

Ai sensi dell誕rt. 42, r.d. n. 642/1907, se il documento di cui si deduce la falsit non rilevante, il Collegio decide la controversia principale prescindendo dal documento imputato.

Se invece il documento rilevante, il giudice assegna un termine per la proposizione della querela.

Ai sensi dell誕rt. 42, co. 3, r.d. n. 642/1907, la sospensione del giudizio disposta dal Collegio, solo dopo la avvenuta proposizione della querela di falso.

Ai sensi dell誕rt. 43, r.d. n. 642/1907, terminato il giudizio di falso, la parte che ha dedotto la falsit deve, entro trenta giorni dalla pubblicazione della sentenza, depositarne copia nella segreteria del giudice amministrativo presso cui pende il processo principale. L弛nere di tempestivo deposito imposto a pena di decadenza dal ricorso solo se la querela di falso stata proposta dal ricorrente principale.

In ogni caso, fermo restando l弛nere di tempestivo deposito della sentenza che decide sulla querela di falso, va ricordato che secondo la giurisprudenza, dopo l誕vvenuta sospensione del giudizio a seguito di questione pregiudiziale ai sensi dell誕rt. 295 c.p.c., non occorre un atto di riassunzione, ma sufficiente un段stanza di fissazione di udienza, da presentarsi nel termine biennale di perenzione, decorrente dalla notizia della cessazione della causa di sospensione.

E da ritenere che non sia necessario un atto di riassunzione nemmeno in caso di prosecuzione del giudizio a seguito di sua sospensione per querela di falso.

 

1.13.8. I termini dell段ncidente di costituzionalit.

Il giudizio in cui viene sollevata q.l.c. deve essere sospeso in attesa della definizione dell段ncidente di costituzionalit.

Secondo la tesi prevalente, la riassunzione del processo amministrativo a seguito di pronuncia della Corte costituzionale deve avvenire secondo le regole proprie di tale processo e, quindi, senza necessit di notificazione di un apposito atto di riassunzione, essendo sufficiente la mera riproposizione dell段stanza di fissazione di udienza, entro due anni, atta a impedire la perenzione del ricorso, atteso che nel caso di sospensione del processo che, a differenza dell段nterruzione, fondata sull弾sistenza o di una causa pregiudiziale o di una questione incidentale, o sull誕ccordo delle parti, la reviviscenza del rapporto processuale richiede un mero atto di impulso processuale (art. 297 c.p.c.)[32].

Il termine decorre dal giorno in cui avviene la comunicazione alla parte, ad opera della cancelleria del giudice che ha disposto la sospensione, della pronuncia della Corte costituzionale che ha definito la questione di costituzionalit ad essa rimessa, poich solo questa comunicazione determina la conoscenza concreta della pronunzia medesima, senza che assuma rilievo, all'indicato fine, il sistema di pubblicit legale, previsto per le sentenze e le ordinanze della Corte costituzionale - integralmente pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale a norma, rispettivamente, dell'art. 21, d.p.r. n. 1092/1985 e dell'art. 12, d.p.r. n. 217/1986 -, diretto a rendere conoscibili dette sentenze alla generalit, ma insufficiente ad assicurarne la conoscenza legale da parte dei soggetti specificamente interessati alla prosecuzione del giudizio[33].

 

1.13.9. I termini nel procedimento di interruzione e riassunzione del processo.

Quando si verifica un evento interruttivo, il processo sospeso e pu andare avanti solo se la parte colpita dall弾vento interruttivo (o i suoi aventi causa in caso di morte), prosegue il giudizio, ovvero se le controparti provvedono alla riassunzione.

Il c.p.c. trova applicazione solo quanto alla disciplina della interruzione, mentre per quanto riguarda la disciplina della successiva riassunzione ed eventuale estinzione, la legge processuale amministrativa ha regole proprie[34].

Ai sensi dell誕rt. 24, co. 2, l. Tar, a seguito di interruzione del processo, occorre notificare alle altre parti apposito atto di riassunzione, entro sei mesi dalla data di conoscenza legale dell弾vento interruttivo.

Sempre il co. 2 del citato art. 24 prevede che la conoscenza legale dell弾vento interruttivo, da cui decorre il termine per la riassunzione del giudizio, si acquisisca, tra l誕ltro, anche mediante notificazione.

Sebbene l誕rt. 24, l. Tar, parli solo di <<riassunzione>>, la giurisprudenza, in applicazione del c.p.c., ammette la possibilit, in alternativa alla riassunzione, della prosecuzione volontaria del giudizio da parte del soggetto colpito dall弾vento interruttivo[35].

La giurisprudenza ammette inoltre la possibilit di equipollenti alla riassunzione, idonei al raggiungimento dello scopo, p. es. in caso di comparizione in udienza di tutte le parti a seguito di notificazione dell誕vviso di fissazione dell置dienza[36].

Oltre all誕tto di riassunzione o al suo equipollente, occorre anche una nuova istanza di fissazione dell置dienza, entro il termine biennale di perenzione, che decorre dalla data in cui si verificato l弾vento interruttivo.

 

1.13.10. I termini per le ordinanze provvisionali.

Ai sensi dell誕rt. 8, co. 2, l. n. 205/2000, nelle controversie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, aventi a oggetto diritti soggettivi di natura patrimoniale, il tribunale amministrativo regionale, su istanza di parte, dispone in via provvisionale, con ordinanza provvisoriamente esecutiva, la condanna al pagamento di somme di denaro quando, in ordine al credito azionato, ricorrono i presupposti di cui agli articoli 186 bis e 186 ter del codice di procedura civile.

Si tratta di fase incidentale nell誕mbito del giudizio principale sul diritto soggettivo.

Il presidente del tribunale amministrativo regionale, ovvero il presidente della sezione interna o della sezione distaccata, fissa su istanza di parte la discussione nella prima camera di consiglio utile, e, quando ci non sia possibile, entro un termine di trenta giorni successivo al deposito del ricorso o dell段stanza di parte se separata.

Il termine per l誕zione quello ordinario di prescrizione del diritto. Nel rito processuale, unica peculiarit la celere fissazione dell置dienza. Nel resto, si osservano gli ordinari termini processuali del giudizio amministrativo.

 

1.14. I termini del giudizio di appello ordinario.

 

1.14.1. Il termine per appellare le sentenze.

Per l誕ppello avverso le sentenze dei Tar previsto il termine breve di sessanta giorni decorrenti dalla rituale notifica della sentenza (art. 28, l. Tar) e il termine lungo di un anno, decorrente dalla pubblicazione della sentenza, mutuato dal processo civile.

Si ritiene infatti che nel processo amministrativo trovi applicazione il termine annuale di decadenza stabilito dall'art. 327 c.p.c.[37], con la proroga di 45 giorni per il periodo feriale.

Ai sensi dell誕rt. 329, co. 3, c.p.c., applicabile anche al processo amministrativo, se dopo sei mesi dalla data di pubblicazione della sentenza si verifica alcuno degli eventi interruttivi di cui all誕rt. 299 c.p.c., il termine annuale per appellare prorogato di sei mesi dal giorno dell弾vento, per tutte le parti[38].

Il termine di sessanta giorni solo quello ordinario, che ai sensi dell誕rt. 36, r.d. n. 1054/1924 elevato di trenta giorni se le parti, o alcune di esse, risiedono in altro Stato dell脱uropa, o di novanta giorni se risiedono fuori d脱uropa.

Basta che una delle parti, ricorrente o resistente o controinteressata, risieda fuori dall棚talia, perch si applichi l誕umento legale dei termini, che diventano novanta (60+30) e centocinquanta giorni (60+90).

Si tratta di una proroga legale del termine.

E anche prevista la possibilit di proroga o riduzione dei termini per il deposito dell誕ppello (non per la sua notificazione), nonch per la notifica e il deposito dell誕ppello incidentale, ma con provvedimento del giudice (art. 38, r.d. n. 1054/1924). Il provvedimento giudiziale che riduce o proroga i termini deve abbreviare o prorogare in eguale misura anche i termini per le memorie e i documenti (sempre art. 38, r.d. n. 1054/1924).

In taluni riti vi sono termini abbreviati per appellare, che si elencano riassuntivamente in ordine cronologico e che saranno poi esaminati analiticamente nell誕mbito di ciascun rito speciale:

- venti giorni per l誕ppello nel contenzioso elettorale;

- trenta giorni per l誕ppello in materia di diniego di nulla osta cinematografico, ai sensi dell誕rt. 8, l. 21 aprile 1962, n. 161;

- trenta giorni per l誕ppello nel rito dell誕ccesso ai documenti amministrativi, ai sensi dell誕rt. 25, co. 5, l. 7 agosto 1990, n. 241;

- trenta giorni per l誕ppello in caso di impugnazione di provvedimenti di diniego di iscrizione o di cancellazione dai registri delle organizzazioni di volontariato, ai sensi dell誕rt. 6, co. 5, l. 11 agosto 1991, n. 266;

- trenta giorni per l誕ppello nel giudizio relativo ai provvedimenti dell但utorit per le garanzie delle comunicazioni in materia di parit di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica, ai sensi dell誕rt. 10, l. 22 febbraio 2000, n. 28;

- trenta giorni per l誕ppello avverso le sentenze in materia di silenzio dell誕mministrazione, decorrenti dalla notificazione della sentenza, ovvero novanta giorni dalla comunicazione di pubblicazione della sentenza, in caso di mancata notifica (art. 21 bis, co. 1, l. Tar, introdotto dalla l. n. 205/2000).

- trenta giorni (ovvero sei mesi in caso di mancata notifica) per l誕ppello avverso l弛rdinanza collegiale che decide sull弛pposizione avverso decreto che dichiara l弾stinzione del processo (art. 26, co. 7, l. Tar, introdotto dalla l. n. 205/2000);

- trenta giorni nel rito abbreviato di cui all誕rt. 23 bis, l. Tar (introdotto dalla l. n. 205/2000);

- trenta giorni per appellare le sentenze dei Tar rese in materia di iscrizione all誕lbo delle associazioni di promozione sociale art. 10, l. 7 dicembre 2000, n. 383, <<Disciplina delle associazioni di promozione sociale>>;

- trenta giorni per il ricorso relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia, ai sensi dell誕rt. 10, commi 2 quinquies, 2 sexies, 2 septies, 2 octies, d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, convertito nella l. 15 marzo 1991, n. 82, introdotti dall誕rt. 3, l. 13 febbraio 2001, n. 45.

 

1.14.2. Il termine per il deposito dell誕ppello.

A norma dell誕rt. 36, co. 4, r.d. n. 1054/1924, l弛riginale del ricorso in appello, con la prova delle eseguite notificazioni, e con i documenti su cui si fonda, deve essere dal ricorrente, entro trenta giorni dall置ltima notificazione (cos art. 18, co. 5, r.d. n. 642/1907), depositato insieme alla sentenza impugnata nella segreteria del Consiglio di Stato (secondo l誕rt. 18, r.d. n. 642/907, il ricorso va depositato presso la segreteria della sezione competente).

Se pi sono le notificazioni, il termine di deposito decorre dall置ltima delle notificazioni.

Tali termini e modalit devono essere osservati a pena di decadenza (art. 36, co. 5, r.d. n. 1054/1924).

Il termine di deposito da ritenere perentorio e la sua inosservanza determina improcedibilit dell誕ppello[39].

L誕rt. 18, r.d. n. 642/907 disciplina gli orari di apertura al pubblico delle segreterie delle sezioni giurisdizionali.

Non pi prevista, con effetto dal marzo 2006, l誕pertura delle segreterie al pubblico nei giorni festivi; pertanto il termine di deposito che scade in giorno festivo deve ritenersi prorogato al giorno seguente non festivo[40].

La segreteria, ricevuto il ricorso ne fa annotazione in apposito registro e ne rilascia dichiarazione, se richiesta (art. 18, co. 4, r.d. n. 642/1907).

 

1.14.3. Il termine per la costituzione delle altre parti in appello.

Ai sensi dell誕rt. 37, co. 1, r.d. n. 1054/1924, le parti a cui stato notificato il ricorso, nel termine di trenta giorni successivi a quello fissato per il deposito del ricorso, possono presentare memorie, fare istanze e produrre documenti.

Ai sensi dell誕rt. 22, r.d. n. 642/1907, il termine per la presentazione di memorie o istanze, o per la produzione di documenti, ad opera delle parti cui stato notificato l誕ppello principale, pu essere prorogato su domanda delle parti medesime, da parte del presidente della sezione adita, nei casi di necessit o di pubblico interesse.

Il termine di trenta giorni solo quello ordinario, che ai sensi dell誕rt. 36, r.d. n. 1054/1924 elevato di trenta giorni se le parti, o alcune di esse, risiedono in altro Stato dell脱uropa, o di novanta giorni se risiedono fuori d脱uropa.

Basta che una delle parti, ricorrente o resistente o controinteressata, risieda fuori dall棚talia, perch si applichi l誕umento legale dei termini, che diventano novanta (60+30) e centocinquanta giorni (60+90).

Si tratta di una proroga legale del termine.

E anche prevista la possibilit di proroga o riduzione dei termini per il deposito dell誕ppello (non per la sua notificazione), nonch per la notifica e il deposito dell誕ppello incidentale, ma con provvedimento del giudice (art. 38, r.d. n. 1054/1924). Il provvedimento giudiziale che riduce o proroga i termini deve abbreviare o prorogare in eguale misura anche i termini per le memorie e i documenti (sempre art. 38, r.d. n. 1054/1924).

 

1.14.4. Il termine per la notifica e il deposito dell誕ppello incidentale.

 

1.14.4.a) La tesi (prevalente) del rispetto dei termini di cui all誕rt. 37, r.d. n. 1054/1924 per l誕ppello incidentale subordinato e dei termini dell誕rt. 28, l. Tar, per l誕ppello incidentale autonomo.

Ai sensi dell誕rt. 37, co. 1, r.d. n. 1054/1924, le parti a cui stato notificato il ricorso, nel termine di trenta giorni successivi a quello fissato per il deposito del ricorso, possono presentare un appello incidentale, con le stesse forme prescritte per quello principale.

Il termine di trenta giorni solo quello ordinario, che ai sensi dell誕rt. 36 e dell誕rt. 37, r.d. n. 1054/1924 elevato di trenta giorni se il ricorrente incidentale risiede in altro Stato dell脱uropa, o di novanta giorni se risiedono fuori d脱uropa.

Si tratta di una proroga legale del termine.

E anche prevista la possibilit di proroga o riduzione dei termini per il deposito dell誕ppello (non per la sua notificazione), nonch per la notifica e il deposito dell誕ppello incidentale, ma con provvedimento del giudice (art. 38, r.d. n. 1054/1924). Il provvedimento giudiziale che riduce o proroga i termini deve abbreviare o prorogare in eguale misura anche i termini per le memorie e i documenti (sempre art. 38, r.d. n. 1054/1924).

Il regime processuale dell誕ppello incidentale, stabilito dall誕rt. 37, r.d. n. 1054/1024, richiamato dall誕rt. 29, l. Tar (che impone la notificazione entro il termine di trenta giorni successivo a quello assegnato per il deposito dell誕ppello principale), applicabile alle sole ipotesi di appello incidentale ォproprioサ (intendendosi per tale quello sorretto da un interesse avvinto da un nesso sostanziale di pregiudizialit a quello sotteso all誕ppello principale), mentre devono essere osservati gli ordinari termini di cui all誕rt. 28, co. 2, l. Tar (sessanta giorni dalla data di notificazione della sentenza di primo grado, ovvero, in difetto di notificazione della sentenza, sessanta giorni dalla notificazione dell誕ppello principale), nell段potesi di appello, che, ancorch qualificato incidentale, sia volto contro un capo autonomo della sentenza gi appellata ovvero a far valere un interesse autonomo[41].

In ogni caso per la proposizione dell誕ppello incidentale autonomo deve essere rispettato il termine lungo di un anno per l段mpugnazione delle sentenze (un anno e 45 giorni dal deposito).

Invero, il termine annuale di decadenza, fissato dall誕rt. 327 c.p.c., costituisce il limite temporale massimo per la proposizione della impugnazione, il quale opera ォindipendentementeサ dalla notificazione della pronuncia impugnata, e, quindi, non suscettibile di superamento, nemmeno quando, alla sua scadenza, non sia ancora maturato il termine breve dalla data di detta notificazione[42].

Sicch, ove, in ipotesi, l誕ppello principale venga notificato l置ltimo giorno utile del termine lungo annuale, l誕ppello incidentale autonomo che venga notificato dopo la notifica di quello principale, tardivo.

Anche nel caso di appello incidentale autonomo si applicano gli artt. 36, 37, 38, r.d. n. 1054/1924, quanto a proroghe e riduzione di termini.

Dalla data di notificazione dell誕ppello principale decorre il termine per il deposito dello stesso; e dalla scadenza del termine per il deposito del gravame principale decorre il termine di trenta giorni per la notifica dell誕ppello incidentale, ai sensi dell誕rt. 37, r.d. n. 1054/1924.

Ai sensi dell誕rt. 37, co. 3, r.d. n. 1054/1924, l弛riginale del ricorso incidentale, con la prova delle eseguite notificazioni e i documenti, deve essere depositato in segreteria nel termine di dieci giorni; il termine va osservato a pena di decadenza (art. 37 citato, co. 5).

Ai sensi dell誕rt. 44, r.d. n. 642/1907, nel termine di dieci giorni successivi a quello assegnato per il deposito dell誕ppello incidentale, le altre parti possono presentare memorie, fare istanze e produrre i documenti che ritengono opportuni.

 

1.14.4.b) La tesi secondo cui anche all誕ppello incidentale autonomo si applicano i termini dell誕rt. 37, r.d. n. 1054/1924.

Va ricordato un diverso orientamento espresso dalla giurisprudenza amministrativa, sulla falsariga di quella civile, che ritiene applicabile nel processo amministrativo l誕rt. 334 c.p.c., come interpretato dalla giurisprudenza civile.

Si sostiene che l誕ppello incidentale consentito entro i termini decorrenti dalla scadenza del termine di deposito dell誕ppello principale, non incontrerebbe limiti oggettivi.

Pertanto, non solo l誕ppello incidentale subordinato (vale a dire contro gli stessi capi di sentenza gravati in via principale) ma anche quello autonomo (vale a dire contro capi diversi, e comunque retto da un autonomo interesse) potrebbe essere proposto entro il termine di trenta giorni decorrente dalla scadenza del termine di deposito dell誕ppello principale[43].

L誕ppello incidentale c.d. tardivo incontrerebbe solo limiti <<soggettivi>>, non potendo essere proposto contro parti diverse dall誕ppellante principale[44].

La questione di quali siano i termini per l誕ppello incidentale autonomo stata da ultimo rimessa all弾same dell誕dunanza plenaria del Consiglio di Stato[45], ma quest置ltima non la ha esaminata per difetto di rilevanza[46].

 

1.14.5. I termini per l段ntervento in appello.

A norma dell誕rt. 37, r.d. n. 642/1907, <<1. Chi ha un interesse nella contestazione pu intervenirvi.

2. L'intervento proposto con domanda diretta alla sezione adita. La domanda deve contenere le ragioni, con la produzione dei documenti giustificativi, e dev'essere sottoscritta dalle parti e dall'avvocato, o dal solo avvocato munito di mandato speciale>>.

A norma del successivo art. 38, <<1. La domanda d'intervento notificata alle parti nel rispettivo domicilio di elezione ed all'autorit che ha emanato l'atto impugnato, e deve essere depositata in segreteria entro dieci giorni successivi a quello della notificazione>>.

Il termine di dieci giorni per il deposito della domanda di intervento stato introdotto dall誕rt. 1, co. 4, l. n. 205/2000, in sostituzione del previgente termine di soli due giorni.

Ai sensi dell誕rt. 38, r.d. n. 642/1907, come novellato dall誕rt. 1, co. 4, l. n. 205/2000, la domanda di intervento deve essere depositata in segreteria entro dieci giorni successivi a quello della notificazione; in precedenza, il termine era di due giorni, ed era ritenuto inammissibile l段ntervento depositato pi di due giorni dopo l置ltima delle notificazioni[47].

Ai sensi dell誕rt. 39, r.d. n. 642/1907, nel termine di dieci giorni dalla notificazione dell誕tto di intervento, gli interessati e l誕mministrazione possono presentare o trasmettere memorie e documenti.

 

1.14.6. I termini dei motivi aggiunti in appello.

Fermo restando che di regola non sono ammissibili motivi nuovi dedotti per la prima volta in appello[48], ipotizzabile la proposizione di motivi aggiunti in appello se la conoscenza di ulteriori vizi del provvedimento impugnato in primo grado emerga solo a seguito del deposito di documenti da parte dell誕mministrazione nel giudizio di appello, ovvero della scoperta di ulteriori documenti solo nel corso del secondo grado di lite[49].

I motivi aggiunti possono essere proposti sia dall誕ppellante principale, sia dall誕ppellante incidentale autonomo o subordinato, entrambi gi ricorrenti in primo grado.

I motivi aggiunti, ove ammissibili, seguono tutte le regole processuali dell誕ppello, in ordine a termini per la proposizione (sessanta giorni dalla legale conoscenza degli atti), termini per il deposito, e notifica alle altre parti.

 

1.14.7. I termini del rito cautelare in appello.

Per l誕ppello avverso le ordinanze cautelari del Tar previsto il termine breve di sessanta giorni decorrenti alla rituale notifica dell弛rdinanza, e il termine lungo di centoventi giorni dalla comunicazione del deposito dell弛rdinanza da parte della segreteria (art. 28, l. Tar).

Nel caso di domanda cautelare abbinata all誕ppello avverso sentenza, di regola, la domanda cautelare abbinata al ricorso di merito. Il termine coincide, in tal caso, con quello di proposizione del ricorso.

Non escluso che la tutela cautelare possa essere chiesta dopo la proposizione dell誕ppello relativo alla sentenza, sempre che sia tempestivo quest置ltimo.

A norma dell誕rt. 36, co. 2, r.d. n. 642/1907, in relazione alla domanda cautelare le altre parti possono, entro dieci giorni dalla notifica, depositare e trasmettere memorie o istanza alla segreteria.

E ipotizzabile sia una memoria unica di replica sia per la fase di merito che per la fase cautelare, sia una memoria specifica di replica limitata alla fase cautelare.

Il Presidente pu abbreviare il termine (art. 36, co. 3, r.d. n. 642/1907).

Sull'istanza di sospensione il Consiglio di Stato provvede nella sua prima udienza successiva al deposito del ricorso (art. 33, co. 4 l. n. 1034/1971).

 

1.14.8. Il termine per la richiesta del fascicolo di primo grado.

Ai sensi dell誕rt. 23, ult. co., l. Tar, entro trenta giorni dalla iscrizione a ruolo del processo di appello la segreteria della sezione del Consiglio di Stato comunica al giudice di primo grado l誕vvenuta interposizione dell誕ppello e chiede la trasmissione del fascicolo di primo grado.

 

1.14.9. Il termine per l誕vviso di udienza e per la presentazione di memorie e documenti per l置dienza di discussione.

La disciplina del processo innanzi al Consiglio di Stato non prevede che le parti possano depositare documenti fino a venti giorni liberi prima dell置dienza di discussione (come invece prescrive l誕rt. 23, l. Tar, per il processo di primo grado): anzi previsto che della data di udienza dato avviso almeno otto giorni prima (art. 54, r.d. n. 642/1907): tuttavia prassi che l誕vviso di udienza sia dato in tempo utile per consentire alle parti il deposito di documenti fino a venti giorni prima.

Parimenti, la disciplina del processo innanzi al Consiglio di Stato non prevede che le parti possano depositare memorie conclusionali fino a dieci giorni prima dell置dienza di discussione (come invece prescrive l誕rt. 23, l. Tar, per il processo di primo grado): anzi previsto che della data di udienza dato avviso almeno otto giorni prima (art. 54, r.d. n. 642/1907): tuttavia prassi che l誕vviso di udienza sia dato in tempo utile per consentire alle parti il deposito di memorie fino a dieci giorni liberi prima.

 

1.14.10. Il termine per la decisione di appello.

A norma dell誕rt. 55, l. n. 186/1982, <<le sentenze debbono essere redatte non oltre il 45ー giorno da quello della decisione della causa>>, <<e sono sottoscritte dal Presidente e dall'estensore>>.

La sentenza resa pubblica mediante deposito nella segreteria. Il segretario d atto del deposito in calce alla sentenza, vi appone la data e la firma ed entro cinque giorni ne d comunicazione alle parti costituite.

Non chiaro il significato dell弾spressione <<redazione della sentenza>>, attivit che deve svolgersi entro quarantacinque giorni dalla camera di consiglio in cui la causa decisa.

In particolare, non chiaro se entro quarantacinque giorni vada solo redatta, sottoscritta e depositata la minuta da parte del relatore, ovvero se, come sembra preferibile a garanzia della certezza dei termini, entro tale termine la sentenza vada anche pubblicata mediante deposito in segreteria.

A sostegno di questa seconda soluzione militano:

- il confronto con il processo civile, nel quale la sentenza va depositata in cancelleria entro sessanta giorni (decorrenti dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica (art. 275 c.p.c.);

- esigenze di certezza, atteso che rimarrebbe senza termine tutta la attivit successiva al deposito della minuta da parte del relatore.

 

1.15. I termini per la prosecuzione del giudizio davanti al Tar, a seguito di decisione del Consiglio di Stato di annullamento con rinvio.

Quando il Consiglio di Stato annulla la sentenza del Tar con rinvio al medesimo giudice, secondo l誕rt. 35, co. 4, l. Tar, come novellato nel 2000, il giudizio prosegue, e l置dienza viene fissata di ufficio. L置dienza deve tenersi entro trenta giorni dalla comunicazione della sentenza che dispone il rinvio. Le parti possono depositare atti, documenti e memorie fino a tre giorni prima.

La disciplina impone una particolare tempestivit, in quanto l置dienza pubblica di prosecuzione deve celebrarsi (e non solo fissarsi) entro trenta giorni decorrenti dalla comunicazione della sentenza del Consiglio di Stato che dispone il rinvio.

La particolare celerit spiega anche la deroga alle regole generali sui termini a difesa, con la previsione secondo cui le parti possono depositare atti, documenti e memorie fino a tre giorni prima dell置dienza di prosecuzione.

 

1.16. I termini del ricorso per cassazione avverso le decisioni del Consiglio di Stato.

Dispone l誕rt. 111 Cost. che contro le decisioni del Consiglio di Stato il ricorso per cassazione ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione[50].

Gi prima dell弾ntrata in vigore della Costituzione l誕rt. 362, co. 1, c.p.c., ancora oggi in vigore, aveva stabilito che possono essere impugnate con ricorso per cassazione le decisioni in grado d誕ppello o in unico grado di un giudice speciale, per motivi attinenti alla giurisdizione del giudice stesso.

Anche l誕rt. 48, r.d. 26 giugno 1924, n. 1054, gi prima dell誕rt. 111 Cost., statuiva che le decisioni del Consiglio di Stato <<pronunziate in sede giurisdizionale possono agli effetti della legge 31 marzo 1877, n. 3761, essere impugnate con ricorso per cassazione. Tale ricorso tuttavia proponibile soltanto per assoluto difetto di giurisdizione del Consiglio di Stato>>.

L誕rt. 36, l. Tar, ribadisce che contro le decisioni pronunziate dal Consiglio di Stato in secondo grado ammesso il ricorso in cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione.

Parimenti, l誕rt 10, co. 2, d.lgs. 24 dicembre 2003, n. 373, dispone che avverso le decisioni del Consiglio di giustizia amministrativa (che costituisce una sezione del Consiglio di Stato) ammesso ricorso alle Sezioni unite della Corte di Cassazione per motivi inerenti la giurisdizione[51].

Il ricorso per cassazione avverso le decisioni del Consiglio di Stato trova disciplina nel c.p.c.

A norma dell誕rt. 362, co. 1, c.p.c., il ricorso per cassazione contro le decisioni del Consiglio di Stato per motivi di giurisdizione si propone nel termine di cui all誕rt. 325, co. 2, c.p.c., vale a dire sessanta giorni decorrenti dalla notificazione della sentenza.

In aggiunta, trova applicazione il termine lungo di un anno.

A norma dell誕rt. 369, co. 1, c.p.c. il ricorso per cassazione va depositato nella cancelleria della Corte entro venti giorni dall置ltima notificazione, a pena di improcedibilit.

Ai sensi dell誕rt. 370, co. 1, c.p.c., la parte contro cui diretto il ricorso per cassazione, se intende contraddire, deve farlo con controricorso, da notificarsi al ricorrente nel domicilio eletto, entro venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso principale.

A norma dell誕rt. 370, co. 3, c.p.c., il controricorso depositato nella cancelleria della Corte di cassazione entro venti giorni dalla notificazione.

Dell置dienza dato avviso alle parti almeno venti giorni prima (art. 377 c.p.c.).

Le parti possono depositare memoria fino a cinque giorni prima (art. 378 c.p.c.).

In relazione ad una pronuncia del Consiglio di Stato, l弾sito in cassazione potrebbe essere: conferma; annullamento senza rinvio; annullamento con rinvio.

In caso di annullamento con rinvio, la causa va riassunta davanti al giudice indicato dalla Cassazione, entro un anno dalla pubblicazione della sentenza della Cassazione (art. 392 c.p.c.).

In sede di rinvio si osservano le norme stabilite per il procedimento davanti al giudice al quale la Corte ha rinviato la causa. In ogni caso deve essere prodotta copia autentica della sentenza di cassazione (art. 394, co. 1, c.p.c.).

Nel giudizio di rinvio le parti conservano la stessa posizione processuale che avevano nel procedimento in cui fu resa la pronuncia cassata (art. 394, co. 2, c.p.c.).

Nel giudizio di rinvio le parti non possono prendere conclusioni diverse da quelle prese nel giudizio in cui fu resa la sentenza cassata salvo che la necessit delle nuove conclusioni sorga dalla sentenza di cassazione (art. 394, co. 3, c.p.c.).

Si pu porre il caso che la Cassazione annulli per difetto di giurisdizione una sentenza del giudice ordinario, rinviando al giudice amministrativo. In tal caso il processo va riassunto davanti al Tar, con un nuovo ricorso da notificare entro un anno dalla pubblicazione della sentenza della Cassazione, e depositando copia autentica di quest置ltima. Nel resto si segue il rito del processo amministrativo.

 

1.17. I termini del procedimento di denuncia del conflitto di giurisdizione.

Dispone l誕rt. 362, co. 2, c.p.c., che possono essere denunciati in ogni tempo, con ricorso per cassazione, i conflitti positivi o negativi di giurisdizione, tra i giudici speciali, o tra questi e i giudici ordinari[52].

Il rimedio in questione assume un carattere straordinario, potendo essere proposto <<in ogni tempo>>: secondo la giurisprudenza, anche oltre il limite del giudicato.

Sicch, irrilevante che le decisioni contrastanti sulla giurisdizione siano ancora impugnabili con altri rimedi, o siano passate in giudicato: in entrambe le ipotesi si pu utilizzare il rimedio della denuncia del conflitto[53].

In dottrina, invece, stata sostenuta l弛pposta tesi, che la denuncia del conflitto incontra il limite del passaggio in giudicato di una delle decisioni confliggenti[54].

Il c.p.c. non detta specifiche norme procedurali per la denuncia di conflitto e la relativa decisione (a differenza della l. n. 3761/1877).

E solo prescritto che la Cassazione pronunci a sezioni unite (art. 374, co. 1, c.p.c.).

A differenza che per il regolamento di giurisdizione, non invece prescritto il rito camerale e la pronuncia con ordinanza.

Vale perci il rito ordinario e la decisione con sentenza.

Si devono ritenere estensibili le norme dettate per il ricorso per cassazione, e per la decisione della Cassazione sulle questioni di giurisdizione.

 

1.18. I termini del giudizio di revocazione delle sentenze dei Tar.

L誕rt. 28, l. Tar, per la revocazione delle sentenze di primo grado rinvia ai casi, modi e termini di cui agli artt. 395 e 396 c.p.c.

Non viene fatto rinvio alle altre norme del c.p.c. che disciplinano la revocazione (artt. da 397 a 403; artt. 325 e 326 c.p.c.).

Soccorre l誕rt. 19, l. Tar, secondo cui nel processo di primo grado davanti ai Tar sono applicabili le norme di procedura dettate per il giudizio davanti al Consiglio di Stato.

Pertanto, il rito della revocazione regolato dall誕rt. 46, t.u. n. 1054/1924 e dagli artt. da 81 a 86, r.d. n. 642/1907.

Ai sensi dell誕rt. 395 c.p.c., i motivi di revocazione ordinaria (n. 4 e 5) possono essere dedotti solo per le sentenze pronunciate in appello o in unico grado.

Si deve perci ritenere escluso il ricorso per revocazione ordinaria in relazione alle sentenze dei Tar[55].

In base all誕rt. 325 e 326 c.p.c., implicitamente richiamati dall誕rt. 395 c.p.c., il termine per la revocazione trenta giorni.

Per la revocazione straordinaria, decorrono dal giorno in cui stato scoperto il dolo o la falsit o la collusione o stato recuperato il documento o passata in giudicato la sentenza di cui all誕rt. 395

n. 6.

In base all誕rt. 399 c.p.c., il ricorso per revocazione va depositato entro venti giorni dalla notificazione.

Tuttavia nel processo civile tali termini sono omogenei con quelli per l誕ppello.

Nel processo amministrativo, il termine per la notifica dell誕ppello sessanta giorni e quello per il deposito dell誕ppello trenta giorni.

E dubbio se l誕rt. 28 l. Tar abbia inteso rinviare al c.p.c. anche per i termini del giudizio di revocazione.

Il dato letterale parla anche di <<termini>>, ma gli artt. 395 e 396 c.p.c. non recano la disciplina dei termini.

Sembra perci preferibile estendere al giudizio per revocazione davanti al Tar la disciplina dettata negli artt. 81 86, r.d. n. 642/1907.

In base a tale disciplina, i termini del giudizio di revocazione sono gli stessi dell誕ppello: sessanta giorni per la notifica e trenta giorni per il deposito[56].

Ai sensi dell誕rt. 83, r.d. n. 642/1907, la parte contraria e la pubblica amministrazione possono presentare nella segreteria memorie ed istanze e produrre documenti sull'ammissibilit della domanda, nei termini e modi previsti dall誕rt. 37, r.d. n. 1054/1924 per la costituzione delle altre parti.

Le parti diverse dal ricorrente hanno pertanto trenta giorni decorrenti dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso per la costituzione, la presentazione di memorie, documenti, e per il ricorso incidentale.

 

1.19. I termini del giudizio di revocazione delle decisioni del Consiglio di Stato.

Ai sensi dell誕rt. 36, l. Tar, contro le decisioni pronunziate dal Consiglio di Stato in secondo grado il ricorso per revocazione ammesso nei casi e nei termini previsti dall'art. 396, c.p.c..

Peraltro, l誕rt. art. 46, t.u. n. 1054/1924, dispone che contro le decisioni del Consiglio di Stato ammesso il ricorso di revocazione nei casi stabiliti dal c.p.c.

Alla luce del citato art. 46, si ritiene che, sebbene l誕rt. 36, l. Tar, rinvii all誕rt. 396 c.p.c., il rinvio debba intendersi fatto all誕rt. 395 c.p.c., che indica i motivi di revocazione[57]: vale a dire che la revocazione delle decisioni del Consiglio di Stato ammessa in tutti i casi in cui il c.p.c. consente la revocazione.

Si infatti affermato che l'art. 36, l. Tar non incompatibile con l'art. 46, r.d. n. 1054/1924 (prevedendo il primo la revocazione c.d. straordinaria); pertanto ammissibile il ricorso per revocazione ordinaria (e cio per errore di fatto o contrariet ad un precedente giudicato) delle decisioni d'appello del Consiglio di Stato: una diversa, pi restrittiva interpretazione dell'art. 36, l. Tar, farebbe sorgere la questione di costituzionalit di tale disposizione, per violazione dell'art. 24, Cost.[58].

Il rito processuale del giudizio di revocazione davanti al Consiglio di Stato regolato dagli artt. 82 86, r.d. n. 642/1907.

Eventuali lacune vanno colmate mediante utilizzo della disciplina del c.p.c.

In base all誕rt. 82, r.d. n. 642/1907, il termine per il ricorso in revocazione sessanta giorni.

Anche l誕dunanza plenaria ha ritenuto che il termine per proporre la revocazione delle decisioni del Consiglio di Stato di sessanta giorni, in conformit al termine previsto per l'appello innanzi a tale giudice; ci in quanto desumibile dall'ordinamento il principio secondo il quale il termine per proporre la revocazione delle sentenze di un giudice di un determinato gravame coincide con quello per proporre il gravame stesso[59].

Tuttavia, in caso di revocazione ordinaria, il termine di sessanta giorni se vi stata notificazione della sentenza, altrimenti trova applicazione il termine lungo di un anno[60]: secondo la Plenaria, infatti, per effetto del rinvio operato dall'art. 36, l. Tar al c.p.c., il termine della revocazione ordinaria decorrente dalla pubblicazione della decisione non pi quello di sessanta giorni, gi previsto dall'art. 82, r.d. n. 642/1907, bens il termine lungo annuale, previsto dall'art. 327 c.p.c.[61].

Nei casi di revocazione straordinaria, il termine di sessanta giorni decorre da quello in cui la falsit, riconosciuta o dichiarata prima della decisione, sia stata scoperta da chi propone la revocazione, oppure dal giorno in cui sia stata riconosciuta o dichiarata, o il dolo sia stato scoperto, o il documento sia stato ricuperato; purch in questi casi vi sia prova scritta da cui risulti il giorno della scoperta o del recupero.

Sicch inammissibile il ricorso per revocazione di decisione del Consiglio di Stato, che sia stato notificato dopo pi di sessanta giorni, computando inoltre la sospensione feriale del termine, dal recupero dei documenti che si asserisce essere decisivi, e che in precedenza non era stato possibile esibire[62].

Quanto al deposito del ricorso, secondo una tesi, ai sensi dell誕rt. 399, c.p.c., applicabile anche nel processo amministrativo, l誕tto introduttivo del giudizio di revocazione contro le decisioni del Consiglio di Stato deve essere depositato, a pena di improcedibilit, nel termine di venti giorni dall誕vvenuta notificazione[63].

Secondo una diversa e preferibile impostazione, per il deposito del ricorso per revocazione occorre applicare le regole che disciplinano il deposito dei ricorsi al Consiglio di Stato, e dunque il termine di trenta giorni[64]. Infatti l誕rt. 83, r.d. n. 642/1907, rinvia al termine previsto dall誕rt. 36, t.u. delle leggi sul Consiglio di Stato, per il deposito del ricorso al Consiglio di Stato, vale a dire il termine di trenta giorni.

 

1.20. I termini dell弛pposizione di terzo.

L誕rt. 28, l. Tar, dispone che contro le decisioni dei Tar ammesso ricorso per revocazione e appello al Consiglio di Stato.

L誕rt. 36, l. Tar, dispone che contro le decisioni pronunziate dal Consiglio di Stato in secondo grado sono ammessi il ricorso per revocazione, nei casi e nei termini previsti dall'art. 396, c.p.c., e il ricorso in cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione.

Formalmente, n in relazione alle sentenze dei Tar, n in relazione a quelle del Consiglio di Stato, previsto il rimedio dell弛pposizione di terzo.

Tale rimedio, limitatamente all弛pposizione di terzo ordinaria, stato introdotto dalla sentenza della Corte costituzionale 17 maggio 1995, n. 177, che ha dichiarato l'illegittimit costituzionale dei citati articoli, nella parte in cui non prevedono l'opposizione di terzo ordinaria fra i mezzi di impugnazione delle decisioni dei Tar e del Consiglio di Stato.

Posto che la declaratoria di incostituzionalit ha riguardato solo la mancata previsione dell弛pposizione di terzo ordinaria, controverso se sia o meno ammissibile, in relazione alle sentenze del giudice amministrativo, l弛pposizione di terzo revocatoria.

La ricostruzione del rito avvenuta ad opera della giurisprudenza amministrativa.

Con una pronuncia del 1998, il Consiglio di Stato ha affermato processo dinanzi al giudice amministrativo un procedimento da ricorso soggetto a brevi termini di decadenza, per cui necessario che un termine vi sia anche per il ricorso di opposizione di terzo, per il quale il dies a quo da individuare nella data in cui l弛pponente ha avuto legale (o comunque piena) conoscenza della sentenza lesiva del suo interesse[65]. Tale pronuncia non ha per preso posizione non essendo rilevante nel giudizio su quale fosse il termine per l弛pposizione.

In prosieguo il Consiglio di Stato ha ritenuto che l弛pposizione di terzo vada proposta nelle forme dell誕ppello[66], e dunque, da ritenere, con gli stessi termini.

 

2. I termini del contenzioso elettorale.

Termini abbreviati sono previsti per il contenzioso elettorale, vale a dire le impugnazioni avverso le operazioni elettorali inerenti i Comuni, le Province, le Regioni, il Parlamento europeo (art. 19, l. Tar, l. n. 1147/1966; art. 42, l. 24 gennaio 1979, n. 18).

Per il giudizio di primo grado non stabilito un generale dimezzamento dei termini rispetto a quelli ordinari, ma viene direttamente stabilito che taluni termini, indicati nominativamente, sono pi brevi di quelli ordinari, e solo a volte sono la met esatta di quelli ordinari.

Invece, un generale dimezzamento dei termini previsto per il giudizio di appello.

Non previsto alcun dimezzamento n per le impugnazioni diverse dall誕ppello che si svolgono davanti al giudice amministrativo (revocazione e opposizione di terzo), n per le impugnazioni che si svolgono davanti al giudice ordinario (regolamento di giurisdizione, ricorso per cassazione avverso le decisioni del Consiglio di Stato).

Per quanto riguarda le fasi incidentali davanti al giudice amministrativo (regolamento di competenza, incidente di falso, interruzione del processo, incidente cautelare) non previsto alcun dimezzamento in primo grado, mentre il dimezzamento si applica in appello.

Le ragioni di tali distinzioni sfuggono e sono probabilmente frutto del carattere alluvionale della normativa, che non ha mai formato oggetto di una razionalizzazione.

De jure condendo andrebbe generalizzato il dimezzamento di tutti i termini processuali.

Passando all弾same in dettaglio della disciplina, ai sensi dell誕rt. art. 83/11, d.p.r. 16 maggio 1960, n. 570, aggiunto dalla l. 23 dicembre 1966, n. 1147 (dettato per le operazioni elettorali relative ai Comuni, e richiamato: dall誕rt. 7, commi 2 e 3, l. 23 dicembre 1966, n. 1147, per le operazioni elettorali relative alla Province; dall誕rt. 19, l. 17 febbraio 1968, n. 108 per le operazioni elettorali relative alla Regioni a statuto ordinario) il ricorso di primo grado non va previamente notificato, bens depositato entro il termine di trenta giorni dalla proclamazione degli eletti. Il presidente, con decreto in calce al ricorso medesimo, fissa l'udienza di discussione della causa in via di urgenza e provvede alla nomina del relatore.

Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione della udienza, deve essere notificato giudiziariamente a cura di chi lo ha proposto, alla parte che pu avervi interesse, entro dieci giorni dalla data della comunicazione del provvedimento presidenziale[67].

Nei successivi dieci giorni dalla notificazione il ricorrente dovr depositare nella segreteria della sezione la copia del ricorso e del decreto, con la prova dell'avvenuta notificazione, insieme con gli atti e documenti del giudizio.

La parte controinteressata deve depositare nella segreteria le proprie controdeduzioni entro quindici giorni dalla ricevuta notifica.

Tutti tali termini sono espressamente qualificati come perentori, da osservarsi sotto pena di decadenza.

E prescritto che all置dienza data lettura del dispositivo.

Qualora siano necessari adempimenti istruttori, il giudice provvede con ordinanza, e fissa in pari tempo la nuova udienza di discussione (sistema, questo, che ora stato generalizzato dalla l. n. 205/2000).

La decisione depositata in segreteria entro dieci giorni dalla pronuncia e deve essere immediatamente trasmessa in copia, a cura del segretario della sezione, al sindaco, perch provveda, entro 24 ore dal ricevimento, alla pubblicazione per quindici giorni della parte dispositiva nell'albo pretorio a mezzo del segretario comunale che ne diretto responsabile.

Per tutto quanto non previsto nell誕rticolo in commento sulla disciplina del procedimento, si applicano le norme dettate per il processo davanti al Tar e al Consiglio di Stato.

Identici sono i termini e il rito in relazione alle operazioni elettorali relative ai rappresentanti dell棚talia al Parlamento europeo (art. 42, l. n. 18/1979).

Anche qui il termine per impugnare di trenta giorni, ma ha una diversa decorrenza (dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'elenco dei candidati proclamati

La sentenza, ove non sia stato proposto appello ai sensi del successivo articolo 43, deve essere trasmessa in copia, a cura del segretario, al presidente dell'ufficio elettorale nazionale.

Per tutto quanto non previsto sulla disciplina del procedimento, si applicano le norme di procedura dinanzi ai tribunali amministrativi regionali.

In particolare, non sono espressamente disciplinati i motivi aggiunti e il ricorso incidentale in primo grado.

Per i motivi aggiunti, da ritenere che si applichi lo stesso termine e lo stesso rito prescritto per il ricorso ordinario, vale a dire trenta giorni, con previo deposito e successiva notifica.

Quanto al ricorso incidentale, la giurisprudenza ha ritenuto che si applichi il termine di quindici giorni, previsto dall誕rt. 83/11 per le <<controdeduzioni>>[68].

Entro tale termine, peraltro, il ricorso incidentale va, secondo la giurisprudenza, sia notificato che <<depositato>>, sicch ritenuto irricevibile se viene solo notificato entro tale termine, e depositato successivamente[69].

In termini analoghi occorrerebbe ragionare in relazione ad un ipotetico regolamento di competenza promosso in un giudizio elettorale. Anch弾sso rientrerebbe nel novero delle <<controdeduzioni>> sicch soggetto a notifica e deposito entro quindici giorni dalla notifica del ricorso principale. Tuttavia la giurisprudenza ritiene che la competenza territoriale nei giudizi relativi a operazioni elettorali sia inderogabile, e dunque non soggiace al regolamento di competenza. L段ncompetenza pu eccepita nei modi ordinari e pu essere rilevata di ufficio[70].

In tema di intervento in causa, invece, si osservato che in tutte le fasi procedurali dei giudizi elettorali non specificamente disciplinate operano le norme di carattere generale, per cui, ai sensi dell'art. 40, r.d. n. 642/1907, anche nei processi elettorali, come nei processi amministrativi in genere, l'intervento non sottost ad alcun termine di decadenza, salvo quello implicito del passaggio in decisione della causa[71].

In tema di riassunzione del ricorso elettorale dopo il giudizio espresso dalle sezioni unite della Corte di cassazione sul ricorso per regolamento di giurisdizione si affermato che non va osservato il termine fissato nell'art. 83/11, d.p.r. n. 570/1960, bens quello previsto dall'art. 297 c.p.c.[72].

Per quanto riguarda l誕ppello avverso le sentenze in materia di operazioni elettorali inerenti Comuni, Province e Regioni, previsto un termine di venti giorni dalla notifica della sentenza, per coloro nei cui confronti obbligatoria la notifica; per gli altri cittadini elettori il termine di venti giorni decorre dall置ltimo giorno di pubblicazione della sentenza all誕lbo pretorio del Comune (art. 29, l. Tar)[73].

Secondo consolidata opinione, il ricorso di appello, a differenza di quello di primo grado, va prima notificato e poi depositato, in quanto segue le regole dell弛rdinario processo di appello (come espressamente dispongono l誕rt. 29, co. 3, l. Tar, e l誕rt. 83/12, d.P.R. n. 570 del 1960): nel giudizio di appello del rito elettorale non si applicano le disposizioni previste per il primo grado, per il quale soltanto previsto prima il deposito del ricorso e poi la sua notificazione con in calce il decreto presidenziale di fissazione dell置dienza di discussione[74].

Si osservano tutti gli altri termini del giudizio di appello davanti al Consiglio di Stato, ma ridotti alla met (art. 29, l. Tar).

La previsione citata, contenuta nell誕rt. 29, l. Tar, ricalca fedelmente l誕rt. 83/12, d.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, aggiunto dalla l. 23 dicembre 1966, n. 1147.

Per quanto riguarda le elezioni dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo, l誕rt. 43, l. n. 18/1979, prevede la possibilit di un appello avverso il solo dispositivo, entro cinque giorni dalla lettura del dispositivo medesimo, e di un appello avverso la motivazione entro il termine di venti giorni dalla ricezione dell'avviso di pubblicazione della sentenza che va inviato alle parti anche se non costituite.

Per il resto richiamato l誕rt. 29 l. Tar, e dunque tutti gli altri termini del giudizio di appello sono dimezzati.

Pertanto in tutto il contenzioso elettorale di quindici giorni il termine per il deposito dell誕ppello e per la costituzione delle altre parti, nonch il termine per l誕ppello incidentale.

Il termine per il deposito dell誕ppello incidentale di cinque giorni[75].

Si ritenuto che in difetto di notifica della sentenza, il termine lungo annuale per appellare dimezzato e dunque pari a sei mesi[76].

Inoltre espressamente previsto che l置dienza viene fissata in via di urgenza (art. 29, l. Tar).

Come gi osservato non sono espressamente disciplinati i termini del giudizio di revocazione delle sentenze rese nel contenzioso elettorale.

Essendo il dimezzamento una eccezionale deroga alle regole generali, lo stesso di stretta interpretazione e non estensibile fuori dai casi espressamente contemplati.

Pertanto devono trovare applicazione i termini ordinari e il rito ordinario del giudizio innanzi al giudice la cui sentenza oggetto di revocazione.

Dunque il giudizio di revocazione davanti al Tar andr proposto con ricorso prima notificato e poi depositato, e non con il rito del contenzioso elettorale che prevede prima il deposito e poi la notificazione.

E nel giudizio di revocazione davanti al Consiglio di Stato troveranno applicazione i termini ordinari del giudizio innanzi a tale Consesso.

Quanto all弛pposizione di terzo, la stessa stata ritenuta inammissibile nel contenzioso elettorale, atteso che qualunque cittadino elettore sarebbe legittimato a proporre ricorso in relazione alle operazioni elettorali[77], ma la soluzione, se pu essere condivisa per i cittadini elettori, non lo per l段potesi di parti necessarie pretermesse nell弛riginario giudizio. I termini, in difetto di espressa previsione del dimezzamento, sono quelli ordinari.

 

3. I termini del rito abbreviato dell誕rt. 23 bis, l. Tar.

 

3.1. Connotati e ambito applicativo del rito abbreviato.

L誕rt. 23 bis, l. Tar, introdotto dalla l. n. 205/2000, prevede un giudizio abbreviato comune a determinate materie.

Viene mutuato in parte il rito speciale, di cui al previgente art. 19, d.l. n. 67/1997: tuttavia, da un lato, viene esteso l誕mbito applicativo, a tutti i pubblici appalti e anche ad altre materie; dall誕ltro, viene anche innovato il rito processuale.

In termini generali, si pu osservare che quelle per cui stato previsto il nuovo rito sono tutte materie connotate dalla urgenza a causa dei rilevanti interessi in gioco, di carattere economico o politico.

Il rito si connota come speciale, rispetto a quello ordinario, per la rapida scansione dei tempi processuali.

In sintesi, e salvi i successivi analitici approfondimenti nei paragrafi che seguono, va osservato che l誕bbreviazione del rito viene cos articolata:

- dimezzamento di tutti i termini processuali salvo quelli per la proposizione del ricorso;

- rapida definizione del merito, attraverso la diretta previsione di una scansione temporale celere;

- pubblicazione del dispositivo;

- dimezzamento dei termini anche per il deposito della sentenza e per la proposizione dell誕ppello.

Il rito di cui all誕rt. 23 bis si applica a numerose materie, alcune elencate nell誕rt. 23 bis medesimo, e altre indicate da leggi successive.

In sintesi il rito abbreviato si applica in caso di impugnazione di:

- provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione, e di attivit tecnico - amministrative ad esse connesse (art. 23 bis, co. 1, lett. a);

- provvedimenti relativi alle procedure di aggiudicazione, affidamento ed esecuzione, di opere pubbliche o di pubblica utilit, ivi compresi i bandi di gara e gli atti di esclusione dei concorrenti, nonch ai provvedimenti relativi alle procedure di occupazione ed espropriazione delle aree necessarie per le opere (art. 23 bis, co. 1, lett. b);

- provvedimenti relativi alle procedure di aggiudicazione, affidamento ed esecuzione di servizi pubblici e forniture, ivi compresi i bandi di gara e gli atti di esclusione dei concorrenti (art. 23 bis, co. 1, lett. c);

- pi in generale, atti delle procedure di affidamento, nonch degli incarichi e dei concorsi di progettazione, relativi a lavori, servizi e forniture, previsti dal codice dei contratti pubblici (art. 245, co. 1, d.lgs. n. 163/2006);

- provvedimenti adottati dalle autorit amministrative indipendenti (art. 23 bis, co. 1, lett. d) e art. 245, co. 1, d.lgs. n. 163/2006);

- provvedimenti di procedure di privatizzazione, dismissioni di imprese e di beni pubblici, costituzione, modificazione e soppressione di aziende (art. 23 bis, co. 1, lett. e);

- provvedimenti di nomina adottati previa delibera del Consiglio dei Ministri ai sensi della l. 23 agosto 1988, n. 400 (art. 23 bis, co. 1, lett. f);

- provvedimenti di scioglimento degli enti locali e quelli connessi concernenti la formazione e il funzionamento degli organi (art. 23 bis, co. 1, lett. g);

- controversie in materia di espropriazione immobiliare, ai sensi dell誕rt. 53, t.u. n. 327/2001 (testo unico delle espropriazioni immobiliari);

- procedure di affidamento ed espropriazione relative a infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi di preminente interesse nazionale, ai sensi dell誕rt. 14, d.lgs. 20 agosto 2002, n. 190, ora trasfuso nell誕rt. 246, d.lgs. n. 163/2006;

- controversie sportive attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell誕rt. 3, commi 1, 2 e 3, d.l. 19 agosto 2003, n. 220, <<disposizioni urgenti in materia di giustizia sportiva>>, conv. nella l. 17 ottobre 2003, n. 280);

- controversie relative a provvedimenti del Ministero delle comunicazioni e dell但utorit per le garanzie delle comunicazioni nelle materie oggetto del codice delle comunicazioni elettroniche, ai sensi dell誕rt. 9, d.lgs. 1ー agosto 2003, n. 259;

- controversie relative a provvedimenti dell但utorit per le garanzie nelle comunicazioni, nei confronti delle emittenti locali, in tema di parit di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie per la comunicazione politica, ai sensi dell誕rt. 11 quinquies, l. 22 febbraio 2000, n. 28, introdotto dalla l. 6 novembre 2003, n. 313;

- controversie aventi ad oggetto le procedure ed i provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica di cui al d.l. 7 febbraio 2002, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2003, n. 55, e le relative questioni risarcitorie, ai sensi dell誕rt. 1, co. 552, l. 30 dicembre 2004, n. 311, <<disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005>>); giova evidenziare che la giurisdizione esclusiva e il rito speciale abbreviato vengono circoscritti ai provvedimenti relativi a impianti con potenza superiore a 300 MW termici (che sono gli impianti menzionati nel d.l. n. 7/2002), mentre per quelli con potenza pari o inferiore si applicano l弛rdinario criterio di riparto di giurisdizione e il rito processuale ordinario;

- controversie in materia di espropriazione delle invenzioni industriali, in base all誕rt. 142, co. 5, codice della propriet industriale di cui al d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30;

- controversie sulle ordinanze che dichiarano lo stato di emergenza ai sensi della legge di protezione civile (l. n. 225/1992), in base all誕rt. 3, d.l. 30 novembre 2005, n. 245, conv. nella l. 27 gennaio 2006, n. 21.

 

3.2. Le regole del rito speciale connesse e svincolate dalla domanda cautelare.

Nel rito speciale in esame sono previste alcune regole che si applicano per il solo fatto che si verte in una delle materie elencate nel comma 1, a prescindere dalla presentazione o meno di una domanda cautelare, e invece altre regole che si applicano solo se c定 una domanda cautelare.

In particolare, si applicano a prescindere dall弾sservi o meno domanda cautelare:

- la regola del dimezzamento di tutti i termini processuali, salvo quello per ricorrere (art. 23 bis, co. 2);

- la regola della pubblicazione del dispositivo entro sette giorni dall置dienza di discussione (art. 23 bis, co. 7);

- le regole sui termini abbreviati per appellare avverso la sentenza, ovvero avverso il dispositivo con riserva dei motivi (art. 23 bis, co. 8).

Altre regole si applicano invece solo se c定 domanda cautelare.

Si tratta, in particolare, del peculiare meccanismo finalizzato alla celere definizione del merito, in presenza di fumus e periculum, delineato nei commi 3, 4, e 5 (fissazione dell置dienza con ordinanza, deposito di memorie e documenti entro un termine che decorre dall弛rdinanza, anzich a ritroso dalla data di udienza).

Una certa ambiguit presenta il comma 8 dell誕rt. 23 bis, secondo cui le disposizioni dell誕rticolo si applicano <<anche davanti al Consiglio di Stato, in caso di sospensione della sentenza appellata>>.

La norma, letta isolatamente, potrebbe indurre a ritenere che l段ntero articolo si applica in appello solo se c定 domanda cautelare.

Ma una lettura sistematica, anche alla luce della applicazione pratica della norma, induce a ritenere che nel giudizio di appello si applicano i commi 2 e 7 dell誕rt. 23 bis (vale a dire il dimezzamento dei termini processuali e la pubblicazione del dispositivo entro sette giorni), anche se non c定 domanda cautelare.

Invece il peculiare meccanismo processuale della fissazione dell置dienza di merito con ordinanza, si applica in appello, come in primo grado, solo se c定 domanda cautelare.

 

3.3. Il termine per ricorrere: termine ordinario di sessanta giorni e prospettive di dimezzamento, per l段mpugnazione dell誕ggiudicazione, alla luce del diritto comunitario.

A difficolt interpretative ha dato luogo il co. 2 che prevede un generale dimezzamento dei termini processuali, salvo quello per la proposizione del ricorso.

Mentre nel rito speciale opere pubbliche, introdotto nel 1997, e che costituisce il genitore del rito speciale ex art. 23 bis, era previsto il dimezzamento anche del termine per notificare il ricorso, nel rito attuale il termine per il ricorso al Tar quello ordinario di sessanta giorni.

A tale soluzione si pervenuti in quanto il termine dimezzato per proporre ricorso aveva dato luogo a difficolt pratiche per le parti (costrette al rispetto di un termine troppo breve in considerazione della complessit e tecnicismo della materia), e a dubbi di costituzionalit (che peraltro erano stati ritenuti infondati dal giudice delle leggi).

Si perci preferito ripristinare il termine ordinario di sessanta giorni per l誕tto introduttivo del giudizio, che la prima presa di contatto tra parte e giudice.

Tuttavia, per la materia delle procedure di affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi, forniture, il previgente termine di trenta giorni appariva razionale e coerente sia con le esigenze di urgenza e celerit, sia con il diritto comunitario.

L誕ttuale previsione che invece assegna sessanta giorni per impugnare gli atti delle procedure di affidamento, d luogo a rilevanti problemi pratici.

Invero, secondo una regola di derivazione comunitaria, nelle procedure di affidamento di contratti pubblici il contratto non pu essere stipulato prima di trenta giorni dalla comunicazione agli altri concorrenti del provvedimento di aggiudicazione (art. 11, co. 10, d.lgs. n. 163/2006), salvo motivate ragioni di particolare urgenza.

Lo scopo della previsione di evitare che con la <<corsa alla stipulazione del contratto>> si vanifichi il diritto di difesa degli altri concorrenti, che si troverebbero ad impugnare l誕ggiudicazione a stipulazione del contratto gi avvenuta.

Ma tale scopo vanificato dallo sfalsamento temporale tra il termine dilatorio per la stipula del contratto (trenta giorni) e il termine per il ricorso giurisdizionale contro l誕ggiudicazione (sessanta giorni).

Sarebbe opportuno, in una prospettiva de jure condendo, omogeneizzare il termine dilatorio per la stipula del contratto e il termine per l段mpugnazione giurisdizionale dell誕ggiudicazione.

In tale linea di tendenza si muove il recente progetto di direttiva comunitaria sul contenzioso appalti, che prevede da un lato un termine dilatorio per la firma del contratto (peraltro di dieci giorni, di contro ai trenta attuali), e dall誕ltro lato la possibilit per gli Stati membri di prevedere un termine massimo per impugnare il provvedimento di aggiudicazione, pari ugualmente a dieci giorni.

Il progetto di direttiva comunitaria conferma che non sarebbe illegittima la scelta legislativa di prevedere un termine abbreviato per impugnare l誕ggiudicazione, atteso il rilevante interesse pubblico alla celere esecuzione dei pubblici appalti.

 

3.4. La nozione e l誕mbito della <<proposizione>> del ricorso. Deposito del ricorso. Motivi aggiunti, ricorso e appello incidentale, regolamento di competenza, revocazione, opposizione di terzo, ricorso per cassazione.

L誕rt. 23 bis, che sottrae al dimezzamento il termine per la proposizione del ricorso, ha dato luogo a numerose questioni.

Si anzitutto posto il problema se per <<proposizione>> del ricorso debba intendersi solo la sua notificazione o anche il suo successivo deposito.

La giurisprudenza dopo alcune incertezze ora consolidata, a seguito dell段ntervento dell誕dunanza plenaria, nel senso che il non dimezzamento riguarda solo il termine per la notifica, mentre dimezzato il termine per il deposito, sia in primo grado che in appello (dunque quindici giorni) [78].

Alla notifica del ricorso va equiparato l誕tto con cui il ricorrente in sede straordinaria traspone in sede giurisdizionale l弛riginario ricorso amministrativo, a seguito di opposizione del controinteressato, e in particolare la notifica di tale atto alle altre parti. Sicch il relativo termine non dimezzato. E invece dimezzato il termine per il deposito in giudizio dell誕tto di trasposizione[79].

Si pone poi il problema dell誕mpiezza dell弾spressione <<ricorso>> (sottratto al dimezzamento).

Si discusso, in particolare, se il legislatore si sia riferito solo al primo ricorso introduttivo, ovvero abbia inteso sottrarre al dimezzamento anche gli altri atti che introducono nuove domande nel giudizio, come i motivi aggiunti e il ricorso incidentale.

Sul punto non vi ancora certezza, ma secondo la tesi prevalente motivi aggiunti[80] e ricorso incidentale[81] si sottraggono al dimezzamento, perch anch弾ssi sono, per la parte, una prima presa di contatto con il giudice, e dunque vi l段dentica ratio sottesa al ricorso introduttivo.

La giurisprudenza pi recente ha escluso il dimezzamento dei termini per la proposizione dei motivi aggiunti, senza distinguere tra motivi aggiunti avverso atti connessi e motivi aggiunti avverso gli atti originariamente impugnati[82], mentre secondo una tesi pi risalente occorreva distinguer tra motivi aggiunti avverso atti nuovi (non soggetti a dimezzamento) e motivi aggiunti avverso i medesimi atti gi impugnati (soggetti a dimezzamento).

Invece si ritiene che sia dimezzato il termine per il regolamento di competenza[83], che atto rientrante nelle scelte strategiche del difensore.

Dunque la regola che sembra evincersi che si sottraggono al dimezzamento le <<domande nuove>> che sono una prima presa di contatto tra la parte e il giudice.

Per quanto riguarda in particolare il ricorso incidentale, si pu concordare che si sottrae al dimezzamento il ricorso incidentale di primo grado.

Invece, per quanto riguarda l誕ppello incidentale, lo stesso deve soggiacere allo stesso termine prescritto per l誕ppello principale (trenta giorni dalla notificazione della sentenza, centoventi giorni dalla pubblicazione della sentenza).

In particolare l誕ppello incidentale autonomo, andr proposto entro trenta giorni dalla notifica della sentenza o dell誕ppello, e comunque al pi tardi entro centoventi giorni dalla pubblicazione della sentenza.

Diversamente ragionando, si avrebbero termini pi lunghi per l誕ppello incidentale rispetto a quello principale.

Non poi chiaro se sono o meno dimezzati i termini per le impugnazioni diverse dall誕ppello, per il quale sono espressamente previsti termini ridotti.

Sotto tale profilo, dell誕rt. 23 bis, co. 2, sono possibili due letture contrapposte.

Per una tesi, l弾ccettuazione dal dimezzamento del termine per il ricorso, si riferisce a tutti i ricorsi introduttivi di un誕utonoma fase di giudizio, e dunque anche al ricorso per revocazione ed opposizione di terzo. Pertanto, il termine per notificare tali ricorsi non dimezzato, mentre sono dimezzati tutti i successivi termini processuali di tali impugnazioni.

Secondo una opposta lettura, il co. 2 dell誕rt. 23 bis, anche alla luce della genesi storica della norma, ha inteso sottrarre al dimezzamento solo il termine per notificare il ricorso di primo grado (e gli atti ad esso assimilabili, quali i motivi aggiunti in primo grado e il ricorso incidentale), e non anche le impugnazioni, tanto vero che per l誕ppello sono espressamente previsti termini dimezzati.

Pertanto, sarebbero dimezzati anche il termine per notificare il ricorso per revocazione e per opposizione di terzo.

Nella incertezza attuale della giurisprudenza sul punto, prudente, nel proporre il ricorso per revocazione e per opposizione di terzo, osservare i termini dimezzati.

In ogni caso si deve ritenere sottratto al dimezzamento il ricorso per cassazione, che trova la sua compiuta disciplina nel c.p.c., mentre l誕rt. 23 bis incide solo sulle fasi processuali che si svolgono davanti al giudice amministrativo.

 

3.5. Segue. Altri riti speciali, giudizio di esecuzione e giudizio risarcitorio nelle materie di cui all誕rt. 23 bis.

Si pone poi la questione se il dimezzamento dei termini riguardi o meno:

- i nuovi termini previsti dalla l. n. 205/2000, in materia di tutela cautelare, procedimento monitorio, opposizione ai decreti presidenziali di estinzione del giudizio, la perenzione ultradecennale;

- il giudizio di ottemperanza;

- il rito avverso il silenzio.

Quanto ai termini nuovi previsti dalla l. n. 205, anche gli stessi sono dimezzati, salvo quelli per introdurre autonome domande nelle materie di cui all誕rt. 23 bis, diverse da quelle di impugnazione di provvedimenti.

In particolare, nel caso di domande di decreto ingiuntivo o di opposizione a decreti di estinzione del giudizio, nelle materie di cui all誕rt. 23 bis, non vi sono quelle esigenze di celerit sottese al 23 bis, e troveranno invece applicazione gli speciali riti previsti per la tutela monitoria e per la opposizione ai decreti di estinzione, anche per quel che riguarda i termini processuali.

Quanto al caso di silenzio dell誕mministrazione nelle materie di cui all誕rt. 23 bis, da ritenere che si applichi il rito speciale avverso il silenzio, di cui all誕rt. 21 bis, anche quanto ai termini processuali, e non l誕rt. 23 bis.

Quanto al giudizio di ottemperanza, secondo una lettura si sottrae al dimezzamento solo l誕tto introduttivo (sotto il profilo che non si dimezzano i termini per ricorrere), mentre il restante giudizio si svolge con termini dimezzati.

Secondo un誕ltra lettura, anche il ricorso introduttivo del giudizio di ottemperanza soggetto a dimezzamento, non trattandosi di ricorso di primo grado e dunque di prima presa di contatto tra parte e giudice.

Nell段ncertezza opportuno promuovere il giudizio di ottemperanza nel rispetto del termine dimezzato.

Non sembra invece convincente la tesi, pure in astratto sostenibile, secondo cui tutto il giudizio di ottemperanza fuori dall誕mbito dell誕rt. 23 bis.

E, invero, da un lato il co. 1 della norma fa riferimento genericamente ai <<giudizi>> nelle materie elencate, senza distinguere tra giudizi di cognizione e di esecuzione e, dall誕ltro lato, sul piano logico, le esigenze di celerit sottese ai processi nelle materie elencate, permangono, e se del caso pi pregnanti, nella fase di esecuzione delle sentenze. Di qui la sottoposizione anche del giudizio di ottemperanza al generale dimezzamento dei termini, con l置nico dubbio, esposto, se sia o meno sottratto al dimezzamento il solo termine per la instaurazione del giudizio.

Quanto, infine, all誕pplicabilit o meno dei termini processuali dimezzati di cui all誕rt. 23 bis, l. Tar, ai giudizi risarcitori nelle materie di cui al citato art. 23 bis la giurisprudenza divisa.

In senso favorevole al dimezzamento orientata la giurisprudenza del Consiglio di giustizia amministrativa siciliana[84] secondo cui la dimidiazione dei termini processuali ex art. 23-bis citato trova applicazione anche nei giudizi risarcitori; ci in quanto il potere riconosciuto al giudice amministrativo di disporre il risarcimento del danno ingiusto non costituisce sotto alcun profilo una nuova "materia" attribuita alla sua giurisdizione, bens uno strumento di tutela ulteriore, rispetto a quello classico demolitorio, da utilizzare per rendere giustizia al cittadino nei confronti della pubblica amministrazione.

Secondo un diverso indirizzo il citato art. 23-bis (con la dimidiazione dei termini processuali) non troverebbe applicazione ai giudizi risarcitori, atteso che la norma si riferirebbe solo alle controversie tassativamente elencate[85]. Del resto rispetto ai giudizi risarcitori neppure ricorre la ratio per la quale il legislatore ha ritenuto di favorire, in deroga ai termini processuali ordinari, una pi rapida tutela degli interessi pubblici.

La questione dell誕pplicabilit o meno dei termini dimezzati dell誕rt. 23 bis, l. Tar, ai giudizi risarcitori nelle materie ivi indicate, stata rimessa all弾same dell誕dunanza plenaria[86].

La plenaria[87] ha aderito alla tesi della inapplicabilit del rito speciale di cui all誕rt. 23 bis (e dunque alla inapplicabilit del dimezzamento dei termini) ai giudizi risarcitori nelle materie di cui al citato art. 23 bis, <<sulla scorta di convergenti considerazioni di ordine sia testuale che sistematico. In tal senso, da osservare in primo luogo che secondo la lettera della legge il rito abbreviato si applica nei giudizi aventi ad oggetto 斗段mpugnazione di provvedimenti..relativi ..alle procedure di espropriazione: stando al dato testuale, quindi, la dimidiazione dei termini non riguarda le domande risarcitorie autonome, nelle quali non si mira a demolire i provvedimenti adottati nell誕mbito della procedura di esproprio ma si lamenta il danno derivante dalla loro esecuzione. L弛ggetto del giudizio risarcitorio non rientra dunque tra quelli tassativamente enumerati al comma 1 dell誕rt. 23 bis, le cui disposizioni acceleratorie nella misura in cui derogano incisivamente all弛rdinario regime processuale risultano di stretta interpretazione e non possono essere applicate estensivamente al di fuori delle ipotesi nominate che il Legislatore ha ritenuto di individuare.

Sotto altro e decisivo profilo, la normativa in argomento risponde all弾vidente fine di favorire, nei limiti di compatibilit con le esigenze individuali di tutela giurisdizionale, una tempestiva definizione di controversie incidenti su peculiari interessi pubblici, onde ad esempio contenere il nocumento che la collettivit riceve dal ritardo nella realizzazione di opere pubbliche.

In questa prospettiva, la definizione del giudizio risarcitorio evidentemente non incide sugli interessi che l誕rt. 23 bis mira a tutelare, con la conseguenza che anche la ratio della norma depone per la inapplicabilit del rito abbreviato alle controversie come quella all弾same - introdotte da domande autonome di risarcimento del danno per equivalente>>.

 

3.6. Tipologia dei termini dimezzati.

La giurisprudenza ha ritenuto che il dimezzamento riguarda il termine semestrale per la riassunzione del processo interrotto, previsto dall誕rt. 24, co. 2, l. Tar[88], il termine per la perenzione del giudizio[89], il termine per l弛pposizione a ricorso straordinario, proposta dal controinteressato, e il successivo termine per la trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale, ovviamente nel caso di ricorso straordinario nelle materie di cui all誕rt. 23 bis, l. Tar[90].

Quanto agli altri termini dimezzati, di dieci giorni il termine per la costituzione delle altre parti in primo grado e di quindici in appello.

Il termine per la presentazione di documenti di dieci giorni prima dell置dienza e per le memorie cinque giorni prima dell置dienza.

Infine, il dimezzamento dei termini processuali non incide sulla durata del periodo feriale, che rimane quella ordinaria[91].

 

3.7. Scansione dell誕bbreviazione del rito.

In caso di fumus boni juris e di periculum in mora, se il contraddittorio completo, ovvero previa integrazione dello stesso, il collegio fissa con ordinanza la data di discussione del merito, per la prima udienza successiva al termine di trenta giorni dalla data di deposito dell弛rdinanza.

Dispone il co. 4 dell誕rt. 23 bis che nel giudizio abbreviato le parti possono depositare documenti entro il termine di quindici giorni dal deposito o dal ricevimento dell弛rdinanza che fissa l置dienza di merito, e possono depositare memorie entro i successivi dieci giorni.

Mentre di regola il termine per il deposito di memorie e documenti viene calcolato <<a ritroso>> dalla data dell置dienza (stabilendosi che il deposito si pu fare fino a un certo numero di giorni prima della data di udienza: art. 23, co. 4, l. Tar), in questa norma il termine viene calcolato in avanti, con decorrenza dalla data di deposito o ricevimento dell弛rdinanza che fissa l置dienza di merito. Ovviamente tale meccanismo si applica solo se c定 un弛rdinanza che fissa l置dienza di merito, diversamente si applicano i termini calcolati a ritroso dall置dienza (e dimezzati).

Se l弛rdinanza viene depositata il giorno stesso dell置dienza cautelare, e fissa l置dienza di merito per una data di quaranta giorni dopo, i documenti possono essere depositati entro quindici giorni dal deposito, e dunque venticinque giorni prima dell置dienza di merito.

Siffatto meccanismo si spiega perch le memorie vanno a loro volta depositate, nella norma in commento, <<entro i successivi dieci giorni>>, che si calcolano dallo scadere dei quindici giorni per il deposito di documenti.

Invece, secondo la regola generale, anche le memorie si depositano in un termine calcolato a ritroso dalla data dell置dienza.

Il meccanismo ipotizzato dalla norma in commento vuole che le parti, nel redigere le memorie, abbiano avuto la possibilit di conoscere i documenti e di tenerne conto, s che si arrivi all置dienza di merito con un quadro completo, per parti e giudice.

Nell弾sempio sopra fatto, i documenti vengono depositati nei quindici giorni dal deposito dell弛rdinanza, e le memorie nei successivi dieci giorni, vale a dire venticinque giorni prima dell置dienza i primi, e quindici giorni prima dell置dienza le seconde.

Deve criticamente osservarsi che con questo meccanismo di calcolo dei termini di deposito non si ha, rispetto alla regola generale, un誕bbreviazione dei termini, ma piuttosto un allungamento degli stessi: nella regola generale, i documenti si depositano fino a venti giorni prima dell置dienza, e le memorie fino a dieci giorni prima. La regola del dimezzamento avrebbe postulato il deposito dei documenti fino a dieci giorni prima, e delle memorie fino a cinque giorni prima.

Invece, con l弾sempio sopra fatto si dimostrato che ci non accade: e, anzi, pi lontana l置dienza di merito come in concreto pu accadere per esigenze organizzative dell置fficio o per esigenze delle parti pi si vede come il termine di deposito si allunga rispetto a quello ordinario, lungi dal dimezzarsi.

Resta poi da chiarire se le due decorrenze fissate per il deposito dei documenti deposito o ricevimento dell弛rdinanza siano alternative o cumulative.

Il problema che se il deposito dell弛rdinanza avviene in udienza, lo stesso pu valere quale dies a quo per le parti presenti.

Se avviene successivamente, occorre il ricevimento dell弛rdinanza per tutte le parti, sicch il dies a quo quello del ricevimento.

Dunque deposito e ricevimento sono due decorrenze alternative, di cui l置na esclude l誕ltra.

Altro problema quello della decorrenza del termine per il deposito delle memorie, ancorato alla scadenza del termine per il deposito dei documenti.

Infatti la norma dice che le memorie si depositano <<nei successivi dieci giorni>>, ed chiaro che si intende successivi al termine per il deposito dei documenti.

Ma il termine di deposito dei documenti non certo nella scadenza, avendo decorrenza da una data incerta, che quella del ricevimento dell弛rdinanza.

Sicch, la parte che deve depositare la memoria, non sa qual la data di scadenza per il deposito dei documenti.

A meno che non si ipotizzi che la segreteria avvisa le parti del deposito dei documenti, ma in tal modo si introduce, da un lato, un adempimento non previsto, e, dall誕ltro lato, una decorrenza diversa del termine, dalla conoscenza del deposito dei documenti, e non dalla scadenza del termine per il deposito.

E evidente che siffatti problemi esegetici non si sarebbero posti se i termini di deposito fossero stati calcolati a ritroso dalla data dell置dienza, come nella disciplina generale.

A tutti gli inconvenienti denunciati si potr ovviare solo ritenendo non perentori i termini di deposito, e consentendo anche depositi tardivi, ovvero ritenendo che la disciplina speciale non esclude l誕pplicazione di quella generale, che calcola i termini a ritroso dalla data di udienza.

Ma in tal caso si dovrebbe coerentemente ammettere il dimezzamento dei termini, e dire che le parti:

possono depositare documenti fino a dieci giorni liberi dalla data di udienza;

possono depositare memorie fino a cinque giorni liberi dalla data di udienza.

Nella prassi si verifica quanto delineato: i depositi di documenti e memorie avvengono applicando i termini calcolati a ritroso dall置dienza, come nella disciplina generale, ma dimezzati. Invece il termine calcolato con decorrenza dall弛rdinanza sostanzialmente disapplicato, atteso anche che infrequente l置tilizzo dell弛rdinanza per la fissazione del merito.

Il dispositivo della sentenza viene pubblicato entro sette giorni dalla data dell'udienza, mediante deposito in segreteria.

Il termine per il deposito della sentenza integrale dimezzato rispetto a quello ordinario di 45 giorni, ed pertanto pari a ventitre giorni.

A rigore, il dimezzamento del termine dispari, porterebbe a un termine di 22,5 giorni, ma sembra corretto applicare l誕rrotondamento per eccesso a 23 giorni.

La questione non di particolare rilevanza pratica, atteso che il termine di pubblicazione delle sentenze non considerato perentorio, salva la rilevanza della sua inosservanza a fini disciplinari e di responsabilit.

 

3.8. I termini per l誕ppello dell弛rdinanza cautelare, del dispositivo, dei motivi, della intera sentenza.

Dispone il co. 7 dell誕rt. 23 bis che il termine per appellare la sentenza di trenta giorni dalla notificazione, o centoventi dalla pubblicazione della sentenza.

Viene dunque dimezzato il termine breve di sessanta giorni, e ridotto ad un terzo il termine lungo annuale.

Nell弾segesi della norma abbastanza chiaro che la <<proposizione>> si riferisce alla sola notificazione del ricorso, mentre per il successivo deposito vale la regola generale sul dimezzamento dei termini processuali.

Il termine lungo di centoventi giorni decorre dalla pubblicazione della sentenza e non dalla comunicazione della pubblicazione: in dottrina si sono avanzati dubbi di costituzionalit della previsione, perch la parte potrebbe non essere resa edotta dell段ntervenuta pubblicazione, a cura della segreteria[92].

Il co. 7, in aggiunta all誕ppello avverso la sentenza integrale, consente la possibilit di impugnare il solo dispositivo con riserva dei motivi, e in un momento successivo, la motivazione.

Per impugnare il dispositivo si stabilisce un unico termine di 30 giorni, decorrente dalla pubblicazione dello stesso; questo perch si suppone che la parte sa che il dispositivo va pubblicato entro sette giorni e, quindi, conosce anche il termine per impugnarlo, decorrente dalla pubblicazione.

Per l'appello avverso la motivazione previsto un termine di trenta giorni dalla notifica della sentenza ovvero centoventi giorni, questa volta, per, decorrenti non dalla pubblicazione della sentenza, come nel caso di appello avverso la sentenza completa, ma dalla comunicazione della pubblicazione.

Dunque nel corpo di una medesima disposizione si ha una decorrenza diversa a seconda che si impugni la sentenza completa ovvero che si impugnino solo i motivi, separatamente dal dispositivo.

Inoltre, la previsione della decorrenza dei centoventi giorni dalla comunicazione della pubblicazione, sembrerebbe lasciare in piedi il termine lungo annuale che, invece, decorre dalla pubblicazione.

Non trova espressa disciplina, all段nterno dell誕rt. 23 bis, il termine per appellare l弛rdinanza cautelare.

Invero l誕rt. 23 bis, regola solo i termini per l誕ppello avverso il dispositivo, avverso la motivazione, e avverso la sentenza completa.

Il co. 2 poi dispone che i termini processuali sono ridotti a met, salvo quello per la proposizione del ricorso.

Si possono allora ipotizzare due soluzioni:

- il termine per l誕ppello avverso l弛rdinanza cautelare rientra nella nozione di termine per la proposizione del ricorso, ed dunque quello ordinario previsto per l誕ppello avverso le ordinanze cautelari, vale a dire sessanta giorni dalla notificazione dell弛rdinanza, ovvero centoventi giorni dalla comunicazione del deposito dell弛rdinanza in segreteria;

- il termine per l誕ppello avverso l弛rdinanza cautelare non rientra nella nozione di termine per la proposizione del ricorso, che riguarda solo il ricorso introduttivo di primo grado, ed perci soggetto a dimezzamento: dunque trenta giorni dalla notifica, o sessanta giorni dalla comunicazione del deposito dell弛rdinanza[93].

La prima soluzione pu essere sostenuta osservando che il dimezzamento dei termini eccezionale e non pu essere ammesso fuori dei casi espressamente consentiti.

Tale prima soluzione ha inoltre precisi appigli esegetici, nei co. 1 e 2 dell誕rt. 23 bis.

Il co. 1 dispone che l誕rt. 23 bis si applica agli organi di giustizia amministrativa, quindi si applica direttamente anche al Consiglio di Stato e non in virt di un rinvio, per il giudizio di appello, al giudizio di primo grado.

Il co. 2 dispone che i termini processuali sono ridotti alla met, salvo quello per proporre il ricorso.

Ne consegue che se l誕rt. 23 bis si applica direttamente al Consiglio di Stato, il termine per proporre ricorso al Consiglio di Stato avverso le ordinanze cautelari non il termine dimezzato previsto per le sentenze, bens quello ordinario avverso le ordinanze cautelari, vale a dire il termine di sessanta giorni dalla notifica e centoventi giorni dalla pubblicazione.

La seconda soluzione per pi coerente col sistema complessivo dell誕rt. 23 bis, che dimezza il termine per l誕ppello avverso la sentenza, sicch non si comprenderebbe perch per appellare l弛rdinanza la parte dovrebbe disporre di un termine pi lungo di quello per appellare la sentenza.

 

4. I termini del giudizio speciale in materia di infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi.

L誕rt. 246, d.lgs. n. 163/2006, in cui stato trasfuso l誕rt. 14, d.lgs. n. 190/2002, in relazione alle procedure di affidamento di infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi, oltre a richiamare il rito dell誕rt. 23 bis, l. Tar, detta ulteriori disposizioni processuali speciali.

Ai fini del presente studio, rileva la norma secondo cui non occorre domanda di fissazione dell置dienza di merito, che viene fissata di ufficio, e che va celebrata entro quarantacinque giorni dalla data di deposito del ricorso.

 

5. I termini nel rito dell誕ccesso (art. 25, l. n. 241/1990).

Nel rito dell誕ccesso, disciplinato dall誕rt. 25, l. n. 241/1990, previsto un termine dimezzato per la proposizione del ricorso, pari a trenta giorni.

E da ritenere che tale termine dimezzato valga anche per eventuali successivi motivi aggiunti di ricorso.

E previsto inoltre un termine breve per la udienza in camera di consiglio, sia in primo grado che in appello (che deve celebrarsi entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso).

Infine, previsto un termine breve per appellare (trenta giorni dalla notifica della sentenza).

E da ritenere che il termine breve per l誕ppello si estenda anche all弾ventuale appello incidentale autonomo e ad eventuali motivi aggiunti.

Trattandosi di rito in camera di consiglio, nella prassi si ammette che le parti possano depositare memorie e documenti fino al giorno dell置dienza.

A parte i termini brevi che si sono appena indicati (per il ricorso di primo grado, per l誕ppello, per motivi aggiunti e appello incidentale, per l置dienza di discussione), non sono previste espressamente altre abbreviazioni, per cui la giurisprudenza si pronunciata nel senso che restano fermi per tutti gli altri aspetti i termini processuali ordinari, ad esempio in materia di deposito del ricorso di primo grado, in materia di deposito dell'appello, di termine lungo per l'appello, di proposizione di ricorso e appello incidentale.

Nonostante l誕bbreviazione di taluni termini, il giudizio in materia di accesso non considerato un processo cautelare o urgente, sicch i relativi termini restano sospesi nel periodo feriale (dal 1ー agosto al 15 settembre di ogni anno).

La disciplina dei termini nel rito dell誕ccesso non appare del tutto razionale.

Invero, le esigenze di celerit finalizzate, dalla parte del ricorrente, a conseguire rapidamente l誕ccesso, e, dalla parte dell誕mministrazione, a impedire l誕ccesso, non sono soddisfatte dalla previsione del termine dimezzato per il ricorso di primo grado.

Tale dimezzamento rende pi difficile l弾sercizio del diritto di difesa, senza giovare all段nteresse dell誕mministrazione (che, finch il ricorso non proposto, non riceve alcun nocumento, limitandosi a non ostendere gli atti).

Invece, gli interessi in gioco postulano un celere svolgimento del giudizio, che per non garantito dall誕ttuale meccanismo processuale, in cui il dimezzamento riguarda solo alcuni termini processuali.

Sicch, da un lato, andrebbe riportato a sessanta giorni il ricorso di primo grado, e dall誕ltro andrebbe previsto il dimezzamento di tutti gli altri termini processuali (sulla falsariga del modello dell誕rt. 23 bis).

 

6. I termini nel rito del silenzio (art. 21 bis, l. Tar).

La tutela giurisdizionale avverso il silenzio inadempimento della pubblica amministrazione ha subito una evoluzione giurisprudenziale e normativa.

Dapprima stata la giurisprudenza a delineare gli strumenti di tutela.

Poi la l. n. 205/2000 ha introdotto uno speciale rito processuale in relazione al silenzio inadempimento.

Infine, la l. n. 15/2005 e la l. n. 80/2005 hanno dettato alcune regole che incidono sulla tutela giurisdizionale.

Quanto alla fase di cognizione, fino alla innovazione introdotta con la l. n. 15/2005, si discusso su quale fosse il termine per la proposizione del ricorso.

Secondo la tesi prevalente, il termine era quello di sessanta giorni, previsto per i giudizi impugnatori, e decorrente dalla data della conoscenza della formazione del silenzio inadempimento[94].

La soluzione non era del tutto convincente, perch se il silenzio la mera inerzia, il giudizio non impugnatorio, ma di accertamento, sicch non sistematicamente corretto ipotizzare un termine di decadenza per il ricorso, tipico dei giudizi impugnatori[95].

La l. n. 15/2005 ha previsto che il ricorso giurisdizionale avverso il silenzio inadempimento pu proporsi anche senza previa diffida.

Il termine per ricorrere non pi quello ordinario di decadenza di sessanta giorni.

L誕zione pu infatti proporsi finch perdura l段nadempimento, ma comunque non oltre un anno decorrente dalla scadenza dei termini per provvedere di cui all誕rt. 2, l. n. 241/1990.

Non si tratta di un termine di decadenza, ma di prescrizione breve del diritto di azione.

Il limite di un anno risponde alla duplice necessit pratica di celerit del contenzioso e di evitare che la pubblica amministrazione inerte sia soggetta sine die al rischio di una azione giurisdizionale, ma non ad una impostazione teorica, perch sul piano teorico l誕zione compete fintanto che dura l段nadempimento.

Tanto vero che espressamente fatta salva la riproponibilit dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti, anche decorso l誕nno dalla formazione del silenzio inadempimento (art. 2, ultimo co., l. n. 241/1990).

La riproponibilit comporta che dopo l誕nno va nuovamente presentata istanza di provvedimento all誕mministrazione: e l誕zione di inadempimento sar proponibile dopo la formazione del nuovo silenzio.

Nel rito in esame sono previsti solo alcuni termini abbreviati. Per tutti gli altri, valgono le regole ordinarie.

In particolare, non sono dettate regole quanto ai termini per il deposito del ricorso e per la costituzione delle altre parti, nonch per il ricorso incidentale.

Trovano pertanto applicazione i termini ordinari: trenta giorni per il deposito del ricorso, venti giorni per la costituzione delle altre parti in primo grado, trenta giorni per la costituzione delle altre parti in appello, venti giorni prima dell置dienza per il deposito di documenti e dieci giorni prima dell置dienza per il deposito di memorie.

Per quanto riguarda i motivi aggiunti, se si propongono motivi aggiunti avverso atti espressi, vale il termine ordinario di sessanta giorni. Se si vogliono proporre motivi aggiunti avverso il silenzio, deve valere comunque il termine annuale di prescrizione breve previsto per il ricorso originario.

Secondo l誕rt. 21 bis, l置dienza si deve tenere entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso.

Trattandosi di rito in camera di consiglio, nella prassi si ammette che le parti possano depositare memorie e documenti fino al giorno dell置dienza.

Ulteriore termine speciale quello per l誕ppello, fissato in trenta giorni dalla notificazione ovvero novanta giorni dalla comunicazione della pubblicazione.

E da ritenere che tali termini si applichino anche per l誕ppello incidentale autonomo, mentre per quello proprio valgono i termini ordinari.

Anche nel giudizio di appello l置dienza in camera di consiglio deve tenersi entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso.

La sentenza che accoglie il ricorso avverso il silenzio assegna all誕mministrazione un termine per provvedere, di norma non superiore a trenta giorni.

Da questo si desume che, a differenza che nell弛rdinario giudizio di ottemperanza, non occorre diffida ad adempiere e rispetto di termine dilatorio il giudice pu essere adito dopo la scadenza del termine assegnato dal giudice all誕mministrazione.

 

7. I termini nel rito per decreto ingiuntivo.

Ai sensi dell誕rt. 8, co. 1, l. n. 205/2000, nelle controversie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, aventi a oggetto diritti soggettivi di natura patrimoniale, si applica il capo I del titolo I del libro IV del codice di procedura civile. Per l段ngiunzione competente il presidente o un magistrato da lui delegato. L弛pposizione si propone con ricorso.

A parte le regole di competenza e sulla forma dell弛pposizione, viene richiamato il rito del decreto ingiuntivo contenuto nel c.p.c. (art. 633 e ss.).

Si osservano, pertanto, i relativi termini processuali, fermo che il termine per l誕zione quello di prescrizione del diritto.

Si ricordano, in particolare:

- il termine per la notificazione del decreto ingiuntivo, pari a sessanta giorni se va eseguita in Italia e a novanta giorni se va eseguita all弾stero (art. 644 c.p.c.);

- il termine di quaranta giorni per l弛pposizione al decreto ingiuntivo (art. 641 c.p.c.), riducibile fino a dieci o prorogabile fino a sessanta (inoltre il termine di cinquanta giorni se l弛pponente risiede in uno Stato dell旦nione europea diverso dall棚talia, riducibile fino a venti, e di sessanta giorni se risiede in altri Stati, riducibile fino a trenta giorni e prorogabile fino a centoventi giorni).

Dispone, poi, l誕rt. 645 c.p.c., che in seguito all弛pposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito, ma i termini di comparizione sono ridotti a met.

Ne consegue che dopo l弛pposizione, nel processo amministrativo si osservano i termini del giudizio davanti a Tar e Consiglio di Stato.

Il problema se e come applicare nel giudizio amministrativo la regola del dimezzamento dei <<termini di comparizione>>, che presuppongono che l誕tto introduttivo del giudizio sia la citazione, che reca, appunto, la indicazione del termine di comparizione.

Invero nel processo civile l誕ttore che, nel citare il convenuto, indica la udienza di comparizione.

Invece, nel processo amministrativo, l誕tto introduttivo il ricorso, e la udienza stabilita dal giudice, non dall誕ttore.

Non esiste, pertanto, alcun termine di comparizione.

Ora, posto che l誕rt. 8, l. n. 205/2000, stabilisce espressamente che nel processo amministrativo l弛pposizione a decreto ingiuntivo si fa con ricorso, si deve ritenere che:

da un lato, l弛pposizione segue i termini previsti dal c.p.c.;

una volta notificata l弛pposizione entro detti termini, il processo prosegue con le regole del giudizio amministrativo, senza alcun dimezzamento di termini, in quanto l誕rt. 645 c.p.c. prevede il dimezzamento dei soli termini di comparizione, termini che non esistono nel processo amministrativo.

Uno speciale decreto ingiuntivo quello emesso in favore degli ausiliari del giudice (c.t.u. e commissario ad acta), previsto dall誕rt. 170, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115. La peculiarit che per l弛pposizione a tale decreto ingiuntivo previsto un termine di venti giorni.

 

8. I termini del rito con decreto presidenziale.

A norma dell誕rt. 26, co. 7, prima parte, l. Tar, introdotto dall誕rt. 9, co. 1, l. n. 205/2000: <<La rinuncia al ricorso, la cessazione della materia del contendere, l'estinzione del giudizio e la perenzione sono pronunciate, con decreto, dal presidente della sezione competente o da un magistrato da lui delegato. Il decreto depositato in segreteria, che ne d formale comunicazione alle parti costituite>>.

Contro il decreto presidenziale ammessa opposizione al collegio entro sessanta giorni decorrenti dalla comunicazione.

L弛pposizione va depositata entro dieci giorni dall置ltima notificazione.

Il Collegio decide nei successivi trenta giorni, con ordinanza.

Se il Collegio di primo grado accoglie l弛pposizione, la causa viene riscritta sul ruolo e si svolge nei modi ordinari.

L弛rdinanza collegiale appellabile: il giudizio di appello si svolge secondo le regole ordinarie ma tutti i termini sono ridotti della met.

Non sono previsti dimezzamenti, invece, per altre pur possibili impugnazioni, come la revocazione e l弛pposizione di terzo.

 

9. I termini nel rito relativo ai provvedimenti di trasferimento e destinazione d'ufficio dei magistrati ordinari a sedi disagiate.

L誕rt. 4, co. 3, l. 4 maggio 1998 n. 133, prevede un vero e proprio rito speciale in relazione ai provvedimenti che dispongono il trasferimento o la destinazione d置fficio dei magistrati ordinari a sedi disagiate.

In tale rito speciale, oltre alla necessit di una puntuale motivazione dell弛rdinanza cautelare di accoglimento, espressamente prevista, stabilito, quanto ai termini:

- il dimezzamento di tutti i termini processuali ( da ritenere, anche quello per la proposizione del ricorso);

- il termine di due mesi come durata massima della ordinanza cautelare di accoglimento;

- il termine di due mesi dalla data dell弛rdinanza cautelare per la celebrazione dell置dienza di merito;

- la fissazione della data dell置dienza di merito da parte dell置dienza cautelare;

- la fissazione dell置dienza di merito, anche di ufficio, e, dunque, da ritenere, anche in difetto di istanza di fissazione di udienza;

- la pubblicazione del dispositivo entro sette giorni dalla data dell置dienza di merito.

 

10. I termini nei giudizi su diritti soggettivi.

Nei casi di giurisdizione esclusiva, laddove la controversia riguardi diritti soggettivi, l誕zione sottoposta a termine di prescrizione, e non al termine di decadenza di sessanta giorni (p.es. le pretese patrimoniali dei pubblici dipendenti, nei residui casi di giurisdizione del giudice amministrativo, sono soggette a prescrizione quinquennale).

Una volta notificato il ricorso, nel rispetto del termine di prescrizione, il giudizio si svolge secondo le regole processuali proprie del giudizio davanti al Tar e al Consiglio di Stato, e dunque nel rispetto dei relativi termini.

 

11. I termini nel giudizio risarcitorio.

Nell誕mbito dei giudizi su diritti soggettivi, una posizione particolare occupano i giudizi per il risarcimento del danno, nelle materie rientranti nella giurisdizione del giudice amministrativo.

Ove il danno non derivi da un provvedimento amministrativo, ma da un comportamento illecito dell誕mministrazione (e nei casi in cui il giudice amministrativo abbia giurisdizione: danni da silenzio, ritardo, trattative contrattuali scorrette), la domanda risarcitoria del tutto svincolata dalla domanda di annullamento dell誕tto amministrativo.

In tal caso, agevole individuare sia il termine di prescrizione, pari a cinque anni (sul presupposto della natura aquiliana della responsabilit della p.a.), sia la sua decorrenza (dal verificarsi del fatto illecito, ai sensi dell誕rt. 2947 c.c.).

Ove il danno derivi da un provvedimento amministrativo illegittimo, la domanda di risarcimento del danno pu essere proposta o unitamente alla domanda di annullamento dell誕tto amministrativo, o separatamente da essa.

Fermo che l段llecito ha natura aquiliana e che pertanto il termine di prescrizione di cinque anni, laddove la domanda risarcitoria sia proposta in via autonoma problematica la individuazione del dies a quo, da cui decorre il termine di prescrizione.

Infatti, se si aderisce alla tesi della pregiudizialit dell誕nnullamento dell誕tto amministrativo rispetto al risarcimento, tesi finora seguita dalla giurisprudenza amministrativa, ne deriva che il termine dell誕zione risarcitoria inizia a decorrere o da quando il provvedimento amministrativo annullato in via di autotutela, di ricorso straordinario, ovvero da quando passa in giudicato la sentenza che annulla il provvedimento amministrativo.

Ma tale impostazione destinata ad essere rimessa in discussione ove dovesse avere seguito la tesi delle Sezioni unite della Cassazione, sostenuta nel giugno 2006, secondo cui il risarcimento del danno pu essere chiesto anche se non stato chiesto l誕nnullamento del provvedimento.

In tal caso, si atteggia diversamente la questione della decorrenza del termine di prescrizione dell誕zione risarcitoria.

Infatti, se il provvedimento amministrativo viene in considerazione anche come fatto produttivo di danno ingiusto, allora l誕zione risarcitoria autonoma va proposta entro cinque anni dalla data del verificarsi del fatto illecito, e dunque, di regola, dalla data di adozione del provvedimento.

Anche il giudizio risarcitorio, una volta promosso con la notifica dell誕zione entro il termine di prescrizione, segue le regole processuali del giudizio innanzi al Tar e al Consiglio di Stato, e dunque i relativi termini.

 

12. I termini per il giudizio di esecuzione delle sentenze.

Dalle sentenze esecutive nasce un vero e proprio diritto soggettivo a conseguire l弾secuzione delle statuizioni del giudice.

L誕zione di esecuzione delle sentenze, sia nel caso di giudicato (art. 37, l. Tar), sia nel caso di sentenze di primo grado esecutive, ancorch non passate in giudicato (art. 33, ult. co., l. Tar, introdotto dalla l. n. 205/2000) (c.d. actio judicati) soggetta al termine di prescrizione di dieci anni di cui all誕rt. 2953 c.c.

Dispone infatti l誕rt. 2953 c.c. che i diritti per i quali la legge prevede una prescrizione pi breve, quando per essi interviene sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono nel termine di dieci anni.

E ai sensi dell'art. 90, co. 2, r.d. n. 642/1907, i ricorsi per ottemperanza possono essere proposti finch dura l'azione di giudicato[96].

Si deve ritenere che quando viene chiesta l弾secuzione non gi di sentenza passata in giudicato, ma di sentenza di primo grado esecutiva, il termine per l誕zione sia pari a dieci anni decorrenti dalla sentenza. Invece per il giudizio di ottemperanza del giudicato il termine dieci anni dal giudicato.

L誕zione sottoposta anche ad un termine dilatorio, extraprocessuale, che di trenta giorni dalla notifica di atto di diffida e messa in mora all誕mministrazione (art. 90, r.d. n. 642/1907).

Secondo le vigenti norme processuali, entro tale termine il ricorso va depositato, e non anche notificato.

La giurisprudenza chiede anche la notificazione del ricorso, ordinando, dopo il deposito, la integrazione del contraddittorio.

Nella prassi il ricorso per esecuzione spesso viene prima notificato e poi depositato. In tal caso, per evitare decadenze, va notificato entro il termine di prescrizione dellactio judicati.

Quanto esposto vale sia nelle ipotesi in cui l弾secuzione venga chiesta al Tar, in relazione a sentenze del Tar medesimo o del giudice ordinario, rientranti nella competenza del Tar, sia nelle ipotesi in cui l弾secuzione venga chiesta al Consiglio di Stato (in relazione alle sentenze del Consiglio di Stato, o del giudice ordinario, rientranti nella competenza del Consiglio di Stato).

Ove l誕zione di esecuzione venga proposta davanti al Tar, la relativa sentenza, nei limiti in cui appellabile, soggetta agli ordinari termini per l誕ppello al Consiglio di Stato (termine breve di sessanta giorni e termine lungo annuale).

Nel corso del giudizio davanti al Tar e davanti al Consiglio di Stato si osservano i relativi termini, ricordando, per, che non prescritta la previa notifica del ricorso, ma il suo diretto deposito (entro il termine dellactio judicati), anche se la giurisprudenza nella prassi chiede di solito la instaurazione del contraddittorio con le controparti.

Ai sensi dell誕rt. 91, r.d. n. 642/1907, una volta depositato il ricorso per ottemperanza, il segretario ne d immediata comunicazione al Ministero competente, che, entro i venti giorni dalla ricevuta comunicazione, pu trasmettere le sue osservazioni in segreteria. Spirato il termine di venti giorni, il Presidente, in fine del ricorso, destina il consigliere per farne relazione alla sezione, nel giorno che all置opo designa.

Trattandosi di rito in camera di consiglio, si ammette che le parti possano depositare memorie e documenti fino al giorno dell置dienza.

 

13. Ulteriori termini abbreviati in materie determinate.

 

13.1. Premessa.

Una legislazione alluvionale e mal coordinata ha di volta in volta previsto, per svariate materie, termini processuali abbreviati, dettati da esigenze contingenti, in relazione a specifici provvedimenti amministrativi.

Impossibile ridurre a razionalit le numerose ipotesi, e cogliere un disegno unitario: difficilmente stato previsto un dimezzamento generalizzato di tutti i termini processuali, pi spesso vengono ridotti taluni termini e lasciati invariati tutti gli altri, secondo criteri che sembrano casuali e mal meditati.

Si seguir, pertanto, nell弾lencazione, un criterio cronologico.

 

13.2. Provvedimenti di diniego di nulla osta cinematografico.

In relazione ai provvedimenti di diniego di nulla osta cinematografico, l誕rt. 8, l. n. 161/1962, dettato in un弾poca in cui era previsto il ricorso al Consiglio di Stato in unico grado, dispone che i termini di cui agli articoli 36 e 37 del t.u. 26 giugno 1924, n. 1054, sono ridotti a met. L'udienza di discussione fissata d'ufficio entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, e la decisione deve essere pubblicata entro dieci giorni dalla udienza di discussione. Interpretando la norma alla luce della introduzione dei Tar, e del contenuto degli artt. 36 e 37, t.u. n. 1054/1024, ne deriva che sono dimezzati:

il termine per la notifica del ricorso di primo grado (trenta giorni);

il termine per il deposito del ricorso di primo grado (quindici giorni);

il termine per la costituzione delle altre parti in primo grado (dieci giorni);

il termine per il ricorso incidentale in primo grado (quindici giorni);

il termine per il deposito del ricorso incidentale in primo grado (cinque giorni);

il termine per la notifica del ricorso di appello (trenta giorni o sei mesi);

il termine per il deposito dell誕ppello (quindici giorni);

il termine per la costituzione delle altre parti in appello (quindici giorni);

il termine per l誕ppello incidentale (quindici giorni);

il termine per l誕ppello incidentale autonomo (trenta giorni);

il termine per il deposito dell誕ppello incidentale (cinque giorni).

Formalmente non dimezzato il termine per memorie e documenti per l置dienza di discussione, ma di fatto lo perch l置dienza va fissata di ufficio entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. Tale regola deve ritenersi applicabile sia in primo grado che in appello.

E pi che dimezzato, come visto, il termine per il deposito della sentenza (dieci giorni), sia in primo grado che in appello.

Non sono dimezzati tutti gli altri termini processuali non elencati nella norma e negli artt. 36 e 27, t.u. n. 1054/1024, quale il termine per il regolamento di competenza, i termini per le fasi incidentali (cautelare, falso, interruzione del processo), il termine per le impugnazioni diverse dall誕ppello.

Tale rito meriterebbe di essere razionalizzato, riportando a sessanta giorni il termine per il ricorso di primo grado, e estendendo il rito abbreviato dell誕rt. 23 bis, se del caso mantenendo solo il termine di dieci giorni per la pubblicazione della sentenza, se ritenuto opportuno, ovvero sostituendolo con la pubblicazione del dispositivo entro sette giorni.

 

13.3. Provvedimenti in materia di passaporti.

Contro i provvedimenti in materia di passaporti, l誕rt 10, l. 21 novembre 1967, n. 1185, prevede il ricorso al Tar negli stessi termini prescritti per il ricorso amministrativo previsto dalla stessa norma, pari a trenta giorni, ovvero quarantacinque giorni quando la sede dell'autorit competente al rilascio del passaporto si trovi in un Paese extraeuropeo.

L誕rt. 11 aggiunge che la decisione del giudice amministrativo deve essere eseguita dall誕mministrazione entro quindici giorni dalla comunicazione. Non si tratta di un termine processuale, ma tale termine incide sul rito per la instaurazione del giudizio di ottemperanza, in quanto decorsi quindici giorni dalla comunicazione della sentenza, il giudizio di ottemperanza potr essere instaurato senza necessit di previa diffida.

Anche in tale rito irrazionale il termine dimezzato per il ricorso, e sarebbe opportuno ripristinare il termine di sessanta giorni, se del caso abbreviando i termini del rito processuale (p.es. mediante l弾stensione del rito abbreviato dell誕rt. 23 bis, l. Tar).

 

13.4. Provvedimenti in tema di requisiti delle associazioni di produttori zootecnici.

L誕rt. 5, l. 8 luglio 1975, n. 306, stabilisce che il termine per il ricorso al Tar avverso provvedimenti regionali in tema di requisiti delle associazioni di produttori zootecnici di trenta giorni; nessun誕ltra abbreviazione peraltro prevista, sicch si pu dubitare della razionalit della previsione del termine dimezzato solo per il ricorso di primo grado; tale eccezione rispetto alla regola generale andrebbe abrogata (basterebbe abrogare, nel comma 2 dell誕rt. 5, le parole <<nel termine di trenta giorni>>.

 

13.5. Ordinanza che assicura le prestazioni indispensabili in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

In caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali, se viene adottata l弛rdinanza volta ad assicurare le prestazioni indispensabili (art. 8, l. 12 giugno 1990, n. 146), tale ordinanza pu essere impugnata con ricorso al Tar, (da parte dei soggetti che promuovono lo sciopero, delle amministrazioni, delle imprese e dei singoli prestatori di lavoro destinatari del provvedimento, che ne abbiano interesse) in un termine brevissimo, pari a sette giorni, decorrenti dalla comunicazione dell弛rdinanza o, rispettivamente, dal giorno successivo a quello della sua affissione nei luoghi di lavoro. La proposizione del ricorso non sospende l'immediata esecutivit dell'ordinanza. Se ricorrono fondati motivi il tribunale amministrativo regionale, acquisite le deduzioni delle parti, nella prima udienza utile, sospende il provvedimento impugnato anche solo limitatamente alla parte in cui eccede l'esigenza di salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati (art. 10, l. n. 146/1990).

Le uniche abbreviazioni previste sono quella per la proposizione del ricorso di primo grado, e quella per la trattazione della domanda cautelare, che si deve tenere nella prima udienza utile, prescindendo da ogni esigenza di rispetto dei termini a difesa. Tali abbreviazioni si giustificano pienamente in considerazione degli interessi in gioco e dell弾sigenza di una immediata definizione della lite, anche mediante la tutela cautelare.

Peraltro dopo la l. n. 205/2000 la tutela cautelare potr essere assicurata anche mediante decreto presidenziale monocratico, con fissazione poi della prima udienza utile collegiale.

Pertanto, una volta che il ricorso sia stato tempestivamente promosso e vi sia stato l段ntervento cautelare del giudice amministrativo, le esigenze di celerit vengono meno, e il giudizio prosegue con i termini ordinari.

 

13.6. Provvedimenti di diniego di iscrizione e di cancellazione dai registri delle organizzazioni di volontariato.

E previsto un termine di trenta giorni per il ricorso di primo grado e per il ricorso di appello nel contenzioso avverso provvedimenti di diniego di iscrizione o di cancellazione dai registri delle organizzazioni di volontariato, ai sensi dell誕rt. 6, co. 5, l. 11 agosto 1991, n. 266; sia in primo grado che in appello il giudice decide in camera di consiglio, entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, uditi i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. Nessun誕ltra riduzione di termini prevista, sicch valgono i termini ordinari per deposito del ricorso, ricorso incidentale, costituzione delle altre parti, pubblicazione della sentenza, etc. Anche in questo rito, appare di dubbia razionalit il dimezzamento del termine per ricorrere. Infatti i termini dimezzati per ricorrere hanno ragion d弾ssere solo quando ci sono ragioni di urgenza e di certezza per la pubblica amministrazione autrice del provvedimento, e non anche quando ci sono ragioni di urgenza per il ricorrente (il quale valuta autonomamente la propria urgenza e pu sempre ricorrere in un termine pi breve di quello massimo assegnatogli). E invece razionale la celere definizione del merito. Sarebbe pertanto opportuno riportare a sessanta giorni il termine per il ricorso di primo grado, e se del caso estendere a tale materia il rito dell誕rt. 23 bis, l. Tar.

 

13.7. Provvedimenti di diniego di iscrizione e di cancellazione dall誕lbo delle associazioni di promozione sociale.

In materia di diniego di iscrizione all誕lbo delle associazioni di promozione sociale e di cancellazione, l誕rt. 10, l. 7 dicembre 2000, n. 383, recante <<Disciplina delle associazioni di promozione sociale>>, lascia invariato il termine ordinario per il ricorso al Tar, ma prevede una abbreviazione dei termini per la decisione e per l誕ppello. E prescritto che avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e avverso i provvedimenti di cancellazione ammesso, in ogni caso, entro sessanta giorni, ricorso al tribunale amministrativo regionale competente, che decide, in camera di consiglio, nel termine di trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, sentiti i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. La decisione del tribunale appellabile, entro trenta giorni dalla sua notifica, al Consiglio di Stato, il quale decide con le stesse modalit entro sessanta giorni. Non sono previste ulteriori abbreviazioni, sicch restano invariati tutti gli altri termini, ivi compresi quelli per l誕ppello nel termine lungo, per il deposito dell誕ppello, per l誕ppello incidentale, etc.

 

13.8. Provvedimenti dell但utorit per le garanzie delle comunicazioni in materia di parit di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica.

Un altro rito abbreviato disciplinato dall誕rt. 10, l. 22 febbraio 2000, n. 28, recante <<disposizioni per la parit di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica>>) in relazione ai provvedimenti dell但utorit per le garanzie delle comunicazioni in detta materia.

L誕bbreviazione riguarda solo i termini espressamente contemplati.

Nel resto si osservano i termini ordinari.

E previsto un termine di trenta giorni per il ricorso di primo grado e per l誕ppello.

In caso di domanda cautelare, i soggetti interessati possono trasmettere o depositare memorie entro cinque giorni dalla notifica della domanda cautelare. Si ha dunque un termine dimezzato rispetto a quello ordinario per il deposito di memorie nella fase cautelare, che di dieci giorni.

In ogni caso nella prassi si ammette che le parti depositino memorie e documenti fino all置dienza cautelare.

Il Tar del Lazio si pronunzia sulla domanda di sospensione nella prima camera di consiglio dopo la scadenza del termine per il deposito delle memorie, e comunque non oltre il settimo giorno dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie, il che significa non oltre il dodicesimo giorno dalla notifica del ricorso

Le stesse regole si applicano per l'appello dinanzi al Consiglio di Stato.

 

13.9. Provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia.

L誕rt. 10, commi 2 quinquies, 2 sexies, 2 septies, 2 octies, d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, convertito nella l. 15 marzo 1991, n. 82, introdotti dall誕rt. 3, l. 13 febbraio 2001, n. 45, recante <<modifica della disciplina della protezione e del trattamento sanzionatorio di coloro che collaborano con la giustizia nonch disposizioni a favore delle persone che prestano testimonianza>>, reca uno speciale rito in relazione ai provvedimenti di applicazione, modifica e revoca delle speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia.

E previsto un generale dimezzamento dei termini, e dunque, da ritenere, anche dei termini per il ricorso introduttivo e per le impugnazioni.

E inoltre previsto che nei confronti dei provvedimenti della commissione centrale con cui vengono modificate o revocate le speciali misure di protezione anche se di tipo urgente o provvisorio a norma dell誕rticolo 13, comma 1, l弛rdinanza di sospensione cautelare emessa ai sensi dell誕rticolo 21 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e successive modificazioni, o dell誕rticolo 36 del regio decreto 17 agosto 1907, n. 642, ha efficacia non superiore a sei mesi. Con l弛rdinanza il giudice fissa, anche d置fficio, l置dienza per la discussione di merito del ricorso che deve avvenire entro i quattro mesi successivi; il dispositivo della sentenza pubblicato entro sette giorni dalla data dell置dienza con deposito in cancelleria.

Il richiamo sia dell誕rt. 21, l. Tar che dell誕rt. 36, r.d. n. 642/1907 implica che la durata massima dell弛rdinanza cautelare si applica sia in primo grado che in appello.

Tale rito presenta lo stesso dimezzamento generalizzato dei termini previsto dall誕rt. 23 bis, con in pi il dimezzamento anche del termine per ricorrere, la durata massima dell弛rdinanza cautelare e il termine massimo per l置dienza di merito.

 

14. Considerazioni conclusive.

La presente rassegna ha evidenziato una notevole disomogeneit di molti termini processuali, spesso irrazionale.

La disomogeneit e irrazionalit si traduce in una maggiore difficolt per l弾sercizio del diritto di difesa, con il rischio di incorrere in decadenza, a causa della difficolt, per le parti e i difensori, di conoscere e ricordare molteplici termini differenziati.

In svariate materie previsto un termine inferiore a quello ordinario di sessanta giorni, per proporre ricorso al Tar.

La riduzione del termine, incidendo pesantemente sul diritto di difesa, va invece prevista solo se indispensabile in relazione ad imprescindibili esigenze di certezza dell誕tto amministrativo e di celerit dell誕zione amministrativa, che possano giustificare il sacrificio del diritto di difesa.

Diversamente, l置rgenza del ricorrere deve essere rimessa alle valutazioni del singolo interessato, e se del caso possono essere previste abbreviazioni del rito processuale, ma non del termine per ricorrere.

Giova ricordare che la legislazione pi recente si mossa in questa direzione.

E, invero, la l. n. 205/2000 ha portato da trenta a sessanta giorni il termine per ricorrere in materia di procedure di affidamento di pubblici appalti (che era stato previsto in trenta giorni dal d.l. n. 67/1997). Anche se la materia dei pubblici appalti costituisce un esempio emblematico di vicenda in cui le esigenze di celerit dell誕zione amministrativa potrebbero giustificare il termine dimezzato per ricorrere (come ha riconosciuto la Corte costituzionale e come sembra ammesso da parte degli organi comunitari).

Ancora, nel 2002, con la novella dell誕rt. 13, d.lgs. n. 286/1998, stato riportato da trenta a sessanta giorni il termine per ricorrere avverso l弾spulsione ministeriale di cittadini extracomunitari.

Il d.lgs. n. 163/2006 (codice dei contratti pubblici) ha riportato da trenta a sessanta giorni il termine per ricorrere contro i provvedimenti sanzionatori dell但utorit di vigilanza sui contratti pubblici (previsto in trenta giorni dall誕rt. 4, co. 7, l. n. 109/1994).

In questa direzione, andrebbe riportato a sessanta giorni il termine per ricorrere in materia di:

- accesso agli atti amministrativi;

- nulla osta cinematografico;

- passaporti;

- provvedimenti in relazione alle associazioni di produttori zootecnici;

- iscrizione e cancellazione dall誕lbo delle associazioni di volontariato;

- provvedimenti relativi ai collaboratori di giustizia.

L段ntervento legislativo potrebbe anche essere sollecitato dalla giurisprudenza, mediante questioni di legittimit costituzionale della severa disciplina del termine per ricorrere, priva di giustificazione razionale.

Si giustifica pienamente, invece, la riduzione del termine per ricorrere, in materia di:

- ordinanza che assicura le prestazioni indispensabili in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali;

- contenzioso elettorale;

- provvedimenti dell但utorit per le garanzie nelle comunicazioni in materia di parit di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica.

Tanto, in considerazione delle evidenti ragioni di urgenza e di certezza dell誕zione amministrativa.

De jure condendo, poi, andrebbe ridotto il termine per impugnare il provvedimento di aggiudicazione dei pubblici contratti, per omogeneizzarlo con il termine dilatorio che deve intercorrere tra aggiudicazione e stipulazione del contratto. Tale questione dovr essere affrontata se e quando diventer direttiva da recepire l誕ttuale progetto di direttiva che modifica le direttive 89/665 e 92/13.

Oltre alla omogeneizzazione del termine per ricorrere in primo grado, andrebbe omogeneizzata la disciplina dei molteplici e frammentari riti speciali.

Come si gi osservato, solo nel rito dell誕rt. 23 bis, l. Tar e nel rito relativo ai collaboratori di giustizia, previsto un generalizzato dimezzamento di tutti i termini processuali.

Peraltro nel rito 23 bis sono eccettuati dal dimezzamento i termini per ricorrere.

Sicch, l置nico rito con dimezzamento generalizzato resta quello per i provvedimenti relativi ai collaboratori di giustizia.

La razionalit di tale risultato ermeneutico sfugge del tutto.

Negli altri riti il legislatore ha scelto, con criteri abbastanza casuali, di abbreviare solo taluni termini, ma non la generalit di essi.

Sarebbe invece opportuna una omogeneizzazione, riducendo ad unit i molteplici riti speciali.

Si potrebbe infatti, prevedere un unico rito speciale, razionalizzando ed estendendo quello dell誕rt. 23 bis alle altre materie per le quali oggi sono previsti molteplici riti (contenzioso elettorale, accesso, silenzio, nulla osta cinematografico, passaporti, collaboratori di giustizia), previa verifica di quali siano gli interessi che richiedono effettivamente una corsia giustiziale preferenziale rispetto agli altri, e prevedendo in tale rito il meccanismo oggi previsto in altri riti speciali, della celere fissazione della udienza di merito anche quando non vi domanda cautelare (come nel rito dell誕ccesso e del silenzio).

Nell誕mbito di un unico rito speciale, per casi tassativi si potrebbe prevedere l段mmediato deposito del ricorso, con notifica successiva (come ora nel rito sul contenzioso elettorale).

Infine, andrebbe omogeneizzata:

- la disciplina dei termini per le diverse impugnazioni;

- la disciplina dei termini ultimi per deposito di memorie e documenti, rendendo eccezionale la prassi del deposito di memorie e documenti fino al giorno dell置dienza, prassi che non garantisce n un adeguato contraddittorio con le altre parti, n un誕deguata preparazione del collegio giudicante, non di rado oggi investito di una mole di atti e documenti pochi minuti prima della decisione.

In questa prospettiva, per conciliare il diritto di difesa con il diritto al contraddittorio e con l弾sigenza di un razionale funzionamento dell誕pparato giustizia, si potrebbe anche ipotizzare un meccanismo simile a quello del processo civile:

- documenti e memorie <<lunghe>> da depositarsi un congruo termine prima dell置dienza;

- memorie <<corte>>, ovvero brevi note di replica, consentite fino a pochi giorni prima dell置dienza e, eccezionalmente, fino al giorno dell置dienza.

Non va tralasciato la differenza rilevantissima tra il rito del processo amministrativo e il rito del processo civile.

Nel processo civile che si svolge davanti al collegio, il collegio ha sessanta giorni per depositare la decisione, decorrenti dalla scadenza del termine per le memorie di replica (art. 275 c.p.c.): posto che le comparse conclusionali vanno scambiate entro sessanta giorni dalla rimessione della causa al collegio, e le memorie nei successivi venti giorni, il giudice ha centoquaranta giorni dalla rimessione della causa al collegio per depositare la decisione.

Nell段potesi in cui le parti chiedano che la causa sia discussa oralmente davanti al Collegio, l置dienza di discussione ha luogo entro i sessanta giorni dalla scadenza del termine per le memorie di replica, e va depositata nei sessanta giorni successivi alla discussione (art. 275 c.p.c.): considerato lo scambio delle comparse conclusionali entro sessanta giorni dalla rimessione al collegio, lo scambio delle memorie di replica entro venti giorni, la udienza nei successivi sessanta giorni e la sentenza negli ulteriori sessanta giorni, il giudice ha in totale 200 giorni per depositare la sentenza, decorrenti dalla rimessione della causa al collegio.

Nel processo civile che si svolge davanti al giudice unico, se non c定 discussione orale, la sentenza va depositata entro trenta giorni dalla scadenza del termine per le memorie di replica (art. 281 quinquies c.p.c.), ma va ricordato che le parti si scambiano le comparse conclusionali entro sessanta giorni dal passaggio della causa in decisione, e le memorie di replica nei venti giorni successivi, sicch il giudice unico ha in definitiva centodieci giorni per pubblicare la sentenza, decorrenti dal passaggio della causa in decisione.

Se le parti chiedono la discussione orale davanti al giudice unico, ha luogo lo scambio delle sole comparse conclusionali, entro sessanta giorni dal passaggio della causa in decisione, l置dienza viene fissa nei successivi trenta giorni e la sentenza depositata nei successivi trenta giorni: sicch il giudice ha centoventi giorni per depositare la sentenza, decorrenti dal passaggio della causa in decisione.

Dunque nel processo civile il giudice dispone di un congruo spazio temporale per conoscere le comparse e memorie di parte prima della discussione della causa.

Nel processo amministrativo, invece, le memorie di parte possono essere depositate fino a dieci giorni (cinque nei riti abbreviati) prima dell置dienza di discussione, e la decisione deve essere deliberata subito dopo la discussione (art. 61, r.d. n. 642/1907), e deve essere depositata entro i successivi 45 giorni. In alcuni riti abbreviati il termine per la decisione 23 giorni e occorre pubblicare il dispositivo entro sette giorni.

Sicch il giudice dispone, nel rito ordinario, di cinquantacinque giorni dalle memorie di parte per decidere, e, nei riti con termini dimezzati, di ventotto giorni dalle memorie di parte per pubblicare la decisione. Se poi prevista la pubblicazione del dispositivo entro sette giorni dall置dienza, il giudice ha dodici giorni dalle memorie di parte per decidere.

Tale maggiore celerit degli adempimenti del giudice amministrativo, rispetto al giudice civile, rende per complessa la presa di conoscenza da parte del giudice di atti di parte depositati solo il giorno dell置dienza, o cinque giorni prima.

 

 

 

 

Tabelle riassuntive dei termini del processo amministrativo

(Rosanna De Nictolis)

 

Legenda:

 

Colonna 1: tipologia di atti processuali

Colonne 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9: termini, in ciascun rito, per ogni atto processuale. Se nulla indicato valgono i termini del rito ordinario (Colonna 2).

 

 

A) Giudizio di primo grado davanti al Tar svolgimento ordinario

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori)

 

Contenzioso elettorale

Rito abbreviato 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estin-zione del giudizio con decreto mono-cra-

tico

Rito nulla

osta

cinema

Ricorso introduttivo (notifica)

Sessanta giorni nei giudizi impugnatori

(elevati a novanta in caso di residenza in altro Stato europeo, e a centocinquanta in caso di residenza fuori dall脱uropa di una delle parti)

 

Trenta giorni nelle ipotesi di:

art. 10, l. n. 1185/1967;

art. 5, l. n. 306/1975;

art. 6, l. n. 266/1991

art. 10, l. n. 28/2000

 

Sette giorni nell段potesi di art. 10, l. n. 146/1990

 

termine di prescrizione del diritto nei giudizi su diritti soggettivi

 

cinque anni per l誕zione risarcitoria

 

Dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento presidenziale che fissa la data di udienza

(n.b. nel contenzioso elettorale il ricorso prima si deposita e poi si notifica)

Sessanta giorni

nel rito 23 bis

 

Trenta giorni nel rito sulle misure relative ai collaboratori di giustizia

Trenta giorni

Finch perdura l段nadempi-mento, ma comunque non oltre un anno decorrente dalla scadenza dei termini per provvedere di cui all誕rt. 2, l. n. 241/1990

Notifica del ricorso e del decreto ingiunti-

vo entro sessanta o novanta giorni (notifica in Italia o all弾stero)

Oppo-sizione al decreto entro sessan-ta giorni dalla comuni-cazione

Trenta giorni

Deposito del ricorso

Trenta giorni

dall置ltima notificazione

 

 

Al fine della fissazione dell置dienza:

Trenta giorni decorrenti dalla proclamazione degli eletti nel contenzioso sulle operazioni elettorali di Comuni, Province e Regioni, e dalla pubblicazione in G.U. dell弾lenco dei candidati eletti nel contenzioso sulle operazioni elettorali relative ai rappresentanti italiani nel Parlamento europeo.

Deposito del ricorso dopo la notifica entro dieci giorni dalla notificazione

Quindici giorni

dall置ltima notificazione

 

 

Entro il termine di

prescri-

zione del diritto

Deposi-

to dell弛p-

posizione

entro dieci giorni

dall置lti

ma notifica-

zione

Quindici giorni

dall置ltima notifica-zione

Costituzione delle altre parti

Venti giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso

(elevato di trenta o di novanta giorni se una delle parti risiede in uno Stato europeo o in uno Stato non europeo)

Quindici giorni dalla notificazione del ricorso

Dieci giorni

dalla scadenza

del termine di deposito del

ricorso

 

 

Opposi-zione al decreto nei termini del c.p.c.

(quaranta, dieci, sessanta, con le altre proroghe e abbrevia-zioni)

ovvero venti giorni in caso di opposizio-

ne al decreto in favore di ausiliario del giudice -

segue la costituzio- ne delle altre parti nei termini del processo ammini-strativo

 

Dieci giorni

dalla scadenza

del termine di deposi-to del

ricorso

Ricorso incidentale (notifica)

Trenta giorni

dalla scadenza del termine di deposito del ricorso

(elevato di trenta o di novanta giorni se il ricorrente incidentale risiede in uno Stato europeo o in uno Stato non europeo)

Quindici giorni dalla notificazione del ricorso principale

Trenta giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso

 

 

 

 

Quindici giorni

dalla scadenza del termine di deposi-to del ricorso

Ricorso incidentale (deposito)

Dieci giorni

dall置ltima notificazione

Quindici giorni dalla notificazione del ricorso principale

Cinque giorni

dall置ltima notificazione

 

 

 

 

Cinque giorni

dall置ltima notifi-cazione

Memorie e documenti in relazione al ricorso incidentale

Dieci giorni

dalla scadenza del termine di deposito del ricorso incidentale

 

Cinque giorni

dalla scadenza del termine di deposito del ricorso incidentale

 

 

 

 

Cinque giorni

dalla scadenza del termine di deposito del ricorso incidentale

Intervento in causa (notificazione)

Fino al passaggio della causa in decisione

 

 

 

 

 

 

 

Deposito dell誕tto di intervento

Venti giorni

dall置ltima notificazione

 

Dieci giorni

dall置ltima notificazione

 

 

 

 

 

Memorie e documenti in relazione all誕tto di intervento

Venti giorni

dalla scadenza del termine di deposito dell誕tto di intervento

 

Dieci giorni

dalla scadenza del termine di deposito dell誕tto di intervento

 

 

 

 

 

Motivi aggiunti di ricorso

Stessi termini del ricorso introduttivo

 

Stessi termini ridotti del ricorso introduttivo

Tesi prevalente: stessi termini del ricorso introduttivo cio sessanta giorni

 

Tesi minoritaria:

trenta giorni quanto meno nel caso di motivi aggiunti avverso gli atti gi impugnati

Stessi termini del ricorso introduttivo, dunque trenta giorni

Se motivi aggiunti avverso il silenzio: vale il termine di prescrizio-

ne di un anno previsto per il ricorso

originario.

 

Se motivi aggiunti avverso atti espressi: sessanta giorni

 

 

Stesso termine di trenta giorni del ricorso introdutti-

vo

Deposito dell誕tto impugnato e degli atti del procedimento da parte della

p.a.

Sessanta giorni

dalla scadenza del termine di deposito del ricorso

 

Trenta giorni

dalla scadenza del termine di deposito del ricorso

 

 

 

 

 

Istanza di discussione del ricorso

Due anni

dal deposito del ricorso

Non occorre, l置dienza fissata di ufficio su presentazione del ricorso

Un anno dal deposito del ricorso

 

Non occorre istanza di fissazione nel giudizio relativo a infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi

 

 

 

Non occorre istanza di fissazio-ne

Non occorre istanza di fissazione

Comunica-zione dell置dienza di discussione a cura della segreteria

Almeno 40 giorni prima dell置dienza

Non prevista, il decreto presidenziale di fissazione dell置dienza viene notificato a cura del ricorrente entro dieci giorni dalla comunicazione del provvedimento presidenziale

Almeno 20 giorni prima dell置dienza, se la data non fissata con ordinanza

 

 

Se la data di udienza fissata con ordinanza, non prevista comunicazio-

ne

 

 

 

 

 

Celebrazione dell置dienza di discussione

Non previsto un termine per la data dell置dienza nel rito ordinario

 

Trenta giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso nelle ipotesi di:

art. 6, l. n. 266/1991;

art. 10, l. n. 383/2000

In via di urgenza

Stabilita con ordinanza per la prima udienza successiva al termine di trenta giorni dalla data di deposito dell弛rdinanza

 

In caso di accoglimento da parte del Consiglio di Stato della domanda cautelare gi respinta dal Tar, l置dienza di primo grado fissata per la prima udienza utile successiva al termine di trenta giorni dal ricevimento da parte del Tar dell弛rdinanza del Consiglio di Stato

 

Nel giudizio relativo a infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi l置dienza va celebrata entro quarantacin-

que giorni dal deposito del ricorso

 

Nel rito relativo ai provvedimenti sui collaboratori di giustizia l置dienza di merito fissata con l弛rdinanza cautelare entro i successivi quattro mesi

Entro trenta giorni dalla scaden-za del termine di deposi-

to del ricorso

Trenta giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso

 

Trenta giorni dalla scaden-za del termine di deposito del ricorso

Trenta giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso

Documenti per l置dienza di discussione

Fino a venti giorni liberi prima dell置dienza

 

Nel rito 23 bis: se c定 ordinanza che fissa l置dienza: entro quindici giorni dal deposito dell弛rdinanza che fissa l置dienza

 

Nel rito 23 bis: se non c定 ordinanza che fissa l置dienza, e comunque secondo la prassi:

fino a dieci giorni liberi prima dell置dienza

 

Nel rito collaboratori di giustizia:

fino a dieci giorni liberi prima dell置dienza

 

 

Fino all置-

dienza

di discus-

sione

Fino all置dienza

di discussione

 

Fino all置dienza

di discus-sione

 

Memorie per l置dienza di discussione

Fino a dieci giorni liberi

prima dell置dienza

 

Nel rito 23 bis: se c定 ordinanza che fissa l置dienza: entro i dieci giorni successivi ai quindici giorni dal deposito dell弛rdinanza che fissa l置dienza

Nel rito 23 bis: se non c定 ordinanza che fissa l置dienza, e comunque secondo la prassi:

fino a cinque giorni liberi

prima dell置dienza

Nel rito collaboratori di giustizia:

fino a cinque giorni liberi prima dell置dienza

Fino all置-

dienza

di discus-

sione

Fino all置dienza

di discussione

 

Fino all置di-enza

di discus-sione

 

Sentenza

Entro quarantacinque giorni dalla decisione, che di regola nel giorno dell置dienza di discussione, salvo rinvio della camera di consiglio o riserva della decisione

Lettura del dispositivo in udienza

 

Motivazione entro dieci giorni dall置dienza

Dispositivo entro sette giorni dall置dienza

 

Motivazione entro ventitre giorni dall置dienza

 

 

 

Decisione con ordinanza deposi-tata subito dopo l置dien-za

Entro dieci giorni dall置-

dienza

Comunicazione della sentenza alle parti a cura del segretario

_____________

Perenzione

Cinque giorni

 

 

 

_____________

2 anni oltre a periodi feriali

 

 

 

 

____________

 

Tre giorni

 

 

 

___________

1 anno oltre al periodo feriale

 

 

 

 

______

 

 

 

 

______

 

 

 

 

_____

 

 

 

 

__________

 

 

 

 

______

 

 

B) Giudizio di primo grado davanti al Tar Incidente cautelare

 

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Incidente cautelare memorie

10 giorni dalla notifica della domanda cautelare; nella prassi fino alla udienza cautelare

 

nell段potesi di art. 10, l. n. 28/2000: 5 giorni dalla notifica della domanda cautelare; nella prassi fino alla udienza cautelare

 

 

Cinque giorni dalla notifica della domanda cautelare; nella prassi fino alla udienza cautelare

 

 

 

Non vi incidente cautelare in tale fase

 

Incidente cautelare udienza

Prima udienza dopo il termine di dieci giorni per le memorie

 

Nel rito di art. 10, l. n. 28/2005: prima udienza dopo il termine abbreviato di cinque giorni per le memorie, e comunque non oltre sette giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie (cio il dodicesimo giorno dalla notifica del ricorso)

 

 

 

 

 

Non vi incidente cautelare in tale fase

 

Durata massima dell弛rdinanza cautelare

 

 

Nel rito collaboratori di giustizia: durata massima dell弛rdinanza cautelare sei mesi

 

 

 

Non vi incidente cautelare in tale fase

 

Notifica del provvedimento cautelare ante causam

Non prevista la tutela ante causam in tale contenzioso

Non prevista la tutela ante causam in tale contenzioso

Nel solo rito relativo a procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture pubblici: termine fissato dal giudice, non superiore a cinque giorni

Non prevista la tutela ante causam in tale contenzioso

Non prevista la tutela ante causam in tale contenzioso

Non prevista la tutela ante causam in tale contenzioso

Non vi incidente cautelare in tale fase

Non prevista la tutela ante causam in tale contenzioso

Appello avverso le ordinanze cautelari (notificazione)

60 giorni dalla notifica,

120 giorni dalla comunicazione del deposito

30 giorni dalla notifica

 

60 giorni dalla comunicazione del deposito

Nel rito 23 bis controverso:

 

Per una tesi, valgono i termini del rito ordinario

 

Per altra tesi, si applica il dimezzamento, trenta giorni dalla notifica, sessanta giorni dalla comunicazione del deposito

 

Nel rito collaboratori di giustizia:

trenta giorni dalla notifica, sessanta giorni dalla comunicazione del deposito

 

 

 

 

 

 

Durata massima dell弛rdinanza cautelare in appello

 

 

Nel rito collaboratori di giustizia: durata massima dell弛rdinanza cautelare sei mesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C) Giudizio di primo grado Incidenti sulla competenza

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decre-to ingiun-tivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Ricorso per regolamento di competenza (notifica)

Venti giorni

dalla tempestiva costituzione in giudizio

o dal successivo deposito degli atti da cui risulti l段ncompetenza

In caso di tardiva costituzione in giudizio: venti giorni dalla scadenza del termine per la costituzione

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

Dieci giorni dalla tempestiva costituzione in giudizio

o dal successivo deposito degli atti da cui risulti l段ncompetenza

In caso di tardiva costituzione in giudizio: dieci giorni dalla scadenza del termine per la costituzione

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Ricorso per regolamento di competenza (deposito)

Trenta giorni dall置ltima notificazione

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

Quindici giorni dall置ltima notificazione

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Memorie delle altre parti

Venti giorni dalla scadenza del termine di deposito

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

Dieci giorni dalla scadenza del termine di deposito

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Costituzione davanti ad altro Tar in caso di accordo tra le parti

Venti giorni dalla comunicazione della trasmissione degli atti al Tar indicato dalle parti

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

Dieci giorni dalla comunicazione della trasmissione degli atti al Tar indicato dalle parti

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Camera di consiglio per la delibazione sommaria dell段stanza di regolamento da parte del Tar

Immediatamente

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

Immediatamente

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Trasmissione degli atti al Consiglio di Stato se l段stanza non manifestamente infondata

Immediatamente

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

 

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Deposito di memorie e documenti davanti al Consiglio di Stato

Venti giorni dalla comunicazione dell弛rdinanza che dispone la trasmissione degli atti al Consiglio di Stato

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

Dieci giorni dalla comunicazione dell弛rdinanza che dispone la trasmissione degli atti al Consiglio di Stato

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Udienza innanzi al Consiglio di Stato

Prima udienza successiva alla scadenza del termine per il deposito dei documenti

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

 

Prima udienza successiva alla scadenza del termine per il deposito dei documenti

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Riproposizione del ricorso davanti al Tar competente

Trenta giorni dalla notifica della decisione che accoglie il ricorso per regolamento di competenza

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

Quindici giorni dalla notifica della decisione che accoglie il ricorso per regolamento di competenza

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Prosecuzione del giudizio davanti al Tar originario

Istanza di fissazione udienza entro due anni dalla decisione

Il regolamento di competenza non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

Istanza di fissazione udienza entro un anno dalla decisione

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Eccezione di incompetenza <<interna>> (sezioni del medesimo Tar)

Con l誕tto di costituzione e comunque entro 45 giorni dalla notifica del ricorso

Non si applica nel contenzioso elettorale, nel quale la competenza territoriale inderogabile, e dunque eccepibile senza formalit e rilevabile d置fficio.

 

Con l誕tto di costituzione e comunque entro 23 giorni dalla notifica del ricorso

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Conflitti di competenza tra T.R.G.A. di Trento e sezione autonoma di Bolzano - Eccezione

Fino al passaggio della causa in decisione

 

Fino al passaggio della causa in decisione

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Conflitti di competenza tra T.R.G.A. di Trento e sezione autonoma di Bolzano Memorie davanti al Consiglio di Stato

Dieci giorni dalla comunicazione della eccezione, e della conseguente sospensione del giudizio e trasmissione al Consiglio di Stato, da parte del Presidente del T.R.G.A. o della Sezione autonoma

 

Cinque giorni dalla comunicazione della eccezione, e della conseguente sospensione del giudizio e trasmissione al Consiglio di Stato, da parte del Presidente del T.R.G.A. o della Sezione autonoma

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Conflitti di competenza tra T.R.G.A. di Trento e sezione autonoma di Bolzano Decisione del Consiglio di Stato

Non oltre trenta giorni dal ricevimento degli atti da parte del giudice di primo grado

 

Non oltre quindici giorni dal ricevimento degli atti da parte del giudice di primo grado

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

Conflitti di competenza tra T.R.G.A. di Trento e sezione autonoma di Bolzano Trasmissione della decisione del Consiglio di Stato

Entro dieci giorni dalla decisione

 

Entro cinque giorni dalla decisione

 

 

 

Non vi incidente sulla competenza in tale fase

 

 

 

D) Giudizio di primo grado Regolamento preventivo di giurisdizione

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione - notifica

Fino a quando la causa non decisa nel merito in primo grado

 

 

 

 

 

 

 

Ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione - deposito

Venti giorni

dall置ltima notificazione

 

 

 

 

 

 

 

Controricorso - notifica

Venti giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso principale

 

 

 

 

 

 

 

Comunicazio-ne al p.m. e notificazione alle parti del decreto che fissa l誕dunanza e della relazione del relatore Rito semplificato

Almeno venti giorni prima della data dell誕dunanza

 

 

 

 

 

 

 

Conclusioni del p.m. e memorie delle parti Rito semplificato

Cinque giorni prima dell誕dunanza

 

 

 

 

 

 

 

Notificazione alle parti del decreto che fissa l誕dunanza e delle conclusioni del p.m. Rito ordinario

Almeno venti giorni prima della data dell誕dunanza

 

 

 

 

 

 

 

Memorie delle parti rito ordinario

Cinque giorni prima dell誕dunanza

 

 

 

 

 

 

 

Riassunzione del processo davanti al giudice ordinario dopo la pronuncia sul regolamento di giurisdizione

Sei mesi dalla comunicazione della sentenza

 

 

 

 

 

 

 

Prosecuzione del giudizio davanti al giudice amministrativo

Controverso:

- atto di riassunzione entro sei mesi dalla comunicazione della decisione

 

- istanza di fissazione udienza entro due anni dalla comunicazione della decisione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E) Giudizio di primo grado Incidente di falso

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Proposizione della querela di falso

Termine assegnato dal giudice

 

Termine assegnato dal giudice

 

 

 

 

 

Deposito della sentenza sulla querela di falso nel giudizio sospeso

Trenta giorni dalla pubblicazione della sentenza

 

Quindici giorni dalla pubblicazione della sentenza

 

 

 

 

 

Istanza di fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio

Due anni dalla notizia della sentenza che decide sulla querela di falso

 

Un anno dalla notizia della sentenza che decide sulla querela di falso

 

 

 

 

 

 

 

F) Giudizio di primo grado Incidente di costituzionalit

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Istanza di fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio

Due anni dalla comunicazione della sentenza

della Corte costituzionale da parte della segreteria del giudice a quo

 

Un anno dalla comunicazione della sentenza

della Corte costituzionale da parte della segreteria del giudice a quo

 

 

 

 

 

 

 

G) Giudizio di primo grado Ordinanza provvisionale di condanna al pagamento di somme di denaro

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Udienza di discussione

Prima udienza utile e comunque entro trenta giorni dal deposito dell段stanza

Non si applica, non vertendosi in materia di giurisdizione esclusiva e di diritti patrimoniali

Non si applica, non vertendosi in materia di giudizio di condanna per diritti patrimoniali, salve le cause risarcitorie in materia di appalti che per non seguono il rito speciale ex art. 23 bis

Non si applica non vertendosi in materia di diritti patrimoniali

Non si applica non vertendosi in materia di diritti patrimoniali

 

Non si applica, trattandosi di fase finalizzata a verificare se ricorre o meno una causa estintiva

Non si applica non vertendosi in materia di diritti patrimoniali

 

 

H) Giudizio di primo grado Interruzione del processo

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Atto di riassunzione - notifica

Sei mesi dalla data di conoscenza legale dell弾vento interruttivo

 

Tre mesi dalla data di conoscenza legale dell弾vento interruttivo

 

 

 

 

 

Istanza di fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio

Due anni dalla data di conoscenza legale dell弾vento interruttivo

 

Un anno dalla data di conoscenza legale dell弾vento interruttivo

 

 

 

 

 

 

I) Giudizio di revocazione delle sentenze dei Tar

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Ricorso per revocazione straordinaria - notifica

Sessanta giorni dalla conoscenza della causa di revocazione

(controverso: per altra tesi, trenta giorni con la medesima decorrenza)

 

Rito 23 bis: non disciplinato espressamente

 

2 tesi:

Termine ordinario

 

Termine dimezzato trenta giorni

 

Si suggerisce in via prudenziale di rispettare il termine dimezzato

 

Rito collaboratori di giustizia: trenta giorni

 

 

 

 

 

Ricorso per revocazione straordinaria - deposito

Trenta giorni dalla notificazione

(controverso: per altra tesi, venti giorni con la medesima decorrenza)

 

 

Quindici giorni dalla notificazione

 

(controverso: per altra tesi, dieci giorni con la medesima decorrenza)

 

 

 

 

 

Memorie e documenti delle altre parti

Venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso

 

Dieci giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso

 

 

 

 

 

Ricorso incidentale delle altre parti

Trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso

 

Nel rito 23 bis: non disciplinato espressamente

 

Due tesi:

termine ordinario

 

termine dimezzato quindici giorni

 

Si suggerisce prudenzialmente di seguire il termine dimezzato: quindici giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso

 

Rito collaboratori di giustizia: quindici giorni

 

 

 

 

 

Successivo svolgimento del giudizio, incidente cautelare, altri incidenti

Stessi termini del giudizio ordinario

 

 

Termini dimezzati del giudizio di primo grado

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L) Giudizio di appello davanti al Consiglio di Stato Svolgimento ordinario e incidenti

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia strategiche

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Ricorso in appello - notificazione

Quale che sia stato il tipo di giudizio in primo grado (impugnatorio, risarcitorio, su diritti soggettivi, di ottemperanza):

 

Sessanta giorni dalla notificazione della sentenza

(elevati a novanta in caso di residenza in altro Stato europeo, e a centocinquanta in caso di residenza fuori dall脱uropa di una delle parti)

 

Trenta giorni dalla notificazione della sentenza nelle ipotesi di:

art. 6, l. n. 266/1991;

art. 10, l. n. 383/2000

art. 10, l. n. 28/2000

 

Un anno dalla pubblicazione della sentenza (in difetto di notifica)

Venti giorni decorrenti dalla notifica della sentenza per le parti per cui obbligatoria la notifica, e dall置ltimo giorno di pubblicazione della sentenza nell誕lbo pretorio per gli altri cittadini elettori (nel contenzioso su elezioni di Comuni, Province, Regioni)

 

Cinque giorni per l誕ppello avverso il solo dispositivo, decorrenti dalla lettura dello stesso, nel contenzioso sulle elezioni dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo

 

Venti giorni per l誕ppello avverso la motivazione, decorrenti dalla ricezione dell'avviso di pubblicazione della sentenza, nel contenzioso sulle elezioni dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo

 

 

Sei mesi in difetto di notifica della sentenza, per coloro nei cui confronti la notifica obbligatoria

 

 

Rito 23 bis: in caso di appello avverso il solo dispositivo: trenta giorni dalla pubblicazione del dispositivo; successivo appello avverso i motivi entro trenta giorni dalla notificazione ovvero centoventi giorni dalla comunicazione della pubblicazione

 

Rito 23bis: in caso di appello unitario avverso la sentenza:

 

Trenta giorni dalla notificazione della sentenza

 

Centoventi giorni dalla pubblicazione della sentenza

 

Rito collaboratori di giustizia:

trenta giorni dalla notifica

 

sei mesi dalla pubblicazione

Trenta giorni dalla notifica della sentenza

 

Termine lungo di un anno in difetto di notifica della sentenza

Trenta giorni dalla notifica della sentenza e novanta giorni dalla comunicazione della pubblicazione

 

Appello avverso l弛rdinanza di primo grado che pronuncia sull弛pposi-zione al

decreto di estinzione entro trenta giorni dalla notifica o sei mesi dalla pubblicazio-ne

Trenta giorni dalla notifica-zione della sentenza

 

Termine di sei mesi in difetto di notifica della sentenza

Ricorso in appello - deposito

Trenta giorni dall置ltima notificazione

Quindici giorni dall置ltima notificazione

Quindici giorni dall置ltima notificazione

 

 

 

Quindici giorni dall置ltima notificazione

Quindici giorni dall置lti-ma notifica-zione

Costituzione delle altre parti

Trenta giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕ppello

 

(elevati di trenta e di novanta giorni se una delle parti risiede in uno Stato europeo o in uno Stato non europeo)

Quindici giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕ppello

Quindici giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕ppello

 

 

 

Quindici giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕ppello

Quindici giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕p-pello

Appello incidentale <<proprio>> - notifica

Trenta giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕ppello principale

(elevato di trenta o di novanta giorni se il ricorrente incidentale risiede in uno Stato europeo o in uno Stato non europeo)

Quindici giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕ppello principale

Rito 23 bis: controverso:

Trenta giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕ppello principale ovvero termine dimezzato quindici giorni

 

Rito collaboratori di giustizia: quindici giorni

 

Trenta giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕ppello principale

 

Quindici giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕ppello principale

Quindici giorni

dalla scadenza del termine per il deposito dell誕p-pello principale

Appello incidentale <<autonomo>> - notifica

Sessanta giorni dalla notifica della sentenza di primo grado ovvero dalla notifica dell誕ppello principale (in difetto di notifica della sentenza)

(elevato di trenta o di novanta giorni se il ricorrente incidentale risiede in uno Stato europeo o in uno Stato non europeo)

 

In ogni caso un anno dalla pubblicazione della sentenza

Venti giorni dalla notifica della sentenza di primo grado ovvero dalla notifica dell誕ppello principale (in difetto di notifica della sentenza)

 

In ogni caso sei mesi dalla pubblicazione della sentenza

Rito 23 bis: trenta giorni dalla notifica della sentenza di primo grado ovvero dalla notifica dell誕ppello principale (in difetto di notifica della sentenza)

In ogni caso centoventi giorni dalla pubblicazione della sentenza

 

Rito collaboratori di giustizia:

trenta giorni dalla notifica della sentenza di primo grado ovvero dalla notifica dell誕ppello principale (in difetto di notifica della sentenza)

 

In ogni caso sei mesi dalla pubblicazione della sentenza

Trenta giorni dalla notifica della sentenza di primo grado ovvero dalla notifica dell誕ppello principale (in difetto di notifica della sentenza)

 

In ogni caso un anno dalla pubblicazione della sentenza

 

Trenta giorni dalla notifica della sentenza di primo grado ovvero dalla notifica dell誕ppello principale (in difetto di notifica della sentenza)

 

 

In ogni caso novanta giorni dalla comunicazione della pubblicazione della sentenza

 

Trenta giorni dalla notifica della sentenza di primo grado ovvero dalla notifica dell誕ppello principale (in difetto di notifica della sentenza)

 

In ogni caso sei mesi dalla pubblicazio-ne della sentenza

 

Trenta giorni

Trenta giorni dalla notifica-zione della sentenza o dell誕p-

pello

principale

 

Termine di sei mesi in difetto di notifica della sentenza

Appello incidentale - deposito

Dieci giorni dall置ltima notificazione

Cinque giorni

dall置ltima notificazione

Cinque giorni

dall置ltima notificazione

 

 

 

Cinque giorni

dall置ltima notificazione

Cinque giorni

dall置lti-ma notifica-zione

Memorie in relazione all誕ppello incidentale

Dieci giorni dalla scadenza del termine di deposito dell誕ppello incidentale

Cinque giorni

dalla scadenza del termine di deposito dell誕ppello incidentale

Cinque giorni

dalla scadenza del termine di deposito dell誕ppello incidentale

 

 

 

Cinque giorni

dalla scadenza del termine di deposito dell誕ppello incidentale

Cinque giorni

dalla scadenza del termine di deposito dell誕ppello incidenta-le

Intervento in appello - notificazione

Fino al passaggio della causa in decisione

Fino al passaggio della causa in decisione

Fino al passaggio della causa in decisione

 

 

 

Fino al passaggio della causa in decisione

 

Intervento in appello - deposito

Dieci giorni dall置ltima notificazione

Cinque giorni

dall置ltima notificazione

Cinque giorni

dall置ltima notificazione

 

 

 

Cinque giorni

dall置ltima notificazione

 

Memorie e documenti in relazione all誕tto di intervento

Dieci giorni dalla notificazione dell誕tto di intervento

Cinque giorni dalla notificazione dell誕tto di intervento

Cinque giorni dalla notificazione dell誕tto di intervento

 

 

 

Cinque giorni dalla notificazione dell誕tto di intervento

 

Motivi aggiunti

Stessi termini dell誕ppello (v. n. 54)

Stessi termini dell誕ppello in materia di contenzioso elettorale

Rito 23 bis: Stessi termini dell誕ppello principale nel rito 23 bis (trenta giorni)

 

Rito collaboratori di giustizia: trenta giorni

Trenta giorni come l誕ppello

Trenta giorni come l誕ppello

 

Trenta giorni come l誕ppello

Trenta giorni come l誕ppello

Memorie in relazione alla domanda cautelare

Dieci giorni dalla notifica

Cinque giorni dalla notifica

Cinque giorni dalla notifica

 

 

 

Cinque giorni dalla notifica

 

Celebrazione dell置dienza cautelare

Prima udienza successiva al deposito della domanda cautelare

 

 

 

 

 

 

 

Richiesta del fascicolo di primo grado da parte della segreteria

Trenta giorni dal deposito del ricorso (c.d. iscrizione a ruolo)

Quindici giorni dal deposito del ricorso (c.d. iscrizione a ruolo)

Quindici giorni dal deposito del ricorso (c.d. iscrizione a ruolo)

 

 

 

Quindici giorni dal deposito del ricorso (c.d. iscrizione a ruolo)

 

Istanza di discussione dell誕ppello

Due anni

dal deposito dell誕ppello

Non occorre, l置dienza fissata di ufficio in via di urgenza

Un anno

dal deposito dell誕ppello

 

Non occorre istanza di fissazione nel giudizio relativo a infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi

 

 

 

Un anno

dal deposito dell誕ppello

Non occorre istanza di discussione

Celebrazione dell置dienza di discussione

 

Non previsto un termine per la data dell置dienza nel rito ordinario

 

Trenta giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso nelle ipotesi di:

art. 6, l. n. 266/1991.

 

Sessanta giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso nell段potesi di:

art. 10, l. n. 383/2000

In via di urgenza

Nel rito 23 bis: stabilita con ordinanza per la prima udienza successiva al termine di trenta giorni dalla data di deposito dell弛rdinanza

 

Nel giudizio relativo a infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi l置dienza va celebrata entro quarantacin-

que giorni dal deposito del ricorso

 

Nel rito collaboratori di giustizia: fissata con l弛rdinanza cautelare entro quattro mesi dall置dienza cautelare

Trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso

Trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso

 

 

Trenta giorni dalla scaden-za del termine per il deposito del ricorso

Avviso della data dell置dienza di merito

Almeno otto giorni prima

Almeno quattro giorni prima

Almeno quattro giorni prima

se la data non fissata con ordinanza

 

 

Se la data di udienza fissata con ordinanza, non prevista comunicazione

 

 

 

Almeno quattro giorni prima

 

Deposito documenti per l置dienza di merito

Fino a venti giorni liberi prima dell置dienza

Fino a dieci giorni liberi prima dell置dienza

Entro quindici giorni dal deposito dell弛rdinanza che fissa l置dienza

 

Fino a dieci giorni liberi prima dell置dienza

Fino al giorno dell置dienza

Fino al giorno dell置dienza

 

Fino a dieci giorni liberi prima dell置dienza

Fino a dieci giorni liberi prima dell置-

dienza

Deposito di memorie per l置dienza di merito

Fino a dieci giorni liberi prima dell置dienza

Fino a cinque giorni liberi prima dell置dienza

Entro i dieci giorni successivi ai quindici giorni dal deposito dell弛rdinanza che fissa l置dienza

 

Fino a cinque giorni liberi prima dell置dienza

Fino al giorno dell

udienza

Fino al giorno dell

udienza

 

Fino a cinque giorni liberi prima dell置dienza

Fino a cinque giorni liberi prima dell置dienza

Sentenza

Entro quarantacinque giorni dalla decisione, che di regola nel giorno dell置dienza di discussione, salvo rinvio della camera di consiglio o riserva della decisione

Entro 23 giorni dall置dienza di discussione

Dispositivo entro sette giorni dall置dienza

 

Motivazione entro ventitre giorni dall置dienza

 

 

 

Entro 23 giorni dall置dienza di discussione

Entro dieci giorni dall置dienza di discussione

Comunicazione della sentenza alle parti a cura del segretario

_____________

Perenzione

Cinque giorni

 

 

 

_____________

2 anni oltre a periodi feriali

 

 

 

 

____________

 

Tre giorni

 

 

 

____________

1 anno oltre al periodo feriale

 

 

 

 

_____________

 

 

 

 

________

 

 

 

 

________

Tre giorni

 

 

 

 

1 anno oltre al periodo feriale

 

 

 

 

______

Incidente di falso, incidente di costituzionalit, ordinanza provvisionale, interruzione del processo

Gli stessi termini del giudizio di primo grado

I termini previsti nel giudizio ordinario di primo grado, ma dimezzati

I termini previsti nel giudizio ordinario di primo grado, ma dimezzati

 

 

 

I termini previsti nel giudizio ordinario di primo grado, ma dimezzati

 

 

 

M) Prosecuzione del giudizio di primo grado a seguito di sentenza del Consiglio di Stato di annullamento con rinvio

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Celebrazione dell置dienza

Entro trenta giorni dalla comunicazione della sentenza

 

Entro quindici giorni dalla comunicazione della sentenza

 

 

 

 

 

Memorie e documenti per l置dienza

Fino a tre giorni prima dell置dienza

 

Fino a due giorni prima dell置dienza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N) Giudizio di revocazione delle decisioni del Consiglio di Stato

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Ricorso per revocazione straordinaria notifica

Sessanta giorni dalla conoscenza della causa di revocazione

(controverso: per altra tesi, trenta giorni con la medesima decorrenza)

 

 

Rito 23 bis: non previsto espressamente.

Per unta tesi: sessanta giorni dalla conoscenza della causa di revocazione

Per altra tesi: trenta giorni con la stessa decorrenza

 

Rito collaboratori di giustizia: trenta giorni con la stessa decorrenza

 

 

 

 

 

Ricorso per revocazione ordinaria notifica

 

 

Sessanta giorni dalla notifica della sentenza

 

Termine lungo annuale dalla pubblicazione della sentenza (in difetto di notificazione)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rito 23 bis: non previsto espressamente

 

2 tesi:

Termine ordinario

 

Termine dimezzato trenta giorni e sei mesi termine lungo

 

Si suggerisce prudenzialmente di rispettare il termine dimezzato

 

Rito collaboratori di giustizia: trenta giorni dalla notifica e sei mesi dalla pubblicazione

 

 

 

 

 

Ricorso per revocazione ordinaria e straordinaria - deposito

 

 

 

Trenta giorni dalla notificazione

(controverso: per altra tesi, venti giorni con la medesima decorrenza)

 

 

 

 

Quindici giorni dalla notificazione

 

 

 

 

 

Memorie e documenti delle altre parti

 

 

Trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso

 

 

 

Quindici giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso

 

 

 

 

 

 

Ricorso incidentale delle altre parti

 

 

Trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso

 

 

Rito 23 bis: non previsto

 

Per una tesi termine di trenta giorni per altra tesi termine dimezzato

 

Si suggerisce prudenzialmente di rispettare il termine di quindici giorni

 

Rito collaboratori di giustizia: quindici giorni

 

 

 

 

 

 

Successivo svolgimento del giudizio, incidente cautelare, altri incidenti

Stessi termini del giudizio ordinario

 

 

Rito 23 bis: stessi termini del giudizio di appello nel rito 23 bis, dunque termini dimezzati rispetto a quelli del giudizio ordinario

 

Rito collaboratori di giustizia: termini dimezzati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

O) Giudizio di opposizione di terzo avverso sentenze di primo grado e di appello

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Ricorso per opposizione di terzo - notifica

Stesso termine dell誕ppello:

sessanta giorni dalla conoscenza della sentenza

Ritenuta inammissibile l弛pposizione di terzo da parte dei cittadini elettori

 

Nelle residue ipotesi: termine ordinario dell誕ppello al Consiglio di Stato

Rito 23 bis: non disciplinato espressamente. Per una tesi termine ordinario per altra tesi termine dimezzato

 

Si suggerisce prudenzialmente il termine dimezzato di trenta giorni dalla conoscenza della sentenza

 

Rito collaboratori di giustizia: trenta giorni dalla conoscenza della sentenza

 

 

 

 

 

Successivo svolgimento del giudizio

Stessi termini del giudizio di appello

 

Stessi termini, dimezzati, del giudizio di appello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P) Giudizio di cassazione avverso le decisioni del Consiglio di Stato

Tipologia di atti processuali

Rito ordinario

(giudizi impugnatori e su diritti soggettivi, giudizi risarcitori,

giudizio di ottemperanza)

Contenzioso elettorale

Rito 23 bis l. Tar

e infrastrutture strategiche

e rito abbreviato relativo ai provvedimenti concernenti le speciali misure di protezione nei confronti dei collaboratori di giustizia

Rito accesso

Rito silenzio

Decreto ingiuntivo

Estinzione del giudizio con decreto monocratico

Rito nulla

osta

cinema

Ricorso per cassazione per soli motivi di giurisdizione - notifica

Sessanta giorni dalla notifica della sentenza

 

Termine lungo annuale dalla pubblicazione della sentenza (in difetto di notifica della sentenza)

 

 

 

 

 

 

 

Ricorso per cassazione per soli motivi di giurisdizione - deposito

Venti giorni dall置ltima notificazione

 

 

 

 

 

 

 

Controricorso - notifica

Venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso principale

 

 

 

 

 

 

 

Controricorso - deposito

Venti giorni dalla notificazione

 

 

 

 

 

 

 

Udienza di discussione avviso alle parti

Almeno venti giorni prima dell置dienza

 

 

 

 

 

 

 

Memorie per l置dienza di discussione

Fino a cinque giorni prima dell置dienza

 

 

 

 

 

 

 

Riassunzione del giudizio davanti al giudice indicato dalla Cassazione

Un anno dalla pubblicazione della sentenza della Cassazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Q) Denuncia in Cassazione di conflitti di giurisdizione tra giudice amministrativo e altri giudici

Tipologia di atti processuali